La Puglia punta sulle aree interne: progetti, iniziative e sfide

La Puglia punta sulle aree interne per ampliare la propria offerta turistica e per rilanciare la destinazione oltre il turismo balneare. Dalla wedding industry al cicloturismo, la Regione attira per la sua straordinaria ricchezza culturale e naturalistica e l’autenticità del territorio.

Il prezzo del successo

La Puglia punta sulle aree interne

Per anni la Puglia è stata associata principalmente al turismo balneare. Con il risultato di far crescere la pressione antropica sulle località balneari, oggi in crisi infrastrutturale e da overtourism e, quel che è peggio, in perdita di identità.

In questo scenario, c’è una parte del territorio pugliese di enorme valore: le aree interne. Chi sceglie un borgo dell’entroterra, infatti, difficilmente si limita a un solo pernotto, ma entra nelle masserie, visita i frantoi, acquista prodotti tipici, pranza e cena nelle trattorie del posto, fa acquisti nelle attività commerciali locali, percorre sentieri naturalistici, e visita musei, castelli e siti archeologici. Genera, quindi, una ricchezza diffusa che resta sul territorio e alimenta attività che farebbero fatica a sopravvivere con la sola domanda locale.

La Puglia punta sulle aree interne

La Puglia punta sulle aree interne

Con l’approvazione del nuovo Piano regionale per le Aree Interne e la ripartizione delle risorse della programmazione europea 2021-2027, la Regione Puglia inverte la rotta e punta sulle aree meno conosciute del territorio, per ampliare la propria offerta turistica e con il duplice obiettivo di contrastare lo spopolamento delle aree interne e avviare nuove economie valorizzando il patrimonio culturale e ambientale, le imprese locali e la qualità della vita diffuse sul territorio regionale.

Il territorio interessato dal Piano comprende i Monti Dauni, l’Alta Murgia, il Gargano interno, il Sud del Salento e il nuovo comprensorio dell’Alto Salento. Si tratta di 55 Comuni, con circa 230.000 residenti con un patrimonio inesplorato.

Le sfide da vincere

Le sfide da vincere per trasformare la Puglia delle aree interne in una destinazione attrattiva, sostenibile e in grado di gestire i flussi turistici non sono poche. Molte delle aree sopra menzionate, infatti, soffrono una cronica debolezza infrastrutturale, collegamenti insufficienti, servizi pubblici ridotti e una promozione ancora troppo frammentata. Per superare queste criticità, la Regione ha scelto di accompagnare gli investimenti turistici con interventi sulla qualità degli spazi urbani, sulla mobilità, sulla digitalizzazione e sui servizi essenziali.

L’obiettivo non è quello di sostituire il mare nell’offerta pugliese, ma di aggiungere al ventaglio di possibilità per gli ospiti, anche l’opzione dell’entroterra, delle aree rurali e dei borghi. In questo modo si può alleggerire la pressione sulle coste e distribuire opportunità su tutto il territorio: i Monti Dauni offrono borghi medievali, castelli e paesaggi rurali, l’Alta Murgia punta tutto sul turismo outdoor e su un pubblico interessato alla mobilità lenta, il Gargano affianca all’offerta balneare un patrimonio naturalistico e culturale in grado di allungare la stagione, e il Sud del Salento attira verso cantine, frantoi, centri storici e tradizioni locali.

Fondi e destinazioni
La Puglia punta sulle aree interne

Il Piano regionale prevede 74 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 1,3 milioni destinati a rafforzare la capacità amministrativa e ad accompagnare i territori verso questa crescita trasversale. In particolare, i fondi verranno così ripartiti: ai Monti Dauni andrà il 38,96% delle risorse (poco meno di 28 milioni); al Sud Salento il 17,53% (quasi 13 milioni); al Gargano il 15,59% (11,5 milioni); all’Alta Murgia il 10,39% (7,6 milioni); all’Alto Salento il restante 17,53% (quasi 13 milioni).

I fondi stanziati potranno essere investiti per recuperare immobili pubblici e spazi di comunità, valorizzare beni culturali, musei, paesaggi e attrattori territoriali, migliorare i servizi per l’accoglienza e la fruizione turistica e creare le condizioni per la nascita di nuove imprese nei settori della cultura, del turismo e dei servizi. Saranno individuati i luoghi da rigenerare, i patrimoni da valorizzare, i servizi da potenziare e le opportunità economiche da sviluppare, definendo un sistema di interventi capace di generare effetti duraturi. Ogni progetto dovrà indicare obiettivi, priorità, risultati attesi e modelli di gestione, così da garantire che gli investimenti producano valore stabile per i territori.

Open Air e offerta turistica
La Puglia punta sulle aree interne

Questa strategia trova nell’Open Air uno dei principali alleati per la valorizzazione delle aree interne e per la costruzione di un turismo più equilibrato e sostenibile. Negli ultimi anni, infatti, la Puglia si è affermata come una delle destinazioni italiane di riferimento per il cicloturismo e il turismo lento, grazie ad una rete sempre più articolata di cammini, itinerari ciclabili, percorsi naturalistici e strade rurali che attraversano borghi, masserie, uliveti secolari e parchi naturali.

Questo patrimonio rappresenta un’opportunità straordinaria per campeggi, villaggi turistici e glamping, che possono diventare il punto di partenza ideale per vivere il territorio in modo autentico. Integrare Open Air, mobilità dolce ed esperienze outdoor permette inoltre di distribuire i flussi turistici oltre la fascia costiera e lungo tutto l’arco dell’anno, favorendo la destagionalizzazione e creando nuove opportunità economiche per le comunità dell’entroterra.

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