In Italia stiamo assistendo alla trasformazione delle vacanze al mare: in tutta Italia molti stabilimenti restano tranquilli durante la settimana lavorativa, per poi riempirsi nel fine settimana. Se in passato al mare si stava una settimana intera, oggi le ferie sono più distribuite, le vacanze sono più brevi e i budget limitati. Tutto questo ha portato ad un mutamento silenzioso nella fruizione delle spiagge.
Gli italiani, infatti, non hanno smesso di andare in vacanza al mare, ma hanno cominciato a viverla in modo diverso, con ritmi differenti e nuove priorità .
La trasformazione delle vacanze al mare

Un caso lampante di questa tendenza arriva dalla Riviera romagnola, e più in particolare da Riccione, dove le strutture ricettive sono quasi sold-out ma le spiagge appaiono semi-vuote. Alcuni ospiti hanno persino prenotato un pacchetto all-inclusive con ombrelloni e lettini, ma scelgono di non utilizzarli, preferendo la piscina o le escursioni alle spiagge. Si contano poche presenze dal lunedì al venerdì e si sfiora l’overbooking durante il fine settimana, con incassi da record per bar e stabilimenti balneari.
Analizzando i dati, le presenze nei primi giorni di agosto sono aumentate rispetto allo scorso anno, e molte strutture ricettive hanno annunciato il tutto esaurito. Lo stesso è accaduto a luglio, quando gli indicatori regionali raccolti a metà mese mostravano prenotazioni in crescita del 2,1% sulla Riviera romagnola, con una permanenza media intorno ai 5 giorni. I turisti, quindi, non mancano di certo. La differenza sta nel fatto che non trascorrono più tutta la giornata al mare, nello stesso posto, per una settimana di fila.
Nuovi interessi e modalità di fruizione

Molte famiglie, infatti, vedono oggi la vacanza balneare sotto una forma nuova, che si discosta dall’immagine statica della settimana sabato-sabato sempre sotto lo stesso ombrellone e dividendo la giornata tra bagno, pranzo e passeggiata. Quest’anno il modello di vacanza è più breve e frammentato, ma non abbandona il mare. Una recente indagine di Federalberghi evidenzia infatti che saranno 36,2 milioni gli italiani che trascorreranno almeno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, e il mare è ancora la meta preferita.  3 turisti su 10, però, non faranno una vacanza unica, ma prevedono più partenze durante l’estate.
Questa formula, che si concentra prevalentemente nel fine settimana e nei ponti lunghi, riempie strade, strutture ricettive e spiagge nel weekend per svuotare i lidi nei primi giorni della settimana, e aggiunge una componente di mobilità mai avvertita prima. Infatti, chi va al mare non si accontenta più di stare solamente in spiaggia, ma alterna le attività tra piscina, aperitivi, parchi divertimento, borghi dell’entroterra, visite nelle città d’arte, escursioni e serate dedicate agli eventi.
Un cambiamento figlio del nostro tempo

Si tratta di un cambiamento non solo sociale, dettato dal cambiamento nella mentalità e nelle disponibilità economiche dei viaggiatori, ma anche di carattere ambientale. Le temperature afose e torride di questo trimestre estivo, infatti, hanno allontanato molti dalle spiagge, soprattutto negli orari di punta.
Dal punto di vista economico, una vacanza di una settimana costa circa 917 euro a persona (comprensivi di viaggio, alloggio, pasti e divertimenti), e gli italiani che devono distribuire il budget per i viaggi su tutto l’anno preferiscono ridurre i giorni e prenotare sotto data piuttosto che rinunciare a partire. In questo senso, i last minute e le soluzioni più flessibili si stanno dimostrando le più appealing nel contesto italiano, e appaiono ancor più attraenti se corredate di esperienze diverse sul territorio.
Riflessioni per l’Open Air
Per il comparto Open Air, questa evoluzione rappresenta un’opportunità più che una criticità : il turista contemporaneo cerca vacanze dinamiche, flessibili e ricche di esperienze, nelle quali il soggiorno balneare si integra con escursioni, attività all’aria aperta, itinerari enogastronomici, visite ai borghi e momenti di benessere immersi nella natura. Le strutture ricettive all’aria aperta sono perfette per questo tipo di approccio al viaggio, e quelle che sapranno costruire un’offerta integrata, valorizzando il territorio oltre la spiaggia, saranno anche quelle più competitive nel lungo periodo.






