Il turismo in Puglia tra sfide e opportunità

Il turismo in Puglia sta vivendo un periodo di crescita, caratterizzato da un’esplosione di popolarità da parte del pubblico e da nuovi investimenti. Per la regione però, è importante contenere l’overtourism e vincere le sfide legate alla sostenibilità e alla tutela dell’autenticità.

Esplode il turismo in Puglia

turismo in Puglia

La Puglia è sempre stata una destinazione prediletta delle estati italiane per la scelta balneare, ma da qualche anno l’attenzione dei viaggiatori si è spostata anche verso l’entroterra e verso altri periodi dell’anno. Inoltre, dallo sviluppo del turismo legato all’industria del wedding al cicloturismo, la regione sta assumendo una nuova immagine per il mercato globale, e sta diventando sempre più competitiva sulla scena internazionale. Le criticità però, non mancano, e se è vero che in Puglia non si può parlare di overtourism, è altrettanto vero che è necessario gettare sin da ora le basi utili a contenere un fenomeno che minaccia i luoghi più fragili e preziosi. Perché il mantenimento dell’autenticità dei luoghi rischia di perdersi a causa proprio dell’eccesso di afflusso che non giova a nessuno. Queste, tra le altre, le tematiche affrontate in occasione dell’evento organizzato per i 50 anni di Repubblica a Bari.

Dati e ricerche

turismo in Puglia

Per capire realmente la situazione turistica pugliese, è utile partire dai dati e dalle ricerche più recenti, che fotografano un quadro complesso:

  • la Puglia conta un numero totale di strutture ricettive pari a quelle della città di Firenze (Università di Bari);
  • a Bari il giro d’affari degli affitti brevi di Airbnb è passato da 4,7 milioni nel 2017 a 53,9 nel 2024 e i large host (proprietari di più di 10 alloggi) coprono un quarto dell’offerta (Politecnico di Bari e di Torino);
  • la Puglia ha registrato 7,5 milioni di pernottamenti nel 2024 (1,8 per abitante) e la crescita turistica è superiore alla media europea;
  • a Bari città gli affitti brevi generano 3,9 pernottamenti per abitante, valore che sale a 25 a Bari Vecchia, a 14 nei quartieri Murattiano e a 10 a Madonnella, mentre precipitano negli altri.

Iperturismo e criticità

turismo in Puglia

L’affluenza turistica e il boom di nuovi alloggi per gli ospiti sta modificando la vita quotidiana di molte città, tra cui spiccano Polignano e Monopoli, dove la residenzialità è in calo. Nel centro storico di Bari, invece, la predominanza di attività commerciali dedicate ai turisti e l’utilizzo del suolo pubblico anche in prossimità delle principali attrazioni cittadine, sta mettendo a rischio l’autenticità del posto. C’è, infine, la problematica della gestione dei rifiuti. La distribuzione turistica, infatti, risulta essere a macchia di leopardo. Si tratta di disagi che le città invase dall’overtourism conoscono bene, ma che la Puglia sta conoscendo solo ora e che intende arginare.

Per questo, la Regione ha varato un provvedimento che conferisce ai Comuni la facoltà di decidere in maniera autonoma quanto spazio concedere agli affitti brevi. L’obiettivo è quello di tutelare la residenzialità da un lato, e di incentivare il turismo nelle aree più vuote di alloggi, dove i visitatori non sono ancora arrivati. Altro nodo cruciale riguarda la sostenibilità, che in un tessuto amministrativo e sociale come quello pugliese rappresenta una sfida da vincere per mantenere le destinazioni competitive e attrattive. Il patrimonio naturalistico e ambientalistico della Puglia, infatti, attira un pubblico sempre più vasto, ma ha bisogno di maggiori tutele e nuove regole, che tengano conto dell’aumento dei flussi e delle nuove esigenze legate alla sostenibilità turistica.

Le opportunità per l’Open Air
turismo in Puglia

In questo quadro, l’Open Air si inserisce naturalmente come attore di rilievo, in quanto l’offerta all’aria sta prendendo sempre più spazio nel mercato internazionale. Soprattutto il cicloturismo, infatti, si sta dimostrando estremamente appealing per il pubblico straniero, e sta iniziando ad attirare un numero crescente anche di ospiti italiani, che grazie alle due ruote stanno scoprendo l’entroterra e i territori meno battuti dai classici circuiti turistici. Le strutture Open Air possono farsi veicolo di questo nuovo approccio al viaggio, in quanto già di default mettono a disposizione degli ospiti un’offerta diversificata e a stretto contatto con il territorio, senza andare a gravare sulla residenzialità o sull’autenticità dei centri storici. Grazie ad attività ed esperienze all’interno di attività commerciali e aziende locali, l’offerta Open Air è in grado di rispondere alle esigenze dei viaggiatori, offrendo identità, sapori autentici e contatto con il territorio.

Investire nell’Open Air in questo momento significa, quindi, cogliere un’opportunità unica per sviluppare un nuovo modello turistico che sia responsabile e consapevole, e che valorizzi le bellezze e il patrimonio locale senza gravare sull’ambiente. Anche dal punto di vista del wedding, le strutture all’aria aperta possono rappresentare una risposta di livello alle richieste del mercato. Quello che serve è una strategia integrata, attenta e orientata alla crescita condivisa e diffusa su tutto il territorio.

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