30 anni di Modenatur: la società festeggia celebrando gli eccezionali risultati e il grandissimo lavoro che hanno trasformato la città da mera tappa a destinazione di qualità.
Una trasformazione da manuale

Il territorio del modenese ha sempre avuto una vocazione prevalentemente manifatturiera, il che portava la città a svuotarsi nei mesi estivi, utilizzata quasi esclusivamente per raggiungere altre destinazioni. Oggi, invece, Modena assume la dimensione di destinazione turistica a tutto tondo. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione degli operatori e delle istituzioni su vari livelli, e alla creazione di una rete di sinergie che ha valorizzato la città, e nel corso degli anni l’ha riposizionata sui mercati interni ed esteri.
30 anni di Modenatur
Modenatur è la società consortile di organizzazione turistica della città, fondata il 18 giugno 1996, che ha portato Modena a livello di destinazione turistica d’eccellenza. Così come testimoniato dai dati della locale Camera di Commercio e della stessa Modenatur:
- 70% di occupazione delle camere (che per alcuni eventi raggiunte picchi del 90-95%);
- pernottamento medio di 2,2-2,3 notti;
- 935.805 arrivi nel 2025 (+8,64% rispetto al 2024);
- 2,1 milioni di presenze nel 2025 (+6,75%).
Oggi il territorio del modenese è sesto in Italia secondo l’indice di concentrazione mensile, risultato reso possibile dalla capacità di fare sistema dal punto di vista turistico e dalla valorizzazione delle materie prime, dell’artigianalità e del patrimonio culturale, artistico ed enogastronomico.
Una destinazione turistica d’eccellenza

Questo, in sintesi, il lavoro di Modenatur: oltre 400 fiere estere per la promozione turistica, 600 tour con 1350 giornalisti, 650 eventi e manifestazioni, 5,5 milioni di euro investiti. Così, il marchio UNESCO del Duomo ha iniziato ad essere sfruttato, la Ghirlandina ha aperto le sue porte a tempo pieno e il Palazzo Ducale di Modena ha smesso di essere visitabile dal pubblico solo la domenica. Oltre ad attirare per il suo straordinario patrimonio, Modena oggi è diventata un vivace teatro di eventi di vario tipo, come il celebre Pavarotti&Friends e lo storico Modena Capitale 1598-1998, che va arricchendosi di anno in anno diventando sempre più internazionale.
Quest’anno, infatti, durante il mese di luglio la città ospiterà la prima edizione italiana del Jazz Festival Internazionale, e molti sono i progetti in via di sviluppo. In occasione del trentennale di Modenatur, inoltre, dal 26 al 28 giugno la città si veste a festa e offre ai propri ospiti un ricco programma gratuito di visite a tutti i musei e luoghi culturali sia della città che della sua provincia.
Il ruolo dell’Open Air
In questo scenario, il comparto dell’Open Air può contribuire in modo significativo al consolidamento del successo turistico di Modena, risolvendone le criticità da sovraffollamento, e intercettando la domanda orientata ad una ospitalità fatta di esperienze autentiche, sostenibili e a stretto contatto con il territorio. Camping e villaggi turistici, infatti, rappresentano una soluzione ideale per scoprire sia il patrimonio storico della città che le eccellenze diffuse della provincia, dalle acetaie ai percorsi enogastronomici, senza gravare sul centro storico. Dai borghi alle aree naturalistiche dell’Appennino modenese, l’Open Air integra ospitalità all’aria aperta, mobilità dolce ed esperienze legate al Made in Italy. Il comparto può, quindi, rafforzare ulteriormente l’identità modenese di destinazione esperienziale, diffondendo anche i benefici economici del turismo su tutto il territorio.




