Turismo italiano 2026, Granzotto: «Vacanze più brevi, più esperienze e maggiore attenzione al territorio»

Il turismo italiano nel 2026 sta mostrando un andamento positivo, ma soprattutto sta evidenziando novità nel modo di concepire la vacanza. È quanto emerge dall’intervista ad Alberto Granzotto, in qualità di vicePresidente di Confcommercio – Confturismo, su TgCom24.

Secondo Granzotto, italiani e stranieri tendono sempre più a distribuire le proprie vacanze tra destinazioni e periodi differenti, privilegiando esperienze legate al territorio, alla natura e al benessere.

Turismo italiano: cambiano durata e periodo delle vacanze

Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda la durata del soggiorno. Alla tradizionale vacanza lunga concentrata in agosto si registra l’alternativa di quanti suddividono le ferie in periodi più brevi e con soggiorni distribuiti durante l’anno.

Una tendenza conseguente anche all’aumento del costo della vita e ad una maggiore attenzione ai prezzi. Allo stesso tempo mesi tradizionalmente meno richiesti come settembre e ottobre registrano una crescita significativa delle prenotazioni.

Il risultato è una domanda meno concentrata e potenzialmente interessante anche per le strutture turistico-ricettive che possono contare sui benefici dell’allungamento della stagione.

Turismo esperienziale, natura e borghi al centro della domanda

Sta cambiando anche la scelta delle destinazioni. Nel corso della stagione è emersa una crescita del turismo montano, insieme a un maggiore interesse per borghi, aree interne, città d’arte e località meno conosciute.

Alla base c’è, secondo Granzotto, una maggiore domanda di esperienze capaci di creare un legame con il territorio. Natura, escursioni, benessere e momenti immersivi assumono così un peso crescente nella scelta della destinazione.

Per le imprese turistiche questo significa confrontarsi con una domanda che non valuta più soltanto l’alloggio, ma l’insieme delle esperienze che una struttura e il territorio sono in grado di offrire.

Turismo straniero: sicurezza e qualità rafforzano l’Italia

Un altro elemento rilevante riguarda la domanda internazionale. Le tensioni geopolitiche stanno favorendo le destinazioni percepite come sicure e, secondo Granzotto, l’Italia beneficia della propria capacità di combinare accoglienza, territorio, enogastronomia e tradizioni.

La crescita del turismo straniero produce inoltre effetti che vanno oltre il comparto ricettivo. Il turismo attiva infatti una filiera che comprende ristorazione, artigianato, moda, produzioni locali e numerose altre componenti del Made in Italy.

Qualità dell’offerta e nuove esigenze del turista

Tuttavia l’evoluzione della domanda pone nuove sfide alle imprese. Se la vacanza diventa sempre più esperienziale, distribuita durante l’anno e legata al territorio, anche l’offerta deve evolvere. Diventa quindi centrale lavorare sulla qualità dell’accoglienza e sulla capacità di avvicinare servizi ed esperienze alle nuove esigenze degli ospiti.

La ricerca di relax e benessere, insieme al rapporto con la natura e alla possibilità di vivere esperienze differenti, appare destinata a consolidarsi. Un cambiamento particolarmente rilevante per il turismo Open Air, che proprio sul rapporto con il territorio e sull’esperienza di soggiorno costruisce una parte importante della propria proposta.

Autore
  • Sara Alvaro

    Calabrese di nascita e romana di adozione, collabora per giornali online generalisti e di settore dal 2007 e per alcuni è stata anche responsabile editoriale. Oggi è Social Media Manager di Faita Federcamping e responsabile di redazione Camping Management

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