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Hospitality Award: il 6 giugno la premiazione

Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, manifestazione per l’hôtellerie e la ristorazione in Italia, sarà protagonista dal 4 al 6 giugno al WMF – We Make Future Festival di BolognaFiere con il progetto “DI OGNUNO”, uno spazio immersivo e multisensoriale dedicato all’ospitalità accessibile (Pad. 30 – Stand B38 / A35).

Realizzata in collaborazione con Lombardini22 e Village for all – V4A®, l’installazione propone un’esperienza concreta tra due ambienti contrapposti – uno orientato al discomfort, l’altro basato su criteri di accessibilità fisica, sensoriale e alimentare – per mostrare come le scelte progettuali possano incidere profondamente sull’esperienza dell’ospite.

All’interno del festival, si svolgerà anche la premiazione dell’Hospitality Award – Inclusività e Accoglienza, nata in sinergia con il WMF per valorizzare realtà italiane impegnate nell’abbattimento delle barriere, sia nei campeggi che in hotel, B&B, agriturismi e glamping. Il riconoscimento sarà consegnato venerdì 6 giugno alle ore 11:30 (Stage 3 – Pad. 22), alla presenza di Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi, promotrice dell’iniziativa.

Le candidature sono state valutate da una giuria di esperti in ospitalità e innovazione, tra cui Roberto Vitali (V4A), Giovanna Voltolini (Hospitality) e Domenico Castaldo (Search On Media Group), secondo criteri di impatto, innovazione, replicabilità e comunicazione.

L’intero progetto si inserisce in una visione più ampia di Hospitality: un’ospitalità sempre più equa, consapevole e responsabile, in grado di generare valore sociale oltre che economico.

Tra FAITA-Federcamping e Hospitality esiste da anni una consolidata partnership, basata su obiettivi comuni: sostenere la qualità e l’innovazione dell’open air italiano e promuovere un’accoglienza capace di includere tutti, senza barriere. Un impegno condiviso che trova nuova forza in occasioni come questa, dove innovazione digitale e cultura dell’accessibilità si incontrano per costruire il futuro del turismo.

L’Open Air in Europa 2025: una indagine sulle dinamiche

Nel 2025, le vacanze Open Air in Europa si confermano accessibili e in linea con le tendenze degli ultimi anni. In particolare in materia di prezzi PiNCAMP ha rilasciato i contenuti della sua analisi 2025 per i veicoli ricreazionali. I costi per una notte in aumentano in media del 6% rispetto all’anno precedente, portando il prezzo medio a 52 euro per una famiglia composta da due adulti e un bambino fino a 10 anni. La cifra include la piazzola per camper o roulotte e il veicolo trainante.

Prezzi a confronto: tra Nord e Sud dell’ Open Air in Europa cambia il posizionamento

L’analisi conferma una distinzione ormai strutturale: i prezzi più contenuti si registrano nei paesi del Nord Europa, come Germania (40 €), Svezia (43 €) e Regno Unito (54 €), seguiti da Francia, Danimarca, Austria e Paesi Bassi (tra i 50 e i 55 euro). Nei paesi mediterranei, a esclusione della Svizzera, i prezzi si attestano in una fascia superiore: Spagna (60 €), Italia (66 €) e Croazia (68 €). A determinare questo scarto oltre alla più favorevole stagionalità della domanda, c’è un’offerta spesso più articolata, con standard elevati e un’ampia gamma di servizi. In questo contesto, il confronto non va letto in termini di “più caro o più economico”, ma alla luce del rapporto tra costo e qualità dell’esperienza offerta.

Aumenti contenuti e dinamiche tariffarie

L’incremento dei prezzi resta moderato in tutta Europa, con variazioni comprese tra il 4% e il 6% nei paesi a maggiore affluenza turistica. La Spagna registra l’aumento più marcato (+9%), passando da 55 a 60 euro a notte, mentre Svezia e Regno Unito mantengono pressoché invariati i livelli dell’anno precedente.
Da segnalare l’evoluzione delle politiche tariffarie: i prezzi nei campeggi sono sempre più soggetti a dinamiche flessibili, legate alla stagionalità, all’occupazione e alla posizione geografica. Le strutture in località ad alta richiesta, come le coste del Mar Baltico, il Lago di Garda o l’Adriatico croato, tendono ad adeguare le tariffe giornalmente, in linea con quanto già avviene in altri settori del turismo.

Bassa stagione e prenotazioni anticipate: le leve della convenienza

Per gli ospiti che viaggiano al di fuori dell’alta stagione, la convenienza è significativa. In bassa stagione, i prezzi possono scendere anche di un terzo rispetto al periodo estivo. Inoltre, chi prenota con largo anticipo ha maggiori possibilità di trovare tariffe vantaggiose e disponibilità nelle strutture più richieste. Strumenti come le carte sconto dedicate al settore e le piattaforme digitali di prenotazione consentono una pianificazione più efficiente e personalizzata, facilitando il confronto tra strutture e promozioni attive.

Un settore stabile, in continua evoluzione

L’open Air si conferma una formula di vacanza solida e in crescita. Lieve riduzione della durata media dei soggiorni, ma volumi costanti e segnali positivi su tutta la rete europea. L’andamento dei prezzi nel 2025 si inserisce in un quadro di stabilità e adattamento, con un’offerta che si evolve per rispondere alle nuove esigenze dei viaggiatori in termini di servizi, sostenibilità e comfort. In definitiva, il dato economico va letto in parallelo alla trasformazione qualitativa dell’intero comparto: che oggi si presenta con un’offerta ampia e diversificata, dove il vero criterio di scelta non è il costo in sé, ma la convenienza reale in rapporto all’esperienza proposta, in sintesi il rapporto qualità prezzo.

Il Florenz Open Air Resort celebra 60anni di famiglia e inclusione

Sessant’anni di ospitalità, natura e innovazione: il Florenz Open Air Resort di Comacchio ha celebrato un traguardo importante, confermandosi tra le destinazioni di riferimento per il turismo all’aria aperta sulla costa adriatica. Dal 1965, la famiglia Vitali guida con passione questa impresa, cresciuta nel tempo da semplice campeggio a struttura moderna e sostenibile, senza mai perdere il suo spirito autentico e familiare.

Il sessantesimo anniversario rappresenta non solo una ricorrenza simbolica, ma anche l’occasione per riflettere sul percorso di un’attività che ha saputo coniugare tradizione, innovazione e responsabilità sociale, diventando esempio virtuoso nel panorama dell’open air italiano.

Una grande festa per una grande storia

Il weekend dal 23 al 25 maggio è stato un vero e proprio inno al turismo all’aria aperta, con un ricco programma di eventi aperti al pubblico: dall’esposizione Illusionarium, alla scuola di magia e alla caccia al tesoro sostenibile, fino agli spettacoli musicali e di danza inclusiva come La mucca dance e l’esibizione della Rulli Frulli Marching Band, simbolo di accoglienza e valorizzazione delle diversità.

Tra i momenti più significativi, la presentazione del libro celebrativo “1965 – 2025. Passione ed ospitalità per tutti”, a firma di Luciano Boccaccini, che ripercorre le tappe della famiglia Vitali e del resort: una storia fatta di dedizione, visione imprenditoriale e continuo impegno verso l’inclusione.

“Una tempesta di emozioni, questi tre giorni di festa. Centinaia di clienti arrivati da tutta Europa anche solo per un weekend per testimoniare la loro vicinanza in questo importante anniversario. I loro sorrisi e i tanti complimenti dettati dal cuore ci hanno regalato momenti indimenticabili” – ha raccontato Gianfranco Vitali, Presidente FAITA Emilia .
“In futuro proseguiremo su questa strada: mettere al centro le persone, collaboratori e clienti, includere le persone fragili, aprirci alla comunità locale, investire sulla qualità della struttura e del servizio”.

Ospitalità come vocazione: le parole dell’arcivescovo

Tra gli appuntamenti più intensi, anche la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’arcivescovo Gian Carlo Perego, che ha evidenziato il valore umano e sociale dell’impresa:

“Sessant’anni di progetti di ospitalità per includere tutti. Il mondo è cambiato, ma non è cambiata la disponibilità del Florenz a interpretare nuove istanze, nuovi bisogni, nuove tendenze nell’accoglienza turistica”.

Nella sua omelia, l’arcivescovo ha ricordato il valore dell’ospitalità come dono e relazione autentica, richiamando anche l’esperienza imprenditoriale di Adriano Olivetti come modello di impresa etica, creativa e responsabile.

Un resort inclusivo e sostenibile

A rafforzare l’unicità del Florenz è anche il riconoscimento arrivato nel 2023 dall’ADAC, che ha premiato la struttura come migliore campeggio accessibile d’Europa. Un risultato che nasce da un lungo impegno concreto: già dal 2005 sono stati avviati adeguamenti strutturali per rendere il resort accessibile a persone con mobilità ridotta, ipovedenti e altre disabilità.

Oltre all’inclusione, un’altra colonna portante è la sostenibilità ambientale. Tra gli investimenti realizzati, spicca l’impianto fotovoltaico da 230 kW che consente di ridurre l’impatto ambientale e promuovere un turismo più responsabile.

Una famiglia, quattro generazioni, un solo spirito

Il cuore pulsante del Florenz resta la famiglia Vitali, che da sessant’anni porta avanti il progetto con coerenza e lungimiranza.

“Siamo felici: un’attività che rimane in famiglia per 60 anni è un caso raro. Il ricambio generazionale ha funzionato: ora si affaccia la quarta generazione, pronta a proseguire con passione sulla stessa strada”, ha dichiarato Gianfranco Vitali.

Il resort non è solo un luogo di vacanza, ma anche una comunità dove le persone – ospiti e collaboratori – sono messe al centro. Il team è multiculturale e accogliente, e lo spirito aziendale si fonda su inclusione, attenzione e benessere condiviso.

Guardando al futuro, il Florenz proseguirà nel segno della continuità: attenzione alle persone, qualità dei servizi, radicamento nel territorio e investimenti mirati in innovazione e accessibilità.

FAITA Federcamping e la redazione di Camping Management esprimono a Gianfranco Vitali ed al suo staff i loro auguri per un futuro ancora ricco di successi. Il Florenz Open Air Resort si conferma quale realtà imprenditoriale esemplare nel coniugare qualità dell’accoglienza, cultura dell’inclusione e innovazione del prodotto e del servizio.

Il viaggio del futuro è a distanza? Pro e contro del turismo virtuale

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Quali saranno le caratteristiche del viaggio del futuro? Nell’era dell’Intelligenza artificiale, dei travel influencers e dei social network, c’è già chi parla di aprire le porte ad un turismo virtuale. Viaggiare attraverso uno schermo può sembrare l’annullamento del viaggio stesso, ma è poi tanto diverso dai libri di viaggio dei secoli passati? Rappresenta davvero il male assoluto? 

Il turismo virtuale

Il turismo virtuale, per definizione, non prevede lo spostamento fisico dei viaggiatori. Grazie alle nuove tecnologie infatti, si può viaggiare restando comodamente a casa propria,  visitando tutti i posti più belli del mondo rimanendo seduti sul divano. Di turismo virtuale si inizia a parlare già da un pò, e lo si fa in termini tutt’altro che negativi.

Questa nuova modalità, possibile grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, e che non vuole assolutamente sostituire il turismo classico, ma piuttosto affiancarlo e potenziarlo, può aprire una destinazione ad una fascia molto più ampia di utenti. I viaggiatori che potranno vedere Piazza San Marco a Venezia, la Fontana di Trevi a Roma e il Duomo di Milano, aumenteranno esponenzialmente. 

Pro e contro del turismo virtuale

I contro di questo tipo di turismo, sono sotto gli occhi di tutti, e sono capeggiati dal fatto che un viaggio virtuale non può sostituire il viaggio reale. L’esperienza, l’emozione, la tattilità del viaggio verrebbero meno senza un reale spostamento fisico. Non si potrebbero assaggiare i sapori dei piatti locali, non si potrebbero fare esperienze in prima persona, non si potrebbe ammirare dal vivo un’opera d’arte.

Il turismo virtuale però, non porta con sé solamente aspetti negativi. Potrebbe rappresentare, infatti, la via di accesso ad una destinazione per chi non può permettersi di raggiungerla fisicamente o economicamente. Inoltre, può diventare un ulteriore strumento di promozione delle destinazioni turistiche italiane. 

Applicazioni e spunti di riflessione per l’Open Air

Il turismo virtuale non potrà mai sostituire il viaggio nella sua forma più classica, ma può certamente affiancarlo per ampliare l’offerta turistica di una destinazione, rendendola più accessibile. In questo, le riflessioni sul turismo virtuale che si possono intavolare sono numerose, e di diversa natura, soprattutto per il comparto dell’Open Air.

Si può prendere spunto, infatti, dalle porte aperte attraverso cui il turismo virtuale potrebbe entrare a tutti gli effetti nell’offerta italiana, per potenziare i canali turistici classici. Laddove un nuovo mezzo risponde ad esigenze passate, infatti, si trova un vuoto che nessun mezzo classico ha saputo colmare.

Accessibilità, sostenibilità e opportunità

In primis, si può parlare di accessibilità. Se una persona ha, come unico limite al viaggio, la mobilità fisica, si può rispondere alle sue esigenze attraverso il miglioramento dell’accessibilità delle strutture Open Air, che già allo stato attuale presentano condizioni nettamente migliori rispetto a tanti altri comparti turistici italiani. Una struttura più accessibile è sinonimo di ampliamento del bacino di utenza, e di un’offerta maggiore e più qualitativa, con una concorrenza ancora piuttosto limitata.

Ancora, si può parlare di sostenibilità. I viaggiatori responsabili, che viaggiano solamente se sono sicuri di non impattare negativamente sull’ambiente, attraverso il turismo virtuale non dovrebbero fare i conti con questo aspetto del viaggio. Di conseguenza, per garantire loro la migliore esperienza possibile, e un viaggio nel vero senso del termine, si dovrebbe pensare con una mente più aperta e investire su materiali, processi e iniziative sostenibili.

Quello che di primo acchito potrebbe sembrare un surrogato di scarsa qualità del turismo classico, potrebbe in realtà diventare un booster per il nostro Paese. Non una sostituzione, ma un affiancamento nell’offerta classica, di una versione virtuale, può portare benefici evidenti ad un Paese come il nostro. Infine, le sfide che il turismo virtuale sembra aver vinto, rappresentano un’opportunità di miglioramento per l’intero comparto.

Delegazione olandese in visita a Cavallino-Treporti

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In questi giorni Cavallino-Treporti accoglie una delegazione proveniente dalla provincia olandese dell’Overijssel, territorio a forte vocazione turistica nei Paesi Bassi, composta da rappresentanti di categoria, imprenditori ed esponenti della pubblica amministrazione che ieri sono giunti nella località turistica veneziana.

L’iniziativa ha come obiettivo lo scambio di best practice nella gestione intelligente delle destinazioni
turistiche
, con particolare attenzione all’utilizzo dei Big Data per l’analisi dei flussi e il miglioramento
dell’esperienza del visitatore.Un confronto che si inserisce pienamente nell’ambito degli indirizzi delineati dal Piano Turistico Annuale 2025 della Regione Veneto, in particolare l’Obiettivo 3.2, Linea strategica 3.2.2, dedicato alla valorizzazione dell’innovazione e della sostenibilità nel turismo.

Il momento culminante della study visit si è svolto presso il Camping Village Mediterraneo, dove si è
tenuto un incontro organizzato da Faita Nordest – Associazione Interregionale Veneto e Friuli
Venezia Giulia delle strutture ricettive all’aria aperta.


All’appuntamento sono intervenuti per i saluti istituzionali il sindaco di Cavallino-Treporti, Roberta
Nesto
, e Mariska Linthorst per il Comune di Hardenberg (NL), aprendo la strada a un confronto tra
operatori e istituzioni su modelli gestionali, innovazione digitale e strategie per il turismo open air.
Sono poi seguiti gli interventi di Uwe Frers, CEO di PiNCAMP, Alberto Granzotto, Presidente di Faita
Nordest, Petra Ellens, Regional Manager di HISWA-RECRON, Paolo Bertolini, Vicepresidente del
Consorzio Parco Turistico di Cavallino-Treporti, e Wendy Weijdema, Vicepresidente di
MarketingOost.

“Questo incontro non è il primo, né sarà l’ultimo che FAITA intende organizzare. Per noi è un
momento di confronto e cooperazione alla luce dello sviluppo che il settore sta avendo in tutto il
contesto europeo. I colleghi e gli amministratori pubblici dell’ Overijssel avranno modo di visitare un
cluster significativo di campeggi e villaggi turistici e, dati alla mano, fare una valutazione del trend
del mercato. Insieme cercheremo di capire le principali esigenze del turista contemporaneo, su cui
dobbiamo concentrarci per dare continuità al ciclo virtuoso di Cavallino Treporti per poterne
trasferire l’esperienza anche ad altre realtà”, spiega Alberto Granzotto, presidente Faita
Federcamping Nordest.


“Cavallino Treporti è la capitale del turismo all’aria aperta in Europa, che accoglie gli esempi più
importanti di ricettività in termini di qualità e servizi. Una sorta di laboratorio per le delegazioni
europee come quella olandese, che può offrire spunti anche attraverso il confronto con gli
imprenditori e con chi è chiamato a gestire i territori nei periodi di picco turistico. Cavallino Treporti, con la sua storia, i suoi percorsi ciclabili, il paesaggio, la sua laguna, dà all’ospite la possibilità fare un’esperienza di vacanza a 360 gradi”, afferma Alberto Ballarin, assessore al Turismo del Comune di
Cavallino Treporti.

Grandi destinazioni Italiane per un Turismo Sostenibile: MiTur punta a 5 città

Il 13 maggio si è svolto, nella splendida e suggestiva sede della Centrale Montemartini di Roma, il Forum del Ministero del Turismo dedicato alle Grandi destinazioni Italiane per un Turismo Sostenibile (GDITS). Presente al Forum anche il Ministro Santanchè, che individua nella tutela e nella sostenibilità delle 5 destinazioni individuate, l’obiettivo delle istituzioni.

Promuovere un turismo che sia realmente sostenibile”, spiega la Santanchè, permette di “creare ricchezza e prosperità attraverso un modello di sviluppo che, a partire da questi Comuni, può innestare un circolo virtuoso ed estendere azioni positive alle altre realtà italiane”.

Grandi destinazioni italiane per un turismo sostenibile

Il progetto Grandi destinazioni italiane per un Turismo Sostenibile individua in Firenze, Milano, Napoli, Roma e Venezia il target su cui lavorare per sviluppare un modello di turismo sostenibile, da cui le realtà limitrofe e le altre grandi città possono partire per elevare i propri livelli di sostenibilità turistica. Queste sono le 5 città che, da sole, rappresentano il 17% delle presenze turistiche in Italia. Proprio qui, grazie all’investimento di 6 milioni di euro, si perseguirà l’obiettivo dell’eliminazione dell’overtourism tossico.

Attraverso azioni di decongestionamento, la promozione di itinerari alternativi che permettano di scoprire l’intero territorio urbano, e la diffusione di comportamenti di visita rispettosi sia dell’ambiente che delle comunità dei residenti, il MiTur intende tutelare le grandi città italiane dall’assalto del turismo di massa e, contemporaneamente, ridurre l’impatto negativo del turismo sul loro territorio.

I progetti per la sostenibilità

Ogni città ha a disposizione 1,2 milioni di euro per migliorare la propria governance, per incrementare la digitalizzazione e aumentare la competitività sul mercato globale, in ottica di sostenibilità. I progetti presentati per raggiungere questi obiettivi sono:

  • Let Mi…Promote and Experience Milan – per ampliare l’offerta turistica della città di Milano e realizzare iniziative digitali che permettano una fruizione più sostenibile dello spazio urbano, mettendo al centro del progetto la partecipazione dei cittadini e la creatività;
  • #EnjoyRespectVenezia – per il decongestionamento del centro città e delle zone a maggior rischio di overtourism, tramite una campagna di comunicazione mirata e che guidi verso comportamenti sostenibili in viaggio;
  • Enjoy, Respect & Feel Florence – per parlare di Firenze in modo nuovo, promuovendo la destinazione sotto punti di vista alternativi, che spaziano dalla rassegna cinematografica allo sport;
  • Unexpected Itineraries of Rome – per far conoscere una Roma sconosciuta ai più e che non percorre le strade tradizionali che si trovano in tutte le guide di viaggio, che sia fruibile in autonomia grazie alla digitalizzazione delle informazioni, tramite esperienze dirette;
  • Napoli TouristTech – per creare 3 info-point sostenibili in giro per la città, valorizzare il trekking urbano e creare una campagna di marketing sostenibile.

Autorizzazioni paesaggistiche: via libera alla semplificazione

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Novità importanti per il mondo del turismo Open Air: il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro del turismo, uno schema normativo che introduce significative semplificazioni in materia di autorizzazione paesaggistica.

Il nuovo provvedimento riguarda in particolare i mezzi mobili di pernottamento – come caravan, case mobili e autocaravan – all’interno delle strutture turistico ricettive all’aria aperta.
I veicoli dovranno essere dotati di meccanismi di rotazione funzionanti, non ancorati permanentemente al suolo e facilmente rimovibili, così da permettere il ripristino dello stato originario dei luoghi una volta rimossi.

Punto chiave: all’interno delle strutture già munite di autorizzazione paesaggistica, non sarà più necessaria un’autorizzazione aggiuntiva per ogni singolo mezzo mobile.

Infrastrutture a rete: via anche alle autorizzazioni semplificate

Il testo prevede inoltre una procedura semplificata per la realizzazione di infrastrutture a rete e per le modifiche nella distribuzione delle aree attrezzate dotate di utenze elettriche, idriche e fognarie.

alberto granzotto

La posizione di FAITA Federcamping

Alberto Granzotto, Presidente di FAITA Federcamping, ha accolto con favore il provvedimento:

“L’approvazione di oggi in Consiglio dei ministri configura un nuovo modo di pianificare gli investimenti nel comparto del turismo Open Air. La semplificazione garantirà certezza, velocità e qualità nella pianificazione economica, a beneficio anche dell’occupazione. Le strutture potranno accogliere gli ospiti in modalità sostenibili e a basso impatto, in linea con gli standard internazionali. Un sentito ringraziamento ai Ministri Santanchè e Giuli per il loro impegno.”

Un settore in crescita costante

Il comparto Open Air si conferma un pilastro del turismo nazionale, con numeri importanti nel 2024:

  • Oltre 11 milioni di arrivi
  • Circa 73 milioni di presenze
  • 8 miliardi di euro di fatturato
  • 150.000 addetti compreso l’indotto

Questi dati sottolineano il ruolo centrale del turismo all’aria aperta all’interno della filiera ricettiva italiana. Le nuove norme rappresentano un passo concreto verso una gestione più moderna, efficiente e sostenibile del comparto.

Certificazione GSTC: cos’è e quali benefici può portare nell’Open Air

Ai tempi del greenwashing l’elemento della sostenibilità è diventato, troppo spesso, uno strumento di marketing per promuovere servizi e prodotti a prescindere dalla loro effettiva capacità di essere “sostenibili”. In questo contesto, dunque , può essere opportuno riassumere i principi regolatori del   sistema convenzionalmente assunto per la valutazione della sostenibilità. Alla base c’è la Certificazione GSTC, riconosciuta in tutto il mondo, ed unica nel suo genere, poichè promuove e certifica le migliori pratiche nel turismo sostenibile. La certificazione GSTC può fare la differenza e portare ad un salto di qualità non indifferente non solo in termini di sostenibilità, ma anche di autenticità ed identità.

Cos’è la Certificazione GSTC e a cosa serve

Il Global Sustainable Tourism Council (GSTC) è un organismo internazionale che nasce dall’Environment Programme delle Nazioni Unite e dalla World Tourism Organization, con lo scopo preciso e definito di promuovere la sostenibilità e la responsabilità sociale all’interno del mondo del turismo. La Certificazione, quindi, non è altro che l’attestazione dell’aderenza a tutti i parametri e ai requisiti che, secondo l’organizzazione, sono rappresentativi di una ricettività sostenibile e rispettosa dell’ambiente a 360°.

Secondo l’Ente, il concetto di sostenibilità si fonda su un insieme di attività, che permettono di fruire del prodotto turistico senza alterarne la naturale essenza. Da un lato, quindi, la sostenibilità si sviluppa nel minor impatto ambientale possibile, mentre dall’altro si muove verso lo sviluppo e il beneficio che possono trarre da un turismo sostenibile tutte le popolazioni locali. In questo senso, l’accessibilità diventa un elemento chiave della sostenibilità, in quanto riduce le disuguaglianze e permette a tutti di accedere a beni e servizi, così come al mondo del lavoro.

I punti chiave su cui si fonda l’organizzazione, e che non possono mancare nelle strutture certificate GSTC, sono:

  • la Gestione Sostenibile (pianificazione, gestione, reportistica, ecc.);
  • l’Impatto socio-economico positivo (supporto alle comunità locali, condizioni di lavoro eque, inclusione sociale, accessibilità, ecc.);
  • l’Impatto culturale del turismo (preservazione del patrimonio culturale e delle tradizioni);
  • l’Impatto Ambientale ridotto (riduzione dell’inquinamento, conservazione della biodiversità, gestione delle risorse energetiche, ecc.).

Trattandosi di un’organizzazione internazionale, questa certificazione fissa uno standard elevatissimo e, soprattutto, riconosciuto in tutto il mondo. A conoscerla infatti, non sono solamente le istituzioni, ma anche gli intermediari turistici che promuovono le strutture al cliente finale, e i turisti stessi. Un altro fattore importantissimo da considerare, è che la Certificazione GSTC nasce dal turismo e al turismo si rivolge.

Come ottenere la Certificazione

Per ottenere la certificazione, la prima cosa da fare è capire dove si può andare a migliorare, e affrontare il cambiamento passo dopo passo, attraverso un percorso che porta da una gestione sostenibile solamente in superficie, ad una gestione turistica realmente a basso impatto ambientale. Questo percorso passa per la scelta dei materiali di costruzione delle strutture, per i processi di smaltimento dei rifiuti, per l’alimentazione energetica scelta per mandare avanti l’attività, e molto altro.

A decidere se si può ottenere o meno la certificazione è un Ente accreditato, che sottopone la struttura che ne fa richiesta ad un esame attento e certosino. Una volta ottenuta, poi, la Certificazione GSTC ha validità triennale ed è vincolata al superamento di altri due esami di sorveglianza annuali. Gli investimenti necessari per adeguare una struttura ricettiva all’aria aperta agli standard elevati della Certificazione GSTC possono far variare di molto il costo complessivo dell’operazione, ma si traducono in un ritorno certo in termini di reputazione e prenotazioni affini.

Creare le strutture adatte ai turisti di domani

Come nelle migliori leggi della fisica, infatti, anche nel turismo si attrae chi ci assomiglia. La forza di attrazione di una certificazione come questa, di conseguenza, può portare un enorme beneficio in termini di qualità della clientela e, soprattutto, di aderenza della stessa ai valori e ai principi della struttura. I turisti infatti, stanno diventando sempre più attenti alla sostenibilità ambientale, spesso più che le strutture che si autodefiniscono green. Per loro, trovare quanto si pubblicizza e conoscere nuove forme di gestione responsabile, così come di soluzioni per una vita più green, è un plus inestimabile.
Oggi, il turista attento all’ambiente, fa caso ai sistemi di raccolta differenziata, agli sprechi, ai materiali utilizzati nelle strutture eco-friendly. Per questo, offrire una realtà davvero sostenibile, davvero green, davvero responsabile, fa da ago della bilancia nella scelta della destinazione per le proprie vacanze. Al giorno d’oggi sono in molti a vantare politiche e pratiche green, ma in quanti le attuano veramente e aderiscono al 100% allo stile di vita che punta all’impatto zero? La corrispondenza tra le locandine pubblicitarie e la realtà dei fatti è il miglior regalo che si possa fare al turista di domani.

Veneto, 9 Bandiere Blu 2025 sulla costa

San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia, Chioggia, Rosolina e Porto Tolle: sono 9 le Bandiere Blu 2025 che svettano sulla costa veneta.
La regione mantiene così salda la sua posizione tra le località di riferimento.

La Bandiera Blu, un eco-label volontario assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio, viene conferita ogni anno in 49 Paesi, inizialmente solo europei, più recentemente anche extra-europei, con il supporto e la partecipazione delle due agenzie dell’ONU: UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) e UNWTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) con cui la FEE ha sottoscritto un Protocollo di partnership globale e riconosciuta dall’UNESCO come leader mondiale nel campo dell’educazione ambientale e dell’educazione allo sviluppo sostenibile.

“Un plauso agli operatori tutti, alle amministrazioni locali e alle comunità che ogni giorno contribuiscono non solo con investimenti a mantenere elevatissimi standard ambientali, di sicurezza e di accoglienza”, commenta l’assessore regionale al Turismo Federico Caner.

Il Veneto si conferma inoltre tra le prime regioni italiane per numero di approdi turistici insigniti della Bandiera Blu, a dimostrazione della qualità diffusa lungo tutta la filiera della costa, dalla spiaggia al porto.

“È la prova che stiamo lavorando bene, ma anche che dobbiamo continuare a sostenere questo sistema con scelte responsabili e lungimiranti, perché ambiente e turismo, nel nostro territorio, camminano insieme”, conclude l’assessore.

In tutto il territorio nazionale sono 246 i vessilli di cui l’Italia può fregiarsi, 10 in più rispetto all’anno scorso. Le spiagge sono 487, che corrispondono a circa l’11,5% a livello mondiale.

Ponti di primavera, l’Open Air veneto registra una grande partenza

Manca ancora quello del 2 giugno, ma dai ponti di primavera il turismo all’aria aperta guarda alla nuova stagione con fiducia. Dopo un inizio un po’ incerto, complice la pioggia che si è abbattuta sul 25 aprile, il bel tempo è tornato a riempire i campeggi e i villaggi turistici del Veneto. Dal litorale al lago di Garda, il bilancio tracciato da FAITA Federcamping attraverso i numeri di HBenchmark è positivo.

Dopo un 2024 che ha confermato le performance del 2023 (che sarà ricordato come l’anno dei record, con 20 milioni e 300 presenze) e ha superato del 13% gli arrivi del 2019, l’open air prosegue nel suo trend di crescita.

“Il turismo open air è per sua stessa definizione una forma di impresa e di vacanza ‘a contatto con la natura’, vive e si sviluppa all’aria aperta, i paesaggi naturali sono la sua cifra – spiega Alberto Granzotto, presidente di FAITA Federcamping – Quelli che un tempo venivano identificati come elementi di una vacanza ‘minore’ oggi sono invece il valore aggiunto di soggiorni di alto livello qualitativo. L’Open Air viene finalmente apprezzato per quello che è grazie agli investimenti in termini di alloggi e servizi, confortevole e con standard molto elevati. Una nuova filosofia di vacanza improntata all’accessibilità, alla sostenibilità, alla qualità e all’innovazione”. 

Lo studio e il campione sull’Open Air veneto

Il campione analizzato – 29 strutture fra le 2 e le 5 stelle con un’offerta di circa 16.500 unità – restituisce un dato decisamente incoraggiante: le presenze, cioè il numero totale di notti trascorse nelle strutture-campione fra il 18 aprile e il 3 maggio, sono state quasi 279mila.

Le performance migliori si sono registrate durante le festività pasquali, con un picco del 65% di occupazione media nella notte tra il sabato e la domenica di Pasqua e durante il ponte del Primo Maggio, con un picco del 64% nella notte di venerdì 2 maggio. Volendo azzardare un confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso (quando però il calendario era meno favorevole), questo 1° maggio è stato decisamente migliore, con un tasso di occupazione medio superiore di oltre 15 punti percentuali sul 2024 (54,5% contro il 39,4%).

Meno lusinghieri i numeri del ponte del 25 aprile, con un’occupazione massima dei campeggi ‘solo’ al 39%, un dato influenzato dal fatto che si tratta di una festività italiana. Se volessimo invece confrontare le performance del ponte della Liberazione 2025, in cui il 25 aprile cadeva di venerdì, con quelle del 2024, in cui invece la giornata festiva cadeva di giovedì, emergono risultati migliori per l’anno scorso rispetto a quest’anno, con una differenza di -5,2 punti percentuali. Posto che le condizioni meteo sono risultate sfavorevoli in entrambi gli anni, va considerato che nel 2025 il 25 aprile è stato molto più vicino alla Pasqua e che la giornata festiva ha avuto collocazioni diverse nel calendario da un anno all’altro.

Nella scelta dell’alloggio, le mobile home confermano il loro potere attrattivo piazzandosi al primo posto, con quasi il 54% dell’occupazione, seguite da bungalow e villette (50,1%) e dalle piazzole (41,1%), mentre tende e glamping raggiungono quasi il 31% nel periodo 18 aprile – 3 maggio.

Tra la costa veneta e il lago di Garda, la migliore performance sull’occupazione media giornaliera delle strutture è di quest’ultimo, con picchi del 71% a Pasqua e dellʼ87% durante il ponte del 1° maggio. Nel confronto tra Alto Adriatico Nord (Jesolo e Cavallino) e Sud (Chioggia e Sottomarina), invece, il primo ha avuto risultati migliori durante le festività pasquali (fino al 63% di occupazione media), il secondo invece durante il ponte della

Liberazione (fino a 44%) e soprattutto il 1° maggio, raggiungendo l’81% di occupazione media giornaliera grazie a una composizione della clientela che ha visto una prevalenza del mercato italiano rispetto a quello internazionale.

Permanenza e nazionalità degli ospiti dell’Open Air veneto

Buoni anche i dati sulla permanenza degli ospiti: la durata media del soggiorno nelle piazzole è stata di poco superiore alle 7 notti ed è stata mediamente più lunga rispetto a quella registrata nelle altre tipologie di alloggio. Bungalow e mobile home hanno valori tra loro molto vicini (rispettivamente 5, 6 e 5,7 notti), mentre le soluzioni glamping sono state prenotate per periodi decisamente più brevi (3,2 notti).

Infine le nazionalità: nei campeggi e nei villaggi turistici del Veneto, quasi il 75% dei flussi ha avuto origine dalla Germania e dal mercato interno, con la parte del leone svolta ancora una volta dai tedeschi (più del 43%). Del restante 25%, i tre Paesi con le presenze più significative sono stati i Paesi Bassi (quasi 7,5%), seguiti dall’Austria (5,6%) e dalla Svizzera (5,1%). Nelle strutture di Chioggia e Sottomarina, con l’82,9% del totale, sono i turisti italiani a fare la parte del leone; in quelle di Jesolo e Cavallino Treporti il primato spetta invece alla Germania (45,2%), così come al lago di Garda (49,6%).

STRUTTURE E POSTI LETTO – Nella nostra regione sono presenti oltre 180 strutture tra campeggi e villaggi turistici, per un totale di 228mila posti letto (il 17,7% del totale nazionale). FAITA Federcamping ne rappresenta la stragrande maggioranza. Con il 28% delle presenze sul totale di quelle rilevate nelle strutture ricettive presenti in Veneto, l’outdoor è la seconda modalità turistica dopo gli alberghi.

IL FORUM DI OTTOBRE – Il prossimo ottobre il mondo del turismo all’aria aperta si incontrerà a Roma per il 2° Forum Open Air organizzato da FAITA Federcamping. “Un appuntamento che, grazie alla presenza di ministri ed esperti del settore, consentirà un confronto costruttivo sulle norme che regolano il settore e, statistiche alla mano, darà modo di tracciare la rotta per il futuro di quello che è il comparto più vivace nel panorama turistico in Italia”, conclude il presidente FAITA Federcamping.

VisiTuscia Expo 2025 tra turismo, borghi e sostenibilità

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Dal 22 al 25 maggio torna VisiTuscia, la Borsa del Turismo e dell’Enogastronomia della Tuscia, organizzata dalla DMO Expo Tuscia in provincia di Viterbo. Dopo la conclusione del progetto finanziato dalla Regione Lazio, l’attività di valorizzazione del territorio prosegue con fondi propri e nuove progettualità. L’obiettivo resta quello di promuovere le eccellenze viterbesi — dall’offerta ricettiva all’enogastronomia, dal patrimonio culturale e naturale fino al turismo termale e religioso, in un anno giubilare particolarmente significativo.
“Expo Tuscia continua a essere un volano di crescita e sviluppo – spiega il presidente Vincenzo Peparello – puntando su sostenibilità, borghi autentici e un turismo sempre più esperienziale e responsabile.”

Collaborazioni territoriali e promozione integrata

Tra le novità dell’edizione 2025 di VisiTuscia, la sinergia con la Rete di imprese Enjoy Viterbo+, che sarà protagonista nei primi due giorni della manifestazione con workshop ed educational tour nella città e nelle sue frazioni. Seguiranno tour itineranti nei Comuni di Celleno, Montefiascone, Valentano e Calcata, in collaborazione con le reti d’impresa locali. Buyer, giornalisti e blogger saranno coinvolti in un percorso immersivo che mira a far conoscere il territorio attraverso il racconto diretto delle sue realtà produttive e culturali. Una strategia integrata che, come sottolinea Peparello, ha già dato risultati concreti in termini di destagionalizzazione, allungamento dei soggiorni e redistribuzione dei flussi turistici.

Giovedì webinar gratuito per le imprese associate

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Giovedì 15 maggio, dalle 10 alle 13, FAITA Federcamping organizzerà un importante webinar informativo dedicato all’aggiornamento catastale delle strutture ricettive all’aria aperta. L’incontro si concentrerà sull’applicazione dell’articolo 7-quinquies del Decreto-legge 113/2024, che stabilisce l’ irrilevanza catastale degli allestimenti mobili nei campeggi e nei villaggi turistici.

L’obiettivo del webinar è offrire un approfondimento tecnico, con il supporto di esperti in materia catastale, fiscale e tributaria, per chiarire gli aspetti ancora poco definiti della norma. La Federazione ha già avviato un confronto con l’Agenzia delle Entrate e i ministeri competenti per ottenere interpretazioni ufficiali e supportare al meglio le imprese associate.

La partecipazione al webinar è gratuita ma a numero limitato, ed è riservata alle imprese associate. Per iscriversi è necessario registrarsi tempestivamente tramite questo link:
👉 Registrazione Webinar

Con questa iniziativa, FAITA conferma il proprio impegno nel fornire strumenti operativi e aggiornamenti normativi puntuali per un comparto in continua evoluzione.

Ponte di Pasqua in Sardegna, un vero successo: +5% di prenotazioni dal 2024

Il Ponte di Pasqua in Sardegna è stato un vero e proprio successo. L’isola, scardinando la dicotomia classica tra estate e mare, è riuscita a segnare un promettente +5% sulle prenotazioni durante le festività pasquali, che quest’anno si sono unite in un ponte lunghissimo con il 25 aprile e il 1 maggio. Si tratta di un risultato importantissimo, conseguenza tanto di un’attenta strategia di comunicazione, rivolta soprattutto verso l’estero, quanto dell’aumento di collegamenti diretti.

Su questa scia, la Sardegna prova ad allargare l’orizzonte turistico della sua offerta superando la motivazione esclusiva e dominante di turismo prettamente estivo e balneare. Lo fa motivando gli ospiti anche in periodi in cui il mare non è esclusivamente sinonimo di balneazione. Infatti, l’isola è in grado di offrire un ventaglio ampissimo di esperienze, luoghi di interesse e particolarità per i suoi visitatori, che lontani dal caldo dei mesi di luglio e agosto e dalle folle estive, possono goderne appieno l’autenticità e le bellezze.

I numeri del Ponte di Pasqua in Sardegna

Il Ponte di Pasqua 2025 è stato un momento attesissimo dalle strutture ricettive di tutta Italia, poiché con pochi giorni di ferie ha consentito una vacanza lunga ben oltre una settimana ideale per partire. Sono molte le regioni italiane che, proprio in occasione di questo lungo ponte, hanno registrato un boom di prenotazioni ed arrivi. Tra queste spicca la Sardegna, che rispetto allo stesso periodo del 2024 è riuscita a registrare un importantissimo e promettente +5% nel numero delle prenotazioni. Si tratta di un risultato da festeggiare, ma che non può considerarsi un punto di arrivo.

Al contrario, è un punto di partenza per allargare le prospettive dell’isola e puntare su un turismo meno invasivo di quello estivo, che metta in risalto non solo lo splendido mare e le coste sarde, ma anche l’entroterra e i territori meno battuti d’estate. Chi ha scelto la Sardegna per le proprie vacanze pasquali infatti, non ha pensato affatto al mare, ma si è diretto verso le città d’arte, soprattutto Cagliari e Alghero.

I turisti arrivati in Sardegna nel mese di aprile hanno potuto ammirare un’isola più vuota rispetto all’estate, hanno fatto trekking e visitato borghi e piccole città. Questi comportamenti sono il segnale positivo che l’isola aspettava per affermarsi come una destinazione non unicamente estiva, ma anche culturale, naturalistica, folkloristica ed enogastronomica. Cosa serve ora? Secondo le associazioni di categoria, un brand e una linea comune da seguire per portare l’offerta sarda ad un livello superiore, all’altezza della domanda emergente e di quella potenziale.

Grandi opportunità per il futuro

Se il mese di aprile è stato positivo per la Sardegna, il mese di maggio promette di non essere da meno, con il picco è atteso per il 20 maggio (dati Extra per Federalberghi). Nei mesi di giugno, luglio e agosto invece, si dovrebbero raggiungere i ragguardevoli risultati del 2024 con numerosi  ospiti per tutti i 90 giorni estivi. Anche per questo il boom dei ponti di primavera rappresenta un evidente indicatore di crescita per l’isola.

open air sardegna

Da esso possono partire riflessioni e nuove strategie utili ad incrementare l’offerta sarda in tutti i 12 mesi dell’anno, e non solamente nei 3 mesi più caldi. L’aumento dei voli diretti sta già facendo la sua parte, portando in Sardegna svizzeri, tedeschi e austriaci in numero maggiore rispetto al passato. Questo dimostra che l’isola sta muovendo i primi passi verso un turismo più internazionale e, soprattutto, più variamente motivato. La Sardegna può, infatti, puntare anche sui siti archeologici, ancora quasi sconosciuti all’estero, sull’enogastronomia, sulle tradizioni e su un suggestivo ed ampio patrimonio di territori meno noti.

Sulla scorta dei trend turistici attuali e futuri saranno proprio queste destinazioni ad attirare un numero via via maggiore di viaggiatori. In linea con un’idea di turismo più sostenibile, green e a contatto con la natura, la Sardegna può imparare a vivere di turismo anche in primavera, in autunno e in inverno, a patto che ad essere pronte non siano solamente le strutture ricettive. Cosa serve? Un brand, una comunicazione efficace e mirata, e la preparazione delle infrastrutture alla ricettività durante tutto l’anno.

E l’Open Air?

Le strutture Open Air difficilmente aprono le loro porte ai turisti durante i mesi più freddi e le mezze stagioni, ma l’esperienza del ponte di Pasqua in Sardegna può far riflettere: aprire al pubblico in periodi non unicamente di alta stagione può portare numerosi vantaggi all’intero territorio, e lanciare un nuovo tipo di turismo. In particolare, visto il grande interesse mostrato dai viaggiatori verso i percorsi naturalistici e le esperienze autentiche e a contatto con il territorio, l’Open Air può rappresentare una soluzione ideale per chi desidera scoprire la Sardegna lontano dalle folle estive.

Si tratta, come spesso accade, di vedere le opportunità laddove generalmente si trovano ostacoli. Cambiare punto di vista, creare sinergie con le aziende locali e investire sulle infrastrutture sono i passi migliori da fare per creare una destinazione invitante 365 giorni l’anno. Inoltre, ogni imprenditore può, con azioni di marketing mirate, incrementare la comunicazione verso il turismo estero, e creare la propria destinazione specifica in base alle particolarità del territorio che lo circonda, invitando e attirando viaggiatori non solo dall’Italia, ma anche dall’estero.

FAITA Sicilia, il turismo open air pronto all’evoluzione.

Il campeggio come lo si immaginava un tempo non esiste più, oggi è evoluto, sostenibile e competitivo. Questo il tema centrale del convegno organizzato da FAITA Sicilia presso la Camera di Commercio di Catania, alla presenza delle istituzioni locali e dei rappresentanti del comparto turistico ricettivo all’aria aperta nazionale e locale: Alberto Granzotto, Presidente Nazionale Faita Federcamping, Marco Sperapani, Direttore Generale e Giuseppe Zingale, Segretario Faita Sicilia.

Il campeggio è cambiato: oggi è turismo esperienziale

«FAITA Federcamping è la principale associazione che rappresenta il turismo all’aria aperta in Italia e siamo orgogliosi di portare a Catania il nostro messaggio di innovazione e sostenibilità» – ha esordito il Presidente nazionale, Alberto Granzotto. «Parliamo di strutture moderne, allineate agli standard dell’hospitality europea, che mettono al centro il rapporto con il territorio, il rispetto per l’ambiente e l’offerta di esperienze autentiche».

Granzotto ha sottolineato come il turismo open air comporti una permanenza media più lunga rispetto ad altri segmenti: «I nostri ospiti vogliono scoprire, pedalare, assaporare. Non si fermano solo in struttura, ma interagiscono con l’economia locale. Questo – prosegue – è stato dimostrato da studi econometrici che abbiamo commissionato per misurare l’impatto concreto delle nostre imprese sui territori ospitanti».

Sicilia, una potenzialità ancora da esprimere

Un quadro di grande potenzialità, ma che in Sicilia trova ancora ostacoli strutturali. Lo ha evidenziato il Segretario regionale Giuseppe Zingale, ricordando che “la regione ha tutto per eccellere in questo segmento – clima, paesaggio, storia, cucina – ma deve colmare il ritardo rispetto alla media nazionale. Serve una legge regionale chiara, incentivi agli investimenti, e una visione che riconosca il valore strategico del comparto open air”.

Un messaggio recepito anche dalle istituzioni regionali. In rappresentanza dell’assessore al Turismo Elvira Amata, è intervenuta la D.ssa Daniela Lo Cascio, assicurando il sostegno dell’amministrazione: «Promuoveremo questo nuovo modello di camping anche sui canali istituzionali, e lavoreremo all’apertura di bandi specifici per sostenere il settore e favorirne lo sviluppo».

Shopping e Turismo Luxury: Italia meta prediletta dagli alto-spendenti

In Italia shopping e turismo luxury vanno per la maggiore tra i viaggiatori alto-spendenti, tanto da collocarla tra le prime al mondo per questa categoria di ospiti. È quanto emerge dai dati Enit, con l’Italia in cima nella classifica delle Top Global Destination 2025. Secondo Ivana Jelinic, Amministratore delegato di Enit “l’immagine del nostro Paese è in ascesa costante, i numeri ne sono la migliore testimonianza. L’Italia primeggia non solo per quanto riguarda l’arte e la storia, ma siamo in vetta alle classifiche anche quando si parla di turismo legato al lusso ed allo shopping”.

I numeri dello shopping e turismo luxury in Italia

Secondo le stime di Enit, i turisti dello shopping nel 2024 sono stati più di 2 milioni, con un indotto sul pil superiore a 2,5 miliardi di euro. Questo risultato è già di per sé un traguardo importante, ma assume un’accezione ancora più positiva se si considera che è aumentato del 7% rispetto all’anno precedente e che, stando alle previsioni, il trend positivo si protrarrà ancora. Il merito è sicuramente da attribuire, in parte, alla riduzione della soglia del tax free shopping di recente introduzione, che ha reso più attraente il mercato italiano per chi cerca esperienze di alto livello, permettendo di risparmiare sull’IVA degli acquisti.

I turisti del lusso

I dati Enit pongono l’attenzione anche su un altro importante traguardo raggiunto dall’Italia in termini di popolarità. Il nostro Paese, infatti, è stato menzionato in ben 3.300 citazioni social e 1.400 sul web solo nell’ultimo mese e solo dal pubblico alto-spendente del Medio Oriente. Un mercato per noi in forte espansione, nel 2025 sono attesi circa 965.000 arrivi dal Medio Oriente. Si tratta di un dato in crescita del 21,1% rispetto allo scorso anno.

Altri due mercati importantissimi per lo shopping e turismo luxury sono Cina e Stati Uniti. Come sottolinea il National Travel and Tourism Office, gli statunitensi amano alla follia fare shopping in Italia, molto più che nel resto d’Europa e nel mondo. Infatti, il 77,9% dei turisti provenienti dagli Stati Uniti ha fatto shopping in Italia, contro il 76,3% dell’Europa e il 67% a livello mondiale.

A scegliere l’Italia come destinazione luxury è un numero sempre crescente di coppie: non è un caso che l’Italia sia tra le mete predilette per i viaggi di nozze o per la cerimonia stessa con parenti e amici al seguito in grandi ricevimenti e lusso sfrenato. In particolare, le celebrazioni previste per il 2025 sono più di 15.000, l’11,4% in più dell’anno precedente.

La sfida dell’Open Air

Per il comparto dell’Open Air, il turismo di lusso rappresenta ancora una sfida. Nonostante ci si sia ormai lasciati alle spalle la vecchia fama del campeggio, solitamente associata ad una vacanza low budget, le strutture turistiche all’aria aperta hanno ancora tantissimi traguardi da raggiungere. Per farlo, la strada del glamping è sicuramente quella da percorrere. Camere che sono più di semplici stanze, soluzioni alloggiative di primo livello e un’attenzione particolare sia alle nuove tecnologie che all’impatto ambientale. Le carte in regola per il comparto del turismo all’aria aperta, ci sono tutte.

Quello che rimane da fare, è far conoscere le strutture italiane e promuoverle all’estero, creando le condizioni ideali per attirare proprio quel tipo di clientela che ha portato l’Italia in vetta alle classifiche mondiali. Proprio i viaggiatori alto-spendenti infatti, rappresentano per l’Open Air un’opportunità enorme, poiché oltre a portare con sé un indotto importante, fanno da tramite per far conoscere una nuova concezione di campeggio e di vacanza all’aria aperta. Il glamping e il turismo esperienziale in Italia esistono già, sono realtà consolidate e in via di sviluppo, che necessitano però di un pubblico maggiore per spiccare il volo. 

Proprio come accade per il turismo italiano in generale infatti, anche per l’Open Air il comparto shopping e turismo luxury rappresenta una sfida da vincere, che si sta distinguendo ma che, tuttavia, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Quello che serve è diversificare l’offerta e partire dalle conoscenze e dalle esperienze maturate finora per rispondere alle esigenze di un turista alto-spendente proveniente dall’estero. Il materiale per spingere su questo comparto è già disponibile, occorre solo confezionarlo e comunicarlo ai turisti stranieri.

Inclusione e ospitalità: ultimi giorni per partecipare all’Hospitality Award

C’è tempo fino al 20 maggio per candidarsi alla prima edizione dell’“Hospitality Award – Inclusività e Accoglienza”, il riconoscimento promosso da Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, in collaborazione con WMF – We Make Future, per dare visibilità alle strutture turistiche che puntano sull’inclusione come valore chiave dell’esperienza ospitale.
L’iniziativa è aperta a tutte le realtà del comparto – alberghi, campeggi, villaggi, ristoranti, centri termali, strutture di ristorazione – che abbiano sviluppato progetti in grado di abbattere barriere fisiche, sensoriali, cognitive, culturali o alimentari. L’obiettivo è premiare soluzioni sostenibili e replicabili, accompagnate da una comunicazione efficace, capaci di generare un impatto reale sull’esperienza degli ospiti.

Hospitality Award: i criteri di partecipazione


A valutare le candidature sarà una giuria di esperti in turismo, design inclusivo e comunicazione, tra cui Roberto Vitali, CEO di Village for All – V4A, che analizzerà ogni proposta sulla base di quattro criteri: efficacia inclusiva, innovazione, sostenibilità e storytelling.
Il progetto vincitore salirà sul palco del WMF Festival 2025 (BolognaFiere, 4-6 giugno) per la cerimonia ufficiale di premiazione e sarà tra i protagonisti della 50ª edizione di Hospitality (Riva del Garda, 2-5 febbraio 2026), potendo così accedere a una rete qualificata di stakeholder, operatori e media internazionali.
L’Hospitality Award si inserisce in un percorso più ampio portato avanti dalla Fiera, che da anni promuove un’idea di ospitalità più consapevole attraverso progetti come “DI OGNUNO – laboratorio permanente sull’accoglienza accessibile” e il contest Startup for Hospitality, dedicato all’innovazione per il mondo HoReCa.
Le candidature possono essere inviate tramite la piattaforma ufficiale a questo link: https://hospitalityriva.it/it/hospitality-award.

Open Air in Calabria: operatori e istituzioni a confronto

Si è tenuto lunedì 28 aprile al T Hotel di Lamezia Terme l’incontro promosso da FAITA Federcamping Calabria e Federalberghi Calabria, dedicato alla presentazione e analisi della nuova legge regionale 14/2025 sulla disciplina dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta.

Open Air in Calabria: una legge da assimilare

All’evento della mattina sono intervenuti Marco Sperapani, Direttore Generale di FAITA Federcamping, e Jole Le Pera, componente del gruppo di lavoro per l’elaborazione della legge, che hanno illustrato i punti salienti del nuovo testo normativo insieme ad alcuni imprenditori locali. Legge con non pochi punti interrogativi per alcuni imprenditori e ancora poco conosciuta dalle amministrazioni comunali.
“Proporremo ai comuni una comunicazione condivisa che permetta loro di essere prontemente aggiornati sulla nuova legge, così da poter fornire agli imprenditori la giusta assistenza” ha affermato l’Avvocatessa Le Pera.


Il Direttore Sperapani si è soffermato ad illustrare e spiegare i singoli articoli che compongono la legge regionale, coinvolgendo i presenti attraverso esempi pratici, evidenziando procedimenti, scadenze, modalità per adempiere ai nuovi step normativi. “L’approvazione di una nuova legge regionale del comparto, che sostituisce un impianto normativo ormai con il peso di circa 38 anni, permetterà alle imprese di adeguarsi agli standard qualitativi richiesti dai mervati nazionali ed internazionali, apportando all’intera filiera turistica ricettiva regionale un importante valore aggiunto.”
Nel primo pomeriggio l’Assemblea elettiva di Federalberghi ha visto la riconferma del Presidente Fabrizio D’Agostino per i prossimi 5 anni, congiuntamente al Consiglio Direttivo regionale. In questa occasione D’Agostino ha fatto un quadro sui punti di forza e di debolezza del sistema turistico ricettivo calabrese

Progetti e prospettive per il futuro della Calabria

A seguire il convegno “Ospitalità moderna e Turismo Open Air in una Calabria Straordinaria” ha visto il coinvolgimento delle istituzioni politiche con la partecipazione del Consigliere Regionale e primo firmatario della legge regionale sull’ Open Air, l’onorevole Antonello Talerico e l’assessore regionale al Turismo Giovanni Calabrese; e il coinvolgimento del mondo associazionistico con gli interventi di Marco Sperapani e Fabrizio D’Agostino.


Un’occasione di confronto tra operatori, associazioni di categoria e istituzioni, per condividere una visione innovativa sul futuro del turismo in Calabria, soffermandosi sul concetto di target e profilazione della clientela su cui investire, facendo un punto poi su progetti, investimenti e bandi attualmente in vigore. “50 milioni di euro sono stati già stanziati sia per i nuovi imprenditori del settore alberghiero che per chi desiderasse ristrutturare le proprie strutture e poter offrire sempre un turismo di qualità” ha affermato l’Assessore Giovanni Calabrese.

Parlando di rilancio del turismo calabrese, non poteva mancare un focus importante sull’approvazione della legge sul turismo Open Air, dove il Consigliere Antonello Talarico, primo firmatario, ha affermato “un passaggio imprescindibile per permettere alla Calabria di fare un salto di qualità accellerando e snellendo le procedure burocratiche, permettendo agli imprenditori calabresi e non, di poter accedere a bandi e a fondi messi a disposizione per implementare lo stato qualitativo del turismo calabrese”.

Leggi tutte le novità che apporterà la legge sull’ Open Air in Calabria

La Toscana e il turismo sportivo: riflessioni e spunti per l’Open Air

Negli ultimi 3 anni la Toscana ha registrato un incremento del 30% nel turismo dedicato allo sport e alle discipline sportive amatoriali. Si tratta di un risultato importante, che solo nel 2024 ha contato ben 750 eventi sportivi sia nazionali che internazionali. Questi, stando ai dati del Centro studi turistici della Regione, hanno generato una spesa di ben 150 milioni di euro. Numeri rilevanti, che rappresentano non un traguardo ma una conferma che si stia andando nella direzione giusta.

Secondo le stime infatti, il trend iniziato nel periodo post-pandemico che ha portato moltissime persone ad avvicinarsi agli sport (soprattutto all’aria aperta), continuerà. Per il triennio 2025-2027, infatti, è previsto un ulteriore incremento di presenze, stimato intorno al 30%. Questi numeri possono essere un interessante punto di partenza per una riflessione più ampia, che abbraccia sia le sfide che l’Open Air può cogliere quanto le opportunità che il turismo sportivo rappresenta per il settore.

Il caso della Toscana

Il caso della Toscana si presta molto a questo tipo di analisi, poichè dimostra come con un giusto approccio può non solo allargare i propri orizzonti ad un turismo che finora è stato piuttosto marginale in Italia, ma anche cavalcare la sua onda, per portare valore e sviluppo nei territori. I turisti sportivi infatti, non si limitano ad assistere alle competizioni o a parteciparvi, ma spesso approfittano della trasferta per visitare i luoghi che li ospitano, per mangiare fuori e fare shopping. Insomma, l’indotto del turismo sportivo può essere consistente! In Toscana, sono state diverse le manifestazioni di rilievo: il Gran Premio MotoGP del Mugello, la Maratona di Firenze, il Palio di Siena, il torneo di calcio di Viareggio, l’Eroica di ciclismo in Chianti,la partenza del Tour de France da Firenze. Come sottolinea Anna Duchini, ricercatrice del Centro Studi Turistici, “nel mercato nazionale la crescita del turismo collegato agli eventi sportivi sarà a due cifre nei prossimi cinque anni. In Toscana nel 2024 oltre 750 eventi sportivi hanno generato un introito di 100 milioni a fronte di oltre 250.000 turisti sportivi”.

Una sfida da cogliere per l’Open Air

Accogliere i turisti sportivi rappresenta una sfida per il comparto dell’Open Air, che ha tutte le carte in regola per ospitare questo tipo di turismo. Chi viaggia per seguire uno sport, una passione o il proprio idolo, può trovare nelle strutture all’aria aperta italiane non solo un alloggio, ma una vera e propria esperienza da vivere. Quale miglior alloggio, per gli amanti del ciclismo, di una struttura dove è possibile noleggiare biciclette e che si trova a brevissima distanza dai percorsi migliori?

Gli sport all’aria aperta sono legati con un filo resistentissimo alla realtà dell’Open Air, e la vera sfida per il settore sta nel creare un’accoglienza mirata per le esigenze di chi si muove per gareggiare, per assistere ad una competizione o semplicemente per accompagnare qualcuno a cui si vuole bene. Trasporti diretti verso i luoghi delle gare, biglietti prenotabili in via preferenziale o pacchetti creati ad hoc per l’evento sportivo di turno sono solo alcune strade che si possono percorrere per modellare la ricettività Open Air sulle necessità del turista sportivo. Ma soprattutto prodotti, servizi ed informazioni tagliati a misura dell’evento o della disciplina d’interesse per l’ospite.

Chi sono gli ospiti del turismo sportivo?

Chi sono però, questi turisti, e cosa cercano? Innanzitutto, si tratta di sportivi, che in prima persona praticano sport (sia a livelli professionistici che amatoriali). In secondo luogo, si tratta di appassionati, che si spostano per vedere dal vivo una gara e vivere in prima persona l’emozione della sfida. Infine, ci sono gli accompagnatori, che possono essere le famiglie oppure l’equipe sportiva.

Le necessità specifiche variano da sport a sport, questo è ovvio, ma in linea di massima i punti in comune non mancano. Un menù sano e leggero, adatto all’attività fisica, spazi adeguati per praticare sport all’interno della struttura ricettiva, oppure per assistere alle competizioni, servizi navetta per gli spostamenti. Tutti questi servizi saranno certamente apprezzati da chi ha come scopo del viaggio l’evento sportivo. Inoltre, la proposta di attività inerenti l’evento, anche al di fuori degli orari dello stesso, la promozione dei prodotti del territorio e delle esperienze a contatto con la natura e un personale in grado di capire e farsi capire in più lingue e non solo in inglese sono tutti plus che spingeranno gli ospiti a trattenersi più a lungo e ad esplorare il territorio che li accoglie.

Un’accoglienza mirata per la categoria

Serve, quindi, un’accoglienza mirata per la categoria degli sportivi. Il comparto può trarre, dall’esperienza della Toscana, un’importante lezione: il turismo sportivo non va sottovalutato. Promuovere il territorio attraverso gli eventi sportivi è un nuovo modo di fare turismo, in grado di portare indotti importanti e presenze altrettanto positive. Lo sport, il contatto con la natura, la sostenibilità e l’accoglienza italiana sono quattro elementi distintivi del comparto Open Air, che si sposano alla perfezione con il turismo legato allo sport e con l’accoglienza necessaria per i suoi viaggiatori. Non resta altro che far scendere in campo la rosa migliore e vincere la partita!

Liguria, slitta al 19 maggio l’apertura del bando per il Patto sul lavoro nel turismo

È stata posticipata al 19 maggio 2025 l’apertura del bando legato al Patto sul lavoro nel turismo in Liguria. Il rinvio è stato deciso per favorire una maggiore partecipazione da parte delle imprese turistiche, considerato che la data originaria coincideva con le festività pasquali e con l’avvio di un altro bando parallelo.

Il bando sarà attivo sulla piattaforma Filse (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) e mette a disposizione 5 milioni di euro. L’ottava edizione del Patto prevede bonus assunzionali per le imprese con almeno un’unità operativa nel territorio regionale, a fronte di assunzioni avvenute dal 1° febbraio 2025. Le domande dovranno essere presentate con il contratto ancora in corso, e i lavoratori assunti non dovranno avere contratti di lavoro attivi al momento dell’assunzione, fatta eccezione per il lavoro intermittente.

Patto sul lavoro nel turismo: i beneficiari

Tra i beneficiari, rientrano anche villaggi turistici, campeggi, rifugi di montagna, ostelli e alberghi. Per le imprese della tipologia ‘A’, il bonus sarà concesso in caso di assunzioni a tempo indeterminato o determinato superiori agli 8 mesi, con un impegno minimo di 28 ore settimanali in caso di part-time.

Le domande potranno essere inviate direttamente online alla sezione “Bandi” del sito Filse, fino al 31 dicembre 2025, salvo chiusura anticipata per esaurimento fondi. L’edizione 2024 si era conclusa con 2247 nuove assunzioni a beneficio di 505 imprese.

Giornata nazionale della Ristorazione 2025: torna la festa dell’accoglienza e del gusto

Il 17 maggio si celebra in tutta Italia la Giornata nazionale della Ristorazione, promossa da Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi. Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e taverne parteciperanno a un’iniziativa che punta a rafforzare il ruolo sociale, culturale ed economico della ristorazione italiana. L’obiettivo è valorizzare le tradizioni gastronomiche, l’uso di prodotti di qualità e il piacere dello stare insieme a tavola.

Il simbolo scelto per l’edizione 2025 è l’uovo, elemento carico di significati simbolici legati alla vita e alla rinascita, ma anche ingrediente protagonista di innumerevoli piatti della cucina italiana. I ristoratori partecipanti saranno coinvolti anche in una speciale gara che garantirà ai vincitori un posto tra gli spettatori privilegiati durante l’anno del Giubileo.

Valore economico e sociale della ristorazione

Il settore della ristorazione in Italia genera oltre 54 miliardi di euro di valore aggiunto e dà lavoro a oltre 1,4 milioni di persone. Ma la Giornata della Ristorazione non si limita a celebrare l’economia del cibo: ha anche una forte valenza sociale. In collaborazione con Caritas Italiana, è stata lanciata una campagna charity per sostenere le mense di comunità, che nelle prime due edizioni ha raccolto 146mila euro.

L’evento, patrocinato da numerosi ministeri – Turismo, Imprese e Made in Italy, Agricoltura, Affari Esteri e Cooperazione Internazionale – sarà anticipato da due momenti importanti: il 15 maggio, al Salone Margherita di Roma, la Tavola Rotonda con la presentazione dell’Antologia della Ristorazione Italiana curata da Marco Bolasco, e il 16 maggio, nel Tempio di Vibia Sabina e Adriano, un incontro con i principali rappresentanti della filiera agroalimentare.

Assemblea FAITA Lazio: il punto su norme, lavoro e innovazione

Si è tenuto venerdì 11 aprile, presso il Camping Village Roma Capitol, l’Assemblea FAITA Lazio con le imprese turistico-ricettive all’aria aperta della Regione.

Un momento di aggiornamento, confronto e prospettiva, con una partecipazione attiva di operatori del settore, partner e professionisti. Al centro della giornata, le recenti novità normative che impatteranno direttamente sul comparto: a partire dal nuovo regime catastale per mobile home e piazzole, obbligatorio dal 1° gennaio 2025, fino alla gestione delle tariffe SIAE e alla trasmissione dei dati regionali tramite piattaforme come ROSS1000.

Non sono mancati focus su progetti nazionali e opportunità in tema di risorse umane, stage e work experience, grazie agli interventi di EBTL e altri attori chiave del settore.

Tra i momenti più partecipati della giornata, la sessione condotta dal team OROGEL, partner dell’evento, che ha presentato proposte innovative per la ristorazione nelle strutture ricettive open air. Lo chef team ha mostrato in diretta come ottimizzare il food cost e semplificare i processi in cucina, valorizzando al contempo la qualità dei prodotti.

Il Presidente di FAITA Lazio, Ubaldo Fusco, ha sottolineato:

“Vogliamo che le imprese del Lazio siano pronte, informate e supportate. Il nostro ruolo è quello di facilitare l’accesso a strumenti concreti e anticipare i cambiamenti. L’11 aprile è stato solo un punto di partenza: vogliamo che questo tipo di incontri diventino appuntamenti costanti”.

L’iniziativa ha ribadito il valore della rete FAITA e il ruolo fondamentale dell’associazione nel tradurre le esigenze del comparto in strategie operative, mettendo a disposizione strumenti, partner e conoscenza.

Ascolta le parole del Presidente Fusco

FAITA Piemonte: Tranquillo Manoni riconfermato Presidente

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L’assemblea dei soci di FAITA Federcamping Piemonte, riunita presso il Continental Camping Village di Verbania, ha approvato il nuovo statuto e rinnovato i propri organi sociali per il quinquennio 2025-2029, realizzando un passaggio importante per il futuro del comparto turistico open air della regione.
Il neoinsediato Consiglio Direttivo ha confermato all’unanimità Tranquillo Manoni alla Presidenza dell’Associazione, con Fabrizio Fenocchio e Maurizio Baldini Vicepresidenti, quest’ultimo manterrà anche le funzioni di Segretario.

Il nuovo Direttivo è composto da: Massimo Albertella, Giorgio Angeleri, Maurizio Baldini, Maurizio Battaglia, Fabrizio Fenocchio, Silvia Ferrero, Patrizia Galli, Ilaria Guarnori, Tranquillo Manoni, Riccardo Mongiovetto, Giovanni Pezzoli, Fabio Rappoldi, Max Ticli, Luccio Zucchetti, Pieter Witschge. Nominati anche i membri del Collegio dei Probiviri, nelle persone di Antonino Grimaldi e Adriano Maffioli.

Il mandato del nuovo assetto dirigenziale parte in un momento cruciale per il comparto. Tra le sfide principali all’orizzonte, gli imprenditori del settore segnalano la necessità di affrontare con urgenza i nodi della rivalutazione catastale dei terreni adibiti a campeggio e dell’adeguamento alle normative paesaggistiche e ambientali.

In questa prospettiva, i soci hanno espresso pieno sostegno al nuovo Direttivo, con l’invito a intensificare il dialogo con la Regione Piemonte per promuovere misure di supporto agli investimenti e allo sviluppo delle strutture open air. Un comparto che intercetta oltre il 16% dei turisti in visita sul territorio regionale e che si conferma leva strategica per la crescita sostenibile e l’attrattività del Piemonte.

Il viaggio fai da te spopola tra i viaggiatori dell’Open Air: trend in crescita

Il viaggio fai da te è la nuova frontiera della vacanza, che non si limita più al semplice relax in spiaggia con la famiglia, ma vuole esplorare, scoprire e conoscere in modo autonomo. Viaggiare seguendo un itinerario creato autonomamente è un trend che sempre più viaggiatori stanno adottando, e che soprattutto nel settore dell’Open Air sta letteralmente spopolando. Il motivo? Un tipo di vacanza più libera, con più input e spunti e tante occasioni di vivere il territorio in modo differente, più autentico.

Il trend del viaggio fai da te

In passato andare in vacanza voleva dire semplicemente spostare la famiglia su una spiaggia, e trascorrere lì il periodo di ferie. Oggi le cose sono nettamente diverse, e il concetto stesso di viaggio è mutato enormemente. Al di là delle diverse destinazioni che si sono fatte largo nel ventaglio di opzioni a disposizione dei viaggiatori, a cambiare è l’approccio al viaggio, che oggi è più inclusivo, immersivo, attento e consapevole.

Connettersi con la natura circostante, ridurre il proprio impatto sull’ambiente e conoscere più a fondo la cultura e le tradizioni del luogo in cui si va in vacanza sono oggi obiettivi fondamentali per i viaggiatori. Solo con questi elementi, infatti, il viaggio porta soddisfazione e acquisisce valore. Di pari passo con questa esigenza, c’è quella di vivere un viaggio personalizzato, che non sia standard ma creato appositamente sui gusti e sulle preferenze del fruitore.

Grazie alle nuove tecnologie, viaggiare in questo modo è alla portata di tutti, e il viaggio fai da te si sta imponendo sempre di più come nuovo trend turistico. Questa nuova modalità di organizzare il viaggio, pianificandolo in anticipo e vivendolo prima ancora che cominci, si trova molto d’accordo con la realtà dell’Open Air. I turisti che prediligono le vacanze all’aria aperta infatti, sono particolarmente attivi e interessati a tutto tondo alla dimensione del viaggio.

Si è passati, in qualche decina di anni, da un turismo passivo ad un turismo attivo, che vede i viaggiatori come organizzatori e fruitori di itinerari tailor made. Una matrice non indifferente che ha influito su questo sviluppo è sicuramente quella economica: risparmiare sull’intermediario del viaggio (agenzie viaggio, OTA, ecc.) permette di disporre di un budget più elevato per la vacanza stessa, e di arricchirla con esperienze e attività in linea con il proprio stile di vacanza e di vita.

I dati dell’Open Air

Il turismo Open Air ha generato, nel 2024, 8 miliardi di fatturato, raggiungendo quota 11,4 milioni di arrivi e 71 milioni di presenze. Si tratta di dati molto positivi, che segnano anche una crescita rispetto al 2023, rispettivamente per arrivi e presenze del 3,5% e dell’1,3%. L’Open Air rappresenta, nel panorama turistico globale, un comparto importante, rendendo chiaro l’interesse dei viaggiatori verso il mondo outdoor. Quello che avvicina maggiormente il turista fai da te al turismo Open Air è la sfera green della sostenibilità.

In questa realtà infatti, l’essenziale supera il superfluo, senza rinunciare ai comfort e agli agi, mantenendo sempre alta l’attenzione all’ambiente circostante. Inoltre, il turismo Open Air avvicina i suoi fruitori ad esperienze autentiche a contatto non solo con la natura, ma anche con le realtà locali e le attività tradizionali. Lo stesso Alberto Granzotto, presidente di FAITA Federcamping, ha sottolineato questo aspetto:

Il turismo Open Air assume un ruolo sempre più importante nel contesto nazionale e i dati di proiezione del 2025 lo confermano. Il motivo risiede nel maggior interesse degli ospiti per la nostra offerta, che diventa vincente quando è attenta alla qualità del servizio, all’inclusione e alla sostenibilità”.

Le esigenze del viaggiatore moderno

I dati passati e le previsioni per la stagione 2025 sembrano confermare e rafforzare il trend del viaggio fai da te, e affermare in maniera sempre più stabile del turismo Open Air come scelta di un viaggiatore più consapevole, che vuole essere fruitore e creatore di un viaggio tagliato su misura sulle sue esigenze. Come mostrano i numeri sopra elencati infatti, i viaggiatori fai da te vogliono scoprire e vivere esperienze autentiche e locali.

Il turismo muta la sua forma, e con essa deve mutare di pari passo anche l’offerta delle imprese ricettive, che devono attivarsi per riuscire a rispondere prontamente e in modo efficiente alle nuove esigenze di viaggio dei turisti che ospitano. Il focus deve necessariamente vertere sulla sostenibilità e sull’accessibilità, ma non deve perdere di vista le esperienze e il contatto con il territorio.

Milano Design Week: presentate le mobile home del Villaggio Olimpico e Paralimpico

Mancano 305 giorni a Cortina 2026. Più veloci, più in alto, più forti insieme.

Milano Design week, Società Infrastrutture Milano Cortina e Fondazione Milano Cortina hanno presentato le mobile home del Villaggio Olimpico e Paralimpico.

Sono 377 le mobile home 100% Made in Italy che ospiteranno 1400 atleti a Fiames, nelle Dolomiti bellunesi, tutte dotate di ogni genere di comfort. Sostenibilità, temporalità, riutilizzo sono le parole chiave per l’inserimento delle unità abitative nel contesto del Villaggio. Il consumo di suolo sarà pari a zero (non sono contemplati scavi), il che consentirà una rapida posa e rimozione degli alloggi, rendendo il villaggio realmente temporaneo.

Superati i canoni propri di un tipico “villaggio sportivo”, quello delle Olimpiadi Milano Cortina segue le regole dell’ universal design, nel nome dell’accessibilità, dove ognuno può trovare il proprio confort ben integrarto ed orientato, rendendo il paesaggio il vero protagonista, non più uno scenario di fondo, ma elemento principe nel quale il Villaggio si ‘immerge’.

Open Air Design Vision: il punto di vista di Alberto Granzotto

Al panel “Open Air Design Vision: come il design modulare e l’architettura mobile stanno ridefinendo il concetto di accoglienza”, ha partecipato il Presidente FAITA Federcamping Alberto Granzotto che, descrivendo il ruolo centrale dell’ Open Air nell’offerta turistica, ha ribadito come l’ambiente e la sua qualità rappresentino l’essenza stessa dell’esperienza Open Air. “Le vacanze all’aria aperta non si limitano a una scelta turistica, ma rappresentano una vera e propria filosofia di vacanza, da vivere secondo la sensibilità individuale, purché sempre nel pieno rispetto della natura.”

Open Air come visione strategica sul turismo in Lombardia

Durante il convegno, Barbara Mazzali, Assessore al Turismo, Marketing Territoriale, Moda e Grandi Eventi – Regione Lombardia ha presentato un’interessante visione strategica per il turismo lombardo, con particolare attenzione ai piccoli borghi e alle aree interne della regione

  • Turismo come leva economica e sociale:
    L’assessore ha sottolineato come il turismo non debba essere visto “come un fenomeno di vanità”, ma come una vera e propria azione di politica economica. In particolare, “può rappresentare uno strumento concreto per sostenere i comuni molto piccoli e contrastarne lo spopolamento” ha affermato l’ Assessore.
  • Valorizzazione delle aree interne:
    In parallelo al concetto di turismo come strategia per evitare lo spopolamento dei piccoli centri, si è parlato di una nuova interpretazione del turismo, che punta alla riscoperta e alla rivalutazione degli spazi interni, favorendo un contatto diretto con la natura.
  • Crescita del turismo nei piccoli borghi:
    “La Lombardia ha registrato un incremento del 10% nel settore turistico. Questo dato sale al 22% se si considerano i borghi più piccoli, dove l’accoglienza non avviene attraverso strutture tradizionali, ma grazie a soluzioni alternative come mobile home, tensostrutture o altre forme di ospitalità leggere e non invasive”. Ha concluso l’Assessore Mazzali parlando dell’installazione di queste strutture abitative come un’ottima alternativa all’utilizzo di unità stabili e che richiedono un uso del suolo non previsto da alcuni piccoli borghi.

Leave no trace: costruire senza lasciare traccia

Diego Torrani di E Plus Studio ha illustrato il concetto di progettazione da un punto di vista più tecnico, fondato sul principio di “architettura a zero cubatura” e temporanea, che va oltre il semplice alveo naturale di campeggi e villaggi turistici. “Parliamo di un abitare leggero, trasportabile e rimovibile, dove le strutture non prevedono impianti a terra e quindi non modificano il suolo. Utilizziamo materiali riciclabili e isolanti, con impianti facilmente rimovibili, per un’architettura che si integra perfettamente con la natura. Non progettiamo per lasciare un segno, ma per costruire senza lasciare traccia” ha dichiarato Torrani, richiamando il principio del leave no trace come linea guida della loro filosofia progettuale una filosofia che bene si sposa con l’idea di ospitalità sostenuta e promossa da FAITA.

FAITA Federcamping Toscana, circa 10 milioni di presenze nei campeggi e villaggi turistici toscani nel 2024

Presentati i primi dati forniti dal CST: le strutture open air rappresentano un mercato in evoluzione sempre più a vocazione internazionale: Circa 10 milioni di presenze nei campeggi e villaggi turistici della Toscana per l’anno 2024. A dichiararlo è FAITA Federcamping Toscana, l’Associazione Regionale Complessi Turistico-Ricettivi Open Air in Toscana tra i soggetti fondatori di CONFTURISMO e aderente a CONFCOMMERCIO sulla base dei primi dati forniti dal CST – Centro Studi Turistici di Firenze.

La Toscana conta oltre 230 strutture ricettive open air (dato Centro Studi Turistici del 2024), tra villaggi turistici e campeggi, di cui la metà associate FAITA.
Il settore registra il 23% dei pernottamenti dei vacanzieri che scelgono la Toscana come meta per le proprie ferie.

Le 10 milioni di presenze nelle strutture open air del 2024 sono costituite per il 55,5% da presenze relative a turisti italiani, provenienti principalmente dalle regioni Toscana, Lombardia, Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna; il restante 44,5% rappresenta invece i pernottamenti registrati da turisti stranieri provenienti principalmente da Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Francia e Polonia.

I dati turistici relativi al 2024 sono stati presentati il 9 aprile a Palazzo Sacrati Strozzi da Claudio Galassi, presidente FAITA Toscana, Enrico Paoli, direttore FAITA Toscana, Leonardo Marras, assessore all’Economia e al Turismo della Regione Toscana, e Alessandro Tortelli, direttore del Centro Studi Turistici di Firenze.

“I dati forniti dal Centro Studi Turistici sono molto interessanti e vanno letti con attenzione, perché il 2024 è stato un anno abbastanza particolare a causa della situazione economica che stiamo attraversando, ma nonostante ciò abbiamo registrato, soprattutto con il flusso turistico estero, un buon incremento e questo ci fa ben sperare anche per il 2025 – ha dichiarato Claudio Galassi -. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una evoluzione delle strutture open air, che hanno saputo cogliere e leggere in anticipo le richieste del mercato, che cerca standard qualitativi sempre più elevati e una vasta gamma di servizi che possano rispondere alle loro esigenze durante il soggiorno, ponendo sempre più attenzione alla sostenibilità ambientale e cercando di salvaguardare il paesaggio, il territorio, il contatto con la natura”. “Inoltre, stiamo lavorando a stretto contatto con le istituzioni cercando di avere sempre più dialogo, sia con la Regione Toscana che con tutti i comuni che rappresentano le province toscane, perché sono una parte integrante del nostro settore, affinché il nostro settore diventi sempre più un perno centrale dell’economia turistica toscana” conclude Galassi.

Il turismo open air rappresenta per la Toscana una componente sempre più rilevante degli arrivi, con una crescita costante negli ultimi anni. Un risultato reso possibile da un’offerta che ha saputo trasformarsi profondamente, specialmente nel periodo post-pandemico, attraverso continui investimenti, diversificazione e articolazione dei servizi, più di qualsiasi altro segmento del comparto turistico – ha affermato Leonardo Marras -. Questo settore ha dimostrato una straordinaria capacità di rinnovamento, cambiando punti di riferimento e arricchendosi con proposte capaci di intercettare un pubblico sempre più ampio, inclusi i turisti stranieri. Un risultato tutt’altro che scontato, se si considera che gran parte delle strutture si concentra lungo la costa, contribuendo così a internazionalizzare un’offerta turistica tradizionalmente orientata alla domanda interna. Proprio per valorizzare e riconoscere il ruolo strategico del turismo all’aria aperta, abbiamo deciso di dedicare a questo comparto un apposito capo all’interno del nuovo Testo Unico del Turismo. Inoltre, alla luce delle trasformazioni in atto e del significativo innalzamento della qualità degli investimenti, riteniamo opportuno introdurre, nel regolamento attuativo, una disciplina specifica per la quinta stella: il massimo livello qualitativo previsto per le strutture di questo tipo.”

Green, comfort, modernità, un’offerta variegata servizi – tra cui attività dedicate a famiglie e bambini, spazi per praticare sport, accesso agli animali domestici, intrattenimento – sono le caratteristiche che devono avere i villaggi ed i campeggi cercati da chi sceglie questo tipo di vacanza per vivere una vera e propria esperienza a contatto con la natura senza rinunciare alla comodità. A testimonianza della crescita di domanda avuta per questo tipo soggiorni c’è l’aumento delle recensioni pubblicate dai fruitori su Booking, Google e Tripadvisor.

Dalle elaborazioni effettuate dal CST su queste tre piattaforme è emerso che dal 2018 al 2024 i punti di interesse dei villeggianti, distribuiti su circa 50 comuni toscani, sono passati da 191 a 212, mentre le tracce digitali da 15.438 a 24.953. Le maggiori recensioni riguardano le aziende open air di Orbetello, Bibbona, Castiglione della Pescaia, Pisa, Grosseto, Cecina, Viareggio, Massa, Livorno, Capoliveri. Significativo il dato inerente la soddisfazione espressa dai visitatori sulle strutture dove hanno soggiornato: i turisti stranieri premiano villaggi e camping toscani più dei turisti italiani, registrando un punteggio di 83,8/100 contro l’81,4/100.

Ad accomunarli è la continua e crescente ricerca di strutture ricettive immerse nel verde dotate della stessa accoglienza e degli stessi comfort che si possono trovare negli alberghi o nelle case vacanze prese in affitto per la stagione. Questo ha portato ad una rapida evoluzione del campeggio moderno: tende, camper e roulotte hanno infatti pian piano lasciato il posto a sistemazioni più comode ed attrezzate come bungalow, case-mobili e glamping, tanto che anche il Testo Unico del Turismo prevede oggi che il 70% delle piazzole possa essere allestito in via continuativa con strutture mobili (art.29).

FAITA Toscana: Claudio Galassi nuovo presidente, continuità e nuove sfide

Si è svolta a Riotorto (Piombino), presso il Camping Villaggio Orizzonte, l’assemblea elettiva di FAITA Federcamping Toscana. L’incontro ha insediato il nuovo Consiglio Direttivo, composto da 24 membri in rappresentanza dell’intero territorio regionale, ed eletto il nuovo presidente dell’Associazione Claudio Galassi, del Camping Casa di Caccia a Marina di Bibbona (Livorno).

“È un onore ricevere questa responsabilità – ha dichiarato Galassi – e ringrazio tutti i consiglieri per la fiducia. Il mio impegno sarà nel segno della continuità con il lavoro portato avanti dal presidente uscente Andy Fedi, oggi vicepresidente, e in piena sinergia con il direttore Enrico Paoli continueremo a rafforzare il ruolo dell’Associazione come punto di riferimento per le strutture ricettive open air della regione”.

Focus sull’evoluzione del comparto

Galassi, già membro dell’ufficio di presidenza nei precedenti mandati, ha evidenziato come il settore sia in piena trasformazione: “Il turismo all’aria aperta non è più una nicchia, ma una componente strategica per l’economia locale. Il Covid ha segnato un punto di svolta: le persone cercano natura, sostenibilità e qualità. Le nostre strutture stanno crescendo in servizi e investimenti, con una attenzione crescente all’accessibilità e al rispetto ambientale”.

Il neopresidente ha poi annunciato che nei prossimi giorni verranno presentati i dati 2024 del comparto, raccolti in collaborazione con il Centro Studi Turistici di Firenze: “In Toscana stimiamo di aver superato le 10 milioni di presenze nelle strutture open air. Sono numeri che ci danno forza per affermare con chiarezza il nostro valore sui territori”.

Il ruolo strategico delle strutture open air

“In molti comuni costieri – ha sottolineato Galassi – le strutture ricettive sono il cuore pulsante dell’economia estiva. A Bibbona, ad esempio, un comune con 3.000 residenti in alta stagione arriviamo a registrare oltre 70.000 presenze giornaliere. Un contributo all’economia locale che deve essere riconosciuto ed opportunamente supportato da politiche e infrastrutture adeguate”.

Tra le priorità della nuova presidenza ci sono la tutela del territorio, il dialogo costante con le istituzioni locali e regionali, la valorizzazione delle aree extraurbane e la promozione di interventi concreti per la sostenibilità ambientale. “Vogliamo che i nostri investimenti rendano il territorio non solo più accogliente, ma anche più resiliente. Lavoreremo su progetti specifici per il risparmio energetico, la gestione delle risorse e l’economia circolare”.

Il commento del direttore Enrico Paoli

Enrico Paoli, direttore FAITA Toscana, ha commentato con soddisfazione la nomina di Galassi: “La scelta di Claudio è stata condivisa e convinta. Con lui proseguiremo un lavoro già avviato che ha portato FAITA Toscana a crescere in modo significativo sia in termini di contenuti che di adesioni. Il comparto sta cambiando rapidamente e servono leadership solide, capaci di innovare e dialogare con partner e istituzioni”.

Il nuovo direttivo sarà dunque impegnato in un triennio strategico per il rafforzamento del ruolo dell’open air in Toscana, puntando su dati concreti, sostenibilità e una visione moderna dell’ospitalità all’aria aperta.

Pasqua in Veneto, campeggi e villaggi turistici prenotazioni su di 9 punti

Pasqua nei campeggi e nei villaggi turistici: in quelli del Veneto incalzano le prenotazioni, si allunga il periodo di permanenza. Crescono anche gli austriaci, i danesi, soprattutto gli svizzeri, che passano da una quota del 2,2% a una quota del 5%, con una componente più che raddoppiata rispetto alla Settimana Santa del 2024. Salgono anche gli italiani, mentre scendono lievemente i tedeschi, con la Germania comunque al comando tra le nazionalità di provenienza.

È la fotografia scattata da FAITA Federcamping, l’associazione più rappresentativa delle imprese all’aria aperta (2mila associati su un totale di 2mila 370 a livello nazionale), sulla base delle prenotazioni e dei dati elaborati da HBenchmark. “Le strutture sono pronte ad accogliere i turisti, sempre più attratti dall’offerta open air e sensibili alla qualità del servizio, all’inclusione, alla sostenibilità. La Pasqua? L’orizzonte è luminoso”, afferma Alberto Granzotto, presidente FAITA Federcamping.

Al 28 marzo 2025, infatti, l’occupazione media acquisita delle strutture venete aveva già raggiunto il 47,4% della propria capacità, con una crescita, nel raffronto tra le percentuali, di ben 9 punti percentuali rispetto alla fotografia scattata nel 2024 (sempre 20 giorni prima del Giovedì Santo), quando l’occupazione acquisita era del 38,4%. C’è da considerare che l’anno scorso le festività pasquali (28 marzo – 2 aprile) erano in anticipo di oltre due settimane rispetto al 2025 (17-22 aprile), con maggiori probabilità di temperature più basse e meteo incerto.

Tra le note positive di questa Pasqua, anche l’aumento dei giorni di permanenza: quelli con l’incremento più significativo rispetto al 2024 sono il Giovedì Santo con +15 punti percentuali, la Pasquetta e il martedì successivo (+10 punti percentuali). Complice lo slittamento temporale, con la festa che cade a primavera inoltrata e a ridosso dei ponti del 25 aprile e 1° maggio, la durata del soggiorno aumenta per tutti i tipi di alloggio, bungalow e villette in primis (dove i turisti si fermeranno circa 2 giorni in più rispetto alla Pasqua del 2024), mentre si conferma il maggiore appeal delle mobile home rispetto ad altre soluzioni di alloggio, con un tasso medio di occupazione che arriva al 55,2%, ovvero 7,8 punti percentuali in più rispetto all’occupazione media generale. 

Con oltre 180 campeggi per un’offerta di 228mila posti letto e un fatturato complessivo di 1,3 miliardi di euro (indotto compreso), il turismo all’aria aperta nel Veneto è in cima al podio nazionale, con diversi riconoscimenti all’estero e modelli d’impresa che molti Paesi stranieri stanno prendendo ad esempio.

Assemblea FAITA Trentino: il campeggio è già futuro

Si è svolta ieri, presso la sede di Confcommercio Trentino, l’assemblea ordinaria di Faita Trentino, l’associazione che rappresenta i gestori di campeggio e l’ospitalità open air nella nostra provincia. Un settore, quello del turismo all’aria aperta, sempre più centrale nell’offerta turistica trentina, capace di intercettare un pubblico internazionale attento, esigente e fedele.

Il presidente Fabio Poletti, aprendo i lavori, ha tracciato il bilancio delle attività svolte nell’ultimo anno e ha messo sul tavolo le questioni strategiche per il futuro della categoria. «Abbiamo consolidato la nostra presenza sia sul fronte istituzionale sia su quello promozionale – ha dichiarato Poletti – ma è chiaro che serve un’accelerazione: l’open air non è più un segmento di nicchia, è un pilastro dell’economia turistica trentina. E per questo merita norme più semplici, iter autorizzativi snelli e regole che sappiano leggere l’evoluzione del mercato».

Una stagione positiva, ma il contesto cambia rapidamente

Nel corso dell’assemblea, è stato sottolineato come il comparto abbia beneficiato di una crescita costante della domanda, grazie anche alle campagne di marketing realizzate in collaborazione con Trentino Marketing e alla partecipazione alle principali fiere internazionali di settore (CMT Stoccarda, Reisen Amburgo, Free Monaco, tra le altre). Faita ha inoltre consolidato le attività di comunicazione e formazione rivolte agli associati, concentrandosi su temi cruciali come la sostenibilità (premiata a livello nazionale con il terzo posto al premio “Imprendigreen”) e il passaggio generazionale.

Importante anche l’azione istituzionale: nel 2024, grazie all’impegno di Faita e Confcommercio Trentino, è stata ottenuta l’eliminazione del “visto di corrispondenza” per le strutture ricettive, misura che semplifica in modo rilevante la gestione e gli investimenti delle imprese.

Il presidente Poletti non ha però nascosto le criticità: «Siamo una filiera esposta alle evoluzioni climatiche, ai cambiamenti normativi e alle incertezze economiche. La lotta all’abusivismo è ancora un tema irrisolto, così come la lentezza nell’attuazione delle norme semplificatorie o degli interventi per la sostenibilità vera, quella misurabile».

Faita ha ribadito anche la necessità di continuare a lavorare sulla valorizzazione delle imprese open air trentine all’interno del sistema turistico provinciale, anche attraverso una maggiore integrazione con le altre componenti dell’offerta e un rafforzamento delle attività di co-marketing.

Formazione, innovazione, sostenibilità: le parole d’ordine per il 2025

L’assemblea ha confermato l’impegno su tre assi strategici: formazione (con nuovi percorsi dedicati alla sostenibilità e all’innovazione gestionale), miglioramento della qualità dell’offerta e crescita dell’attività promozionale sui mercati internazionali. «Non possiamo permetterci di subire i cambiamenti – ha concluso Poletti – dobbiamo anticiparli. E per farlo serve un sistema snello, dinamico e capace di ascoltare davvero le imprese».

Failoni: «I campeggi sono parte integrante del successo turistico del Trentino»

All’assemblea è intervenuto l’assessore provinciale al turismo Roberto Failoni, che ha espresso pieno riconoscimento al ruolo svolto dalla filiera dei campeggi: «Ho sempre avuto grande stima per questo settore — ha detto —. Il mondo del campeggio ha dimostrato negli anni di essere dinamico, capace di rinnovarsi, investire e di offrire un’accoglienza di alta qualità. E oggi possiamo dire, senza dubbio, che il turismo open air non è affatto un segmento marginale, ma una componente strategica del nostro sistema turistico».

Failoni ha sottolineato l’importanza di superare le vecchie contrapposizioni tra categorie, valorizzando un approccio integrato: «Abbiamo smarcato definitivamente ogni ipotetica rivalità tra campeggi, alberghi e altre forme di ospitalità. Tutti contribuiscono a costruire un Trentino attrattivo e competitivo, a patto di puntare su investimenti e qualità. Il turismo non è una somma di compartimenti stagni, ma un sistema che deve funzionare in modo armonico».

L’assessore ha poi rilanciato il tema dello sviluppo ordinato e condiviso: «Sappiamo che ci sono ancora nodi aperti — ha aggiunto Failoni —, ma posso garantire che la Provincia è al lavoro, con convinzione, per risolverli, a partire dalla questione della fascia lago e dagli strumenti urbanistici. Il contributo dei campeggiatori è stato, e continuerà ad essere, prezioso anche su questi temi».

Con un invito conclusivo: «State già facendo tanto e bene. Ma oggi più che mai è necessario fare sistema: istituzioni, associazioni e operatori devono lavorare insieme per valorizzare un turismo che, oltre a creare occupazione e reddito, garantisce al Trentino di restare un territorio vivo, accogliente e capace di guardare al futuro senza paura».

All’assemblea odierna ha partecipato anche – in videocollegamento da Roma – il segretario di Faita nazionale Marco Sperapani e, in presenza, il direttore di Confcommercio Trentino Massimo Travaglia che ha presentato un resoconto delle attività di Confcommercio Trentino, sottolineando l’importanza della collaborazione con gli associati e l’impegno dell’organizzazione nel fornire supporto e soluzioni concrete alle loro esigenze. Ha evidenziato l’importanza di essere un ente proponente per la risoluzione di problemi e di lavorare in stretta collaborazione con gli uffici provinciali per trovare soluzioni vantaggiose per il sistema trentino. Travaglia ha anche sottolineato il ruolo fondamentale dell’imprenditoria nel sostenere il sistema trentino, dal welfare in avanti.

I dati della promozione

I dati presentati in assemblea da Trentino Marketing confermano in modo inequivocabile la centralità del comparto open air all’interno del sistema turistico provinciale. Nel 2024 i campeggi trentini hanno generato oltre 500.000 sessioni web dedicate sul portale visittrentino.info, con più di 700.000 visualizzazioni di pagina e un incremento del +28% delle sessioni rispetto all’anno precedente. Non solo: gli eventi di interesse diretto — click su contatti, mail e siti web dei campeggi — sono più che raddoppiati, a testimonianza di un coinvolgimento sempre più attivo da parte dei turisti.

Dal punto di vista dell’internazionalizzazione, il comparto conferma la propria forza: la clientela estera rappresenta oltre il 65% delle presenze complessive, con performance particolarmente positive nei mercati di riferimento: +19% di presenze per i campeggi di montagna e +13% per quelli delle aree lacustri. Germania, Olanda e Austria si confermano le prime tre nazionalità di provenienza, seguite da Svizzera e Polonia.

Sul fronte promozionale, grazie alla collaborazione con Trentino Marketing, nel solo 2024 sono state veicolate due distinte campagne digitali sui mercati esteri strategici (Germania, Paesi Bassi, Austria, Svizzera, Polonia e Repubblica Ceca) con oltre 19 milioni di impression e più di 350.000 click sugli annunci, che hanno generato circa 30.000 sessioni attive sulle pagine campeggi in meno di due mesi, con una permanenza media di quasi 50 secondi.

Anche la carta stampata ha confermato l’interesse per il prodotto: i campeggi trentini sono stati protagonisti di redazionali e pagine pubblicitarie su riviste specializzate di primo piano come Promobil, Caravan Magazine, Polski Caravaning e Camping, Cars & Caravan, raggiungendo decine di migliaia di camperisti e turisti outdoor dei principali mercati europei.

Milano Design Week: in anteprima il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina 2026

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In occasione della Milano Design Week 2025, Società Infrastrutture Milano Cortina e Fondazione Milano Cortina presentano un’installazione esclusiva dedicata al Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo, pensato per accogliere gli atleti dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026. Un progetto 100% Made in Italy che unisce design modulare, sostenibilità ambientale e ospitalità accessibile in un nuovo modello abitativo temporaneo.

L’installazione sarà visitabile dal 7 al 13 aprile, presso ADI Design Museum in Piazza del Compasso d’Oro 1, Milano, tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00. L’obiettivo è offrire al pubblico e agli addetti ai lavori un’anteprima concreta dell’esperienza abitativa prevista per gli atleti, un mix di confort, innovazione, efficienza e rispetto dell’ambiente.

Mobile home, sostenibilità e accoglienza Open Air

Le unità abitative mobili che comporranno il Villaggio sono progettate per essere totalmente riutilizzabili, senza consumo di suolo: installate su ruote e senza fondazioni permanenti, saranno smontate al termine delle competizioni per essere reimpiegate nel settore dell’ospitalità all’aria aperta. Certificate con EPD (Environmental Product Declaration), garantiscono un ciclo di vita a basso impatto ambientale, in linea con i principi dell’economia circolare.

Come sottolinea Alberto Granzotto, Presidente di FAITA-Federcamping che prenderà parte lunedì 7 aprile del Panel “Open Air Design Vision: come l’architettura mobile sta ridefinendo il concetto di accoglienza”

“La modalità all’aria aperta si afferma sempre di più come leader di uno stile di ospitalità che coniuga il comfort alla sostenibilità e all’accessibilità. Lo confermano le 377 mobile home che ospiteranno i 1.400 atleti dei Giochi Milano Cortina 2026: sono al 100% Made in Italy, progettate per garantire funzionalità, accessibilità e benessere, con arredi ergonomici, spazi ottimizzati e sistemi di domotica.”

Un’evidenza che rafforza il ruolo del settore Open Air come modello virtuoso per l’ospitalità sostenibile, in grado di rispondere alle sfide ambientali e sociali con soluzioni concrete.

Milano Design Week: due panel tematici tra architettura mobile e futuro dell’accoglienza

Il 7 aprile, la Design Week ospiterà anche due momenti di approfondimento presso il foyer dell’ADI Museo del Design:

Ore 10:30 – 12:30 | “L’architettura e l’innovazione del Villaggio Olimpico e Paralimpico Milano Cortina 2026”

Ore 14:30 – 16:00 | “Open Air Design Vision: come l’architettura mobile sta ridefinendo il concetto di accoglienza”

I panel sono aperti al pubblico previa registrazione sul sito ufficiale:
🔗 mdw25.crippaconceptevent.com

Un esempio concreto di accoglienza accessibile e circolare

Il progetto si distingue non solo per la qualità tecnica e abitativa, ma anche per la sua visione strategica.
Con il 50% delle unità pienamente accessibili, il villaggio rispetta i valori olimpici di uguaglianza, inclusione e diversità, offrendo ambienti progettati per il benessere di ogni atleta, senza barriere architettoniche.

Promossa anche da Crippacampeggio, vincitrice della gara pubblica per la realizzazione del villaggio, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come il design e l’architettura temporanea possano contribuire alla costruzione di ecosistemi abitativi più sostenibili, anche oltre l’evento olimpico.

Faita Toscana: Claudio Galassi nuovo Presidente

Si è riunita questa mattina a Riotorto (Piombino), presso il camping Villaggio  Orizzonte, l’assemblea dei soci FAITA Federcamping Toscana, che ha nominato il nuovo Consiglio direttivo composto da 24 membri che rappresentano tutto il territorio Toscano. Il Consiglio ha poi eletto all’unanimità il nuovo presidente, Claudio Galassi, titolare del Camping Casa di Caccia a Marina di Bibbona (Livorno). Galassi guiderà l’associazione di categoria per i prossimi 3 anni.

“Sono molto felice di intraprendere questo nuovo percorso. Ringrazio i consiglieri per la fiducia in me riposta ed in particolare voglio ringraziare il presidente uscente Andy Fedi per il lavoro svolto fino ad oggi – dichiara il neopresidente Claudio Galassi -. Nei prossimi tre anni siamo chiamati ad affrontare nuove sfide che interessano il settore turistico open-air, lavorando affinché le strutture rispondano sempre più alle esigenze del mercato e che contestualmente siano compatibili con la sostenibilità ambientale che da sempre caratterizza i nostri campeggi”.

“Auguro buon lavoro al neopresidente Claudio Galassi, proseguiremo il nostro operato in continuità con quanto costruito fino ad ora, continuando a mettere a disposizione degli associati tutte le competenze a nostra disposizione – afferma Enrico Paoli, direttore FAITA Federcamping Toscana -. In questi anni FAITA è cresciuta molto sia da un punto di vista di contenuti che di associati, e proprio questo richiederà una sempre maggiore capacità di innovarsi e stare al passo con i tempi, in continuo dialogo con le istituzioni locali e regionali e con i partner strategici del comparto turistico”.

Il presidente uscente Andy Fedi è stato eletto vicepresidente. Il nuovo consiglio direttivo è composto da: Giampiero Poggiali, Alessio Albertazzi, Michele Tallinucci, Antonio Posta, Laura Castellini, Niccolò Signorini, Gabriele Rotellini, Benjamin Francorsi, Thomas Daddi, Francesco Leopizzi, Barbara Landi, Giampaolo Pioli, Samuel Preziosi, Marco Carrara, Daniele Farnetani, Enrico Paoli, Enrico Gori, Marco Lucetti, Marco Signorini, Lisa Bianchi, Laura Paoloni, Paolo Bacci, Umberto Mannoni.

Fonte

VisitCuneese: percorso formativo per operatori del turismo all’aria aperta

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Un nuovo progetto formativo prende il via a Cuneo per rafforzare le competenze degli operatori del turismo all’aria aperta. Si tratta di un’iniziativa coordinata dall’ATL del Cuneese con il supporto della Fondazione CRC e della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, che mette al centro temi chiave come la sostenibilità ambientale, l’accessibilità, l’inclusione e la sicurezza.

Il progetto, ideato per migliorare le prestazioni delle strutture ricettive e dei servizi locali, prevede una serie di appuntamenti sul territorio rivolti a gestori di campeggi, guide escursionistiche, amministratori e imprenditori. L’obiettivo è fornire strumenti concreti per affrontare le nuove sfide del comparto, in particolare nel dialogo con i turisti e nella gestione responsabile delle risorse naturali.

Tra i temi trattati, anche la promozione del turismo outdoor accessibile e l’importanza della formazione nella costruzione di esperienze autentiche per gli ospiti, a partire da concetti come la “turismo-terapia”, il “turismo inclusivo” e il “design for all”.

Esperti, sportivi e influencer a confronto

Numerosi i relatori coinvolti: da Fabio Castello del Centro Sportivo Educativo Nazionale a Irene Borgna, scrittrice e responsabile per l’educazione ambientale delle Aree Protette delle Alpi Marittime, fino a Monica Gazzera di ATTA – Adventure Travel Trade Association. Tra gli altri ospiti: Luigi Vallome (Weco), Lorenzo Repetto (DiscesaLiberi), Remo Merlo e Aldo Baudino della polisportiva P.A.S.S.O., Erika Chiecchio e Alberto Pirovano (CAI), Isabella Riva (già meteorologa ENAV) e l’influencer Marika Ciaccia.

A moderare i talk, il giornalista Gabriele Gallo di Prokalos.

Dialogo, sostenibilità e buone pratiche

“L’obiettivo di questo percorso – spiega Daniela Salvestrin, direttore dell’ATL del Cuneese – è fornire spunti e strumenti concreti per affrontare insieme le sfide del turismo del presente e del futuro, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, all’accessibilità e alla sicurezza.”

Gli incontri vogliono essere anche momenti di scambio di buone pratiche e confronto, nella convinzione che il dialogo costruttivo possa generare progettualità di lungo periodo, vantaggiose per il territorio e le comunità locali.

Boom del turismo lento in Italia: le opportunità per l’Open Air

Una recente indagine condotta da Airbnb in collaborazione con YouGov mette sotto i riflettori il boom del turismo lento in Italia. Sostenibile, autentico, esperienziale: vivere il viaggio con ritmi più cadenzati e con un impatto positivo sul territorio sta diventando una pratica sempre di più diffusa tra i viaggiatori italiani. Il turismo Open Air, per sua stessa natura, ha numerosi punti in comune con questo modo di viaggiare, e proprio per questo, lo slow tourism rappresenta un’opportunità enorme per il comparto outdoor.

Il trend dei viaggi lenti ha avuto inizio nel periodo post-pandemico, e sta lentamente sostituendo i classici viaggi lampo, che caratterizzavano la modalità italiana di viaggiare. A dirlo è l’indagine che Airbnb e YouGov hanno condotto in collaborazione, e che stima a 11,8 milioni gli italiani che prediligono il turismo lento a quello classico. Per loro, la vacanza è relax, contatto con il territorio, sostenibilità e fuga dalla quotidianità, ma anche un’occasione per riconnettersi con la famiglia e per fare esperienze da ricordare.

Il sondaggio di Airbnb e YouGov

Il sondaggio di Airbnb e YouGov restituisce numeri impressionanti, forieri di un trend positivo che sta prendendo sempre più piede tra i viaggiatori italiani. Secondo la ricerca, il 79% degli italiani in viaggio opta per soluzioni di viaggio slow per entrare in contatto in maniera più autentica con le culture locali, mentre il 76% delle famiglie vede lo slow tourism come un modo per ridurre lo stress. Questo trend sembra confermarsi per il prossimo ponte di Pasqua, che offre ben 13 giorni di pausa, e che gli italiani stanno pianificando da tempo.

A questo riguardo, Airbnb sottolinea che il 58% dei viaggiatori ha prenotato soggiorni che superano le 7 notti in zone rurali, ben lontane dalle aree urbane e dal turismo di massa. Questa scelta è sintomo di un’inversione di rotta da parte dei viaggiatori, che alle mete più classiche e affollate, preferiscono destinazioni più tranquille e autentiche. Infatti, il 49% degli italiani non trova soddisfazione nel visitare molti luoghi in poco tempo. In particolare, i maggiori sostenitori dello slow tourism sono i Millennial, che nel 52% dei casi preferiscono evitare la frenesia del turismo standard.

Le mete del turismo lento in Italia

Quali sono però, secondo questo sondaggio, le mete dello slow tourism italiane preferite dai viaggiatori? Sul podio si trovano Toscana, Sicilia e Sardegna che, non a caso, sono anche le regioni che su Airbnb contano il numero maggiore di alloggi rurali. Dalle soluzioni nei vigneti a quelle che affacciano direttamente sul mare, queste tre regioni mettono a disposizione dei viaggiatori non solo location sensazionali, ma anche esperienze immersive nella cultura locale e nelle tradizioni.

Sentieri, borghi e ciclovie sono quello che i viaggiatori ricercano maggiormente. Infatti, il 77% degli intervistati considera il turismo lento un modo per vivere i luoghi più da vicino e in modo più intenso e vero, concedendosi il lusso di rallentare i ritmi di vita, almeno in vacanza. Infine, non c’è da sottovalutare l’aspetto della sostenibilità, che viaggia di pari passo con lo slow tourism. Anche l’attenzione all’impatto ambientale, infatti, sta gradualmente crescendo nella coscienza dei viaggiatori italiani, che sempre più spesso scelgono le mete per le proprie vacanze anche in base a parametri di sostenibilità.

Le opportunità per l’Open Air

Per tutti i motivi descritti finora, il turismo slow rappresenta un’enorme opportunità per l’Open Air italiano. Infatti, le strutture all’aria aperta sono in grado di garantire ai propri ospiti non solo spazi più ampi e comodi per il proprio soggiorno, ma anche una gamma molto vasta di servizi ed esperienze da vivere a contatto sia con la natura che con la cultura locale. Cavalcare l’onda del trend del turismo lento, diventa quindi un’esigenza spontanea del turismo Open Air, che per sua stessa natura condivide ed esalta i pilastri che lo sorreggono.

Sostenibilità, inclusività, esperienza e accessibilità sono le caratteristiche principali del comparto Open Air, e lo rendono la scelta più ovvia per chi sposa la filosofia del viaggio lento. Stando ai dati del sondaggio infatti, grandi fruitori di questa tipologia di viaggio, sono le famiglie. Per il 77% delle famiglie italiane una vacanza slow è un’opportunità per trascorrere tempo di qualità con amici e parenti, e anche per staccare dai ritmi frenetici della vita quotidiana. Non a caso, il turismo slow e il turismo Open Air, presentano dati di permanenza nettamente superiori alle destinazioni urbane e alle classiche mete mordi e fuggi, proprio a dimostrazione del fatto che un viaggio, per essere apprezzato, goduto e vissuto appieno, richiede tempo.

A questo riguardo, il sondaggio di Airbnb e YouGov fa notare che la permanenza media sta aumentando, arrivando attualmente a circa 5 giorni, proprio grazie al turismo slow. L’era del turismo lampo sembra davvero volgere al termine, in favore di un’esperienza di viaggio più qualitativa che quantitativa.

Arriva la proroga differenziata per l’assicurazione dei rischi catastrofali: tutti i dettagli

Arriva ufficialmente la proroga differenziata per l’assicurazione dei rischi catastrofali. Il termine ultimo, inizialmente fissato al 31 marzo 2025, è stato prorogata in modo diverso a seconda delle dimensioni delle imprese. Il decreto Legge “Misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali”, approvato in extremis il 28 marzo, definisce le nuove scadenze che le imprese dovranno rispettare.

Rischi catastrofali: una polizza controversa

L’obbligo per tutte le imprese italiane di stipulare una polizza assicurativa contro gli eventi catastrofali è stato oggetto di controversie negli ultimi giorni. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 48 il 27 febbraio 2025, imponeva alle imprese di tutta Italia di allinearsi alla norma stipulando una polizza assicurativa contro i danni di eventi catastrofali entro la data ultima del 31 marzo 2025.

Chi fosse stato sprovvisto di tale polizza dopo la data di scadenza prevista, sarebbe stato di fatto escluso da bandi pubblici e contributi in caso di necessità. Per permettere a tutte le imprese di valutare attentamente le polizze a disposizione, dati i tempi strettissimi concessi loro dal Governo, le associazioni di categoria hanno chiesto all’unisono una proroga, e anche una maggior chiarezza da parte del Governo. Questa proroga è arrivata pochi giorni prima della scadenza dell’obbligo, con la seduta n. 121 del 28 marzo 2025, con l’approvazione del Decreto Legge “Misure urgenti in materia di assicurazione dei rischi catastrofali”.

Arriva la proroga differenziata

A darne notizia è la nota pubblicata dal Consiglio dei Ministri, in cui si legge:

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni e del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha approvato un decreto-legge che differisce, per le micro, piccole e medie imprese, l’obbligo di stipulare contratti assicurativi a copertura dei danni direttamente cagionati da calamità naturali ed eventi catastrofali verificatisi sul territorio nazionale. Rimane fermo al 1° aprile il termine per le grandi imprese”.

Si tratta, quindi, di una proroga differenziata, che assegna date diverse alle imprese in base alle loro dimensioni, così come definite dalla Direttiva UE 2023/2775. Stando al testo del Decreto, l’obbligo rimane formalmente inalterato al 1 aprile 2025 per le grandi imprese, e viene prorogato secondo le seguenti scadenze per le micro, piccole e medie imprese:

  • 1 gennaio 2026 per le micro e piccole imprese;
  • 1 ottobre 2025 per le medie imprese.

Non devono temere però le grandi imprese, che non rientrano nella proroga in via formale, poiché per loro è prevista una proroga di 90 giorni ed eventuali sanzioni da corrispondere in caso di inadempimento al decreto, entro cui allinearsi alla norma. Queste nuove scadenze permetteranno alle imprese italiane di valutare attentamente quale polizza stipulare, senza la spada di Damocle di una scadenza imminente a pesare sulle loro spalle.

Servono chiarimenti

Arrivata la proroga però, le associazioni di categoria chiedono ancora chiarimenti. In particolare, si fa riferimento ad alcune mancanze della norma, che secondo loro dovrebbero essere corrette. Per fare qualche esempio, la norma impone un’assicurazione contro le esondazioni, ma tra queste non rientra il caso di Venezia, poiché l’acqua della sua laguna è marina. Allo stesso modo, il sommovimento del terreno non repentino del bradisismo dei Campi Flegrei non permetterebbe alle imprese assicurate di accedere al risarcimento. Ancora, manca una protezione specifica per i maremoti, nonostante in Italia ci siano 8.300 km di costa a rischio, e in caso di bomba d’acqua o precipitazioni intense, l’assicurazione non copre i danni alluvionali.

La questione è ancora lontana dall’essere completamente risolta. È stato però raggiunto un primo traguardo, e il confronto con le autorità competenti continuerà per ottenere una norma più chiara e con un’applicazione più ampia. Resta aperto anche il tema dell’imposta del 22% su queste polizze, che le associazioni di categoria chiedono di eliminare.

Tutti i trend del turismo 2025: tante novità e la conferma del glamping

Gli indicatori di tendenza relativi alla stagione turistica 2025 che stanno spopolando tra i viaggiatori possono rappresentare un’interessante opportunità di crescita per l’ Open Air.

La conferma del glamping tra i trend del turismo 2025

Tra i trend del 2025 in ambito turistico spicca ancora una volta il glamping, che continua ad affermarsi come una tipologia di viaggio apprezzatissima. Il termine glamping, che identifica un’esperienza di campeggio di alto livello, parla di una ricettività nuova, ma che affonda le radici nel passato. Si tratta dell’unione perfetta tra il caro vecchio camping e il lusso e gli agi di oggi. Non si parla più di una semplice tenda in mezzo al bosco, ma di igloo immerse nel verde, di case sugli alberi, di fari e soluzioni alloggiative che si allontanano del tutto dalla classica concezione della camera in hotel.

La parola d’ordine è esclusività. Anche in questo caso, si tratta di un tipo di turismo alto spendente, per cui gli ospiti sono disposti a pagare cifre considerevoli in cambio di un’esperienza unica e indimenticabile, magari anche fotogenica e instagrammabile. Inoltre, il glamping va a braccetto con il turismo enogastronomico, altro grande filone del comparto turistico, che soprattutto in Italia sta vivendo un momento d’oro. Chi sceglie il glamping infatti, vuole arricchire il proprio soggiorno con sapori autentici, prodotti genuini ed esperienze a diretto contatto con artigiani e produttori.

Viaggi in solitaria

I viaggi in solitaria, tecnicamente chiamati “solo travels” sono la tendenza che va per la maggiore in questo 2025. La voglia di viaggiare da soli è figlia del nostro secolo, nata in parte dalla necessità di riconnettersi con il mondo esterno e con il proprio io interiore, ma anche dalla voglia di rivalsa e di uscire dagli schemi. In passato viaggiare da soli era visto in accezione negativa, e dava un’impressione di tristezza. Oggi è tutto il contrario, e chi viaggia da solo è visto come forte, sbarazzino e coraggioso. A cambiare è la concezione stessa dello stare da soli, che spesso ha a che vedere solamente con la prenotazione.

Una volta in viaggio infatti, i “solo travellers” fanno amicizia, cercano gruppi di persone con interessi simili a cui unirsi e vogliono vivere sulla propria pelle esperienze a contatto con gli altri, che questi siano locals oppure no. Quello che spinge sempre più persone a voler viaggiare da sole è la voglia di non scendere a compromessi sui tempi, le destinazioni e le attività della vacanza.

I solo travellers prediligono le destinazioni naturalistiche, in cui immergersi nel verde e dove fare esperienze come il forest bathing, pratica di benessere che consiste nel passeggiare nel bosco, respirare profondamente e ascoltare i suoni della natura concedendosi tempo per se stessi, o il forest yoga, un particolare tipo di yoga che si pratica in boschi e foreste, a strettissimo contatto con la natura e l’ambiente circostante.

A viaggiare da soli sono sia uomini che donne, con la componente femminile in forte crescita. Se in passato le viaggiatrici solitarie erano single e giovanissime, oggi il solo travel è un’alternativa scelta anche da chi è in coppia, e sta aumentando l’età media. Per un viaggio in solitaria inoltre, si è disposti a spendere anche più di 1.000 euro. Questi dati mostrano l’enorme potenziale di questo trend, soprattutto per il comparto Outdoor, in quanto oltre alle esperienze a contatto con la natura, ai solo travellers piacciono moltissimo anche i cammini.

Infine, è particolarmente interessante la crescita dei viaggi di gruppo, in cui però si parte da soli. Infatti, chi non vuole viaggiare totalmente in solitaria, spesso sceglie di unirsi ad un gruppo organizzato con altre persone sole, per vivere un’esperienza che sia a metà tra il solo travel e il group travel. Per fare un esempio, insegnanti di yoga e influencer famosi organizzano viaggi di gruppo con poche persone, orientati verso il proprio segmento narrativo, che spesso ben si sposa con i valori e la filosofia dei viaggi all’aria aperta.

Noctourism e astrotourism

Due tendenze che stanno iniziando a farsi largo nel panorama turistico italiano ed estero sono il noctourism e l’astrotourism. Il noctourism è un tipo di turismo che si vive di notte (dalle esperienze in città a quelle a contatto con la natura), mentre l’astrotourism è incentrato unicamente sull’osservazione delle stelle. Anche questi due nuovissimi trend si trovano perfettamente allineati con l’offerta Open Air, e rappresentano opportunità di sviluppo e crescita davvero interessanti. Infatti, le esperienze di viaggio notturne e serali sono sempre più richieste e vengono prenotate anche con un larghissimo anticipo, a dimostrazione del fatto che l’interesse è davvero alto.

Ne sono un esempio le aperture serali di importanti musei o monumenti, che sotto la luce dei lampioni e della luna assumono un fascino particolare, romantico e misterioso che di giorno non si può avere. Per l’astrotourism in particolare, le strutture all’aria aperta sono ideali, poiché consentono di ammirare la volta celeste immersi nella natura e, volendo, nel buio più totale. Allo stesso modo però, con soffitti trasparenti, bubble e pareti di vetro, si può guardare il cielo anche comodamente sdraiati a letto.

Infine, chi per le proprie vacanze sceglie un’esperienza notturna, è disposto a spendere cifre anche molto altre, proprio per le caratteristiche di viaggio appena descritte. Per esempio, offrire una camera vista cielo con una vasca idromassaggio può rappresentare una soluzione di facile prenotazione e di altissima richiesta da parte dei night travellers e degli astro-travellers.

Tornano i viaggi in treno

Infine, oltre alle novità, tra i trend del turismo 2025 si notano anche dei grandi ritorni. Ne è un esempio il viaggio in treno con cuccetta. Il treno è uno dei mezzi di trasporto più antichi, e passare da una città all’altra dormendo in una cuccetta è qualcosa che, nell’immaginario collettivo, appartiene ad epoche lontane e a secoli passati. Oggi però, grazie alle offerte e allo sviluppo delle reti ferroviarie, sta tornando in auge anche questa tendenza di viaggio. Particolarmente apprezzati dai viaggiatori, che vogliono ritrovare proprio quell’atmosfera affascinante e lontana nel tempo, sono i treni storici.

Questi permettono di viaggiare non solo in un ambiente esclusivo e autentico, ma anche di conoscere paesaggi, territori e percorsi inediti a ritmo lento. Lo slow tourism è quello che si definisce il viaggio del futuro, e predilige le mete al di fuori dei circuiti turistici più gettonati, per concentrarsi su destinazioni sconosciute e poco note, dove la natura la fa da padrona e dove il turismo di massa non esiste.

Faita Federcamping alla settimana della sostenibilità

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“Il cambiamento climatico è tra le nostre priorità: stiamo coinvolgendo le imprese open air in un percorso di prevenzione che parte dagli ESG e prosegue con le coperture assicurative necessarie a fronteggiare gli eventi estremi e proteggerle dai danni”.

Così Alberto Granzotto, presidente di FAITA Federcamping – la Federazione più rappresentativa delle imprese del turismo open air – è intervenuto alla Settimana della Sostenibilità, organizzata a Mogliano Veneto da Confindustria Veneto Est.

Occasione, il convegno “Governance e Reporting di sostenibilità: rafforzare la cultura aziendale per competere nel futuro”.

Sul climate change, il presidente di FAITA ha sottolineato come il tema debba essere affrontato con decisione, sia sul piano tecnico che legislativo, con coperture assicurative che contemplino tutti gli eventi estremi più frequenti.

Sulla sostenibilità, da due anni FAITA Federcamping ha messo in campo un progetto per accompagnare le imprese nella transizione verde e digitale, attraverso l’implementazione di buone pratiche e la misurazione delle performance ESG.

settimana della sostenibilità

“Il nostro approccio – spiega il presidente di FAITA – mira a garantire che ogni struttura possa individuare, misurare e monitorare nel tempo le proprie metriche ESG, ‘raccontando’ con trasparenza il proprio impegno verso la sostenibilità, l’accessibilità e l’inclusione sociale”.

Partito dal Veneto, frutto di un accordo con Banca Intesa e sviluppato in collaborazione con IMQ eAmbiente, il progetto si è progressivamente esteso a un numero sempre maggiore di strutture.

Intanto, i campeggi e i villaggi turistici del Veneto presi a campione fra quelli che hanno aderito all’iniziativa
hanno raggiunto in poco tempo il 62% di conformità rispetto al quadro di riferimento, con le strutture a 4 e 5 stelle che realizzano performance ESG medio-alte, superiori a quelle a 3 stelle, mentre sui consumi energetici e idrici, quelli dei camping a 5 stelle sono ben superiori (anche 4-5 volte) ai 3 e 4 stelle.

Tuttavia, se rapportati al numero di pernottamenti stagionali, hanno un’intensità – sia energetica che idrica – piuttosto allineata.
Questo significa che, sebbene in termini assoluti medi le strutture a 5 stelle abbiano consumi superiori, sono molto efficienti dal punto di vista energetico e idrico.
“Nei nostri questionari ESG, abbiamo recentemente aggiunto ulteriori parametri di conformità, in sinergia con
IMQ eAmbiente, Village 4 All e Legambiente– spiega in conclusione Granzotto –

È emerso che nessuna delle strutture-campione manca dei requisiti minimi legali di Governance, mentre sono diverse le buone pratiche introdotte, dagli impianti di autogenerazione energetica al recupero dell’acqua delle piscine. C’è stato anche uno sviluppo nella produzione delle mobil home, dove siamo arrivati al 100% di circolarità dei materiali”.

Crippaconcept alla Milano Design Week 2025: la partecipazione di FAITA Federcamping

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Il design incontra il mondo dell’ospitalità all’aria aperta.
Lunedì 7 aprile 2025, presso l’ADI Design Museum di Milano (Piazza del Compasso d’Oro 1), Crippaconcept apre le porte alla nuova edizione del suo evento ufficiale per la Milano Design Week, un’intera giornata dedicata all’evoluzione dell’ospitalità mobile e modulare, tra design, architettura temporanea e visioni per il futuro del vivere outdoor.

A caratterizzare uno dei momenti più attesi della giornata sarà la partecipazione di Alberto Granzotto, Presidente FAITA Federcamping, che interverrà durante la Open Air Design Vision delle ore 14:30, per offrire uno sguardo d’insieme sulle trasformazioni in corso nel comparto Open Air e sul ruolo strategico del design nel ridefinire i nuovi standard dell’accoglienza all’aperto.

Il programma, attivo dalle 10:30 alle 17:30, propone talk tematici, momenti esperienziali e un esclusivo brunch riservato a partner e ospiti su invito, per riflettere insieme su nuovi modelli di ospitalità sostenibile, sulla legacy delle infrastrutture temporanee come quelle olimpiche e sull’impatto del design modulare nel turismo contemporaneo.

PROGRAMMA:

10:30 – 11:45 | Il Villaggio Olimpico e Paralimpico di Cortina d’Ampezzo – Opening talk

12:00 – 12:30 | L’architettura temporanea che cambia le città: eredità, riuso e nuovi modelli abitativi. Dal passato al futuro: come le infrastrutture temporanee trasformano i territori.

12:30 | Brunch & Show Cooking * – il gusto dell’innovazione, da assaporare insieme.

*Momento dedicato a partner e ospiti – accesso su invito, dettagli all’accredito.

14:30 | Open Air Design Vision

Come il design modulare e l’architettura mobile stanno ridefinendo il concetto di accoglienza.

16:00 | Meet & Greet

La partecipazione è gratuita previa registrazione qui. E’ consigliato arrivare puntuali per garantirsi un posto a sedere.

Regione Puglia, via al bando per il turismo Open Air

Turismo all’aria aperta, al via il nuovo bando della Regione Puglia. Obiettivo, valorizzare l’accessibilità e la sostenibilità del territorio.
Da oggi, giovedì 27 marzo, sarà operativo il bando regionale dedicato al turismo outdoor, uno strumento che consentirà di incentivare la realizzazione di aree attrezzate per la sosta e il ristoro, mini aree per caravan e parking hub lungo percorsi naturalistici, paesaggistici e cicloturistici, compresi gli itinerari dei cammini regionali. L’intervento è finanziato con 2 milioni 135mila euro e mira a potenziare l’infrastrutturazione del sistema integrato degli itinerari della Puglia, migliorando l’accessibilità, la sostenibilità ambientale, la fruibilità degli attrattori regionali e la vivibilità delle aree a forte vocazione turistica.
Possono partecipare Comuni e le unioni di Comuni pugliesi interessati da percorsi naturalistici, paesaggistici e cicloturistici. La scadenza per la presentazione delle istanze è fissata a 60 giorni dalla pubblicazione del bando sul bollettino ufficiale della Regione Puglia, cioè a partire da domani. 
Secondo i dati dell’assessorato al Turismo della Regione Puglia, solo nell’ultimo anno le credenziali dei camminatori (una sorta di passaporto che testimonia e certifica il completamento di un cammino) sono aumentate del 48%, con importanti ricadute economiche sui territori attraversati. 

Webinar gratuito per operatori del settore Open Air ed alberghiero.

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La Regione Veneto ha pubblicato il bando relativo alla riqualificazione delle imprese ricettive.
La misura prevede un contributo fondo perduto fino ad un massimo di 200.000,00 euro per la riqualificazione strutturale. Per informare nel dettaglio gli imprenditori Phorma Mentis, società di consulenza specializzata in finanza agevolata nel settore del turismo e Teamwork Hospitality organizzano un webinar gratuito dedicato agli operatori del settore open air ed alberghiero.
L’evento si concentrerà su strategie concrete e opportunità operative relative al nuovo bando con focus su soluzioni innovative, tendenze di design, sostenibilità e modalità di accesso ai contributi.
Data e Ora: Giovedì 27 marzo 2025 dalle ore 15:00 alle 16:30
Voi saperne di più? Iscriviti da qui

Settimana della sostenibilità, l’esperienza delle imprese Open Air

Settimana della sostenibilità: FAITA Federcamping, partecipa all’evento organizzato da Confindustria Veneto Est al Move Hotel di Mogliano (Treviso). L’iniziativa, che ha preso il via il 25 marzo e si concluderà domani, venerdì 28 marzo, vede al centro le grandi trasformazioni climatiche, geopolitiche e tecnologiche.

aLBERTO gRANZOTTO

Il mondo dei campeggi e dei villaggi turistici ha tracciato percorsi di sostenibilità i cui risultati saranno illustrati domani, giovedì 27 marzo, alle 9.00 (in Sala Scarpa A), dal presidente FAITA Federcamping Alberto Granzotto in occasione del convegno sulla “Governance e Reporting di sostenibilità: rafforzare la cultura aziendale per competere nel futuro”.

Due anni fa, FAITA Federcamping ha avviato un progetto per accompagnare le imprese nella transizione verde e digitale attraverso l’implementazione di pratiche sostenibili e la misurazione delle performance ESG. “Il nostro approccio – spiega Granzotto – mira a garantire che ogni struttura possa individuare, misurare e monitorare nel tempo le proprie metriche ESG, raccontando con trasparenza il proprio impegno verso la sostenibilità, l’accessibilità e l’inclusione sociale”.

Frutto di un accordo con Banca Intesa e sviluppato in collaborazione con IMQ eAmbiente, il progetto si è progressivamente esteso a un numero sempre maggiore di strutture, che attraverso determinati parametri, possono valutare i propri punti di forza e le aree di miglioramento sulla governance, l’efficienza energetica, la circolarità e la gestione delle risorse naturali, il benessere dei dipendenti e degli ospiti, l’accessibilità e l’inclusione. Le strutture che aderiscono al progetto beneficiano di un accesso facilitato al credito in base alle loro prestazioni ESG. L’output finale è definire un Protocollo ESG con uno strumento di valutazione di riferimento che consenta a FAITA di introdurre sul mercato un marchio di garanzia  da diffondere agli associati

Sul piano sociale, da 17 anni FAITA Federcamping lavora a stretto contatto con Village 4 All per guidare le imprese associate verso soluzioni di alloggio e vacanza sempre più inclusive all’interno dei campeggi e dei villaggi turistici.

Stroncato da un infarto Edoardo Favaron, una perdita per il mondo dell’Open Air

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Ieri, a Sesto Calende è morto prematuramente Edoardo Favaron, imprenditore storico del settore Open Air e da sempre attivo nella Federazione e nell’Associazione regionale Lombardia. Favaron ha fondato e gestito il camping La sfinge di sesto Calende sul Lago Maggiore facendone un punto di riferimento per la clientela nazionale ed estera. Il suo impegno lo ha sempre contraddistinto ed ha qualificato la sua partecipazione alla vita associativa. ‘E stato presidente di FAITA Lombardia e membro del direttivo di FAITA Federcamping. Impegnato anche in politica si è sempre speso per la promozione e la difesa degli imprenditori dell’open air sia a livello regionale che nazionale. Alberto Granzotto nell’esprimere il cordoglio a nome della Federazione e suo personale ne ricorda: “ le qualità umane e la disponibilità a partecipare alla vita associativa. Tra quanti hanno collaborato con lui rimane, infatti, vivo il ricordo di un imprenditore fattivo e lungimirante”. Luciano Bettiga Presidente di FAITA Lombardia sottolinea: “Impegno e appartenenza alla categoria hanno sempre caratterizzato il lavoro di Favaron. Dentro e fuori la Federazione lascia un contributo di idee e disponibilità che sarà mio impegno proseguire ed integrare.”.

Open Outdoor Experiences 2025: il salone delle attività all’aria aperta torna a Paestum

Dal 28 al 30 marzo si svolgerà Open Outdoor Experiences 2025 oltre 100 espositori, 25 buyer internazionali e un ricco programma per scoprire l’outdoor tra sostenibilità, natura e turismo attivo

Open Outdoor Experiences 2025: un evento in crescita, sempre più internazionale

Dal 28 al 30 marzo 2025, negli spazi dell’ex Tabacchificio NEXT di Capaccio-Paestum (SA), si svolgerà la terza edizione di Open Outdoor Experiences – Salone delle Attività all’Aria Aperta, organizzato da I.Com Experiences e Il Duomo Travel. Con oltre 100 espositori, 50 tra convegni, seminari e presentazioni e 25 buyer nazionali e stranieri, l’evento si conferma come un punto di riferimento per il settore outdoor e turismo esperienziale.

Focus su sostenibilità, natura e buon vivere

I temi-chiave dell’edizione 2025 abbracciano il turismo sostenibile, il contatto con la natura, il benessere psicofisico e il vivere consapevole. A dare respiro internazionale, la presenza di delegazioni da Stati Uniti, Francia, Spagna e Slovenia. Come sottolineano gli organizzatori, “Open è riuscita a promuovere un turismo sostenibile e consapevole, fatto di benessere e scoperta

Dai cammini al cicloturismo: l’outdoor come esperienza totale

L’edizione 2025 darà ampio spazio a temi oggi centrali:

  • Cammini, spirituali e naturalistici
  • Cicloturismo e vacanze attive
  • Enogastronomia e scoperta dei borghi

Un’offerta ampia, pensata per chi cerca esperienze immersive e viaggi all’aria aperta.

Tra le principali novità 2025, il format Meet&Match faciliterà il confronto diretto tra operatori turistici e buyer internazionali, creando opportunità concrete di business e visibilità. Un’occasione strategica per i professionisti del settore, in linea con le partnership già avviate, come quella tra EasyJet Holidays e le strutture ricettive del Cilento

Le quattro aree tematiche di Open Outdoor Experiences

L’evento sarà articolato in quattro aree tematiche principali:

  • Open Pro: formazione, approfondimenti e incontri B2B tra espositori e buyer
  • Open Active: attrezzature tecniche e novità per gli appassionati di outdoor
  • Open 4All: spazio inclusivo per esperienze all’aperto senza barriere
  • Open 4School: percorsi didattici per studenti delle scuole superiori

A questi si affianca un’esposizione ampia dedicata a Regioni, Parchi Nazionali, associazioni, percorsi naturalistici, storici e agroalimentari, e tutto ciò che ruota attorno al turismo attivo e sostenibile.

Mimmo Iannazzone presidente di FAITA Federcamping Campania ha dichiarato:” Sosteniamo “Open outdoor experiences”, un evento dedicato alla crescita ed alla promozione del turismo all’ aria aperta, capace di comunicare al pubblico l’attrattavità della nostra modalità ed agli imprenditori ed operatori un panorama di offerte e soluzioni per elevare gli standard dell’offerta. L’Open Air è sempre più un percorso esperienziale tra territorio, divertimento e confort. Molto più di una semplice vacanza. Per questo le iniziative come quella di Paestum sono utili ed opportune.”

Polizza contro i rischi catastrofali: si chiede la proroga

L’obbligo per le aziende di stipulare una polizza contro i rischi catastrofali è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2024, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.48 il 27 febbraio 2025. Entrato in vigore il 14 marzo, presenta attualmente una scadenza al 31 marzo 2025, data entro cui tutte le attività (non solo turistiche) dovranno allinearsi alla norma e stipulare una polizza assicurativa contro i danni catastrofali.

Il prezzo da pagare per chi non rispetta questa scadenza è decisamente alto. Infatti, le norme non prevedono sanzioni se non ci si adegua all’obbligo ma chi non la stipula perde ogni merito creditizio: le banche sostanzialmente non finanziano, non si può partecipare ai bandi ed in caso di catastrofi non si avrà alcun contributo. Di fatto, per le imprese sarebbe un suicidio non assicurarsi.

I tempi a disposizione sono ormai strettissimi, e alla scadenza del 31 marzo mancano pochissimi giorni. Per questo le associazioni di categoria hanno iniziato una vera e propria corsa contro il tempo ed hanno chiesto non solo di prorogare il termine attualmente in vigore per l’adattamento, ma anche una maggiore chiarezza da parte del Governo.

Polizza contro i rischi catastrofali

Facendo un piccolo passo indietro, chiariamo in cosa consiste questa polizza. Si tratta di un’assicurazione che tutte le imprese con sede legale in Italia (o con sede legale all’estero ma con stabile organizzazione in Italia e tenute all’iscrizione in Camera di Commercio) devono stipulare contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali.

Il Governo ha ritenuto necessario introdurre l’obbligo per questo tipo di polizza a seguito dei terribili eventi degli anni scorsi, che hanno devastato lo Stivale in più occasioni e che hanno portato moltissime aziende alla crisi.

Le uniche imprese che sono esenti da questo obbligo sono quelle agricole e quelle i cui beni immobili sono gravati da abusi edilizi o costruiti senza le autorizzazioni previste dalla normativa. Come evidenziato dalla nota di Confesercenti, chi non rispetta questo obbligo e non stipula una polizza assicurativa contro i danni catastrofali, sarà automaticamente escluso da qualsivoglia finanziamento (sia privato da parte delle banche, che pubblico) o contributo a risarcimento dei danni subiti da calamità naturali come quelle di cui l’Italia ha fatto esperienza nel recente passato.

Quello che però gli imprenditori chiedono, attraverso la voce delle associazioni di categoria, è più tempo per decidere quale polizza stipulare. L’impatto della scelta infatti, è sicuramente importante, e dover prendere una decisione in tempi stretti potrebbe portare a commettere errori o a non valutare attentamente tutti gli aspetti da considerare. Per questo tutte le associazioni di imprese chiedono a gran voce più tempo.

La richiesta delle associazioni 

L’Italia è un paese estremamente esposto e vulnerabile alle catastrofi naturali, ma anche uno di quelli con la minore copertura assicurativa in questo senso.  La scarsa propensione ad assicurare la propria impresa contro questo tipo di danni fa sì che, nel caso si verifichino, i rischi finanziari diventino ingenti e possano portare anche al fallimento. Sottovalutare il rischio, quindi, può essere fatale per il futuro della propria impresa.

Ciò detto, per attivare una giusta politica di prevenzione, è necessario capire quali sono le opzioni a disposizione e quali sono più adatte alle singole esigenze. Il termine dato dal Governo e fissato al 31 marzo 2025, pare quindi esageratamente stretto, considerando soprattutto l’entrata in vigore della norma il 14 marzo. Trattandosi di un obbligo che si estende a tutte le imprese italiane, una tempistica più larga è la richiesta che proviene da tutte le associazioni di categoria, nessuna esclusa.

A questo riguardo, Ascom Confcommercio sottolinea: “Abbiamo chiesto il rinvio di concerto con tutte le organizzazioni del commercio, dell’artigianato e della cooperazione e, secondo noi, dovrebbe potersi estendere a tutto il 2025 per permettere alle imprese di valutare con cognizione di causa un obbligo che è molto impattante sulla loro attività”. 

La richiesta di proroga è quindi attualmente sul tavolo del Governo, che però non si sbilancia ancora su una sua possibile approvazione o diniego. Dal canto loro, le associazioni di categoria stanno facendo del loro meglio per organizzare incontri formativi che forniscano ai propri associati gli strumenti migliori per conoscere tutti i rischi legati alle calamità naturali che potrebbero colpire la loro impresa, e le strategie di tutela più adatte al singolo comparto.

G20 Spiagge 2025 ad Alghero: i temi dell’VIII edizione

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Dal 14 al 16 maggio 2025 si terrà ad Alghero il G20 Spiagge 2025, l’evento più importante del settore balneare italiano, che riunisce in un unico luogo le 20 destinazioni di mare più importanti e visitate d’Italia. Giunto alla sua ottava edizione, il G20 Spiagge 2025 torna per la seconda volta in terra sarda, dopo l’edizione di due anni fa, che si tenne ad Arzachena.

Per quest’anno è prevista l’affluenza più alta nella storia dell’iniziativa, e i temi su cui verteranno workshop e incontri sono a dir poco bollenti: dal riconoscimento dei Comuni marinari alla discussione di una nuova metodologia per ridurre l’impatto sia ambientale che sociale dell’overtourism, passando per le esperienze all’aria aperta.

G20 Spiagge 2025 ad Alghero

Il G20 Spiagge è il summit annuale che riunisce le 20 località marinare italiane più visitate dai turisti e che singolarmente registrano da 1 a 7 milioni di presenze ogni anno, ma che hanno meno di 65.000 abitanti. Caorle, Cavallino Treporti Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Riccione e Taormina sono solo alcune delle località turistiche che formano la rosa del G20, e che per l’ottavo anno consecutivo si incontreranno per discutere i temi più importanti del settore balneare italiano.

Dopo l’edizione del 2023, svoltasi ad Arzachena, l’evento torna in Sardegna per la seconda volta, stavolta ad Alghero. Qui si terrà, dal 14 al 16 maggio 2025, un’edizione speciale, poiché per la prima volta nella sua storia, al G20 Spiagge parteciperanno anche più di 50 città di mare che nel 2024 hanno registrato numeri in crescita e prestazioni notevoli (sotto al milione di presenze). Raimondo Cacciotto, Sindaco di Alghero, si dice entusiasta per l’evento:

Siamo lieti di ospitare il G20 Spiagge e non vediamo l’ora di accogliere nella nostra città le delegazioni del Network. Sarà un’occasione importante per fare squadra e ritrovarsi a condividere esperienze, buone pratiche e confrontarsi sulle proposte di risoluzione. A partire dal riconoscimento dello status di Comuni marini, con tutte le peculiarità del caso”.

Sarà, quindi, l’edizione più partecipata di sempre, e come anticipa Cacciotto, non mancheranno le occasioni di confronto e di crescita. I temi trattati dal G20 Spiagge 2025 infatti, sono piuttosto caldi e attualissimi.

Riconoscimento dei Comuni marinari

L’argomento più importante che si tratterà al G20 Spiagge di Alghero sarà senza dubbio il riconoscimento dello status di Comuni Marini. Con la nuova legge sui Comuni Marini le città balneari che fanno parte del G20 chiedono il riconoscimento di uno status speciale che aiuti le amministrazioni locali a gestire in modo adeguato i flussi turistici della stagione estiva. Durante i mesi più caldi dell’anno infatti, queste località vengono letteralmente prese d’assalto dai turisti di tutto il mondo e diventa difficile offrire sia ai residenti che ai viaggiatori i servizi adeguati sia in ambito sanitario che di trasporto pubblico.

Anche la sicurezza delle strade e il controllo diventa più complesso con un numero decuplicato di persone da gestire. Per tutti questi motivi, il G20 è da tempo al lavoro per portare davanti alle istituzioni la necessità di questo riconoscimento, che permetterà di considerare non solo il numero dei residenti, ma anche quello dei turisti dell’alta stagione, e di ridurre di conseguenza i disagi per tutti. 

Overoturism e sostenibilità

Il tema dell’overtourism è quanto mai pressante nel settore balneare, in quanto il sovraffollamento delle spiagge sta portando all’esasperazione non solo chi vive la spiaggia, ma anche chi non la vive ma risiede nelle località del G20. Gli strumenti normativi e amministrativi in mano ai sindaci non sono sufficienti per gestire in modo sostenibile e positivo il turismo di massa, che rischia di schiacciare la competitività turistica di queste località.

Trasformare invece un problema in una risorsa è quello che porterebbe non solo ad una maggiore qualità della vita dei residenti, ma anche ad una maggiore soddisfazione dei turisti. I grandi flussi, se gestiti bene, rappresentano un’opportunità enorme per l’economia sia locale che nazionale. A questo riguardo Roberta Nesto, sindaco di Cavallino Treporti e coordinatrice nazionale del network G20, afferma che “sarà l’occasione per partecipare a veri ed efficaci momenti di crescita e confronto tra amministrazioni pubbliche”.

Strettamente legato all’overtourism è il tema della sostenibilità ambientale e sociale. Il turismo di massa infatti esaspera la vita sociale delle località con le presenze più alte dello Stivale, e rischia anche di danneggiare l’ecosistema che rende possibile una tale affluenza. Una spiaggia rovinata da un turismo troppo massiccio non è una spiaggia in cui si ha voglia di tornare, e ad accomunare tutte le località del G20 Spiagge c’è proprio la necessità di approfondire tematiche di sostenibilità in questo senso.

Esperienze all’aria aperta 

Infine, non mancherà un focus sulle esperienze all’aria aperta. Di pari passo con la vita della località balneare infatti, va quella delle esperienze che i turisti vogliono e possono vivere in quella località. Creare un sistema che non si concentri unicamente sulla spiaggia, ma che arricchisca l’esperienza balneare con altre attività outdoor (sport acquatici, ciclismo, yoga all’aria aperta, ecc.) è un obiettivo da condividere e da perseguire per poter offrire una vacanza di livello superiore e più in linea con le esigenze del viaggiatore moderno.

Il contatto con la natura infatti, e l’allontanamento dai luoghi chiusi, è tra i principali desiderata di chi oggi sceglie di trascorrere le proprie ferie al mare, ma non vuole limitarsi solamente a fare il bagno e prendere il sole. Per affrontare tutte queste tematiche, le tre giornate dell’evento si divideranno tra workshop, seminari e incontri che toccheranno a tutto tondo il settore balneare. Verranno presentate case history sia italiane che europee, si affronteranno le questioni legate alle infrastrutture, alla fiscalità, all’urbanistica e alle governance locali, senza perdere di vista i servizi e la convivenza tra residenti e viaggiatori. Qui il programma dell’evento.

Turismo esperienziale in Italia: il nuovo modo di viaggiare che punta tutto sulle emozioni.

Il turismo esperienziale in Italia è un trend di viaggio che da diversi anni ormai ha iniziato a diffondersi non solo in Italia, ma nel mondo intero. Con il passare del tempo, i viaggiatori stanno passando da un turismo quantitativo ad uno qualitativo, che ad un alto numero di posti visitati in modo sommario, preferisce un minor numero di spunte sulla tabella di marcia ma un’esperienza più approfondita. Quello che i viaggiatori di oggi vogliono maggiormente non è tanto vedere posti nuovi, quanto farne esperienza: imparare, assaggiare, scoprire.

Il viaggio diventa emozione

In ambito turistico, dire che la pandemia da Covid-19 ha creato uno spartiacque epocale, non è certo un eufemismo. Esiste, ormai, un prima e dopo, che ha cambiato molte carte in tavola per il settore turistico. Si è passati, infatti, da un turismo quantitativo ad uno qualitativo. Si è passati da un turismo a lungo raggio ad un turismo di prossimità. Si è passati dal turismo di massa all’undertourism. Insomma, il modo di viaggiare è decisamente diverso da quello che si conosceva fino al 2020. Principalmente però, a cambiare è stato il concetto stesso del viaggio.

Oggi il viaggio è soprattutto emozione. I viaggiatori vogliono portare a casa non più souvenir, ma ricordi autentici ed esperienze vissute sulla propria pelle. Aver imparato a fare la pasta fatta in casa da una massaia ha molto più valore, in questo senso, di una visita al Colosseo. Senza nulla togliere alle attrazioni artistiche e culturali, che rimangono uno dei principali poli di attrazione dei turisti, oggi le esperienze rappresentano quel quid in più che dà consistenza al viaggio.

Il turismo esperienziale è cresciuto enormemente negli ultimi 5 anni, spinto anche dagli strascichi e dalle lezioni impartite dalla pandemia. Si è riscoperto il valore delle cose vere, dei rapporti umani, dello stare insieme e del vivere piuttosto che dell’apparire. Per questo, non è affatto esagerato affermare che il futuro del turismo sta proprio nelle esperienze che i viaggiatori si portano a casa, che ricordano e che fanno effettivamente il viaggio.

Il turismo esperienziale in Italia

In Italia il turismo esperienziale sta raccogliendo grandi consensi tra i viaggiatori, soprattutto quelli stranieri. A conferma di questo ci sono sia i dati ENIT relativi al turismo dei primi 9 mesi del 2024, sia la case history di ToItGroup, l’azienda che si è piazzata prima nella graduatoria Stelle del Sud 2025 del Sole 24 Ore. Con un fatturato del 70% superiore a quello dell’anno precedente, l’azienda specializzata proprio in turismo esperienziale, evidenzia quanto questo intento di viaggio stia prendendo piede in Italia, e quante opportunità offra per il territorio e le aziende locali.

Nell’esperienza di ToItGroup, ad essere principalmente attratti dal turismo esperienziale in Italia sono i viaggiatori stranieri. Nord America, USA, Canada e Regno Unito sono i principali mercati, ma sono in crescita anche i viaggiatori asiatici, provenienti da Sud Corea, Giappone, Malesia e Taiwan. In Europa invece, come evidenziano i dati ENIT, sono i tedeschi a scegliere l’Italia come meta delle loro vacanze esperienziali, spinti in gran parte dall’enogastronomia nostrana.

A portare il turismo d’esperienza nel Bel Paese contribuiscono anche la moda, il luxury e gli sport all’aria aperta. Inoltre, nel viaggio esperienziale i turisti sono sempre più attenti alla sostenibilità ambientale, aspetto che in passato non era centrale ma che oggi sta assumendo un’importanza sempre maggiore e che spinge un numero sempre maggiore di turisti a scegliere le strutture anche in base al loro impegno nel ridurre il proprio impatto sull’ambiente.

Esperienza e territorio: un connubio dell’Open Air

È evidente, quindi, come esperienza e territorio si fondano in un’unica realtà quando si parla di turismo esperienziale. Non esiste, infatti, alcuna esperienza senza la sinergia tra le aziende locali, le strutture ricettive, i tour operator e l’offerta turistica. Il territorio è l’elemento di maggior ricchezza per il turismo che vuole regalare esperienze e ricordi, e che da sempre si trova, intrinsecamente, nel settore dell’Open Air. Il forte legame dell’Open Air con le realtà locali è infatti un ponte da sfruttare per ampliare l’offerta esperienziale per i consumatori.

Senza andare a cercare attività troppo lontane dalla nostra cultura, ogni territorio ha le proprie tradizioni a cui attingere, che siano queste culinarie, canore o artigianali. Creare reti di collaborazioni sinergiche e orientate all’esperienza è la chiave per aprire la porta ad un turismo in enorme espansione, che non accenna minimamente a fare marcia indietro. Inoltre, le strutture Open Air hanno dalla loro anche la grande componente del verde, che attira sempre di più e costituisce un valore aggiunto importantissimo.

Il turismo esperienziale insegna un ritorno alle origini figlio di un mondo che è andato troppo veloce per troppo tempo, e che dopo la brusca battuta di arresto della pandemia, ha bisogno di rallentare, di andare ad un ritmo più cadenzato e di fermarsi ad ammirare ciò che c’è intorno. Insegna un modo di viaggiare che riscopre il territorio e le tradizioni, e porta a casa ricordi vividi ed esperienze autentiche. Insegna un viaggio non più passivo, ma attivo e intenzionale, a contatto con le realtà locali e desideroso di apprendere, conoscere, approfondire.

Per tutte queste ragioni, il turismo esperienziale, arricchito e corredato da una sostenibilità sempre maggiore e da un’accessibilità e inclusività in via di sviluppo, rappresenta un’opportunità enorme per il comparto dell’Oper Air, che ha tutte le carte in regola per rispondere al meglio alle esigenze dei viaggiatori.

Turismo in Veneto: 2024 un anno da record

Turismo in Veneto, un 2024 da incorniciare. Con 21 milioni di arrivi e 73 milioni di presenze
complessivi, il settore ha realizzato rispettivamente una crescita del 3,3% e del 2,2% rispetto al
2023 registrando il record storico. Stabili i campeggi e i villaggi turistici, sempre rispetto al 2023;
c’è però da sottolineare come, nel confronto con il periodo pre-covid, l’open air abbia compiuto
un balzo in avanti realizzando un rilevante incremento sul fronte degli arrivi, pari al +13,1%
rispetto al 2019.

I dati del Bollettino Statistico della Regione

Lo rivela il Bollettino statistico della Regione: gli alberghi registrano arrivi in crescita rispetto al
2023 (+1,1%) e presenze stabili, mentre l’extralberghiero vede complessivamente l’incremento
degli arrivi (+6,5%) e delle presenze (+3,8%). Ad apprezzare le mete turistiche del Veneto sono
soprattutto i turisti stranieri (arrivi +5,9%, presenze +4,0%), con una prevalenza di quelli europei,
soprattutto negli ultimi tre anni. Diminuiscono invece gli italiani, i cui arrivi si riducono dell’1,5% e
le presenze dell’1,8%.

Turismo in Veneto: analisi di flussi e tendenze

Fra i turisti stranieri spiccano i tedeschi (arrivi a +2,3%, presenze a +2%) e gli americani (+8,3% le presenze), diretti quasi esclusivamente nelle città d’arte, Venezia in testa. Altri aumenti tra gli
inglesi (+6,3% presenze), mentre scende la presenza degli olandesi, degli svizzeri, della Repubblica
Ceca e della Danimarca. Prosegue la riduzione della permanenza soprattutto per gli italiani, che dal 2010 a oggi hanno ridotto mediamente di circa due notti i soggiorni.

Per gli stranieri, lapermanenza si mostra invariata al mare (6-7 notti in media) e nelle città d’arte (circa 2 notti), al lago (5-6 notti) e lievemente ridotta in montagna (da 4 a 3 notti) e alle terme (da 6 a 4-5 notti).

Solo alle terme la crescita dei turisti stranieri (+2,9%) non riesce a compensare la riduzione degli
italiani, totalizzando nel complesso un -0,1% di arrivi. Per le terme aumentano americani e cinesi,
questi ultimi raddoppiati rispetto al 2023, ma ancora con un -39,1% rispetto al 2019.

I dati confermano che il Veneto si consolida come una delle principali destinazioni turistiche a livello nazionale ed europeo. La crescita del turismo internazionale, la tenuta delle località balneari e la performance eccezionale di campeggi e villaggi turistici dimostrano la forza e la resilienza del comparto. Con numeri da record, il 2024 si chiude con ottime prospettive per il futuro, ponendo le basi per un 2025 ancora più competitivo e attrattivo.

Rapporto ENIT 2024: tutti i dati puntano all’Open Air

ENIT ha da poco pubblicato il rapporto 2024 sull’andamento del comparto turistico in Italia (primi 9 mesi). Il rapporto sottolinea l’importanza del settore del turismo nell’economia nazionale, che copre il 10,8% del PIL. Il turismo, inoltre, raggiunge un picco nel tasso di occupazione, dando lavoro al 13% della popolazione italiana. Si tratta di uno dei settori trainanti per l’Italia, oltre che uno dei più caratteristici.

I dati del Rapporto ENIT

Gli ultimi dati trasmessi da ENIT indicano di un vero e proprio boom per l’incoming dell’Italia, che rispetto al 2023 ha totalizzato il 3,7% in più pari a 235 milioni di arrivi. Il numero maggiore di viaggiatori che nel 2024 ha scelto l’Italia lo ha fatto per motivi di vacanza, portando un indotto pari a 48,8 miliardi di euro (+8,5% rispetto al 2023). Non ci sono solo vacanzieri però, nel Bel Paese, e le altre motivazioni sono:

  • lavoro (13,7%),
  • visite a parenti e/o amici (12,7%),
  • studio (3%),
  • shopping (1,8%).

Gli stranieri che hanno scelto l’Italia come la meta delle loro vacanze sono principalmente tedeschi (14,8%), seguiti dai francesi (13,2%), dagli inglesi (7,5%) e dagli americani (5%).

I motivi del viaggio

ENIT ha indagato anche sulle tipologie di viaggio che hanno portato numeri così alti di stranieri in Italia. Al di là dei grandi classici italiani di arte e cultura, che non smettono di spiccare nell’indice di gradimento dei turisti nel Bel Paese, il dato più significativo che emerge dal report è quello sul turismo enogastronomico, che negli ultimi 10 anni ha registrato un vero e proprio boom, crescendo del 176%.

Viaggiare per assaggiare le prelibatezze del territorio italiano era una cosa che agli inizi degli anni 2000 faceva solamente una nicchia ristretta di viaggiatori. Con il passare del tempo però, sia grazie alla comunicazione social che ai prodotti del Made in Italy, all’estero la cucina italiana ha conquistato il cuore degii ospiti  che oggi vengono da noi anche solo per mangiare e bere bene. Questo sotto-comparto turistico ha generato, solo nel 2024, un indotto di ben 363 milioni di euro

Dimostra numeri più che positivi anche il turismo rigenerativo, caratterizzato da una modalità di viaggio sostenibile. In particolare, questo tipo di turismo valorizza enormemente il territorio grazie ad iniziative di recupero ambientale a sostegno degli ecosistemi naturali e sociali. Ne sono un esempio la pulizia delle spiagge e la condivisione di tecniche anti-spreco che i viaggiatori che scelgono questa tipologia di viaggio mettono in campo durante i loro soggiorni.

Export e turismo: un legame fortissimo

Sono stati 1,1 milioni gli stranieri che hanno scelto questa tipologia di viaggio, tra cui spiccano i tedeschi, che sembrano apprezzare particolarmente le specialità enogastronomiche italiane. Lo hanno dimostrato con le loro più di 100.000 presenze e le oltre 361.000 notti che hanno passato da noi, ma soprattutto con gli oltre 58 milioni di euro spesi per assaggiare, mangiare e portare a casa i prodotti migliori della tradizione italiana. Questo non è affatto un caso, in quanto la Germania appare come il Paese in cui l’export del Made in Italy è maggiore.

Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit, a tal riguardo ha sottolineato che “la promozione delle nostre eccellenze all’estero funziona, come dimostra la correlazione tra l’export e gli arrivi in Italia. Facciamo conoscere le nostre offerte e da qui innestiamo una filiera produttiva che crea valore ed investimenti in Italia, grazie al ritorno in termini di spesa e soggiorni dei turisti internazionali nel nostro Paese”.

Tutto punta all’Open Air

I dati presentati da ENIT sembrano puntare tutti nella stessa direzione: l’Open Air. Come si sa, infatti, il comparto del turismo all’aria aperta presenta numerose caratteristiche che incontrano i gusti dei viaggiatori moderni. A confermarlo ci sono anche gli ultimi dati provenienti da Booking e che fanno riferimento ai viaggiatori alto spendenti (quelli, ossia, che rappresentano la fetta maggioritaria di clienti nelle strutture Open Air): il 44% è disposto a pagare fino al 10% in più per una vacanza rispettosa dell’ambiente, mentre il 39% afferma di potersi spingere anche oltre, se la sostenibilità è elevata.

Tra gli italiani, stando ai dati ENIT, il 63% dei viaggiatori predilige il turismo di prossimità e le località meno affollate. In particolare, a prestare attenzione al tema della sostenibilità sono principalmente i giovani under 35. Come sottolinea anche Jelinic, infatti, “i giovani mettono al primo posto la sostenibilità del viaggio, numerosi turisti internazionali prediligono esperienze all’aria aperta ed alla scoperta di mete alternative alle grandi città. L’Italia è in grado di rispondere a tute queste esigenze grazie alla sua offerta”.

Il settore dell’Open Air però, può fare anche di più, e anticipare le necessità dei viaggiatori del futuro, semplicemente perché per questo comparto si tratta di necessità indissolubilmente legate all’attività stessa. La sostenibilità ambientale diventa strutturale, poiché il rispetto dell’ambiente circostante le strutture è fondamentale per la vita della struttura. Anche l’accessibilità diventa una risorsa, in quanto le strutture all’aria aperta risultano essere molto più accessibili e facilmente modificabili in base alle necessità rispetto alle altre strutture. 

Inoltre, per sua stessa natura l’Open Air è strettamente legato al territorio, alle attività locali e alle esperienze che valorizzano un turismo più attento e autentico. Infine, non c’è da dimenticare che le strutture all’aria aperta sono generalmente in grado di offrire un maggior numero di posti letto per singola unità produttiva.con un coefficiente d’impiego di addetti proporzionato ed in portare benefici più ampi all’intera economia locale.

Previsioni per il futuro

Gli esperti dell’ENIT hanno analizzato in prospettiva le possibilità di crescita del settore turistico esprimendo valutazioni ottimistiche. Secondo il report entro il 2034 il comparto turistico è destinato a crescere ulteriormente, e a migliorarsi. In particolare, si stima che arriverà a coprire il 12,6% del PIL e ad occupare il 15,7% degli italiani. Ivana Jelinic, a questo riguardo, dice che “I primi segnali del 2025 sono incoraggianti, puntiamo a migliorarci guardando sempre a nuovi mercati e possibilità sinergiche con l’unico obiettivo di portare sviluppo e occupazione in Italia”. 

Faita Lazio: focus su accatastamenti raccolta dati e sostenibilità

Sono state 32 le imprese del settore Open Air che hanno partecipato all’assemblea della Provincia di Latina organizzata da Faita Lazio. L’incontro, parte di una serie di riunioni programmate dal Presidente Faita Lazio Ubaldo Fusco, ha rappresentato un momento cruciale di confronto sulle sfide e le opportunità del comparto.

L’importanza della continuità nelle assemblee territoriali

L’assemblea di Latina è stata un’opportunità importante per rafforzare il legame tra gli imprenditori locali e le linee guida regionali. Il format verrà riproposto nei prossimi venti giorni per le province di Roma e Viterbo, con l’obiettivo di consolidare ulteriormente la partecipazione e la coesione tra le strutture. In proposito Fusco ha dichiarato: “Queste riunioni non sono casuali, ma fanno parte di un percorso che avevo tracciato all’inizio del mio mandato. Servono sia per aggregare nuovi associati sia per portare informazioni precise e puntuali a chi non partecipa alle riunioni regionali di Roma.”

Accatastamento dei campeggi e nuovi progetti nazionali

Tra i temi centrali dell’incontro, grande attenzione è stata dedicata alla questione dell’accatastamento delle case mobili con l’introduzione del Nuovo Docfa. “Non abbiamo ancora notizie certe, ma abbiamo fornito indicazioni su come sarà necessario muoversi,” ha dichiarato Fusco.

Parallelamente, si è discusso dell’importanza della raccolta dati con il progetto di H-benchmark curato dal dottor Traverso. “È un progetto già ben sviluppato nel Nord-Est che intendo proporre anche in Lazio, per non restare non indietro. Capisco che per molti sia una novità e che non tutti abbiano i programmi gestionali adeguati, ma dobbiamo approcciare l’analisi dei dati con la mentalità giusta,” ha sottolineato Fusco, incoraggiando gli associati a partecipare attivamente.

Un altro argomento di grande rilevanza è stato il progetto IMQ Ambiente sulla sostenibilità, per il quale è stata creata una piattaforma nazionale dedicata. “Abbiamo spiegato come compilare il questionario e garantito il supporto dell’Associazione a chi avesse difficoltà a compilarlo,” ha aggiunto il presidente.

Una convenzione per supportare gli associati di Faita Lazio

Per facilitare il processo di adesione ai nuovi progetti, Faita Lazio sta lavorando a un accordo con la società Astrea, specializzata in finanziamenti e bandi. “Stiamo proponendo una convenzione per fare in modo che, oltre a fornire consulenze per la partecipazione ai bandi, possano aiutarci anche nella compilazione del questionario per IMQ Ambiente.”

Novità sul fronte istituzionale e partecipazione alle fiere

L’assemblea è stata anche l’occasione per aggiornare sulla presentazione della nuova piattaforma di raccolta dati ROSS 1000, che prenderà il posto del sistema Radar. “Sarò presente alla presentazione ufficiale a cura della Regione Lazio per avere tutte le coordinate necessarie e fornire istruzioni precise su come inviare i dati.” 

Un’altra novità riguarda la partecipazione di Faita Lazio alle fiere del settore, con la selezione dell’associazione per rappresentare la regione alla Borsa Mediterranea del Turismo di Napoli. “Durante la nostra ultima assemblea regionale avevo chiesto agli associati quali fiere ritenessero strategiche, e ora siamo stati selezionati per partecipare. Se vogliono fornire materiale promozionale, saremo a Napoli la settimana prossima,” ha annunciato il presidente. 

Una Faita Lazio sempre più propositiva

La volontà di Fusco è chiara: portare il Lazio tra le regioni d’eccellenza del settore Open Air, al pari del Nord-Est. “Dobbiamo allinearci alle buone pratiche già adottate da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Il Lazio non è da meno, e dobbiamo dimostrarlo. Non sarà un percorso facile, ma è fondamentale iniziare,” ha affermato.

Secondo Fusco, questa strategia si basa su tre pilastri: aggregazione, allineamento e sviluppo futuro. ” Se ci vengono messi a disposizione strumenti e progetti gratuiti per l’imprenditore, dobbiamo utilizzarli e sensibilizzare le imprese all’utilizzo” ha aggiunto, nell’interesse del singolo imprenditore e per quello della Federazione stessa riferendosi in particolare alla piattaforma di IMQ eAmbiente e al progetto di H-Benchmark, per il quale la Federazione regionale ha deciso di sostenere tutte le eventuali spese.

Entusiasmo e prospettive di crescita

La risposta delle aziende è stata positiva. “C’è voglia di vedersi e confrontarsi con maggiore frequenza, e per questo motivo ho proposto di rendere queste assemblee territoriali almeno bimestrali,” ha dichiarato Fusco. Un obiettivo ambizioso che, secondo il Presidente, permetterà di consolidare la crescita del settore nel Lazio.

Infine, grande soddisfazione è stata espressa per il ruolo che Faita Lazio sta conquistando all’interno della Regione. “Sono stato chiamato a rappresentare il settore dei campeggi e villaggi turistici al forum sul piano triennale del turismo della Regione Lazio. La visibilità sta aumentando, e ora che abbiamo una bicicletta dobbiamo pedalare,” ha concluso Fusco con entusiasmo.

Il lavoro di Faita Lazio prosegue con determinazione, puntando su innovazione, formazione e presenza istituzionale per garantire alle aziende del settore Open Air nuove opportunità di crescita e sviluppo.

Calabria: approvata la nuova legge sul turismo all’aria aperta

L’approvazione della proposta di Legge “Disciplina dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta” (su iniziativa del Consigliere Regionale Antonello Talerico) rilancia il settore della ricettività turistica caratterizzato negli anni per una crescita dinamica sia della domanda che del fatturato. Era da ben 38 anni che si attendeva di adeguare la L.R. n. 28 del 1986 al livello nazionale, da ultimo espresso nel D. Leg.vo n. 79/2011. 

Un quadro normativo più moderno e competitivo

Secondo il Consigliere Talerico – “L’assenza di uno strumento normativo regionale  ha di fatto costituito un profondo gap competitivo e qualitativo per le imprese calabresi limitando fortemente ogni modalità di sviluppo del settore e rendendolo il fanalino di coda dell’intera nazione, ma ha altresì compromesso l’operatività e la gestione delle imprese, esponendole a difformità normative ed amministrative con possibili effetti sanzionatori, fino alla chiusura delle stesse, oltre all’apertura di procedimenti penali a carico di molti imprenditori.”

La nuova norma invece consente nelle strutture turistico ricettive all’aria aperta l’installazione come edilizia libera delle tende e delle unità abitative mobili. Un sicuro elemento di sviluppo e di crescita del settore turistico. Con la proposta di legge presentata anche grazie alla sinergia con la FAITA (Federazione del turismo all’aria aperta) si è colmato il grave vuoto normativo, introducendo il concetto di “strutture turistiche all’aria aperta” quale categoria più ampia dei campeggi e i villaggi turistici, che ne rappresentano una specificazione; integrando la definizione di “villaggi turistici”; modificando la definizione di “villaggio-campeggio” o “villaggio-camping”.

Accesso ai fondi PNRR e nuove opportunità per le imprese

Inoltre, l’approvazione della nuova Legge sul Turismo consentirà alle imprese di accedere alle agevolazioni previste dal PNRR, circostanza in precedenza impossibile. In particolar modo si è oggi reso possibile l’accesso ad agevolazioni e finanziamenti relativi alle ristrutturazioni e riqualificazioni, la dotazione di nuovi mezzi mobili di pernottamento, le procedure di abbattimento delle barriere architettoniche e le attività di efficientamento energetico.

Secondo FAITA Federcamping si tratta di un risultato importante per una regione a forte vocazione turistica quale la Calabria. Le aziende e gli imprenditori avendo un quadro normativo certo e specificamente concepito per le loro esigenze potranno avviare progetti di sviluppo e crescita della propria offerta in maniera più razionale e conforme ai criteri di sostenibilità e servizio che oggi rappresentano lo standard più diffuso nel panorama nazionale dell’offerta open air.

Una Calabria più competitiva nel turismo Open Air

Con l’approvazione della “Legge Talerico” la Calabria si pone all’avanguardia rispetto al tema del turismo all’aria aperta. Infatti la norma  individua le unità abitative (tende, roulotte, caravan, maxicaravan, case mobili e simili in qualità di strutture non permanentemente infisse al suolo) e le installazioni (pertinenze e accessori quali preingressi e cucinotti complementari alle unità abitative) di cui i campeggi ed i villaggi turistici possono disporre ai fini dell’offerta di ricettività e le fa rientrare nell’ambito dell’edilizia libera non costituente  attività rilevante ai fini urbanistici ed edilizi, per come previsto dalla norma nazionale. 

Inoltre, la nuova norma regionale prevede che i servizi (ristoro, bar, spaccio di generi alimentari e generi vari; attrezzature sportive e ricreative ecc.), ma anche attività di centro benessere dei complessi turistici, in proporzione alla loro capacità ricettiva, possano essere fruibili non solo dalle persone alloggiate ma anche dal pubblico. Infine, la nuova Legge precisa e aggiorna i criteri di classificazione delle strutture (c.d. stelle), fino ad oggi inadeguati perché risalenti al 1986. Qui la legge regionale.

Delta del Po: turismo lento tra natura e innovazione

Il Delta del Po è una delle aree naturali più straordinarie d’Italia, un mosaico di biodiversità dove acqua, terra e cielo si incontrano. Qui, il turismo lento trova la sua espressione ideale grazie a percorsi ciclabili incantevoli, paesaggi mozzafiato e un ricco patrimonio agroalimentare e faunistico. Ora, un nuovo progetto innovativo sta mettendo in rete diverse realtà locali per promuovere il territorio in modo originale e sostenibile.

Le Mappe del Delta: ricerca e sostenibilità per il futuro del territorio

Si chiama “Le Mappe del Delta” l’iniziativa che unisce docenti, ricercatori, guide naturalistiche, imprenditori agricoli e ittici in un’azione sinergica per valorizzare il Delta del Po. Il progetto nasce dal Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università di Padova, in collaborazione con il Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po e la Fondazione Goletta Lab, con l’obiettivo di portare la ricerca oltre i confini accademici e trasformarla in un’opportunità concreta di sviluppo turistico.

Turismo lento, biodiversità ed eccellenze agroalimentari

L’iniziativa punta a sviluppare percorsi di ricerca e innovazione per preservare l’ambiente e promuovere le eccellenze locali. Si va dalla tutela della fauna selvatica e dell’avifauna – con quasi 400 specie di uccelli censite – alla valorizzazione di prodotti unici come le vongole della Sacca di Scardovari, minacciate dal granchio blu, l’ostrica rosa, il riso e il miele del Parco del Delta.

Grazie al supporto del Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione, il progetto intende rispondere alle sfide del cambiamento climatico e promuovere la sostenibilità ambientale in stretta collaborazione con le aziende locali.

Podcast, mappe e nuovi percorsi per esplorare il Delta

Oltre alla ricerca scientifica, il progetto prevede anche un’importante attività di comunicazione per raccontare il Delta del Po in modo innovativo. Sono in fase di sviluppo tre mappe tematiche che guideranno i visitatori alla scoperta di luoghi iconici, come il Giardino Botanico di Porto Caleri, il museo delle api di Ca’ Cappellino, il centro archeologico di San Basilio, l’Oasi di Ca’ Mello e la Sacca degli Scardovari. Un mix di turismo, natura e scienza per offrire un’esperienza unica.

Inoltre, saranno realizzati podcast che racconteranno la storia, le tradizioni e le curiosità di questa terra straordinaria. Tutti i materiali saranno presentati in occasione di un grande evento in programma per la prossima primavera.

Un progetto che connette natura, innovazione e turismo

“Le Mappe del Delta” rappresenta un passo avanti nel modo di raccontare e vivere il Delta del Po. Un modello di turismo sostenibile, consapevole e innovativo, che coinvolge comunità locali e visitatori in un’esperienza autentica a contatto con la natura.

Se ami il turismo open-air, il Delta del Po ti aspetta con i suoi paesaggi incantevoli, le sue tradizioni secolari e le nuove opportunità di scoperta offerte da questo straordinario progetto.

FAITA Federcamping partecipa al convegno “Salute, Sostenibilità e Sicurezza nel Mondo Acquatico”

Si è tenuto oggi, martedì 11 marzo 2025, presso la Sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati , il convegno “Salute, Sostenibilità e Sicurezza nel Mondo Acquatico”, un evento che ha riunito istituzioni, esperti e operatori intorno al tema delle strutture acquatiche.
FAITA Federcamping, ha partecipato ai lavori con un intervento del Presidente Alberto Granzotto sottolineando il ruolo strategico degli impianti acquatici elementi sempre più centrali nell’offerta del comparto Open Air.


Il ruolo dell’acqua nel turismo all’aria aperta


Nel mondo del turismo Open Air, l’elemento acqua rappresenta un punto di attrazione fondamentale, capace di coniugare divertimento, sport, relax e socialità. Piscine e parchi acquatici sono oggi considerati asset strategici per campeggi e villaggi turistici, non più semplici plus, ma veri e propri fattori di competitività e fidelizzazione della clientela.
Tuttavia, affinché questi impianti costituiscano un valore aggiunto, è indispensabile che rispettino standard elevati in termini di qualità strutturale, innovazione tecnologica e sicurezza. Inoltre, la formazione del personale, la manutenzione periodica e la gestione efficiente delle risorse idriche ed energetiche sono aspetti imprescindibili per garantire un’esperienza di alto livello agli ospiti.
Dichiarazione: investire negli impianti acquatici per attrarre e fidelizzare gli ospiti.

aLBERTO gRANZOTTO

Nel corso del convegno, FAITA Federcamping ha ribadito l’importanza di considerare gli impianti acquatici come elementi chiave per lo sviluppo del turismo Open Air, evidenziando come il settore abbia già avviato un processo di rinnovamento per garantire standard sempre più elevati.
Secondo Alberto Granzotto: “La vacanza Open Air è fortemente connotata dall’esigenza di libertà, contatto con la natura e divertimento. Parte integrante dell’offerta del comparto è oggi il mondo acquatico, rappresentato nelle nostre strutture ricettive da piscine e parchi acquatici. L’aumento della qualità, della tecnologia e della sicurezza ha spinto campeggi e villaggi turistici a destinare ingenti investimenti in questo settore, rendendo questi impianti indispensabili per attrarre e fidelizzare ospiti nazionali ed internazionali.


Verso un turismo Open Air sempre più sostenibile e digitale

Inoltre, inclusività e accessibilità sono ormai standard imprescindibili, integrati nelle strategie di sviluppo delle strutture ricettive. In quest’ottica, la Federazione ha avviato importanti azioni di sensibilizzazione e formazione per gli operatori. Dal 2023, con il progetto OPEN AIR 2030 – ESG, realizzato in collaborazione con IMQeAmbiente e Banca Intesa Sanpaolo, è stato avviato un percorso ambizioso volto ad accelerare la transizione verde e digitale nel settore Open Air. Grazie all’implementazione di pratiche sostenibili e alla misurazione delle performance ESG, si punta a un rinnovamento del business in accordo con i principi di sostenibilità e con l’obiettivo di tutelare le risorse naturali per le future generazioni.”
L’acqua, dunque, non è solo sinonimo di relax e intrattenimento, ma rappresenta un vero e proprio elemento di sviluppo economico e strategico per il turismo all’aria aperta. Il settore si dimostra sempre più attento alle sfide della transizione ecologica e digitale, consapevole che la qualità dell’esperienza turistica passa anche dalla capacità di innovare e garantire standard elevati di sicurezza, efficienza e sostenibilità.
Le tematiche affrontate durante il convegno confermano come la direzione intrapresa dal settore sia quella di un turismo all’aria aperta sempre più sostenibile e inclusivo. La sfida per i prossimi anni sarà quella di conciliarsi con le nuove esigenze del mercato, garantendo un’offerta sempre più moderna e in linea con le aspettative di ospiti nazionali e internazionali.

FAITA Toscana e Centro Studi Turistici Firenze: un’alleanza strategica per analisi e crescita del settore

Una nuova e significativa collaborazione prende forma tra FAITA Toscana e il Centro Studi Turistici di Firenze, realtà attiva da oltre 50 anni nell’analisi dell’economia turistica italiana. Un’intesa che punta a rafforzare la conoscenza del comparto all’aria aperta, attraverso dati aggiornati, indicatori qualitativi e studi di tendenza mirati a supportare le imprese del settore e l’intera filiera dell’accoglienza.

“Questa partnership – afferma Enrico Paoli, Direttore di FAITA Toscana – è importante non solo per FAITA, ma anche per tutti gli operatori e interlocutori dell’associazione. È uno strumento che ci permette di sostenere con dati alla mano un settore che negli ultimi anni è profondamente cambiato. Ringrazio il Presidente del CST Giancarlo Farnetani e il Direttore Alessandro Tortelli per aver condiviso con noi questo percorso, iniziato con un confronto aperto e oggi concretizzato in un’intesa strategica che ci consentirà di lavorare su basi affidabili, costanti e specifiche.”


Un supporto strategico per le imprese

Il Centro Studi Turistici, con il suo storico impegno nella ricerca applicata al turismo, fornirà a FAITA Toscana quattro report annuali dedicati al comparto Open Air. Non si tratterà solo di dati aggregati su arrivi, presenze e permanenze medie, ma anche di analisi più qualitative, con focus sui profili dei turisti, le loro preferenze, le percezioni legate all’esperienza in campeggio e l’evoluzione dei comportamenti di consumo.
“Conoscere chi ci sceglie e perché – continua Paoli – è oggi più che mai necessario. Dobbiamo sapere cosa cercano i nostri ospiti, se desiderano un soggiorno sportivo, rilassante o più orientato al comfort. Solo così possiamo orientare l’offerta e migliorare la qualità dell’esperienza”.


Un cambio di percezione per il comparto


Il Direttore sottolinea come la collaborazione con CST Firenze rappresenti anche uno strumento per superare vecchi stereotipi e consolidare una narrazione aggiornata del settore: “Per anni il nostro comparto è stato percepito in modo riduttivo, come un turismo di seconda fascia. Ma oggi i numeri parlano chiaro: siamo di fronte a strutture moderne, organizzate e in costante evoluzione, che richiedono un approccio professionale, basato su dati certi.”

Grazie a questa collaborazione, FAITA Toscana potrà offrire strumenti concreti ai propri associati, contribuendo a migliorare la competitività delle strutture e il dialogo con le istituzioni.
“La nostra associazione lavora ogni giorno al fianco degli imprenditori del settore. Oggi più che mai serve visione, competenza e la capacità di adattarsi alle nuove dinamiche del mercato. Questo accordo va in questa direzione: è un investimento sulla conoscenza e sulla credibilità di un intero comparto”, conclude Paoli.

Cicloturismo protagonista a Bologna dal 4 al 6 aprile

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Tutti in sella: dal 4 al 6 aprile a Bologna va in scena la quarta edizione della Fiera del Cicloturismo. Organizzato da Bikenomist, l’evento si svolgerà in piazza Lucio Dalla e promette di diventare il punto di riferimento internazionale per il cicloturismo e la sostenibilità. 

Cerimonia di apertura Fiera del cicloturismo


La cerimonia di apertura si terrà il 4 aprile alle 9,30 alla presenza, tra gli altri, di Roberta Frisoni, assessora al Turismo, Commercio, Sport dell’Emilia-Romagna, Pinar Pinzuti, Direttrice della Fiera del Cicloturismo e Alessandra Priante, Presidente di ENIT.

La giornata entrerà nel vivo alle 10,00 con un convegno sui temi-chiave del settore, tra i quali Il cicloturismo e la Dichiarazione Europea sulla Ciclabilità; il Rapporto nazionale sul Cicloturismo – Viaggiare con la Bici 2025: focus sulle ciclovie italiane a cura di Isnart-Legambiente; I trend del cicloturismo e il potere degli eventi. 

Dalle 12:30 alle 17:00, si svolgerà una serie di incontri formativi dedicati alla digitalizzazione dei percorsi cicloturistici e all’accoglienza bike-friendly nelle strutture ricettive, strumenti essenziali per supportare gli operatori nello sviluppo di un’offerta turistica più accessibile e strutturata. 

Workshop internazionale: networking per il futuro del cicloturismo


Un altro appuntamento atteso è il workshop internazionale 1:1, dalle 9 alle 14, che vedrà la partecipazione di circa 70 seller e 40 buyer provenienti da 11 Paesi (Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Lituania, Norvegia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera). Un’opportunità di networking strategico per operatori italiani e internazionali, con partecipanti del settore provenienti da diverse regioni come Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto. 
Il 5 e 6 aprile si terranno invece le giornate dedicate al pubblico, a ingresso libero, con un programma di talk che spazia dalla scoperta delle migliori ciclovie italiane e internazionali alla preparazione fisica e tecnica per i viaggi in bici, fino ai racconti di avventure su due ruote. 
La Fiera ospiterà oltre 150 operatori/espositori, e dedicherà ampio spazio al tema della mobilità sostenibile, che vede le due ruote sempre più protagoniste: secondo il Rapporto ‘Viaggiare con la bici 2024’ presentato da ISNART e Legambiente nella scorsa edizione, infatti, il 2023 ha visto 56,8 milioni di presenze cicloturistiche (il 6,7% del totale delle presenze turistiche in Italia), con un impatto economico diretto di oltre 5,5 miliardi di euro. 

Cortina verso il turismo accessibile con il Decalogo Destination4All

Cortina d’Ampezzo compie un passo decisivo verso l’accessibilità turistica adottando il Decalogo Destination4All, promosso da Village for All – V4A®, leader nell’inclusione nel settore turistico, che da anni collabora con FAITA Federcamping. L’iniziativa, approvata dalla FISH (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie), segna un punto di svolta nella trasformazione della rinomata località alpina in una destinazione modello di turismo accessibile e accogliente per tutti.

La scelta di aderire al protocollo arriva in un momento strategico: con le Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 all’orizzonte, la destinazione vuole accreditarsi come esempio di ospitalità inclusiva, garantendo esperienze turistiche autentiche e senza barriere per tutti gli ospiti, indipendentemente dalle loro abilità.

Un impegno concreto per un turismo senza barriere

L’adozione di questo modello testimonia la volontà di Cortina di andare oltre l’evento paralimpico, lavorando per un’accoglienza accessibile che coinvolga l’intera filiera turistica: dagli hotel ai campeggi ed ai ristoranti, dai negozi ai servizi di trasporto, passando per una formazione adeguata del personale.

“Cortina d’Ampezzo si prepara alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026 ponendo le basi per un nuovo modello di accoglienza accessibile e inclusiva,” afferma Roberto Vitali, CEO e cofondatore di Village for All – V4A®. “Grazie al protocollo Destination4All, le imprese del territorio hanno a disposizione uno strumento concreto per rispondere alle esigenze del turismo del futuro. Questo approccio conferma Cortina e tutte le destinazioni che adottano questo modello come avanguardie del turismo inclusivo in Italia.”

Una guida per un’ospitalità accessibile

Nel quadro delle iniziative per rendere Cortina una destinazione più inclusiva, il Comune ha promosso la Guida all’Ospitalità Accessibile “Cortina Destination4All”,

 “La Guida all’Ospitalità Accessibile rappresenta un esempio concreto di come il turismo possa diventare un’esperienza davvero universale,” sottolinea Roberto Vitali, ribadendo che la vera inclusione nasce da una progettazione attenta e consapevole.

L’accessibilità come opportunità e modello turistico nelle strutture ricettive Open Air è un tema centrale per Faita Federcamping. Lo dimostra il  Manuale operativo per la sostenibilità e l’ospitalità accessibile, a cura di Roberto Vitali, Silvia Bonoli (Direttrice e Project Manager Village for All – V4A) e Paola Fagioli (Esperta Certificazioni Ambientali di Legambiente)  e realizzato grazie alla sinergia tra Faita Federcamping, EBNT (Ente Bilaterale Nazionale del Turismo) e Village for All – V4A®.  sul progetto del nuovo protocollo ESG per il settore Open Air che fornisce chiavi di lettura chiare e immediate per migliorare l’accoglienza e la sostenibilità sia sociale che ambientale delle strutture ricettive all’aria aperta.

Il Lago Levico Camping Village riconosciuto premio ADAC Superplatz

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Il Lago Levico Camping Village, capofila trentino di ICAMP Group, ha recentemente ricevuto il prestigioso premio “ADAC Superplatz “per la stagione 2025, confermando il suo ruolo di riferimento nel panorama del turismo “open-air”. Questo riconoscimento, assegnato dall’Automobile Club Tedesco (ADAC), rappresenta una delle certificazioni più ambite in Europa e viene conferito solo ai migliori campeggi del continente. Il Lago Levico Camping Village è una delle sole 40 strutture italiane ad aver ottenuto questo onore, consolidando la sua posizione tra le destinazioni più esclusive per gli amanti della natura e del comfort.

Oltre a questo riconoscimento, il campeggio ha fatto il suo ingresso nel selezionato circuito dei “LeadingCampings” of Europe – campeggi d’eccellenza in Europa già nel 2024, una rete che riunisce le strutture più prestigiose e di alta qualità per il turismo all’aria aperta. Grazie alla cura dei dettagli, all’eccellenza dei servizi e alla bellezza naturale che lo circonda, il Lago Levico Camping Village è oggi sinonimo di esperienza unica, che unisce il contatto diretto con la natura a un comfort senza pari. Già nel 2024, è stato fra le prime strutture ricettive “open-air” a redarre il report per il “Carbon Footprint” relativamente alla stagione 2023. Questo dato evidenzia l’attenzione della struttura alle tematiche della sostenibilità secondo i criteri ESG.

Un gruppo in crescita ed un’eccellenza riconosciuta

Questi premi non solo celebrano il Lago Levico Camping Village, ma sono anche un riconoscimento dell’impegno e della crescita costante di ICAMP Group, proprietà della famiglia Antoniolli, realtà che gestisce quattro prestigiosi campeggi situati in alcune delle più belle regioni e città d’Italia. Oltre al Lago Levico in Valsugana, ICAMP Group include:

  • Lago Arsiè Camping Village (Veneto), un’incantevole struttura immersa nella natura del Feltrino (provincia di Belluno – Ai piedi del Parco delle Piccole Dolomiti)
  • Panorama Chianti Camping (Toscana), che offre una vista spettacolare sulle colline del Chianti.
  • Castel San Pietro Verona City Camping (Veneto), un punto di riferimento per chi desidera esplorare la storicità di Verona, si trova infatti ad appena a 5 minuti a piedi dal centro città ed i suoi dintorni come il lago di Garda e la Valpollicella.

Questi campeggi, accomunati dal motto “Beautiful Panoramic Campsites”- bellissimi campeggi panoramici, rappresentano l’essenza dell’eccellenza nel turismo “open-air”: strutture immerse in paesaggi mozzafiato, dotate di servizi di altissima qualità e di un’attenzione meticolosa alla soddisfazione degli ospiti. Portatori di un’esperienza di vacanza d’eccellenza in luoghi molto diversi da loro della bella Italia del turismo.

Un riconoscimento internazionale per un gruppo rinomato

La continua crescita di ICAMP Group e il susseguirsi di riconoscimenti internazionali sono la testimonianza di un impegno costante nella qualità e nell’innovazione con salde le radici sulle rive del lago di Levico in Trentino. Ogni struttura del gruppo è una vera e propria oasi che, pur mantenendo un forte legame con la natura, offre esperienze su misura per ogni tipo di ospite, dalle coppie in cerca di tranquillità alle famiglie in cerca di divertimento.

Un futuro sempre più luminoso – Andrea Antoniolli 

“Questi riconoscimenti sono il risultato di anni di lavoro e passione e ci motivano a fare sempre meglio per i nostri ospiti. Siamo orgogliosi di poter offrire esperienze uniche in luoghi straordinari e di continuare a crescere, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento ancora più solido per il turismo europeo all’aria aperta”, afferma Andrea Antoniolli, titolare di ICAMP Group.

ICAMP Group si conferma dunque protagonista del turismo outdoor di alta qualità in Italia, con una forte reputazione internazionale, una visione di continuo sviluppo e attenzione alla sostenibilità, che lo rende un leader riconosciuto nel panorama del settore.

Il Lago Levico Camping Village, un’oasi di natura e servizi di alta qualità

Situato nel cuore della Valsugana, direttamente sulle rive del Lago di Levico, il campeggio offre un perfetto equilibrio tra natura incontaminata e servizi di alto livello. Con spiaggia privata e un moderno parco acquatico dotato di tre piscine, tra cui il nuovissimo “Laguna Beach”, gli ospiti possono godere di relax e divertimento in un ambiente unico.

Vacanze su misura per coppie e famiglie

Il Lago Levico Camping Village si distingue per la sua capacità di offrire esperienze su misura per diversi tipi di viaggiatori. Durante la bassa stagione, il campeggio è la scelta ideale per coppie in cerca di tranquillità e benessere, grazie alla quiete del lago, ai percorsi naturalistici e alle proposte wellness pensate per il massimo relax. Nella stagione estiva, il campeggio si trasforma in un vero paradiso per le famiglie. Uno staff di animazione altamente qualificato propone quotidianamente attività per bambini e ragazzi, mentre le ampie aree gioco e la sicurezza della zona balneare garantiscono momenti di puro divertimento per i più piccoli. La posizione strategica del campeggio permette inoltre di raggiungere facilmente attrazioni culturali e parchi divertimento della regione, offrendo così un’ampia varietà di esperienze.

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa integrale da ICAMP Group

Turismo italiano in crescita: nel quarto trimestre 2024 aumento di arrivi e presenze

Turismo italiano in crescita. Si chiude il quarto trimestre del 2024 con un risultato estremamente positivo, registrando un incremento di ben 11,1 punti percentuali delle presenze rispetto allo stesso periodo del 2023. Anche gli arrivi crescono sia pure nella misura più contenuta dell’1,2%.

Il dato che emerge dall’indagine “Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi”, evidenzia un andamento particolarmente favorevole per il comparto alberghiero ed extra-alberghiero e rimarca una tendenza alla crescita delle permanenze degli ospiti già riscontrata nel 2023.

Ottobre, novembre e dicembre per un turismo italiano in crescita

L’analisi rivela una crescita delle presenze in ciascuno dei mesi del trimestre, con un picco ad ottobre, che si conferma il periodo più turistico con 10,2 milioni di arrivi e 33,4 milioni di presenze. In questo mese, le presenze sono aumentate del 15%, mentre gli arrivi sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,2%).
Novembre ha registrato un incremento sia nelle presenze (+13,8%) che negli arrivi (+7,8%), con 6,5 milioni di arrivi e 18 milioni di presenze.
Dicembre, invece, ha mostrato un comportamento più contrastante: le presenze sono aumentate del 2,8%, mentre gli arrivi hanno subito un calo del 2,5%.

Il ruolo della domanda straniera

L’incremento della domanda turistica è determinato soprattutto dalla componente straniera. Complessivamente, nel trimestre si osserva un aumento del 5,9% dei turisti italiani e del 15,6% dei turisti stranieri.
A ottobre, il 67,5% delle presenze è stato registrato da turisti provenienti dall’estero, mentre nei mesi successivi la domanda interna ha prevalso: a novembre gli italiani hanno rappresentato il 53,7% delle presenze, percentuale salita al 57% a dicembre.

La crescita della domanda straniera è stata sostenuta in tutti e tre i mesi del trimestre, con variazioni significative: +17,7% a ottobre, +13,9% a novembre e +11,9% a dicembre.

Crescita delle presenze negli alberghi e nelle strutture Open Air

Le strutture ricettive italiane hanno beneficiato di questo trend positivo in maniera diffusa. Gli esercizi alberghieri hanno registrato un aumento del 10,6% delle presenze, mentre le altre modalità, campeggi e villaggi in primis, hanno conseguito una crescita ancora più marcata, pari al 12,2%.

Le strutture alberghiere hanno segnato il miglior risultato a ottobre, con un incremento del 16%, le strutture con altre tipologie di ospitalità hanno, invece, registrato il picco a novembre, con una crescita del 20,8%.

Nel mese di dicembre, la domanda straniera ha continuato a crescere sia negli alberghi (+10,1%) che nelle altre strutture (+16,7%). La clientela italiana, invece, ha registrato un leggero calo nello stesso mese, con una diminuzione rispettivamente del 3% del 3,5%.

Permanenza media in crescita e prospettive future

Un dato interessante riguarda l’aumento della permanenza media dei turisti. Nel quarto trimestre del 2024, la durata media del soggiorno negli esercizi ricettivi è stata di 3,01 notti, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.

Gli italiani hanno soggiornato in media 2,66 notti (+0,23 rispetto al 2023), mentre gli stranieri hanno raggiunto 3,37 notti (+0,28).
L’andamento positivo del quarto trimestre 2024 conferma il trend del turismo in Italia in crescita con un ruolo sempre più rilevante della domanda internazionale. La capacità ricettiva del Paese ha dimostrato di saper intercettare e rispondere alla crescente richiesta di esperienze di viaggio diversificate.

Se il trend verrà confermato nei prossimi mesi, il 2025 potrebbe rappresentare un altro anno di consolidamento per il turismo italiano, con un ulteriore incremento della spesa turistica e delle opportunità per gli operatori del settore.

Assopiscine: il settore si confronta con le istituzioni a Roma

Il settore delle piscine e del wellness si prepara a un importante momento di confronto istituzionale. Martedì 11 marzo 2025, presso la Sala del Refettorio della Camera dei deputati a Roma, si terrà un convegno organizzato da Assopiscine, l’associazione di riferimento per i professionisti del comparto. L’evento, dal titolo “Salute, Sostenibilità e Sicurezza nel Mondo Acquatico”, vedrà la partecipazione di rappresentanti politici, esperti accademici e professionisti del settore, con l’obiettivo di affrontare le principali sfide che coinvolgono la gestione e lo sviluppo degli impianti acquatici.


Un settore in evoluzione: sicurezza, innovazione e sostenibilità

Il mondo delle piscine e degli impianti wellness è in continua evoluzione e chiamato a rispondere a esigenze sempre più stringenti in termini di sicurezza, riqualificazione e sostenibilità ambientale. La necessità di una manutenzione efficace, la semplificazione delle normative edilizie e l’adozione di nuove tecnologie sono alcuni dei temi al centro del dibattito.

L’evento organizzato da Assopiscine offrirà un’opportunità unica per portare queste problematiche all’attenzione delle istituzioni e per individuare soluzioni concrete capaci di migliorare la gestione degli impianti, sia pubblici che privati.


Assopiscine: Un programma ricco di interventi di alto livello

Il convegno prenderà il via alle ore 10.00 con il discorso di apertura di Ferruccio Alessandria, Presidente di Assopiscine, seguito dai saluti istituzionali del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Sen. Nello Musumeci (invitato a partecipare).

Alle 11.00, inizierà la tavola rotonda, moderata dalla giornalista Sebastiana Cutugno, alla quale prenderanno parte esponenti di rilievo del mondo politico, accademico e imprenditoriale, tra cui:

  • On. Fabio Rampelli, Vicepresidente della Camera dei deputati
  • Sen. Paolo Marcheschi, Membro della Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica del Senato
  • Dott. Andrea Costa, Esperto in strategie per il PNRR – Missione 6 Salute, già Sottosegretario alla Salute
  • Dott. Luca Lucentini, Tecnico dell’Istituto Superiore della Sanità
  • Dott. Alessandro Massimo Nucara, Direttore Generale di Federalberghi
  • Dott. Alberto Granzotto, Presidente di FAITA FederCamping
  • Prof. Vincenzo Romano Spica, Università degli Studi di Roma “Foro Italico”
  • Nicola Brischigiaro, apneista di fama internazionale

L’evento prevede inoltre un collegamento dagli Stati Uniti con la Pool & Hot Tub Alliance (PHTA), una delle associazioni di riferimento a livello globale per il settore delle piscine, delle spa e dell’idromassaggio.


Un’occasione strategica per il futuro del settore

Il convegno rappresenta un momento chiave per il settore delle piscine e del wellness, un comparto che negli ultimi anni ha dimostrato una crescente attenzione verso i temi dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Le discussioni previste durante l’evento permetteranno di evidenziare le criticità normative, esplorare nuove soluzioni tecnologiche e promuovere il dialogo tra istituzioni e operatori del mercato.

La possibilità di interfacciarsi direttamente con i decisori politici e con esperti del settore offrirà agli imprenditori un quadro più chiaro delle prospettive future e delle opportunità di crescita per un settore che gioca un ruolo sempre più rilevante nel turismo, nel benessere e nella salute pubblica.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming e gli aggiornamenti saranno disponibili sul sito ufficiale Assopiscine.it e sui canali social dell’associazione.

Stati generali del turismo balneare: le parole del Presidente Granzotto

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Nel  corso del convegno “Stati generali del turismo balneare” svolto oggi a Roma presso Confcommercio è intervenuto il presidente di FAITA Federcamping Alberto Granzotto sottolineando che il tema del demanio marittimo è un tema molto complesso e articolato. Secondo Granzotto: ”Si parla sempre solo di spiaggia, quindi si tende a considerare il demanio marittimo associandolo a quello che è il cosiddetto demanio naturale, dimenticando che, in realtà, prima ancora delle concessioni demaniali esistono realtà che rappresentano una parte consistente del territorio. Esistono anche concessioni come i campeggi ed i villaggi turistici che lavorano su grandi superfici e rappresentano una parte molto rilevante del settore turistico.

È evidente che per questi contesti si ponga un problema normativo più articolato rispetto alla gestione della semplice spiaggia, perché le concessioni sono spesso di dimensioni molto grandi. A titolo di esempio la principale impresa rappresentata dalla nostra associazione registra oltre 1.200.000 presenze annue,in pratica da sola realizza i flussi turistici di un grande comune, interamente situato sul demanio marittimo.

Di conseguenza, la gestione di queste concessioni, la manutenzione delle strutture, la sicurezza delle attività e la garanzia della continuità delle imprese acquisiscono una dimensione completamente diversa rispetto a una semplice concessione balneare.

Inoltre quando parliamo di ambiente e gestione del territorio, è evidente che il settore Open Air, nel corso di tanti decenni, ha contribuito in modo determinante alla costruzione del paesaggio in cui operano le imprese. Se osserviamo fotografie di queste località prima dell’avvio delle attività turistiche, vediamo panorami completamente diversi da quelli attuali. L’evoluzione del territorio è stata curata dagli operatori, dai concessionari e dai gestori delle strutture, i quali hanno garantito non solo lo sviluppo, ma anche la manutenzione costante di queste aree. Un rapporto con l’ambiente e con il territorio reso possibile grazie a una certa stabilità gestionale che ha consentito alle imprese di pianificare investimenti e miglioramenti. Il venir meno di questa stabilità porterebbe inevitabilmente a situazioni di incertezza, con conseguenze negative per tutto il settore e per i territori.

Concessioni demaniali: il quadro europeo

In tema di normative europee in materia di concessioni demaniali è evidente che il quadro legislativo deve essere considerato nel suo insieme, tenendo conto di ciò che accade negli altri Paesi. In Spagna, ad esempio, la normativa distingue chiaramente tra le concessioni per le spiagge e quelle per le strutture ricettive collegate, prevedendo concessioni di durata fino a 75 anni. Sebbene sia stata aperta una procedura di infrazione su questa norma, la legge è in vigore dal 2013 e ha già determinato un quadro certo per i prossimi decenni.

In Grecia, la normativa vigente distingue tra le strutture di accoglienza e i servizi balneari, stabilendo che le concessioni vengano assegnate in base alla capacità ricettiva e ai criteri di sostenibilità. Anche questa legge, introdotta nel 2013, ha subito procedure di infrazione, ma rimane ancora in vigore.

Il Portogallo ha gestito la questione in modo pragmatico, prevedendo forme di regolamentazione che garantiscano investimenti a lungo termine per lo sviluppo del settore, senza compromettere la competitività degli operatori.

Se guardiamo alla gestione del territorio, è evidente che facciamo riferimento a investimenti che non sono occasionali, ma fanno parte di un processo organico che si sviluppa nel tempo. Gli imprenditori devono avere la certezza che il loro investimento possa essere recuperato e valorizzato nel medio e lungo termine. Il tema della continuità non può essere ridotto a una semplice valutazione economica, ma deve tener conto del valore creato nel corso degli anni attraverso il lavoro e l’impegno delle imprese.

Il successo del turismo balneare italiano è riconosciuto a livello internazionale, e il settore rappresenta una delle eccellenze del turismo europeo proprio per questo è fondamentale garantire una regolamentazione che tenga conto delle specificità del nostro Paese e valorizzi le imprese che hanno contribuito a creare un’offerta turistica di altissima qualità.Il turismo balneare italiano è un patrimonio che deve essere difeso e valorizzato attraverso scelte che garantiscano stabilità e sviluppo sostenibile.È necessario applicare un modello normativo che tenga conto dell’esperienza degli altri Paesi, ma che sia anche in grado di rispondere alle esigenze del contesto italiano. Solo attraverso un confronto serio e approfondito sarà possibile individuare soluzioni che garantiscano il futuro del settore, salvaguardando gli investimenti e assicurando continuità alle imprese che hanno fatto del turismo balneare un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.”

FAITA Valle d’Aosta: seminario sulle rendite catastali

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Si è svolto ieri, giovedì 27 febbraio, un importante seminario presso il Camping Lazy Bee Village, in località Teppe a Quart, promosso dalla Faita Valle d’Aosta, l’organizzazione interna all’ADAVA che rappresenta i titolari dei campeggi e villaggi turistici valdostani, per analizzare e confrontarsi su quanto previsto dal nuovo decreto-legge 9 agosto 2024, n. 113 in materia di rivalutazione delle rendite catastali nelle strutture ricettive all’aria aperta.

Tra le novità introdotte, una delle più significative è la determinazione della non rilevanza ai fini della rappresentazione catastale e del relativo censimento, generando quindi l’esclusione della stima diretta per la determinazione della rendita catastale, degli allestimenti mobili di pernottamento ubicati nelle strutture ricettive all’aria aperta; contestualmente, però, il decreto prevede l’inserimento di un parametro di bilanciamento con un incremento del valore delle aree attrezzate per gli allestimenti mobili e delle aree non attrezzate destinate al pernottamento degli ospiti.

Di fronte a una platea composta dalla quasi totalità dei titolari delle strutture ricettive associate, il seminario ha visto la partecipazione del Presidente della Faita Valle d’Aosta, Matteo Restelli, e di esperti del settore, tra cui il Direttore Generale della Faita Federcamping Nazionale, dott. Marco Sperapani, che ha illustrato nel dettaglio le implicazioni della normativa e ha risposto alle domande degli operatori presenti. È inoltre intervenuto ai lavori l’ing. Henry Calza, tecnico incaricato dall’associazione, con il compito di affiancare e supportare i professionisti delle singole strutture che ne avranno necessità e di coordinare la fase di interlocuzione tra le strutture ricettive, l’associazione e i funzionari dell’Agenzia del Territorio.

Il Presidente della Faita Valle d’Aosta, Matteo Restelli, ha dichiarato: “Questa riunione è stata fondamentale per chiarire le nuove disposizioni in materia di rendite catastali. È essenziale che tutti gli operatori del settore siano ben informati sulle scadenze e sugli adempimenti, per evitare sanzioni. Continueremo a supportare i nostri associati nel migliore dei modi per affrontare questo cambiamento normativo.”

“L’incontro di oggi – ha evidenziato Marco Sperapani – è la dimostrazione di come le attività svolte dalle associazioni regionali siano di fondamentale e strategica importanza per l’intero sistema di rappresentanza federale. La partecipazione di tutte le imprese associate ha confermato ancora una volta l’efficienza e la rappresentatività di Faita Valle d’Aosta e di ADAVA. L’incontro odierno ha avuto l’obiettivo di presentare nel dettaglio l’introduzione del nuovo regime catastale delle installazioni mobili di pernottamento all’interno delle strutture ricettive Open Air. Finalmente, grazie alla nuova normativa, il settore potrà pianificare con maggiore certezza e garanzia gli investimenti necessari per rendere l’accoglienza nel comparto turistico ricettivo all’aria aperta sempre più attrattiva e competitiva.”

L’occasione è stata altresì utile per gli operatori presenti, per discutere e confrontarsi sugli attuali sviluppi del settore e sulle relative prospettive dei mercati.

Faita Toscana a Balnearia 2025: l’81% dei campeggi toscani sorgono sulla costa

Dal 23 al 26 febbraio 2025, il quartiere fieristico di CarraraFiere ha ospitato la 26ª edizione di Balnearia, il salone professionale dedicato alle attrezzature balneari, all’outdoor design e al benessere.

Balnearia: un punto di riferimento per il settore

Questo evento rappresenta un punto di riferimento per gli operatori del settore, ed ha offerto una panoramica completa sulle soluzioni più innovative e sui trend di mercato.
La manifestazione si è svolta in concomitanza con Tirreno C.T., mostra nazionale dell’ospitalità e della ristorazione, creando una sinergia che abbraccia l’intero comparto turistico e ricettivo. La presenza di oltre 430 aziende, rappresentative di più di 900 marchi commerciali, testimonia l’importanza e la rilevanza di questo appuntamento annuale.

FAITA Toscana per un Open Air in continua crescita

Per FAITA Toscana è intervenuto il Direttore Enrico Paoli in rappresentanza di un Open Air in costante crescita. In particolare Paoli ha partecipato ad un panel che affrontava l’evoluzione del mondo Open Air in un contesto turistico sempre più in espansione.
Faita Toscana, svolge un ruolo cruciale nella tutela degli interessi degli imprenditori del comparto” ha affermato Paoli “attraverso un dialogo costante con le istituzioni regionali e locali, l’Associazione si impegna a rappresentare le istanze degli operatori, specialmente in un periodo caratterizzato da cambiamenti normativi e sfide economiche.”
In un contesto in cui l’81% dei campeggi toscani si trova lungo la costa, “il legame tra il settore Open Air e quello balneare è indissolubile”. Afferma il Direttore. “Da Massa a Orbetello, l’intero litorale è direttamente influenzato dalle politiche e dalle strategie che riguardano le attività costiere.”

Concessioni demaniali ed erosione costiera a Balnearia 2025

Questo rende fondamentale un confronto approfondito su temi chiave come le concessioni demaniali e l’erosione costiera, argomenti che sono stati al centro dei dibattiti di Balnearia 2025.
“La questione delle concessioni balneari è un tema complesso e di grande attualità. – afferma il Presidente Paoli – anche se i campeggi non sono direttamente coinvolti nella diatriba, FAITA Toscana comprende appieno le preoccupazioni degli operatori balneari, che negli anni hanno investito ingenti risorse nelle loro strutture e oggi si trovano in una situazione di incertezza.”
La questione delle concessioni balneari è particolarmente delicata. Recentemente, il Senato ha approvato il decreto Infrazioni, stabilendo che i Comuni dovranno concludere le gare per l’assegnazione delle concessioni entro il 30 giugno 2027, con validità dei titoli fino al 30 settembre dello stesso anno.

Un’altra questione di rilievo è l’ampliamento del porto di Massa, che solleva preoccupazioni riguardo all’erosione costiera. “Il progetto potrebbe aggravare la perdita di tratti di spiaggia, compromettendo ulteriormente il turismo balneare e Open Air” – afferma il Direttore Paoli – “la comunità locale e gli operatori del settore hanno espresso forti perplessità, sottolineando la necessità di valutare attentamente l’impatto ambientale e turistico di tali interventi infrastrutturali.”

Fiera di Monaco, FAITA Abruzzo promuove l’eccellenza del turismo Open Air

Gli operatori di Faita Federcamping Abruzzo, hanno partecipato alla F.R.E.E di Monaco di Baviera, dal 19 al 23 febbraio scorsi promuovendo l’ospitalità Open Air abruzzese.

L’evento ha rappresentato un’importante vetrina per presentare il turismo all’aria aperta in Abruzzo, mettendo in risalto le strutture ricettive d’eccellenza che caratterizzano il territorio, dai campeggi ai villaggi turistici, spesso con soluzioni glamping di alto livello.

FAITA Abruzzo a Monaco

Uno dei momenti di maggior rilievo della fiera è stata la presentazione della sommelier abruzzese d’adozione Katja Soardi, che ha guidato una raffinata degustazione del vino rosso Montepulciano d’Abruzzo. Attraverso la descrizione delle peculiarità di questo prestigioso vino, autentica espressione della tradizione vitivinicola locale, ha messo in luce le unicità del territorio, particolarmente apprezzate dai numerosi ospiti tedeschi accorsi per la degustazione.

Giuseppe Delli Compagni, presidente di FAITA Abruzzo, sottolinea: “Le strutture ricettive abruzzesi, impreziosite da servizi all’avanguardia e immerse in scenari di straordinaria bellezza, offrono un’accoglienza di eccellenza, rispondendo alle esigenze di un turismo sempre più orientato alla sostenibilità e al benessere. La nostra presenza qui ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del nostro territorio, da sempre molto apprezzato dal pubblico tedesco, anche attraverso la promozione dei nostri prodotti enogastronomici.”

La presenza degli operatori di Faita Federcamping Abruzzo alla fiera, unita alla partecipazione attenta del Sottosegretario alla Presidenza con delega al Turismo, Daniele D’Amario, con la sua struttura regionale del Servizio di Promozione Turistica, ha ribadito il ruolo centrale dell’Abruzzo nel panorama del turismo Open Air italiano, confermando la regione come destinazione privilegiata per chi desidera una vacanza immersa nella natura, tra relax, avventura e tradizioni autentiche.

Andamento del settore turistico nel 2024

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Con 3 miliardi di pernottamenti negli esercizi ricettivi turistici dell’UE, le prime stime mostrano che il 2024 è stato un anno record (+53 milioni di notti, +1,8% rispetto al 2023) per l‘andamento del settore turistico.
20 paesi dell’Unione hanno registrato un andamento positivo, mentre 7 hanno registrato un calo rispetto al. In termini assoluti, i maggiori contributi all’aumento di presenze nel terzo quadrimestre sono stati registrati in Spagna (+4,4 milioni) e Grecia (+2,7 milioni), in calo Francia (-3,3 milioni) e Italia (-2,9 milioni).

Andamento del settore turistico: alcuni dati

Nel trimestre estivo, il numero di notti trascorse nell’UE è stato il più alto ad agosto (491,5 milioni), seguito da luglio (450,2 milioni). Agosto è stato anche il mese più importante in 19 dei 27 paesi dell’UE, mentre luglio ha registrato il maggior numero di turisti notturni negli altri 8 paesi. 1,2 miliardi di notti turistiche trascorse nel 3° trimestre 2024, con una crescita dello 0,8% rispetto allo stesso trimestre del 2023.
L’evoluzione a lungo termine mostra livelli di turismo nel 2024 superiori di quasi il 50% rispetto a quelli di 15 anni fa (da 2 miliardi di notti trascorse nel 2009 a 3 miliardi nel 2024) e del 4% superiori al livello pre-pandemia del 2019.


Il turismo internazionale è il principale motore di crescita nel 3° trimestre 2024.

Guardando alla ripartizione per provenienza dell’ospite, nel trimestre estivo 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023, il turismo internazionale ha contribuito positivamente all’aumento complessivo delle presenze (+18,6 milioni di notti, +3,1%), mentre il turismo interno è diminuito (-9,1 milioni di notti, -1,4%) (vedi Tabella 1 e 2).

La distribuzione di queste cifre sui 92 giorni del 3° trimestre 2024 suggerisce che in una data notte 200.000 ospiti stranieri in più (ma 100.000 ospiti nazionali in meno) hanno soggiornato in strutture ricettive nei paesi dell’UE rispetto alla stessa stagione di un anno prima. Nel 3° trimestre 2024, il turismo internazionale ha registrato aumenti elevati del 10% o più, in Lussemburgo (+23,3%), Malta (+12,8%), Polonia (+11,1%), Romania ed Estonia (entrambi +10,8%) (cfr. figura 2). Quasi la metà delle notti internazionali trascorse nel 3° trimestre 2024 (300,0 milioni su 610,1 milioni) sono state osservate in Spagna (117,8 milioni), Italia (107,1 milioni) e Grecia (74,8 milioni). Un aumento del turismo internazionale è stato osservato anche in tutti gli altri paesi dell’UE. In termini assoluti, il turismo interno ha dato il contributo predominante (632,7 milioni di notti) agli 1,2 miliardi di pernottamenti trascorsi nelle strutture ricettive turistiche in tutta l’UE nel 3° trimestre 2024.

Tra luglio e settembre, 141,4 milioni di notti sono state trascorse in Francia dai residenti di quel paese, la Germania ha registrato 121,6 milioni di notti trascorse dai residenti e l’Italia 97,8
milioni. In 16 dei 27 paesi dell’UE, il numero di pernottamenti turistici nazionali è stato inferiore
nel 3° trimestre 2024 rispetto allo stesso periodo del 2023, il che potrebbe indicare che la preferenza relativa per i viaggi nazionali iniziata sulla scia della pandemia continua a essere sostituita da destinazioni all’estero.


Nel 3° trimestre del 2024, 1 notte su 5 è stata trascorsa in un campeggio.

Nel settore ricettivo, il segmento degli alberghi e similari ha rappresentato 677,4 milioni di notti
(+1,1% rispetto al 3° trimestre 2023), pari al 54,5% del totale dei pernottamenti negli esercizi
ricettivi turistici. Il segmento delle strutture ricettive per le vacanze e altri soggiorni
di breve durata ha registrato un aumento del 2,0% a 308,3 milioni di notti, pari al 24,8% del settore. Il restante 20,7% dei pernottamenti è stato trascorso nei campeggi, l’unico segmento che ha registrato una flessione rispetto al 2023 (-1,4%), scendendo a 257,0 milioni di notti, dopo il numero record di 260,8 milioni nel terzo trimestre del 2023.
I campeggi sono stati il segmento di alloggio più importante durante il terzo trimestre in Francia (104,8 milioni di notti, pari al 51,1% di tutte le notti trascorse in esercizi ricettivi turistici), Lussemburgo (48,5%) e Danimarca (43,8%).

Abruzzo, turismo sostenibile in crescita: Arpa consegna le certificazioni del benessere

Il 10 febbraio nella cornice della Bit di Milano, Borsa Internazionale del Turismo, Arpa Abruzzo, Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha conferito le prime sei certificazioni del benessere: “Abruzzo Regione del Benessere, a strutture ricettive e ristorative che hanno aderito ai criteri del disciplinare regionale. La cerimonia si è svolta durante un convegno presso lo stand della Regione Abruzzo all’interno dell’evento fieristico.

Promozione della sostenibilità nel settore turistico

Questa iniziativa mira a elevare gli standard di qualità e sostenibilità ambientale delle strutture abruzzesi, valorizzando il patrimonio naturale, storico e culturale della regione. Le aziende premiate si sono distinte per l’attenzione all’ambiente, l’efficienza energetica e la promozione delle peculiarità territoriali, offrendo un’esperienza turistica sostenibile.

Criteri di certificazioni del benessere

Le strutture hanno dovuto soddisfare vari requisiti, tra cui:

  • Eliminazione delle barriere architettoniche
  • Manutenzione periodica di impianti e apparecchiature
  • Adozione di sistemi di efficienza energetica
  • Riduzione dei consumi di metano, elettricità e acqua
  • Offerta di menù con prodotti tipici locali e biologici
  • Utilizzo di metodi di cottura a basso contenuto di grassi

Tra le strutture certificate quella del Presidente Faita Abruzzo

Le sei aziende che hanno ottenuto la certificazione sono:

  • Don Antonio Glamping Village a Giulianova azienda del presidente di FAITA Federcamping Abruzzo Giuseppe Delli Compagni
  • Pineto Beach Village & Camping
  • Duca Amedeo Camping Village a Martinsicuro
  • Casa D’Angelo a Fara Filorum Petri
  • BiciGrill Abruzzo a Città Sant’Angelo
  • Ruggio Restaurant & Bar nel comune di Pineto

In tale occasione il Presidente FAITA Abruzzo ha affermato: “Questa certificazione rappresenta molto più di un attestato formale: è la dimostrazione concreta dell’attenzione che le nostre strutture riservano al benessere degli ospiti, alla tutela dell’ambiente e alla promozione di uno stile di vita sano e sostenibile.”

“Ottenere una certificazione di questo tipo comporta per un’azienda un impegno costante e strutturato – continua il Presidente – “significa adottare protocolli rigorosi, sottoporsi a verifiche periodiche e investire in innovazione e formazione del personale. Tuttavia, i benefici sono molteplici, come una maggiore efficienza gestionale, una reputazione più solida sul mercato e, soprattutto, la soddisfazione di offrire un’esperienza turistica di qualità, che coniuga benessere, sicurezza e rispetto per il territorio. Un ringraziamento speciale va alle strutture premiate per la loro dedizione e per aver intrapreso questo importante percorso. In Abruzzo continueremo a lavorare affinché sempre più realtà del nostro settore possano raggiungere questi standard di eccellenza, contribuendo alla crescita di un turismo responsabile e rispettoso dell’ambiente.”

Partecipazione istituzionale

Al convegno hanno partecipato l’assessore al turismo della Regione Abruzzo, Daniele D’Amario, il direttore tecnico di Arpa Abruzzo, Massimo Giusti, il direttore amministrativo dell’agenzia, Raimondo Micheli, e Massimo Desiati, membro del gruppo di lavoro per la stesura delle linee guida per la certificazione.

Questa certificazione rappresenta un passo significativo verso un turismo più sostenibile e di qualità in Abruzzo, rafforzando l’attrattiva della regione per i visitatori attenti all’ambiente e soprattutto incoraggiando le imprese turistiche ad imitare le buone pratiche già applicate nelle aziende premiate.

Stanziati i fondi per alluvione in Piemonte e Valle d’Aosta

Il Ministero del Turismo ha previsto con decreto lo stanziamento di 11 milioni di euro in fondi per alluvione in Piemonte e Valle d’Aosta in favore delle imprese turistico ricettive di quelle regioni colpite dall’alluvione nello scorso giugno 2024. Le provvidenze si sommano al bando di incentivi previsto dal ministero per le imprese delle due regioni per ulteriori 15 milioni di euro dell’11 novembre 2024.

Requisiti per accedere ai fondi per alluvione in Piemonte e Valle d’ Aosta

  • aver subito danni materiali alle attività prettamente turistiche e ricettive quale conseguenza diretta degli eventi alluvionali, ove non coperti da polizza assicurativa o da contributo pubblico volto a ristorare il danno subito;
  • aver subito, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 agosto 2024 rispetto all’analogo periodo del 2023, una riduzione almeno pari al 30% dell’utile al lordo di interessi, imposte e tasse, costi di ammortamento e costi del lavoro unicamente connessi allo stabilimento colpito dall’alluvione.

Quali aziende hanno diritto di accedere ai fondi

Le attività cui sono destinate le provvidenze fanno riferimento alle imprese di: attività turistiche e ricettive; impianti di risalita e di innevamento artificiale; stabilimenti termali; noleggio attrezzature sportive invernali; agenzie di viaggio e tour operator; scuole di alpinismo; scuole di sci; parchi tematici e parchi di divertimento; agriturismi; ristorazione; trasporto di viaggiatori mediante noleggio di autobus con conducente; settore fieristico. Ad oggi è prevista la liquidazione di una prima tranche di aiuti pari a circa 4 milioni di euro.

Daniela Santanchè, Ministro del turismo ha sottolineato che “si tratta di un’iniziativa importante sia per la dimensione degli aiuti stanziati sia per la tempestività dell’erogazione e che la promessa di aiutare le imprese e le attività colpite dall’alluvione in modo tempestivo e pragmatico è stata mantenuta”.

Open Air: sale l’indice di gradimento dei campeggi italiani

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Turismo Open Air in Italia: Il 2025 si annuncia da record

Roma, 11 febbraio 2025 – Il turismo all’aria aperta in Italia continua a crescere, confermandosi una delle tendenze più forti del settore. Secondo i dati diffusi da Faita Federcamping, basati sulle analisi di HBenchmark, le prenotazioni per campeggi e villaggi turistici nel 2025 mostrano un significativo aumento rispetto all’anno precedente.

L’occupazione media delle strutture è in crescita sia nelle località lacustri (+4,3%) sia nelle destinazioni marittime (+12,5%). Un trend che si rafforza ulteriormente considerando solo l’ultimo mese, con un balzo del +26% per le prenotazioni ai laghi e del +21% per le strutture al mare.

Le festività pasquali e il trimestre estivo (luglio-settembre) risultano i periodi più richiesti per il turismo lacustre, con un’affluenza significativa di turisti tedeschi, in linea con le festività in Germania. Per le località balneari, invece, il picco di prenotazioni si concentra nei mesi di giugno, luglio e agosto.

Un Settore in Crescita tra Qualità, Inclusione e Sostenibilità

Secondo Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping, “Il turismo open air assume un ruolo sempre più importante nel contesto nazionale, e i dati di proiezione del 2025 lo confermano. Il motivo risiede nel maggior interesse degli ospiti per la nostra offerta, che diventa vincente quando è attenta alla qualità del servizio, all’inclusione e alla sostenibilità”.

Le preferenze dei turisti si orientano in primo luogo sulle piazzole, in particolare per il crescente numero di camperisti. Qui la durata media del soggiorno si attesta sui 13 giorni per le destinazioni lacustri e sui 14 giorni per le località marine. Seguono le soluzioni più esclusive come tende/glamping (9,5-10,5 giorni), e le sistemazioni in bungalow, villette, caravan e mobile home, con una permanenza media di 10 giorni.

Provenienza dei Turisti: la Germania in Vetta

Per il 2025, il principale mercato di riferimento resta quello tedesco, che rappresenta il 50,3% delle presenze nelle località lacustri e il 52,5% in quelle marine. Tuttavia, si registrano alcune variazioni a seconda della destinazione: il mare attira una forte componente italiana (25,4%), mentre i laghi vedono una presenza significativa di turisti olandesi (20%). Tra gli altri mercati chiave figurano Austria, Svizzera, Danimarca e Polonia.

Rispetto al 2024, le prenotazioni sono in crescita per tutte le nazionalità, con un’unica eccezione: i turisti tedeschi per le destinazioni lacustri sembrano prenotare con più ritardo rispetto agli anni precedenti.

Con questi numeri incoraggianti, il settore del turismo open air in Italia si prepara a un 2025 da record, confermandosi una scelta sempre più apprezzata dai viaggiatori alla ricerca di esperienze autentiche a contatto con la natura.

Demo Day: Open Innovation per il Turismo

Il settore del turismo è in continua evoluzione e, per rimanere competitivo, è fondamentale adottare strategie innovative. In questo contesto, il Demo Day del Programma ARTES “Open Innovation for Tourism”, in programma per il 12 febbraio 2025, rappresenta un’importante opportunità per le aziende del settore hospitality. L’evento si terrà presso Intesa Sanpaolo, Sala ESG, Piazza Eremitani 29, Padova, dalle ore 14:30 alle 17:00.

Cos’è il Programma ARTES e gli EDIH?

Il Programma ARTES è un’iniziativa che fa parte dell’EDIH Artes 5.0, una rete di European Digital Innovation Hubs nata per supportare la trasformazione digitale delle imprese europee. Questi hub operano su scala nazionale e regionale per favorire l’adozione di modelli di open innovation, creando collaborazioni tra imprese alberghiere, startup e PMI innovative.

L’obiettivo principale è promuovere la cultura dell’innovazione, stimolando l’incontro tra operatori del settore turistico e aziende che offrono soluzioni digitali avanzate e sostenibili.

Partecipare al Demo Day del Programma ARTES significa avere l’opportunità di immergersi nelle ultime novità del settore turistico, entrando in contatto con realtà innovative e professionisti del settore. Sarà un’occasione preziosa per ampliare la propria rete di contatti, incontrando aziende leader e startup emergenti con cui avviare collaborazioni. Inoltre, si potranno esplorare soluzioni all’avanguardia per rendere le strutture ricettive più sostenibili e digitalizzate, oltre ad accedere a informazioni strategiche su finanziamenti e opportunità di crescita. Un evento da non perdere per chi vuole restare al passo con il futuro del turismo!

L’Importanza dell’Innovazione nel Settore Turismo

L’innovazione è un elemento chiave per il successo nel mercato globale, caratterizzato da rapidi cambiamenti e nuove sfide. Le strutture alberghiere che partecipano al programma, tra cui Hotel alla Torre, Villaggio Turistico Internazionale, Bianca Maria Palace Hotel e Sheraton Rome Parco de’ Medici, avranno l’opportunità di scoprire soluzioni all’avanguardia e implementarle nei loro modelli di business.

Programma dell’Evento Demo Day

Il Demo Day sarà un’occasione per approfondire le tendenze emergenti e conoscere le realtà più innovative nel settore. L’agenda prevede:

  • Welcome Coffee e apertura dei lavori
  • Interventi istituzionali e di settore:
    • ARTES 4.0 – Centro di Competenza nazionale per l’innovazione
    • Intesa Sanpaolo – Consulenza su ricerca, sviluppo e finanziamenti europei
    • Intesa Sanpaolo Innovation Center – Presentazione del Report sul settore turistico

Durante l’evento, diverse aziende presenteranno le loro soluzioni innovative per il mondo hospitality, con un focus su digitalizzazione e sostenibilità:

  • Green Future Project – Percorsi di sostenibilità ESG per le aziende
  • Act4City – Assistenti digitali intelligenti per migliorare la comunicazione con i clienti
  • Enerbrain – Tecnologie per la gestione e riduzione dei consumi energetici
  • Mugo – Strumenti per il calcolo della carbon footprint e strategie di sostenibilità
  • Plino – Soluzioni di intelligenza artificiale per la gestione finanziaria e il controllo di gestione
  • Up2You – Piattaforma per la decarbonizzazione e la neutralità carbonica
  • Smart Domotics – Sistemi avanzati di energy management per ridurre i consumi energetici

I partner del Programma ARTES presenteranno, insieme alle strutture alberghiere, i progetti innovativi che verranno sviluppati nell’ambito della digitalizzazione e della sostenibilità.

L’iniziativa è realizzata con il supporto di Federalberghi, Convention Bureau e FAITA Federcamping, la federazione italiana delle associazioni dei complessi turistico-ricettivi all’aria aperta.

Il Settore Open Air protagonista alla 49ª edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza

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Si è conclusa oggi la 49ª edizione di Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, la fiera internazionale leader in Italia per il settore Ho.Re.Ca. che ha visto il quartiere fieristico di Riva del Garda animarsi con oltre 20.000 visitatori e più di 750 espositori provenienti da tutto il mondo. Con una forte presenza internazionale, oltre 70 buyer da 20 Paesi hanno preso parte all’evento, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia come punto di riferimento per il comparto dell’ospitalità.

Un’edizione che ha registrato un bilancio positivo, confermando il trend di crescita del settore, con particolare attenzione all’Open Air, che ha trovato ampio spazio all’interno del padiglione Outdoor Boom Arena.

I temi protagonisti dell’Open Air ad Hospitality

Sostenibilità sociale ed ambientale, accessibilità, modelli di ospitalità inclusiva e design inclusivo, come integrare l’intelligenza artificiale all’interno dei processi quotidiani di una struttura ricettiva e come l’AI possa diventare una grande alleata per analizzare ed interpretare i dati per studiare una strategia di successo per la propria struttura ricettiva. L’Ai per migliorare la customer experience, automatizzando i servizi e personalizzando le offerte per gli ospiti. L’uso di algoritmi avanzati e soluzioni digitali ha dimostrato come il settore stia evolvendo rapidamente per rispondere alle esigenze di un turismo sempre più digitale.

Il Turismo Open Air in Trentino: Numeri e Prospettive

Grande attesa anche per la presentazione della ricerca realizzata da CISET per Trentino Camping – FAITA, tenutasi presso il Theatre Main Stage. I dati hanno confermato la crescita del turismo Open Air in Trentino, con +2,4% di arrivi nel 2024 rispetto al 2023 e un incremento a doppia cifra rispetto al 2019.

Nel dettaglio, il 2024 ha registrato 429mila arrivi e 2,33 milioni di presenze, evidenziando una permanenza media degli ospiti più lunga rispetto agli anni precedenti. Il settore campeggistico del Nordest si è distinto come area in forte espansione, con un impatto economico rilevante: per ogni euro speso in campeggio, 2 euro vengono reinvestiti nel territorio.

Nel confronto con il 2019, la provincia autonoma di Trento ha visto crescite a doppia cifra sia negli arrivi (+16,7%) che nelle presenze (+14,6%), dimostrando come il turismo all’aria aperta stia diventando un pilastro fondamentale dell’economia turistica locale.

Casi di successo ed esempi pratici per il turismo Open Air

L’Outdoor Boom Arena si è confermata un punto di riferimento per il dibattito sulle nuove sfide del settore, con interventi che, come abbiamo visto, hanno affrontato tutte le tematiche più in voga nel mondo dell’Open Air. A chiudere la fiera, un Meet & Greet con light buffet e degustazione di prodotti “Liquori Foletto”, un momento di networking che ha permesso ai professionisti del settore di confrontarsi sulle prospettive future del turismo all’aria aperta.

Con questa edizione, Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza ha ribadito il proprio ruolo centrale nell’evoluzione del settore HoReCa, ponendo le basi per una crescita ancora più significativa del comparto Open Air nei prossimi anni.

Faita Trentino: stagione 2024 con fatturato da +2,4%

Nel 2024 in Trentino il turismo Open Air ha registrato quasi 429mila arrivi e 2,33 milioni di presenze, con una permanenza maggiore degli ospiti rispetto al 2023. Le imprese trentine, soprattutto quelle di montagna, hanno contribuito all’incremento del fatturato nell’area del Nordest che, con il +2,4% sul 2023, ha registrato il miglior risultato del settore rispetto al dato nazionale.

Non solo: nel raffronto con il 2019, in tutta provincia autonoma di Trento l’Open Air ha realizzato crescite a doppia cifra sia sul fronte degli arrivi (+16,7%) che su quello delle presenze (+14,6%).


I dati della ricerca Ciset su Faita Trentino

A rivelarlo sono due studi del Ciset Ca’ Foscari presentati oggi a Riva del Garda per il convegno Faita Federcamping sulla consistenza economica del settore, con un Focus dedicato al Trentino. L’iniziativa si è svolta nell’ambito di Hospitality – il Salone dell’Accoglienza – evento internazionale Ho.Re.Ca.

I ‘numeri’ disegnano una realtà in buona salute e descrivono un turismo ‘generoso’ e permeabile con il territorio: le spese effettuate dagli ospiti dei campeggi e dei villaggi turistici in Trentino ammontano infatti a 200 milioni di euro (il 32% destinato all’alloggio, il 68% alle spese extra). Valeria Minghetti, responsabile area ricerca del Ciset, sottolinea le ricadute positive del turismo all’aria aperta su tutta la provincia, considerato che per ogni euro destinato all’alloggio gli ospiti ne spendono 2,1 per acquistare beni e servizi, sia all’interno del campeggio che all’esterno (ristoranti, attività sportive e ricreative, impianti di risalita, shopping). A generare le maggiori ricadute economiche è chi viaggia in camper o roulotte, una tipologia di turista che spende quasi 2,8 euro in beni extra per ogni euro destinato all’alloggio.

Investimenti imprenditoriali ponderati

“I dati del 2024 confermano la bontà degli investimenti imprenditoriali anche in quest’area. Sappiamo bene che la crescita del business non si costruisce senza fatica, impegno, buone idee. Per intercettare un mercato bisogna innanzitutto sapersi mettere in ascolto, comprendere, disporre di strumenti adatti per rispondere al meglio. I fatturati vengono di conseguenza”, spiega Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping.

“Il contributo delle strutture trentine sarà fondamentale per costruire una base dati dinamica su domanda, offerta, imprese e valore economico del settore. Che è uno dei principali obiettivi dell’accordo tra Faita Federcamping e Ciset Ca’ Foscari per disegnare il futuro del nostro settore su dati oggettivi”, conclude Fabio Poletti, presidente Faita Federcamping Trentino.

L’accessibilità nel turismo Open Air: sfide, opportunità e progetti

Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, ha aperto le sue porte a Riva del Garda dal 3 al 5 febbraio 2025, tenendo fede ad un appuntamento annuale arrivato alla sua 49esima edizione. A partecipare alla fiera internazionale del settore alberghiero e della ristorazione quest’anno sono stati più di 750 espositori provenienti da tutto il mondo, più di 70 buyer internazionali e più di 20.000 visitatori.

Il settore dell’Open Air è stato uno dei protagonisti indiscussi dell’edizione 2025 della fiera, grazie al contributo di FAITA FederCamping, che rinnovando la sua partnership con la fiera, quest’anno ha organizzato numerosi panel e l’intero calendario di incontri che si sono svolti nel padiglione Outdoor Boom Arena. I temi principali che si sono trattati durante le quattro giornate dell’evento hanno riguardato la sostenibilità ambientale, l’accessibilità nel turismo Open Air e l’utilizzo delle nuove tecnologie e dell’IA nel settore Outdoor.

L’accessibilità nel turismo Open Air

Uno dei temi centrali, quindi è stato quello dell’accessibilità, che ha aperto la seconda giornata di fiera con il convegno intitolato “Il Turismo sostenibile e inclusivo. Manuale operativo per la sostenibilità e l’ospitalità accessibile”. L’incontro, a cura di Roberto Vitali (CEO di Village for All – V4A), Marco Sperapani (Direttore Nazionale di FAITA FederCamping) e Fabio Poletti (Presidente di FAITA Trentino), ha dato una nuova prospettiva al tema dell’accessibilità nelle strutture all’aria aperta, fornendo spunti di riflessione e dati concreti su cui basarsi per iniziare a cambiare la concezione stessa dell’accessibilità nel turismo Open Air.

Durante il panel è stato presentato il Manuale operativo per la sostenibilità e l’ospitalità accessibile, a cura di Roberto Vitali (CEO di Village for All – V4A), Silvia Bonoli (Direttrice e Project Manager Village for All – V4A) e Paola Fagioli (Responsabile etichetta ecologica per strutture ricettive presso Legambiente Onlus) e realizzato grazie alla sinergia tra FAITA FederCamping, l’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo e Village for All – V4A. Inoltre, sono stati dati aggiornamenti sul progetto del nuovo protocollo ESG per il settore Open Air, supportato da FAITA FederCamping, che punta a fornire chiavi di lettura chiare e immediate per migliorare l’accoglienza e la sostenibilità sia sociale che ambientale delle strutture ricettive all’aria aperta.

Un’opportunità da cogliere

Ha aperto il convegno Marco Sperapani, Direttore Nazionale di FAITA FederCamping, il quale sottolinea come il settore dell’Open Air stia vivendo un momento di profondo cambiamento. Se in passato, infatti, “si andava in una struttura all’aria aperta per una scelta di tipo economico, oggi si va in un campeggio o in un villaggio per una scelta emozionale”. Non solo però, perché oggi i turisti dell’Open Air fanno anche una valutazione più consapevole e ponderata della destinazione della loro vacanza, guardando “sempre di più alla qualità, ai servizi, alla sostenibilità e all’accessibilità”.

In Italia ci sono 7,6 milioni di persone con disabilità permanenti (Registro della disabilità 2021). Questo numero però sale di ben 12,6 milioni se si considerano anche tutti coloro che hanno avuto una disabilità temporanea, magari per un incidente o una malattia, arrivando ad includere circa un terzo della popolazione italiana. Chi ha colto questa sfumatura è riuscito, nel corso del 2024, come mostrano i dati presentati al convegno di HospitalityRiva relativi alla Costa Veneta, ad aumentare il proprio fatturato del 15%, e a registrare un aumento delle prenotazioni del 12,8%.

Non più accessibilità, ma accoglienza

L’intervento centrale dell’incontro è stato quello di Roberto Vitali, esperto di turismo accessibile e CEO di Village for All – V4A, che ha gettato una nuova luce sull’argomento dell’accessibilità. Secondo Vitali si deve cambiare il paradigma, poiché “non è la disabilità che va in vacanza, ma sono le persone con le proprie famiglie, con i propri amici, con i propri desideri, le proprie abitudini, le proprie aspirazioni”.

Quello che fa la differenza è permettere agli ospiti, in totale autonomia e sicurezza, di:

  • raggiungere le diverse aree della struttura,
  • muoversi nell’ambiente,
  • comprendere e capire le informazioni,
  • interagire con lo spazio circostante,
  • usare gli spazi della struttura.

Come sottolinea Vitali, “l’accessibilità serve a tutti, quindi non si chiama più accessibilità, ma qualità: ambientale, della comunicazione, dello stare in vacanza”. L’accessibilità, come sottolinea il co-fondatore di Village for All – V4A, non riguarda infatti solamente il tema architettonico. A questo riguardo, Vitali cita il PEBOA, il Piano di Eliminazione delle Barriere all’Ospitalità Accessibile, sottolineando che l’accessibilità passa anche per l’inclusione, e che per ottenere buoni risultati bisogna investire sulla formazione strategica del personale: “se andate in giro seduti su una sedia a rotelle, scoprirete che a questo livello il mondo ha altre caratteristiche, e quindi la formazione è fondamentale”.

FAITA Open Air 2030

accessibilità nel turismo

La parte finale del convegno ha dato spazio al protocollo ESG per il settore Open Air, inserito nell’ambito del progetto FAITA Open Air 2030. Questo progetto, che ha l’intento di promuovere l’integrazione di pratiche sostenibili e accessibili nelle strutture ricettive italiane, passa per la promozione di un sistema di rating basato sull’ambiente (Environmental), sulla responsabilità sociale (Social) e sulla Governance: il protocollo ESG.

Federica Vazzola, di IMQ eAmbiente, esperta di ingegneria ambientale e sostenibilità nel territorio nazionale, ha parlato del lungo lavoro in collaborazione con FAITA FederCamping, che soprattutto nell’arco del 2024 ha portato a enormi passi avanti nel progetto, che è ora arrivato alla sua fase 2.0. Come ha spiegato la stessa Vazzola, il protocollo ESG è uno strumento che permette di “quantificare il livello di sostenibilità e accessibilità delle strutture, fornendo dati concreti e indicatori chiari. Il nostro obiettivo è supportare le imprese turistiche nel loro percorso di transizione ecologica e inclusiva”.

Marco Sperapani in chiusura, sottolinea inoltre che “le aziende che si approcciano all’ESG sono quelle che performano meglio, che hanno un fatturato più alto e una produttività più alta”. Aggiunge, infine, che “il bilancio ESG sarà un elemento di valutazione per i prossimi bandi e finanziamenti nazionali e comunitari”. Quella di trasformare le strutture ricettive italiane in eccellenze dell’accoglienza è una sfida enorme, che però può essere vinta lavorando quotidianamente al miglioramento della sostenibilità, dell’inclusività e dell’innovazione.

Grazie a questi progetti, il turismo Open Air italiano può realmente diventare un punto di riferimento per un nuovo approccio al viaggio, che sia più consapevole, attento e sostenibile.

Apre Hospitality 2025 con un focus sulle relazioni comunitarie nelle strutture Open Air

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Ha preso il via oggi Hospitality – Il Salone dell’Accoglienza, l’evento internazionale di riferimento per il settore della ricettività turistica, che si svolgerà fino a giovedì 6 febbraio a Riva del Garda. Anche quest’anno FAITA Federcamping rinnova la sua partecipazione, consolidando la partnership con la fiera e proponendo una serie di incontri e convegni dedicati all’evoluzione del settore open air.

Sostenibilità ambientale e sociale nell’Open Air

L’evento inaugurale di questa edizione all’Outdoor Boom Arena ha visto protagonista il talk “Il valore delle relazioni comunitarie nelle strutture Open Air: benefici e opportunità”, a cura di Sara Battistella, Sustainability Specialist. L’intervento ha messo in luce l’impatto della nuova direttiva CSRD e degli standard ESRS, che pongono sempre più attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale. L’analisi di casi di studio concreti, con un focus sulle strutture del territorio trentino e l’esempio di Villa Bertuzzi, ha evidenziato come l’Open Air possa declinare modelli di accoglienza sostenibile e responsabile.

Alcuni appuntamenti di FAITA all’Hospitality

FAITA Federcamping è presente a Hospitality 2025 con uno stand dedicato e un ricco programma di approfondimenti su un comparto in continua crescita.
Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo, il 5 febbraio alle 16.30, la presentazione della prima fase della ricerca sul valore economico del turismo Open Air in Trentino, realizzata dal Ciset – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari per FAITA Federcamping. Lo studio, illustrato dalla direttrice del centro Valeria Minghetti, fornisce dati chiave sull’impatto del settore nel contesto territoriale.

Presso l’Outdoor Boom Arena, cuore pulsante del dibattito sulle nuove tendenze del comparto, si affronteranno anche temi di grande attualità come l’integrazione digitale e l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nel turismo open air. Un’evoluzione che interseca la necessità di rendere il turismo sempre più accessibile, inclusivo e sostenibile, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Europea 2030 sui quali FAITA Federcamping è già da tempo impegnata.

Overtourism a Roccaraso: una polemica annunciata?

Parlando di overtourism, il fenomeno di sovraffollamento di turisti in una sola località, non si può non parlare del recente caso di overtourism a Roccaraso. Nel comune di 1500 abitanti, infatti, domenica scorsa sono arrivati oltre 20.000 turisti in un solo giorno.

Overtourism a Roccaraso: il turismo raccontato dagli influencer

L’episodio fa riflettere non solo per come si è svolto ma anche per le modalità attraverso le quali viene oggi veicolato il turismo. Secondo il sociologo Marshall McLuhan “il mezzo è il messaggio”, dunque oggi, come viene espresso e diffuso il turismo? Tramite Tic Tok, Instagram e altri mezzi dove tutto è fruibile e raggiungibile in pochi decimi di secondi.
Ecco allora che tre star di Tik Tok, rispettivamente Rita De Crescenzo (1,7 mln di followers), il salumiere-imprenditore del panino Donato De Caprio “con mollica o senza?” (4,3 mln) e la regina delle pellicole per cellulari Carmen Fiorito, meglio nota come New Martina (8,6 milioni) nota per le sue sessioni in cui applica pellicole protettive agli smartphone, sono tutti frequentatori abituali di Roccaraso e l’hanno semplicemente promossa.

Cosa è successo e come intervenire?

Così domenica 26 gennaio sono arrivati centinaia di pullman che promettevano il viaggio a 20 euro e nulla di più, portando migliaia di persone a Roccaraso con la speranza di godersi una giornata sulla neve e di vedere o emulare i loro idoli.
Risultato? Tanto caos e traffico in tilt, con le autorità locali che adesso hanno istituito le “targhe alterne”.

Vietare e limitare è la mossa più giusta? Il problema se lo sono posto anche in Cina dove a novembre era iniziata la moda fra i giovani di fare pedalate notturne fra le città di Zhengzhou e Kaifeng distanti tra loro ben 50 km. Inizialmente le autorità avevano visto di buon occhio l’iniziativa nata proprio sui social: si poteva infatti raggiungere in bici la città, fare colazione con un piatto tipico di ravioli, visitare l’antica Kaifeng e poi tornare con il treno, lasciando la bici a noleggio in città.
Il problema è sorto quando sono diventati oltre 100.000 i ragazzi che in una singola notte compivano l’impresa occupando intere corsie dell’autostrada. Le autorità non hanno avuto altra scelta che vietare gli spostamenti in bici fra le due città. Come hanno reagito i giovani cinesi? Spostandosi a piedi o in treno, creando ulteriori problemi alle forze di polizia troppo impegnate a reprimere ogni possibile forma di dissenso.

Cosa ci insegnano i due fatti? Primo, che oramai i social decidono i grandi flussi turistici e che anche i divieti possono essere aggirati. Secondo, che per non essere governati dal fenomeno (quello di Roccaraso molto passeggero parliamo di un giorno su 365) le amministrazioni non devono per forza vietare ma basta ripensare il modello di accoglienza (sarebbe bastato mettere dei limiti al numero di pullman che potevano accedere in città). Infine, che non ci si deve lamentare del turismo (troppo o  troppo poco che sia) se non si sa gestirlo e valorizzare il proprio territorio.

Faita Federcamping a Riva del Garda per Hospitality 2025

Anche quest’anno FAITA Federcamping parteciperà Hospitality, l’evento internazionale di riferimento per il settore della ricettività turistica, che si terrà da lunedì 3 a giovedì 6 febbraio a Riva del Garda. Si rinnova così la partnership tra la Fiera e la Federazione delle imprese del turismo all’aria aperta, che sarà presente con un proprio stand e una serie di incontri e convegni sull’evoluzione delle imprese che operano nel settore Open Air. Un settore che nel 2024 ha registrato una ulteriore crescita con 11,5 milioni di arrivi e poco meno di 71 milioni di presenze per circa 8 miliardi di fatturato, indotto compreso.

L’appuntamento clou, come ricorda il presidente Faita Alberto Granzotto, sarà mercoledì 5 febbraio, alle 16.30, con la presentazione della prima fase di una ricerca sul valore economico del turismo Open Air in Trentino elaborato dal Ciset, il Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari, per Faita Federcamping. Lo studio sarà illustrato dalla direttrice del Centro Valeria Minghetti

Più in generale a tenere banco nell’outdoor boom saranno temi di strettissima attualità, che riguarderanno tutti quegli elementi del mondo virtuale, IA compresa, destinati a incidere sulla realtà del turismo all’aria aperta. Una trasformazione epocale che abbraccia anche altri concetti, come quello sull’accessibilità, che accenderà un faro sull’importanza del turismo ‘di tutti’, inclusivo e sostenibile, in linea con i principi dell’Agenda Europea 2030, nella quale Faita Federcamping è già impegnata anticipandone per molti versi gli obiettivi concreti. Sostenibilità, inclusione, accessibilità ispireranno le attività formative e quelle esperienziali. 

Di seguito, il programma degli eventi di Faita Federcamping a Riva del Garda

3 Febbraio, 15:00 – 15:45 “Il valore delle relazioni comunitarie nelle strutture Open Air: benefici e opportunità”

Relatore: Sara Battistella, Sustainability Specialist, Green Future Project Project

4 Febbraio, 11:15 – 12:00 “Il Turismo Sostenibile e Inclusivo. Manuale operativo per la Sostenibilità e l’Ospitalità Accessibile”. Manuale realizzato in collaborazione tra Ente Bilaterale Nazionale del Turismo, FAITA FederCamping, Village For All e Legambiente, per la progettazione e realizzazione di uno strumento rivolto a tutti coloro che operano nell’Open Air.

Relatori: Roberto Vitali, Village For All; Marco Sperapani segretario generale Faita Nazionale; Fabio Poletti, Faita Trentino

4 Febbraio, 12:00 – 12:45 “L’utilizzo consapevole delle risorse idriche per uso potabile nelle strutture ricettive Open Air- L’erogazione sostenibile e di qualità al servizio dell’ospite”.

Relatori: Alberto Merindiani e Christophe Ferrari – ALMER ITALIA

4 Febbraio, 15:00 – 15:45 “Come l’intelligenza artificiale può potenziare il marketing e supportare il back office nei campeggi e villaggi turistici”

Relatore: Sabatino Traini, Genial srl – Camping.it

5 Febbraio, 11:15 – 12:00 “Campeggi Competitivi e Vincenti: oltre l’Intuizione con la Data Intelligence”

Relatore: Vittorio Dionisi, CEO & Founder INSIGHTUP

5 febbraio, 16.30- 18.00, al Theatre padiglione D – “Il valore economico e le ricadute sul territorio del sistema Open Air Trentino”. Con Roberto Failoni, assessore al Turismo della Provincia di Trento.

Relatori: Alberto Granzotto, presidente Faita Nazionale; Fabio Poletti, presidente Faita Trentino; Gianni Morandi, Sindaco di Nago-Torbole; Valeria Minghetti, responsabile dell’Area Ricerca del Ciset.

Assemblea FAITA Lazio: partecipazione, progetti e nuove prospettive

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Si è svolta venerdì 24 gennaio l’assemblea della FAITA Lazio, un appuntamento cruciale per fare il punto sulle attività svolte e per delineare i prossimi passi strategici del settore. L’incontro ha registrato una partecipazione significativa, con oltre il 60% degli associati presenti, ed è stato definito dal Presidente Ubaldo Fusco “una mattinata intensa, caratterizzata da argomenti di grande interesse e una forte attenzione da parte dei presenti”.

Un bilancio positivo e il futuro del FOA

L’assemblea si è aperta con una riflessione sul successo del FOA – Forum Open Air, evento che ha rappresentato una vetrina importante per il settore. “L’obiettivo è ripetere questa esperienza e, con orgoglio, mantenere il Lazio al centro di eventi di questo calibro – ha affermato Fusco –. Pensiamo a Roma e Terracina come location ideali per l’anno prossimo. L’idea di ospitare nuovamente il FOA nella regione si lega all’impegno di valorizzare il turismo open air come eccellenza del territorio.” afferma il Presidente

Prossimi eventi FAITA Lazio: fiere e appuntamenti chiave

platea dell’assemblea FAITA Lazio

Un aspetto centrale dell’assemblea è stato il calendario dei prossimi appuntamenti, tra cui le fiere internazionali e gli eventi di settore. Grazie al supporto della Regione Lazio, FAITA Lazio parteciperà a importanti fiere con uno stand dedicato. “Abbiamo selezionato fiere strategiche, come quella di Berlino, dove il nostro settore può davvero fare la differenza – ha spiegato Fusco –. Inoltre, stiamo lavorando per ottimizzare la nostra presenza e renderla ancora più efficace grazie ad una sempre più efficace organizzazione interna”.

Oltre alla fiera di Berlino, altri appuntamenti importanti che coinvolgeranno la FAITA regionale saranno:

  • Forum del Turismo del Lazio: un’occasione unica per presentare il Piano Triennale della Regione Lazio, in programma il 5 febbraio al Salone delle Colonne dell’EUR, dove FAITA avrà un intervento ufficiale e la possibilità di essere presenti con un proprio spazio all’interno dello stand della Regione Lazio.
  • Albergatore Day: un evento dedicato al settore ricettivo in cui FAITA intende rafforzare il dialogo con altre realtà turistiche, che avrà luogo a Roma il 29 gennaio presso il Palazzo dei Congressi.

“Questi eventi, insieme ad altre fiere in programma, rappresentano opportunità fondamentali per dare visibilità al settore e promuovere le eccellenze locali tramite il turismo Open Air”.

Il Presidente FAITA Lazio Ubaldo Fusco

Durante l’assemblea, il Presidente Fusco ha annunciato la convenzione con lo studio legale Liparota/Vezana specializzato in tematiche urbanistiche e legislative. “Questo accordo offrirà un supporto concreto a chi opera nel nostro settore – ha sottolineato Fusco –. È un passo avanti per tutelare gli interessi degli associati in ambiti spesso complessi”.

Un ricordo speciale e un impegno per il futuro

Un momento di grande emozione è stato dedicato al ricordo del giovane sindaco di Subiaco, Domenico Petrini, recentemente scomparso. “Credeva nel turismo Open Air come motore di sviluppo per la sua città – ha detto Fusco –. Porteremo avanti i suoi progetti per onorare la sua memoria e la sua visione”.

Guardando al futuro, il Presidente ha sottolineato l’importanza di attrarre nuovi associati e rafforzare il network esistente. “Abbiamo ribadito il valore dell’associazionismo – ha dichiarato –. Partecipare a FAITA significa non solo ricevere tutela, ma anche anticipare le problematiche e trovare soluzioni normative e operative che rafforzano l’imprenditore. È un investimento minimo con un ritorno enorme in termini di supporto e rappresentanza”.


Si sono illustrate e discusse infine tematiche riguardanti questioni importanti quali la modifica dei codici Ateco, la nuova normativa sull’ accatastamento delle installazioni mobili di pernottamento e delle relative attrezzate e non, l’applicazione del codice CIN, e le future modalità di comunicazione dei dati statistici regionali.
L’assemblea si è conclusa con un bilancio positivo e la promessa di continuare a lavorare tanto e bene per il la crescita del settore.

Open Air: Il Veneto si conferma leader europeo del turismo all’aria aperta

Il Veneto consolida la sua posizione di leader nel turismo all’aria aperta in Europa. Durante la fiera del turismo CMT Stuttgart, i campeggi in Veneto hanno ottenuto un prestigioso riconoscimento ai PinCamp Awards 2025 e agli Adac SuperPlatz, conferiti dall’autorevole pubblicazione tedesca Adac Campingführer.

Con 18 SuperPlatz assegnati, il Veneto si distingue come area di riferimento in Italia per l’ Open Air, con eccellenze che spaziano dal litorale adriatico del Cavallino-Treporti alla sponda veronese del Lago di Garda

I campeggi in Veneto premiati ai SuperPlatz

Tra i campeggi che hanno ricevuto il massimo riconoscimento europeo, spiccano

  • Cavallino-Treporti, con 10 strutture premiate, tra cui Union Lido Vacanze, Marina di Venezia Camping Village, e Sant’Angelo Village.
  • Bibione e Jesolo, dove il Villaggio Turistico Internazionale e il Club Camping Jesolo International si sono aggiudicati i premi per l’eccellenza.
  • Lago di Garda, con strutture come La Rocca Camping Village (Bardolino), Camping Bella Italia (Peschiera del Garda), e Idea Lazise Camping Village.

In particolare, La Rocca Camping Village si è distinta nella categoria Rental Accommodation per le innovative Bubble Tent e le Top 2 Mobile Home, che offrono esperienze immersive e uniche nel turismo emozionale.

Turismo open air e sostenibilità: un binomio vincente

Secondo Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping, il successo dei campeggi in Veneto deriva da un mix di fattori: un’offerta di alta qualità, investimenti mirati in sostenibilità e innovazione tecnologica, e una consolidata esperienza nel settore.

I dati di HBenchmark confermano la solidità del turismo Open Air nel Nordest, con una crescita della redditività del 18% tra il 2022 e il 2024. Questo incremento si traduce in ricadute economiche significative per il territorio, con il 62% della spesa degli ospiti destinata all’acquisto di beni e servizi locali.

Campeggi in Veneto: una destinazione d’eccellenza per i turisti internazionali


I turisti stranieri rappresentano il principale bacino di utenza del turismo Open Air nel Veneto, contribuendo in modo significativo alla crescita economica del settore. La regione si posiziona così come una delle mete preferite in Europa per chi cerca una vacanza all’insegna della natura, del comfort e dell’innovazione.
Con un’attenzione sempre maggiore alla sostenibilità, i campeggi veneti non solo soddisfano le esigenze di un pubblico sempre più esigente, ma rappresentano un modello di riferimento per l’intero settore dell’Open Air.

Baia Holiday espande i suoi orizzonti con Sunêlia Vacances


Baia Holiday, leader italiano nell’ospitalità Open Air, inaugura il 2025 con una mossa strategica di grande rilevanza: una partnership con Sunêlia Vacances, prestigioso marchio europeo nell’ospitalità all’aria aperta di alta gamma. Questo accordo permette al gruppo di ampliare la sua offerta e di aggiungere nuove mete internazionali al proprio portafoglio, consolidando la sua presenza in destinazioni d’eccellenza in Francia e Spagna.

Baia Holiday e Sunêlia Vacances: la nuova frontiera dell’ospitalità

Fino ad ora, Baia Holiday si è distinta per la qualità e la varietà delle sue strutture in Sardegna, Veneto, Puglia, Lazio, Trieste, Lago di Garda e Croazia.
La nuova partnership con Sunêlia porta ora 8 strutture di prestigio in località rinomate come:

  • Costa Azzurra (Sunêlia L’Argentière)
  • Costa Brava (Sunêlia Cala Llevado)
  • Normandia (Sunêlia L’Aiguille Creuse)
  • Provenza (Sunêlia L’Hippocampe)
  • Paese Basco (Sunêlia Le Ruisseau)
  • Hautes-Alpes (Sunêlia La Presqu’île)
  • Hérault (Sunêlia Les Sablons)
  • Bacino di Arcachon (Sunêlia Le Domaine de la Forge).

Queste nuove destinazioni sono state selezionate per rispondere alle esigenze di una clientela sempre più attenta alla personalizzazione dell’esperienza e alla sostenibilità ambientale.

Un’alleanza per esperienze uniche Sunêlia Vacances, celebre per i suoi campeggi a 4 e 5 stelle, condivide con Baia Holiday una visione comune sull’ospitalità: offrire vacanze che superino le aspettative dei clienti, grazie a servizi innovativi e location uniche. La partnership rappresenta un punto di svolta per entrambi i gruppi, rafforzando la loro posizione nel mercato europeo.

La dichiarazione del CEO Baia Holiday

“Grazie alle visioni comuni sull’ospitalità, abbiamo creato una partnership che ci permette di espandere la nostra offerta in Europa nelle migliori location, mantenendo la tradizione e la garanzia di qualità di Baia Holiday. Già nel 2025 i nostri clienti potranno scegliere tra 8 nuove destinazioni, dando continuità al nostro percorso di crescita”, ha commentato Valerio Vezzola, Amministratore Delegato di Baia Holiday.

L’impegno verso la sostenibilità e l’innovazione

La partnership sottolinea anche il comune impegno di Baia Holiday e Sunêlia verso la sostenibilità ambientale, con una gestione attenta delle risorse e una costante ricerca di soluzioni innovative per migliorare l’esperienza degli ospiti, rispettando al contempo il territorio.

Un nuovo capitolo per il turismo en plein air


Con questa alleanza, Baia Holiday non solo consolida la sua posizione di leader nel settore Open Air, ma traccia anche nuove rotte per un turismo di qualità, capace di intercettare le esigenze di una clientela sempre più internazionale. L’espansione in Francia e Spagna rappresenta un’occasione per promuovere un nuovo concetto di vacanza, dove comfort, design e sostenibilità si fondono in un’esperienza indimenticabile.

Lutto a Subiaco

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‘È deceduto ieri prematuramente all’età di 38 anni Domenico Petrini, sindaco di Subiaco. Abile ed apprezzato amministratore della cosa pubblica, si è impegnato anche nella promozione del turismo locale ed in particolare del settore Open Air nel proprio territorio. Faita Federcamping esprime il proprio cordoglio alla famiglia e si unisce al sentimento espresso dagli imprenditori del Lazio, e dalle amministrazioni locali e Regionali che subiscono la perdita di un valido amministratore ed attento interlocutore impegnato nello sviluppo e nella crescita del proprio territorio. Petrini era stato eletto sindaco nell’ottobre del 2021, con la lista “Ora Subiaco”. Questo dicembre aveva festeggiato la proclamazione di Subiaco a “Capitale italiana del libro 2025”, importante risultato per cui si era fortemente impegnato.

In crescita il turismo in Italia

Fine anno da incorniciare per il turismo in Italia che, stando ai dati Istat di novembre 2024 analizzati dall’Osservatorio Nazionale del Turismo, sembra godere di ottima salute.
Le percentuali di crescita, nonostante il penultimo mese dell’anno sia di solito ‘debole’, sono decisamente buone: l’incremento riportato dal settore è infatti dell’11,6% rispetto allo stesso periodo del 2023, con 17,5 milioni di presenze.

Turismo italiano: fondamentale per l’aumento del reddito della Nazione

Un risultato apprezzato dal ministro del Turismo Daniela Santanchè, per la quale i dati vedono consolidato il ruolo del settore turistico come il più dinamico tra i servizi e come un fattore cruciale per l’aumento del reddito della Nazione.
“Tale risultato – evidenzia Santanchè – dimostra l’ottima salute del comparto, anche durante periodi non convenzionali, e mette in luce una tendenza significativa verso la destagionalizzazione dei flussi, che rappresenta uno degli obiettivi primari del Piano Strategico del Turismo. Inoltre, l’andamento generale del 2024, da gennaio a novembre, si mantiene sui livelli record del 2023, mostrando perfino lievi segnali di miglioramento”.

Crescita turismo in Italia: il ruolo dell’Open Air

Segnali confermati anche nel settore del turismo all’aria aperta, che, grazie anche alla destagionalizzazione, ha fornito un importante contributo al raggiungimento di questo risultato significativo.   

Con 8 miliardi di fatturato all’anno (indotto compreso), 11,4 milioni di arrivi nel 2024 (+3,5% rispetto al 2023) e 71 milioni di presenze (+1,3% sul 2023), l’open air continua infatti a raccogliere consensi anche grazie all’innovazione e alla diversificazione delle strutture, che stanno intercettando fasce di pubblico anche diverse tra loro, ma ugualmente esigenti. Oltre al bacino di ospiti provenienti in gran parte dall’estero, in particolare dai Paesi del Nord Europa, ce n’è uno che sta crescendo in questi ultimi anni: sono coloro che, pur non avendo mai abbracciato in precedenza l’ipotesi di una vacanza all’aria aperta, hanno deciso di sperimentarla, ne sono rimasti piacevolmente colpiti e hanno deciso di replicare. 

L’offerta del turismo en plein air, che rappresenta in Italia 1 milione e mezzo di posti letto in oltre 2600 strutture che impiegano un totale di 100mila addetti, e sta registrando un vero e proprio boom di preferenze grazie anche agli investimenti delle imprese su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale e sociale, che ne fanno la realtà più vivace e innovativa del panorama turistico italiano.

Hospitality 2025: il turismo Open Air in primo piano

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Dal 3 al 6 febbraio, il quartiere fieristico di Riva del Garda ospiterà Hospitality 2025 – Il Salone dell’Accoglienza, una delle manifestazioni internazionali più importanti per il settore Ho.Re.Ca. (Hotellerie, Ristorazione e Catering). Questo evento annuale rappresenta un punto di riferimento per operatori, fornitori e partner che vogliono esplorare le ultime novità del mercato, stringere nuove collaborazioni e trovare soluzioni innovative per accrescere il proprio business.

Focus sul turismo Open Air

L’edizione 2025 dedica uno spazio esclusivo al turismo all’aria aperta con l’intero padiglione A2 trasformato nell’Outdoor Boom Arena. Grazie alla collaborazione triennale tra FAITA FederCamping e la Fiera di Riva del Garda, il padiglione proporrà una vasta gamma di contenuti e proposte specificamente pensate per il mondo del turismo en plein air.

Le quattro giornate della manifestazione saranno animate da eventi tematici, workshop e conferenze che approfondiranno i principali trend dell’ospitalità Open Air. L’iniziativa si avvale della partecipazione di Faita Trentino e del contributo di esperti che condivideranno strumenti e strategie per allineare le offerte turistiche alle nuove aspettative del mercato.

Hospitality 2025: un’opportunità per gli operatori del settore

L’Outdoor Boom Arena sarà il cuore pulsante delle attività sul turismo all’aria aperta, offrendo agli operatori l’opportunità di scoprire soluzioni innovative per migliorare l’esperienza dei propri ospiti e ampliare le possibilità di business. Il programma dettagliato degli eventi è consultabile sul sito ufficiale della fiera Hospitality Riva.

Hospitality 2025 rappresenta un’occasione imperdibile per chi opera nel settore del turismo e dell’ospitalità. Con un focus speciale sul turismo Open Air, l’evento offre spunti concreti e ispirazioni per affrontare con successo le sfide e le opportunità di un mercato in evoluzione.

Come partecipare

Gli associati FAITA potranno usufruire di agevolazioni per l’accesso e la permanenza. È possibile richiedere i ticket d’ingresso gratuiti compilando il modulo online disponibile qui e, per le necessità di soggiorno, contattare support@otg.agency indicando l’affiliazione FAITA.

Aggiornamento catastale

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Conseguentemente al decreto legge del 9 agosto 2024 n.113, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n.67 in data 20 dicembre 2024 avente come oggetto l’irrilevanza catastale degli allestimenti mobili in strutture ricettive all’aria aperta. Trovate la circolare completa con gli allegati su faitastart.it il portale di Faita-Federcamping dedicato alle circolari e agli aggiornamenti del settore.

Intelligenza Artificiale e Open Air

L’intelligenza artificiale (IA) sta rivoluzionando il settore del turismo all’aria aperta in Italia, apportando significativi miglioramenti in termini di efficienza, personalizzazione dell’offerta e gestione dei flussi turistici. Secondo il Ministro del Turismo, Daniela Santanchè, l’IA è uno strumento strategico per incrementare l’efficienza dell’industria turistica, con un impatto stimato in Italia di oltre 6 miliardi di di euro. Questo potrebbe tradursi in un incremento della produttività di circa 2 miliardi di euro annui  (facendola salire a 8 miliardi di euro) e in una crescita della spesa turistica fino al 10% entro il 2030, portandola a 121 miliardi dagli attuali 110. 

IA e mondo Open Air

Nel contesto del turismo Open Air, l’IA offre opportunità per ottimizzare l’organizzazione dei flussi turistici, personalizzare le offerte e migliorare l’esperienza dei visitatori. Nel 2024, il settore ha registrato 11,4 milioni di arrivi (+3,5% rispetto al 2023) e 71 milioni di presenze (+1,3% sul 2023), con un fatturato annuo di circa 8 miliardi di euro, indotto incluso. Le oltre 2.600 strutture italiane impiegano più di 100.000 addetti. 

Per quanto riguarda l’occupazione, l’IA non rappresenta una minaccia, ma piuttosto un’opportunità per creare nuovi posti di lavoro e stimolare la necessità di aggiornamento e riqualificazione delle competenze. Nel settore dei parchi divertimento, ad esempio, si registrano 30.000 posti di lavoro diretti, tra fissi e stagionali, e 60.000 considerando l’indotto. 

L’implementazione dell’IA nel turismo Open Air può portare a una riduzione dei costi operativi fino al 20% ed a un aumento della soddisfazione dei clienti del 25%. Inoltre, l’IA predittiva può contribuire a una ridistribuzione più equilibrata dei flussi turistici, alleggerendo del 20% le aree sovraffollate e promuovendo la sostenibilità e la destagionalizzazione.

In conclusione, l’adozione dell’intelligenza artificiale nel turismo Open Air in Italia rappresenta una leva fondamentale per migliorare l’efficienza operativa, personalizzare l’offerta e promuovere la sostenibilità. Parallelamente, offre opportunità significative per la crescita occupazionale, richiedendo un continuo aggiornamento delle competenze per adeguarsi alle nuove sfide tecnologiche. 

Addio a Simonetta Ceni

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E prematuramente deceduta ieri Simonetta Ceni, imprenditrice dell’Open Air e figura di riferimento del Camping Etruria di Castiglione della Pescaia. Le sue qualità e la sua persona restano nella memoria di quanti l’hanno conosciuta lasciando un indelebile segno. Imprenditrice di seconda generazione ha voluto e saputo adeguare la propria azienda alle mutate esigenze della domanda con lungimiranza e passione. Il Presidente, il Direttore generale, i Membri del Comitato esecutivo di Faita Federcamping, come pure la redazione di Camping Management e Camping Management online esprimono il proprio cordoglio ai familiari ed ai congiunti e si uniscono ai tanti che hanno espresso sulla pagina Facebook del Camping Etruria, la loro commozione.

Affitti brevi: un nuovo capitolo

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Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è entrato in vigore ed alla data del 2 gennaio erano registrate 451.262 su 571.411 strutture ricettive; dunque, il 78,8% del totale è in possesso del codice. In caso di mancata registrazione le sanzioni vanno da 800 a 8000 euro per le strutture, ponendo quindi una “mano di ferro” contro l’abusivismo e chi non si adegua alle regole. Sono altresì previste e già in vigore le norme per l’identificazione degli ospiti “de visu” e l’eliminazione delle key box.

Affitti brevi: la situazione attuale

Le Regioni con il più alto numero di CIN assegnati sono la Toscana (54.148), il Veneto (48.751), la Lombardia (48.469), il Lazio (40.254), la Puglia (36.722) e la Sicilia (35.418). Sul sito del Ministero gli ospiti potranno verificare che la struttura dove intendono soggiornare sia provvista del codice e quindi in regola con le normative vigenti. 

Le strutture professionali hanno espresso soddisfazione sottolineando come il CIN permetta l’emersione delle situazioni borderline e/o fuorilegge. Sempre il CIN sarà utile ai fini fiscali in quanto presente nella dichiarazione unica. Con questo strumento, il Governo, porta avanti una lotta al sommerso nel settore turistico risolvendo si spera una situazione poco chiara che favoriva l’illegalità.

Anche il settore Open Air, esprime apprezzamento per la stessa, sottolineando come essa promuova la professionalizzazione perché utile e necessaria a contrastare fenomeni di abusivismo e malcostume nel settore turistico ricettivo.

Gianfranco Vitali riconfermato alla guida di Destinazione Turistica Romagna

Gianfranco Vitali, Presidente FAITA Emilia Romagna e Delegato Nazionale FAITA-Federcamping, è stato riconfermato per la terza volta come coordinatore della cabina di regia di Destinazione Turistica Romagna. Questa scelta, sostenuta dai vertici di Ascom Confcommercio, rappresenta un segnale di continuità e fiducia nella sua capacità di guidare il settore turistico regionale.
“Destinazione Turistica Romagna è un organismo pubblico della Regione che si occupa di coordinare e promuovere le attività turistiche in uno dei territori più ricchi di storia, cultura e bellezze naturali d’Italia” afferma Vitali, coordinatore della cabina di regia.

Gianfranco Vitali: una riconferma determinante per la Regione

La riconferma di Vitali è stata accolta con entusiasmo da Ascom Confcommercio, che vede in lui una figura capace di coniugare esperienza e innovazione. I rappresentanti dell’associazione hanno sottolineato come il suo lavoro sia stato determinante nel consolidare l’immagine della Romagna come una destinazione turistica competitiva, sia a livello nazionale che internazionale.
“L obiettivo imminente di Destinazione Turistica Romagna è quello di aumentare la presenza dei turisti stranieri nel nostro territorio regionale. Per quanto riguarda il turismo Open Air, nello specifico, nella stagione 2024 abbiamo registrato il 10% in più di presenze di turisti stranieri rispetto la stagione precedente. Un ottimo risultato per tutto l’indotto del settore”. Afferma Gianfranco Vitali, il quale ha dimostrato negli anni una visione strategica chiara, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio locale e all’attrazione di nuovi flussi turistici.

La riconferma è quindi non solo un riconoscimento al lavoro svolto finora, ma anche un invito a guardare avanti con ambizione e determinazione, per rendere la Romagna sempre più protagonista nel panorama turistico italiano ed europeo.

Forum Open Air

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Si informa che nel sito www.forumopenair.it è consultabile tutta la documentazione presentata nei due giorni del FORUM, quali fotografie, video, slide di presentazioni dei relatori, etc.

Misure urgenti in materia economica

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Si informa con la presente, che stato approvato definitivamente il disegno di legge di conversione del decreto-legge c.d. economico-fiscale.Su faitastart potete trovare una sintesi delle principali novità inerenti il settore turistico ricettivo all’aria aperta.

Turismo in Toscana: il nuovo Testo Unico è un passo avanti per qualità ed equità

Il turismo toscano compie un importante passo in avanti grazie al nuovo Testo Unico, che punta a garantire una maggiore qualità e una gestione più equa del settore. Il provvedimento, in via di approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale, ha raccolto l’approvazione unanime delle federazioni del turismo aderenti a Confcommercio Toscana.

“Stesso mercato, stesse regole”: il principio che guida il cambiamento

Uno dei capisaldi del nuovo testo è il principio “stesso mercato, stesse regole”, che introduce l’obbligo di esercitare l’attività ricettiva esclusivamente in forma d’impresa.
Secondo Franco Marinoni, direttore generale di Confcommercio Toscana, questa innovazione favorisce la crescita imprenditoriale e elimina forme di dilettantismo che ostacolavano lo sviluppo del comparto. Il nuovo quadro normativo consentirà inoltre alle amministrazioni locali di adottare strumenti urbanistici più adeguati per una regolamentazione sostenibile ed equa.

Focus sulla qualità dell’offerta turistica

Il nuovo impianto normativo punta decisamente sulla qualità. Daniele Barbetti, presidente di Confturismo Toscana e di Federalberghi Toscana, sottolinea come il testo riconosca il contributo decisivo degli alberghi e di tutte le strutture ricettive nel garantire standard elevati. Questo approccio rappresenta un’opportunità per consolidare la leadership della Toscana come destinazione d’eccellenza, capace di rispondere alle sfide di un mercato in continua evoluzione.

Testo Unico: Il punto di vista di FAITA Toscana

“Faita Toscana ha partecipato alla fase di concertazione e quindi alla stesura di questo testo e possiamo ritenerci soddisfatti in quanto le nostre richieste sono state accolte” dichiara Enrico Paoli, direttore di Faita Toscana. “Abbiamo avanzato proposte su due tematiche: da un lato su paesaggistica ed urbanistica, per quanto riguarda chiaramente la questione delle mobilehome, per aiutare e facilitare le imprese a gestire questo tipo di richiesta da parte del cliente, ed è stata inserita all’interno della norma. Abbiamo poi richiesto, ed è stata anch’essa accordata, la possibilità di installare delle foresterie all’interno delle strutture ricettive per il personale che vi lavora, così da permettere allo staff di lavorare pienamente a proprio agio” conclude Paoli.

Regolamentazione delle locazioni turistiche brevi

Un altro elemento innovativo è la possibilità per i Comuni con più di 50.000 abitanti di intervenire sulla gestione delle locazioni turistiche brevi. Questo strumento consentirà di mitigare la pressione turistica sui territori più densamente frequentati, un tema particolarmente sentito in città come Firenze e Pisa.
Tra le novità più significative, il Testo Unico prevede l’incentivazione dell’utilizzo di alloggi alberghieri in forma convenzionata a favore di categorie vulnerabili, come studenti, lavoratori e persone che necessitano cure mediche. Una misura che combina inclusione sociale e valorizzazione delle strutture esistenti, generando benefici per l’intero sistema.

Il settore turistico è una colonna portante dell’economia regionale, con oltre 93.000 occupati, che salgono a 120.000 nei periodi di alta stagione, e circa 40.000 imprese. Tra queste, si contano 22.000 pubblici esercizi, 12.000 strutture ricettive e numerose agenzie di viaggio e guide turistiche.
Il Testo Unico è in attesa di approvazione e nelle prossime ore sarà votato.

Il Testo Unico è in attesa di approvazione e nelle prossime ore sarà votato.

Erasmus Plus al servizio dei giovani e del turismo

Recentemente, l’Umbria è stata protagonista di un importante progetto internazionale grazie al programma Erasmus Plus, un’iniziativa finanziata dall’Unione Europea per promuovere la mobilità di studenti neodiplomati, attraverso esperienze di crescita professionale e personale all’estero. Il programma ha coinvolto 90 diplomati provenienti dagli istituti professionali “ F.Cesi” e dal “Don Bosco” di Perugia oltre ad altre strutture presenti sul territorio, con un significativo successo per il sistema educativo umbro e la valorizzazione delle competenze dei giovani.

Erasmus Plus: in cosa consiste

Gli studenti, appena diplomati, hanno avuto l’opportunità di partecipare a stage formativi in diversi paesi europei, acquisendo competenze tecniche e linguistiche direttamente sul campo.
L’iniziativa ha coinvolto istituti professionali che, grazie alla collaborazione con aziende straniere e altre scuole europee, hanno reso possibile un percorso formativo di alto livello, mirato all’ingresso nel mondo del lavoro. Le mete principali del programma sono state Spagna, Germania, e Grecia, paesi noti per l’eccellenza in settori chiave quali turismo, ristorazione, meccanica e servizi. Si stanno però valutando anche altri paesi come Cipro e l’Irlanda fa sapere Federalberghi che ha partecipato all’iniziativa.

Durante il periodo di scambio, che è durato in media tre mesi, i ragazzi hanno potuto mettere in pratica le competenze apprese a scuola, confrontandosi con realtà lavorative nuove e stimolanti. Questo progetto non solo ha favorito la crescita professionale, ma ha anche contribuito a migliorare la loro autonomia e capacità di adattamento, competenze fondamentali nel mercato del lavoro moderno.

Un ponte tra formazione e mondo del lavoro

Secondo i coordinatori del progetto, l’Erasmus Plus ha offerto ai partecipanti un’importante occasione di sviluppo personale e professionale, ponendo le basi per un futuro lavorativo più solido e consapevole. I giovani hanno espresso grande entusiasmo per l’iniziativa, sottolineando come questa esperienza abbia ampliato i loro orizzonti, reso più fluide le competenze linguistiche e migliorato la loro sicurezza personale.

Gli istituti professionali coinvolti hanno dichiarato che il programma rappresenta un modello di successo, in quanto permette di ridurre il gap tra formazione scolastica e mondo del lavoro, fornendo ai giovani strumenti concreti e internazionali per affrontare il futuro. Inoltre, si rafforza il ruolo della formazione professionale come mezzo per combattere la disoccupazione giovanile e per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.

L’Umbria si conferma, dunque, una regione all’avanguardia nell’adozione delle politiche europee per la formazione e la mobilità giovanile, puntando su programmi come l’Erasmus Plus per investire sulle nuove generazioni e sulla loro crescita. Il successo di questo progetto è un segnale positivo per il futuro, con la speranza che iniziative simili possano continuare a coinvolgere sempre più giovani, dando loro la possibilità di costruire un percorso professionale ricco e competitivo a livello internazionale.

Un modello di sviluppo per il turismo Open Air

Questa iniziativa si inserisce fra gli sforzi fatti a livello locale dai policy maker e gli imprenditori per “fare rete” e portare avanti progetti innovativi per il settore del turismo Open Air. Saranno, infatti questi i giovani che, grazie al loro bagaglio di esperienze accresciuto saranno in grado di lavorare e far crescere le aziende del settore in cui lavoreranno. Essi porteranno così nuova linfa ed esperienza ad un settore che punta molto sui giovani e che, si sta rinnovando moltissimo anche grazie ad iniziative di questo tipo.

Assemblea FAITA Abruzzo: al centro manutenzione idrica e accatastamento

Domani, mercoledì 18 dicembre 2024 a Roseto degli Abruzzi, presso il Villaggio Lido D’Abruzzo si terrà l’Assemblea FAITA Abruzzo.

Ad intervenire saranno il padrone di casa Giuseppe Delli Compagni, Presidente FAITA Abruzzo, Marco Sperapani, Direttore FAITA Nazionale, Daniele D’Amario, Sottosegretario della Giunta regionale con delega al turismo e alla programmazione Umberto De Annuntiis, Assessore regionale alle infrastrutture e difesa del suolo, Ivano Ortelli, Avvocato FAITA Abruzzo, con la partecipazione del Presidente FAITA Nazionale Alberto Granzotto, in videocollegamento.

Assemblea FAITA Abruzzo: l’importanza di un’attenta manutenzione dei corsi idrici

Protagonista indiscussa dell’incontro è la questione idrica nella sua declinazione territoriale.
“La manutenzione dei fiumi e la cura dei corsi d’acqua è un tema davvero molto caro alla regione Abruzzo e alle strutture turistiche costiere in particolare.” Afferma il Presidente Delli Compagni che esprime tutta la sua soddisfazione nel potersi interfacciare con “un’amministrazione sensibile interessata ad effettuare una buona manutenzione, accurata e rapida per garantire il regolare percorso dei fiumi, mettendo in sicurezza i territori circostanti”.

Questione accatastamento e obiettivi dell’incontro

Sulla questione accatastamento FAITA Abruzzo ha investito e sta investendo tantissimo tempo con l’Amministrazione regionale per cercare di unificare la normativa a tutto il territorio “così da evitare diaspore”.
L’obiettivo dell’incontro è sicuramente quello di fare un bilancio di un anno molto ricco e pieno di cambiamenti sia a livello normativo che a livello di risposta turistica territoriale.
“Da domani ci aspettiamo una corposa partecipazione degli operatori e una risposta importante da parte dell’amministrazione su argomenti di grandissimo interesse regionale” conclude il Presidente Delli Compagni.

Ecco il programma:

Sfera di applicazione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

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L’accordo di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti da aziende del settore Turismo del 5 luglio 2024 ha previsto che rientrino nella sfera di applicazione del CCNL stesso tutte le attività incluse nel-la divisione 55 della classificazione ATECO, anche se non espressamente menzionate. Qui trovate la circolare completa.

Disposizioni in materia di lavoro

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Si informa con la presente, che nella seduta dell’11 dicembre 2024 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante “Disposizioni in materia di lavoro”. Il provvedimento contiene alcune disposizioni di rilevante interesse per le imprese turistico ricettive che potete trovare nella circolare presente su faitastart.it.

Nuovi codici ATECO 2025

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Come già precedentemente comunicato, l’Istat ha sviluppato la nuova classificazione delle attività economiche (ATECO 2025) che entrerà in vi-gore a partire dal 1° gennaio 2025, in sostituzione dell’attuale versione (ATECO 2007 – aggiornamento 2022). Qui trovate la circolare completa.

Ministero del Turismo: Banca dati strutture ricettive

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Si informa con la presente, che il Ministero del Turismo ha pubblicato un avviso sul proprio sito per informare che a decorrere da martedì 10 dicembre saranno attive nuove funzionalità della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR), il portale online tramite il quale il Ministero del turismo assegna il CIN alle strut-ture ricettive e alle unità immobiliari concesse in locazione breve o per finalità turistiche. Qui potete trovare la circolare Faita-Federcamping inerente.

Messaggio INPS piattaforma SIISL

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Con il messaggio n.4011 del 28/11/24, l’INPS ha reso note le modalità di iscrizione alla piattaforma SIISL nonché gli adempimenti a carico dei cittadini beneficiari delle prestazioni di NASpI e DIS-COLL. Qui trovate la circolare completa.

Aggiornamenti sul Bonus Natale

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L’Agenzia delle Entrate, attraverso la circolare n.22/E del 19/11/24, ha fornito chiarimento in merito al cosiddetto “bonus Natale”. potete trovare la circolare completa su faitastart.it

Modello Firenze: una soluzione sostenibile per affrontare l’overtourism

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Firenze si pone come esempio nella gestione del fenomeno dell’overtourism, proponendo un modello di turismo sostenibile che equilibra le esigenze di visitatori e residenti. Il Modello Firenze.
Questo approccio è stato accolto con interesse, sia a livello locale che internazionale.

Le sfide dell’overtourism a Firenze

L’overtourism ha avuto un forte impatto sul centro storico di Firenze, mettendo sotto pressione il patrimonio culturale e le infrastrutture. Tra i principali problemi emergono:

  • Sovraffollamento dei luoghi simbolo.
  • Riduzione degli spazi abitativi disponibili per i residenti.
  • Impatti negativi sul commercio locale tradizionale.

Le iniziative del Modello Firenze

Una delle azioni centrali è la regolamentazione degli affitti brevi, con incentivi per riportare le proprietà sul mercato residenziale. Misure come il rimborso dell’IMU per chi converte le case da locazione turistica a uso abitativo sono fondamentali.

Creazione di un tavolo di lavoro

Il Comune di Firenze ha istituito un tavolo di lavoro con operatori turistici e rappresentanti del commercio per individuare soluzioni condivise. Questo approccio collaborativo mira a ottimizzare la gestione dei flussi turistici e a preservare l’autenticità della città.

Collaborazione tra pubblico e privato

Fiavet Confcommercio Toscana sottolinea l’importanza di un approccio consorziato.
Secondo Pier Carlo Testa, Presidente regionale di Fiavet, è necessario affrontare il problema del “turismo disorganizzato” lavorando congiuntamente tra pubblico e privato per garantire la sostenibilità del settore.

Laura Masi, presidente della Fondazione Destination Florence Convention Bureau, evidenzia la necessità di sviluppare un turismo distribuito durante tutto l’anno. Con oltre 130 aziende coinvolte, Firenze punta a promuovere esperienze turistiche che rispettino il tessuto urbano e culturale.

Come può l’Open Air contribuire a combattere l’Overtourism?

Adesso che le strutture del Turismo Open Air, grazie ai mezzi mobili di pernottamento sempre più diffusi, possono in maggior numero essere aperte tutto l’anno; si può immaginare di arginare l’overturism con politiche più ampie ed efficaci di destagiolizzazione dei flussi. Questo comporta sia ad una differente distribuzione dei turisti in strutture diverse e non necessariamente collocate al centro, che ad una consequenziale riqualificazione di zone abitative meno centrali.

Firenze come modello per l’Italia

Il modello Firenze rappresenta un esempio concreto di come affrontare l’overtourism in maniera sostenibile. La combinazione di politiche regolatorie, collaborazione pubblico-privata e valorizzazione del territorio potrebbe diventare un punto di riferimento per altre città italiane ed europee.

Outex-Outdoor Experience e Forum Piscine: un universo da esplorare

Dal 12 al 14 febbraio 2025, Forum Piscine, il Salone internazionale per piscine e spa, e Outex – Outdoor Experience tornano a BolognaFiere, dando forza a un nuovo format espositivo e culturale: XLeisure – the sport & recreation factory. 
XLeisure – che ospiterà anche il 26° ForumClub, l’evento B2B per fitness club, centri sportivi e aree wellness – si prepara a un’edizione ricca di proposte, soluzioni e momenti di approfondimento su trend e scenari per chi opera nel mondo del benessere, dell’ospitalità e del tempo libero.

Leisure, un universo da esplorare.

Il leisure sta vivendo un’evoluzione significativa, diventando parte integrante di un sistema più ampio e interconnesso. In questo contesto, la sinergia tra eventi paralleli riuniti nel format XLeisure rappresenta molto più di un semplice unire le forze.
L’obiettivo è esplorare le soluzioni più di tendenza per il settore, in tutte le sue sfaccettature, offrendo a professionisti e buyer un significativo ampliamento di prospettiva sull’offerta nazionale e internazionale di prodotti, servizi e soluzioni di un mondo estremamente composito, che spazia dalle piscine alle spa, dalle soluzioni di design per il wellness e il comfort a quelle d’arredo, dai complementi alle innovazioni pensate per valorizzare ogni contesto outdoor e indoor.

Sostenibilità e benessere, efficienza energetica, igiene e sicurezza, ma anche progettazione, illuminotecnica e nuove tecnologie per il trattamento e il risparmio di acqua saranno al centro di una tre giorni che – tra area espositiva e sessioni congressuali – si profila come evento di primo piano per chi gestisce impianti acquatici in contesti privati e pubblici, così come per manager e proprietari di alberghi, resort e strutture ricettive “open air”, sempre più orientate a integrare nella propria offerta la qualità, il comfort e l’innovazione di un prodotto turistico all’avanguardia, di cui gli spazi acquatici, per lo sport e il benessere e il contatto con la natura sono tra gli elementi di maggiore attrattività. 

Area espositiva e formativa in crescita.

L’edizione 2025 si arricchisce di preziose new entry, solide conferme e significativi ritorni, consolidando il ruolo chiave della manifestazione. I numeri disponibili fotografano a oggi un incremento percentuale delle aziende espositrici rispetto a febbraio 2024, segnale tangibile di un mercato dinamico e di un crescente interesse verso l’evento. Un’espansione che non solo amplifica l’offerta espositiva, ma garantisce ai visitatori un’esperienza completa, con un mix integrato di innovazione e networking, senza dimenticare la proposta convegnistica e formativa, punto di forza della fiera. Palinsesto convegnistico, che si diversifica di anno in anno per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più eterogeneo e che nell’edizione 2025 proporrà un programma ampio, incentrato su temi chiave come risparmio idrico ed energetico, ma anche prevenzione e sicurezza, aggiornamenti normativi e scenari di mercato, formazione tecnica e le dimostrazioni pratiche.

Innovazione e progettazione per il mondo outdoor: le aree esperienziali 2025.

Tra le novità 2025 merita menzione H2OUTSIDE25 – La piscina nei contesti ricettivi, l’inedita installazione Outex-ForumPiscine realizzata in collaborazione con AIAPP, l’Associazione Architettura del paesaggio e l’Università degli Studi di Firenze, corso di laurea magistrale in Architettura del Paesaggio. 

H2OUTSIDE25 si concretizzerà nell’allestimento di uno spazio “leisure” ambientato in un camping, da immaginarsi inserito in contesto paesaggistico di pregio. Un’isola esperienziale dove l’acqua sarà protagonista – senza venir meno ai principi di sostenibilità – insieme al verde e ai più interessanti e innovativi sistemi ed elementi di arredo, schermatura e illuminazione per esterno.

Prenderà spunto dall’abbinata ForumClub-Outex la versione 2025 dell’isola esperienziale OUTDOOR LEISURE – a cura dell’architetto e paesaggista Marco Minari – dove saranno presentate soluzioni per allestire aree destinate all’attività fisica all’aria aperta, in spazi pubblici e privati. Alla sua seconda edizione, OUTDOOR LEISURE si concentrerà in particolare sull’inclusività nelle varie zone di attività e gioco.

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Camping La Vecchia Torre: come rinnovare con idee innovative

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Un bando innovativo ed un concorso di idee, questa la chiave del successo del Camping “La Vecchia Torre” in provincia di Lecce in Puglia, uno fra i più antichi camping d’Italia: che, fin dal 1965, accoglie i suoi ospiti con attenzione e grande cura.

L’idea di rinnovare la struttura

Quest’anno per rinnovare la struttura, in modo radicale, si è scelto di seguire un bando a cui hanno aderito ben 48 studi professionali provenienti da tutta Italia. Vincitore è stato lo studio napoletano Divenire fondato da Alessandra Iannuzzi, Silvio Pagnano e Alessandro Tempesta insieme a Salvatore Di Nardo – con una proposta sviluppata a partire dai principi di socialità, inclusione e sostenibilità.

Interessante anche la composizione della commissione giudicante come ci racconta al telefono l’imprenditore Giuseppe Coppola, ideatore del piano e entusiasta della sua realizzazione.
Della commissione hanno fatto parte tra glia altri i professori Trabattoni già docente presso l’Università di Pavia ed esperto delle Mobile home ed il Professor Andrea Pollarini della IULM esperto di eventi e turismo, oltre a rappresentanti degli ordini degli Ingeneri e degli architetti.

La “nuova” Vecchia Torre

Elemento fondamentale è la presenza di un grande percorso ciclopedonale definito il cerchio rosso dal grande impatto visivo che interconnette tutti gli spazi ed è intervallato da elementi polifunzionali quali minimarket, bar, campi da gioco ed il ristorante oltre alla nuova piscina.
Saranno poi presenti 30 case mobili della tipologia da 2/3 posti letto e 20 case mobili della tipologia da 4/5 posti letto. La progettazione, l’inclinazione delle stesse e fianco la loro dislocazione si ispira alla tradizione salentina della pajara, costruzioni rurali, disseminate su tutto il territorio.

Esperienza molto interessante e positiva con un dato di partecipazione molto alto e adesso la si vuole replicare anche nell’altra struttura sempre nella disponibilità della famiglia Coppola.
In questo modo il campeggio “La Vecchia Torre” potrà godere di nuove strutture sia nella progettazione che nella realizzazione con i materiali più ecosostenibili presenti sul mercato e garantire ai propri ospiti una vacanza fra le più belle godendo appieno della splendida cornice del luogo e dei pini che, Niccolò Coppola piantò per primo nel campeggio nel 1965, fondando una azienda ed una storia che vive ancora oggi.

Veneto, nuovo bando FESR 2021-2027 per PMI aggregate

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Promozione turistica: nuove risorse per diffondere e incrementare l’immagine del Veneto in Italia e all’estero. La Regione, infatti, ha appena annunciato l’apertura della seconda edizione del bando dedicato alla costituzione e allo sviluppo di aggregazioni di PMI per promuovere il turismo sui mercati nazionali e internazionali. L’iniziativa, che punta a sostenere progetti innovativi e condivisi da reti di imprese, ATI, ATS e consorzi, ha una dotazione complessiva di 4,8 milioni di euro, e rappresenta un’opportunità unica per le imprese del territorio.   

Obiettivo promuovere il territorio in italia e all’estero

Il bando, legato al marchio ‘Veneto, the Land of Venice’ destina 3,8 milioni di euro per progetti di aggregazioni composte da almeno 15 PMI e 1 milione di euro per progetti rivolti a mercati di lungo raggio, realizzati da reti di almeno 5 consorzi o aggregazioni che abbiano al loro interno almeno 15 micro, piccole e medie imprese. Tra le attività ammissibili rientrano la partecipazione a fiere, l’organizzazione di eventi promozionali e il coinvolgimento di figure manageriali specializzate, come spiega l’assessore regionale al Turismo Federico Caner. 

Lo stanziamento di nuove risorse mira a favorire la competitività e la sostenibilità delle piccole e medie imprese venete, consentendo di espandere la loro presenza sui mercati internazionali e rafforzare l’attrattività del patrimonio culturale e turistico del Veneto. È un’occasione di crescita condivisa rivolta a tutte le imprese interessate, che possono partecipare in modo aggregato.

Il bando è già disponibile sul Bur regionale e la domanda di sostegno deve essere compilata e presentata esclusivamente per via telematica, attraverso il Sistema Informativo per la Programmazione dei fondi (Fondi.RVE) della Regione, nella pagina dedicata al seguente link: https://www.regione.veneto.it/web/programmi-comunitari/sistemainformativofondirve

L’apertura dei termini per la compilazione e la presentazione della domanda di sostegno è prevista a partire dalle ore 10 del 20 dicembre 2024 fino alle ore 17 del 28 maggio 2025.

Addio alle key box?

Se lo chiedono tutti dopo l’ultima circolare del dipartimento della Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno inviata a tutte le prefetture d’Italia.
In occasione dell’Anno Santo, per motivi di sicurezza legati all’allerta terrorismo, il capo della Polizia Pisani, d’accordo con i Ministri Piantedosi e Santanchè, ha deciso di rendere nuovamente obbligatorio il check-in “de visu” . Ossia il classico check-in con ospite e responsabile presente a prendere e registrare i documenti di identità.
Se da un lato plaudono tutti coloro che nei mesi scorsi hanno preso di mira il settore degli affitti brevi che spesso utilizza le key box e questa possibilità per il check-in, dall’altro, le strutture alberghiere, open air, aree di sosta e altre strutture ricettive completamente automatizzate in questo servizio, potrebbero avere problemi.
Sebbene la circolare sia del 18 novembre, i prefetti hanno comunicato la nuova regola alle categorie del settore solo negli ultimi giorni. Tuttavia, deve essere applicata fin da subito. 

Perché si parla di key box?

Se ne parla perché sono lo strumento più facile per gestire una casa o un alloggio allestito ad affitto breve, specialmente nelle grandi città e laddove il proprietario non sia sempre presente, sono diventate il simbolo dell’overtourism e la loro presenza massiccia in molti quartieri delle grandi città è concisa con l’aumento dei prezzi degli affitti spesso in modo indiscriminato. Ma la circolare non le menziona esplicitamente: fa riferimento alla necessità, per ragioni di sicurezza, di identificare “de visu” gli ospiti della struttura e la loro corrispondenza con i documenti di identità esibiti per scongiurare la sostituzione di persona o l’esibizione di documenti falsi. Dunque e pertanto, le key box, strumento più comodo e diffuso per l’auto check-in nelle strutture extralberghiere specialmente nelle città, finiscono al centro della bufera.

Cosa succederà adesso?

Adesso tutte le strutture saranno obbligate ad effettuare il check-in con personale dedicato e questo, per i proprietari di affitti brevi e per turisti comporterà costi e problemi. Inoltre, mentre da un lato si scoraggerebbero e limiterebbero nuove aperture nelle grandi città, d’altro canto si renderebbe meno evidente l’attività di ospitalità, diminuendo la percezione dei  problemi, a torto o a ragione, considerati da essa conseguenti.
C’è poi chi, in questa circolare, vede già il primo passo per una regolamentazione ed una limitazione degli affitti brevi a fini turistici nelle grandi città italiane.

Cambiamento climatico e turismo: quale correlazione?

Il cambiamento climatico sta trasformando i flussi turistici anche in Italia, allungando le stagioni e modificando le tradizionali dinamiche del settore. L’aumento delle temperature e la riduzione delle piogge in alcuni periodi dell’anno stanno rendendo mesi una volta considerati “di bassa stagione” sempre più attrattivi per i visitatori, con un impatto significativo su destinazioni turistiche sia costiere che montane.  

Cambiamento climatico e turismo: cosa sta succedendo

Secondo recenti dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo, nel 2023 si è registrato un aumento del 15% nelle prenotazioni per settembre e ottobre rispetto all’anno precedente.
Destinazioni balneari come la Sardegna e la Puglia, tradizionalmente affollate nei soli mesi estivi, stanno vedendo un incremento di visitatori durante la tarda estate e l’inizio dell’autunno. Temperature miti, che si mantengono sopra i 25°C fino ad ottobre, rendono queste località ideali per un turismo meno caotico.  

Anche le destinazioni montane stanno sperimentando cambiamenti significativi.
Se gli inverni sempre più brevi mettono a rischio il turismo sciistico, le stagioni primaverili ed estive stanno diventando cruciali per il trekking e altre attività all’aperto.
Il Trentino-Alto Adige, per esempio, ha visto un incremento del 20% nei flussi turistici estivi rispetto al 2019, grazie a temperature più stabili e un prolungamento della stagione escursionistica.  

Questo fenomeno comporta opportunità e sfide.
Da un lato, l’allungamento delle stagioni consente di distribuire meglio i flussi turistici, riducendo il sovraffollamento nei mesi di punta. Dall’altro, richiede un ripensamento delle infrastrutture e delle strategie di marketing per adattarsi a un turismo sempre più destagionalizzato.  

La crescente sensibilità verso viaggi sostenibili si intreccia con questa tendenza, spingendo sia i turisti che gli operatori a rivalutare periodi e modalità di viaggio, dimostrando come il cambiamento climatico, pur nei suoi risvolti negativi, stia anche ridefinendo il panorama turistico italiano.
Lo confermano i dati del CISET (Centro Internazionale di studi sull’economia turistica) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia riportati dalla professoressa Valeria Minghetti, la quale citando i casi di Cavallino Treporti, che vede ogni anno allungarsi sempre di più la “coda” della stagione turistica e le isole greche come Cipro e Creta, sempre più orientate ad accogliere un turismo invernale date le eccessive temperature nei mesi estivi.
Anche il fenomeno dell’overtourtism in qualche modo consegue ai cambiamenti climatici, con le folle che preferiscono evitare mete troppo calde in estate. Dunque, è importante porsi il tema della gestione dei flussi, in quanto il complesso fenomeno non è di per sé negativo, bensì, molto dipende da come viene gestito.

In conclusione, l’Italia, meta prediletta del turismo nordeuropeo e nordamericano risente del cambiamento climatico e si deve attrezzare prima e meglio di altre località e paesi per poterlo gestire garantendo un turismo autenticamente sostenibile, armonico con le esigenze delle popolazioni residenti e con l’equilibrio dei territori ospiti.

Al via il bando per le nuove aree di sosta

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È online la piattaforma informatica con cui trasmettere la domanda di partecipazione per il bando da 32,87 milioni di euro stanziati dal Ministero del Turismo per la creazione e la riqualificazione di aree di sosta temporanea a fini turistici.

Il link del bando per le nuove aree di sosta è raggiungibile su questa pagina del sito web istituzionale del dicastero, sarà attivo fino alle ore 21:00 di giovedì 26 dicembre 2024

Si ricorda che possono partecipare al bando i Comuni con popolazione non superiore ai 20 mila abitanti (o, in alternativa, che ospitino eventi ricorrenti o grandi eventi con la partecipazione di almeno 20 mila persone, o ancora che presentino progetti per la costruzione di aree di sosta entro 15 km da un cammino storico e/o religioso o a un sito UNESCO) e che abbiano disponibilità di aree di pubblica utilità o pubblico utilizzo delle aree oggetto dell’intervento.

Inoltre, il contributo concedibile per ciascun progetto non può essere superiore all’80% della spesa ammissibile, e la somma massima che può essere concessa per singola area di sosta è di 400 mila euro per quelle nuove e 240 mila euro per quelle da riqualificare.

Per ulteriori dettagli, si rimanda al testo integrale del bando