Il Lago Maggiore come nuova destinazione lacuale di punta: obiettivo 2030

Il Lago Maggiore come nuova destinazione lacuale di punta: l’area punta a crescere attraverso la valorizzazione del territorio, la promozione di un turismo sostenibile, l’implementazione della rete di trasporti e la riqualificazione delle zone dismesse.

Un guanto di sfida tra i laghi del Nord

Lago Maggiore come nuova destinazione lacuale di punta

Per moltissimi anni, il Lago Maggiore è stato il meno conosciuto tra i laghi del Nord Italia, ma ora il territorio vuole riguadagnare terreno e arrivare, entro il 2030, ai livelli del Lago di Como. Gli imprenditori e gli amministratori locali vogliono diventare la destinazione principale per il turismo lacuale italiano.

L’obiettivo è quello di valorizzare le aree meno conosciute, promuovere un turismo sostenibile e responsabile, riqualificare le zone dismesse e implementare i collegamenti via acqua e via aria con un sistema integrato, sfruttando il vantaggio della vicinanza con l’Aeroporto di Milano Malpensa.

Il Lago Maggiore come nuova destinazione lacuale di punta

L’area del Lago Maggiore presenta un patrimonio naturalistico di grande bellezza, ideale per attrarre un pubblico di qualità e creare un’offerta che non ha nulla da invidiare a quella delle altre destinazioni lacuali nordiche. Il potenziale e il margine di crescita sono enormi e l’intero territorio ha già avviato diversi progetti per il recupero di aree dismesse, la rigenerazione delle aree rurali e la valorizzazione del patrimonio locale. Tutto con l’obbiettivo di competere non solo con i laghi italiani, ma anche con quelli europei. Il percorso individuato prevede entro il 2030:

  • la costruzione di una destinazione integrata, che superi la frammentazione amministrativa e promuova il lago come unica destinazione turistica, offrendo un sistema coordinato di servizi, esperienze e comunicazione;
  • il miglioramento dell’accessibilità e della mobilità sostenibile, attraverso interventi sulla navigazione e la creazione di nuovi collegamenti;
  • la promozione del turismo lento e outdoor, con particolare focus su cicloturismo, trekking, cammini, sport e attività all’aria aperta sia nautiche che non e a contatto con la natura, intercettando un pubblico con una maggiore capacità di spesa e più interessato alla qualità dell’esperienza;
  • la destagionalizzazione dei flussi, per ottenere una frequentazione distribuita durante tutto l’anno grazie a eventi, wellness, cicloturismo, cultura, congressi e attività green;
  • lo sviluppo di un modello di turismo sostenibile e rigenerativo, per contribuire alla riqualificazione ambientale, urbana e sociale e al tempo stesso valorizzando le comunità locali e generando indotto diffuso su tutto il territorio;
  • il rafforzamento dell’offerta ricettiva attraverso investimenti in nuove strutture, recupero di aree dismesso, sviluppo di eco-villaggi e qualificazione dell’accoglienza, per aumentare la permanenza media dei visitatori e attrarre segmenti di fascia medio-alta.

Una competizione positiva

Lago Maggiore come nuova destinazione lacuale di punta

Quella tra il Lago Maggiore e il Lago di Como è un esempio virtuoso di competizione positiva, che contribuisce a migliorare il turismo lacuale nel Nord. Le due realtà, infatti, rappresentano già due eccellenze sia dal punto di vista dell’offerta che dell’accoglienza. Apprezzate principalmente da un pubblico straniero, prevalentemente della Mitteleuropa, la loro corsa al miglioramento fa aumentare la loro competitività internazionale. In quest’ottica, il guanto di sfida lanciato dal Lago Maggiore rappresenta uno stimolo per migliorare, offrendo nuovi servizi e ottimizzando quelli già esistenti.

In questo senso, il rimando è immediato verso le aree che necessitano ancora di riqualificazione e verso la viabilità, inclusa quella relativa alla Navigazione. Al netto dei cantieri in corso e di quelli già annunciati, il Lago di Como rappresenta il 60% degli introiti complessivi della Navigazione sui laghi lombardi, ed è necessario ripensare il sistema.

La Regione dei Laghi: un trampolino per l’Open Air
Lago Maggiore come nuova destinazione lacuale di punta

La creazione di una destinazione unica, in realtà, non è una cosa di cui si parla da poco, ma un’idea che va avanti da decenni. La Regione dei Laghi, questo il nome con cui si identifica la destinazione turistica lacuale del Nord Italia nel suo insieme, comprenderebbe il Lago Maggiore, il Lago di Como, il Lago di Garda, il Lago d’Iseo e il Lago di Lugano. Si tratta di un progetto dal potenziale enorme, che rappresenterebbe un’area turistica unica in Europa, con caratteristiche e offerte complementari e diverse da qualsiasi altra realtà. Ogni lago, infatti, può sviluppare una sua identità specifica (sportiva per il Lago di Garda, luxury per il Lago di Como, slow per il Lago Maggiore, ecc.) che non entra in competizione con le altre, ma crea un sistema più forte nella sua complessità.

Questo, per il comparto dell’Open Air, sarebbe un’opportunità di crescita e sviluppo straordinaria, in quanto il turismo all’aria aperta è tra le forme di ospitalità che meglio si integrano con i paesaggi lacustri, favorendo una fruizione lenta, sostenibile e distribuita sul territorio. Le strutture Open Air possono diventare il punto di partenza ideale per esplorare un sistema di destinazioni interconnesse attraverso percorsi ciclabili, sentieri, attività sportive, borghi e attrazioni culturali che comunicano tra loro.

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