TURISMO AL FEMMINILE, LE IMPRENDITRICI DELL’OUTDOOR

“IN SALITA CONTRO I PREGIUDIZI, MA SIAMO PIÙ TENACI E FANTASIOSE”

Le donne rappresentano il 53% della forza lavoro nel turismo, e una donna su tre è imprenditrice. Nel 2011 il peso dell’imprenditoria femminile nel turismo era del 29,7%, ha raggiunto il minimo nel 2014 (26,9%) per poi attestarsi al 27%. Il settore dove la quota è maggiore è quello delle agenzie di viaggio e noleggio (35%), e il settore dell’ospitalità (35%), con una maggiore presenza femminile nelle agenzie di viaggi e nei campeggi. È la fotografia dell’Isnart sull’imprenditoria femminile, che, se realizza percentuali più alte rispetto ad altri settori dell’economia nazionale, ricopre una percentuale ancora bassa rispetto alle capacità dimostrate dalle donne che guidano un’azienda e che, soprattutto nel settore del turismo all’aria aperta, rappresentano un valore aggiunto in termini di sensibilità, tenacia e capacità innovativa. 

È il caso di due imprenditrici che si sono affermate nell’outdoor partendo dalla passione e innovando (anche) sulla base delle loro esperienze personali, e che, dalla funambolica fatica del multitasking – dividendosi tra famiglia e professione – hanno tratto ispirazione per rendere le loro strutture sempre più accoglienti, con servizi ‘a misura di ospite’.

Monica Migliorati (Umbria)

La storia di Monica Migliorati e delle sue sorelle inizia negli anni 70 del Novecento, con una scelta di vita coraggiosa che vede il padre smettere giacca e cravatta, lasciare il centro di Perugia e approdare con la famiglia sulle sponde del Lago Trasimeno. È da questa inversione di marcia che nasce il Camping Village Punta Navaccia, gestito dalle tre sorelle, ognuna con il suo ruolo all’interno della struttura. Figlie degli anni Sessanta, Monica e le sue sorelle hanno tratto da quell’esempio la consapevolezza che il cambiamento porta con sé sempre qualcosa di positivo e che si può prendere in mano la propria vita, mettersi al timone e tracciare la rotta. 

“Mio padre cambiò lavoro quando avevo 12 anni – racconta Migliorati – Disse: ragazze siamo pronti per una nuova esperienza, dobbiamo dar vita a qualcosa sul lago. La domenica ci portava a raccogliere le bottiglie di plastica e i ferri in un parcheggio a ridosso del Trasimeno, poi riversammo in quell’area 15mila camion di terra, in seguito piantammo una gran quantità di alberi creando una penisola. Dragammo una foce di un fiume dando vita a una seconda penisola, divisa dalla prima da un porto canale. Ho respirato l’aria dell’azienda che ero adolescente, partecipando attivamente al lavoro di squadra. Tutto quello che si vede oggi è nato dall’entusiasmo di nostro padre per la vita en plein air”.

Ed è proprio in virtù di questa scelta che Monica, oggi Cavaliere del Turismo, una figlia, un figlio adolescente, rivendica il concetto di vacanza all’aria aperta come filosofia di vita “Perché – dice – chi viene in campeggio lo fa sulla base di una scelta precisa, di un’intima esigenza che ha come priorità il contatto con la natura e il senso di libertà che ne deriva”. E ancora: “Non credo alle multinazionali, al lusso ad ogni costo, alla vacanza ‘esclusiva’, il nostro tessuto è fatto di piccole e medie imprese a conduzione famigliare, ed è questa la sua forza”.

“Spesso noi donne non abbiamo vita facile, in un mondo a guida prevalentemente maschile, ma siamo tenaci – spiega Migliorati – Ci siamo risollevate dai danni di una tromba d’aria che nel 2015 ha devastato il camping. Altri si sarebbero arresi, ma abbiamo reagito e siamo ripartite”. 

Monica Migliorati

Oggi il camping Village Punta Navaccia, che ha vinto un bando europeo sulla sostenibilità, è attrezzata con alloggi e una pedana per l’accesso al lago per accogliere anche i turisti con disabilità (“Che sono viaggiatori a tutti gli effetti”) e ha superato il fatturato del 2019, si estende per 70mila metri quadrati, offre grandi piazzole ombreggiate con vista lago, case mobili Standard, Superior, Deluxe, Super Deluxe, Deluxe per disabili, tende Safari Lodge, tende Coco e Mini Safari. E poi due piscine per adulti e bambini, e un idromassaggio.

Nella struttura è presente un porticciolo con 200 posti barca e un grande anfiteatro per spettacoli serali con un maxischermo. Il campeggio offre animazione internazionale, mini club, parco giochi, discoteca, tennis, basket, beach volley, calcetto, ping-pong.

Camping Village Punta Navaccia

Teresa Luminoso (Sicilia)

Un nome, un destino: Teresa Luminoso, classe 1974, un marito, un figlio adolescente e una lunga gavetta nel turismo all’aria aperta, ha nel temperamento e nello sguardo il sole di Sicilia. Comincia a lavorare che ha 14 anni, quando il padre, al quale è molto legata, viene a mancare, a soli due anni dall’apertura dell’attività. Questo però non le impedisce di concludere gli studi e conseguire la laurea in Economia e Commercio. Inizia da subito a entrare nel cuore dell’impresa, che porta il suo stesso, suggestivo, cognome: Luminoso. Lei ironizza – “Diciamo che non ho avuto molta fantasia” – ma in realtà ‘quel’ nome lo ha scelto in omaggio a suo padre.

Il campeggio, che sorge a Punta Braccetto (in provincia di Ragusa), il contatto con la natura, la semplicità dei rapporti umani, fanno parte del suo bagaglio. L’empatia, l’ascolto e l’inarrestabile voglia di migliorare sono il suo valore aggiunto. 

“Quando papà ci lasciò fu dura – racconta – Eravamo molto legati, ma dovevo darmi da fare. Eravamo rimaste in tre donne: mia madre, mia sorella di 5 anni più grande di me, e io. Mi aspettava l’ingresso in una società costituita interamente da uomini, in un mondo imprenditoriale ancora in larga parte maschile. E anche questo non è stato facile: un po’ per l’età, un po’ perché una donna alla guida di un’impresa non gode della stessa considerazione che si riserva a un uomo, dovetti imparare a farmi valere. Ero al primo anno di liceo scientifico e notavo una certa  aria di sufficienza quando mi relazionavo con ‘l’altra metà del cielo’, che fossero colleghi o funzionari pubblici. Nel tempo però, grazie allo studio e al lavoro, alle idee e ai bandi elaborati e vinti per ottenere sovvenzioni fondamentali per lo sviluppo dell’impresa, sono riuscita ad avere la meglio sui pregiudizi”.

“Il campeggio è la mia vita da 34 anni – racconta – Non è stata (solo) una scelta dettata dalle circostanze, ma sposata con convinzione da subito. Amo la dimensione del turismo all’aria aperta e mi viene spontaneo volerla far conoscere alle persone con le quali vengo in contatto. Con gli ospiti cerco di mettermi in una posizione di ascolto, perché sono una fonte inesauribile di idee, anche quando sono critici: è come crescere insieme”.

Teresa Luminoso

Denominatore comune fra le donne che lavorano, si sa, c’è anche la gestione simultanea di più ruoli che agiscono su piani diversi, e sono tutti fondamentali. 

“Dover seguire più situazioni è spesso un’altra fatica in più rispetto agli uomini, però può avere i suoi lati positivi: ci si allena a passare da un livello all’altro, si sviluppa una capacità organizzativa dinamica, sicuramente flessibile. Per quanto riguarda la mia esperienza, penso che anche i figli ne traggano beneficio. Perché, ad esempio, vedono come funziona il mondo del lavoro (noi viviamo in azienda), sanno che non possono avere la mamma a disposizione 24 ore al giorno, entrano in contatto con realtà diverse, ospiti provenienti da altri Paesi, con altre abitudini, e questo apre gli orizzonti. Sviluppano un certo senso pratico, che non guasta. Insomma hanno una marcia in più. Ovviamente sanno che possono contare sulla famiglia, ma sono autonomi e da quel che vedo ne sono soddisfatti”. 

L’imprenditrice siciliana, affiancata in azienda negli ultimi otto anni dal marito, ha apportato continui miglioramenti sia sul piano dei servizi che della sostenibilità ambientale, con una raccolta differenziata ‘spinta’ avviata ancor prima che fosse istituita a livello comunale, l’utilizzo di materiali riciclati o riciclabili, l’uso responsabile delle risorse idriche ed energetiche, una stazione di ricarica per i veicoli elettrici.

“Abbiamo anche un’area glamping, per ospiti che chiedono privacy ma senza rinunciare al contatto con la natura – spiega Teresa Luminoso – E poi un parco giochi per i bambini, una jacuzzi fronte mare, noleggio di biciclette, auto e kayak, un pullmino che ti porta nei luoghi del Commissario Montalbano, a Punta Secca, e il transfer da e per gli aeroporti”. 

Tra i punti di forza, le piazzole attrezzate per i camper con accessi che consentono ampi spazi di manovra, anche a quelli di grande taglia (i cosiddetti XXL), per una maggiore semplicità negli spostamenti. Aperto tutto l’anno, il campeggio si estende su una superficie di 15mila metri quadrati con accesso diretto a un’ampia spiaggia privata attrezzata con ombrelloni e lettini, e ha una capacità ricettiva di 250 persone. 

Articolo a cura di Laura Ferretto.

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