Turismo termale in crescita: in Italia il termalismo continua il suo sviluppo, e diventa il fulcro di sistemi economici complessi sul territorio. Un focus sul Bacino termale euganeo permette di capire le potenzialità del comparto per creare una filiera territoriale integrata e che porta valore all’intero territorio.
Il Bacino termale euganeo

Per far capire l’impatto che un sistema termale integrato può avere sul territorio, basta volgere lo sguardo al Bacino termale euganeo. L’hospitality di questa zona, infatti, rappresenta molto di più di un semplice insieme di strutture ricettive, ma è piuttosto il fulcro di un sistema economico complesso, in grado di attivare una vera e propria filiera territoriale. A dirlo sono i dati di una ricerca CISET – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, realizzata in collaborazione con il Research Department di Intesa San Paolo.
In particolare, l’indagine evidenzia che l’85,9% del valore dei pagamenti verso i fornitori, al netto dei pagamenti per le utenze, è diretto a realtà del Veneto, e che la provincia di Padova concentra il 70% dei flussi verso i fornitori. Mediamente, la distanza dei fornitori è pari a 41 km, a conferma di un indotto di corto raggio che insiste prevalentemente su un unicum territoriale dei Comuni di Abano e Montegrotto e si allarga ai comuni limitrofi del Bacino Euganeo.
Se si mette a confronto questo dato con quello dei distretti industriali, dove la distanza media delle forniture supera i 100 km, si nota l’altissimo valore della filiera. Inoltre, spicca anche la percentuale di forniture durature: i rapporti strategici (presenti da più di 6 anni) rappresentano il 12,3% delle forniture, mentre i rapporti abituali (4-6 anni) pesano per il 19,5% sul comparto, con picchi massimi nei beni e nei servizi per l’accoglienza, dove addirittura superano il 22%.
Valore diffuso su tutto il territorio

Ciò che si evince da questi numeri è che le strutture ricettive del bacino termale euganeo non sono realtà isolate, ma veri e propri motori di sviluppo locale. La capacità di attivare una filiera così radicata nel territorio significa generare valore non solo per le imprese turistiche, ma per un’ampia rete di attività che spaziano dall’agroalimentare a km zero ai servizi, dall’artigianato alla manutenzione, tutti settori in cui gli imprenditori trovano nelle aziende di eccellenza del territorio dei partner privilegiati in grado di garantire qualità e con cui instaurare rapporti continuativi.
Investire nello sviluppo del turismo termale, quindi, vuol dire sostenere non solo il settore più rilevante del territorio, ma l’intero ecosistema economico. Quello che lo studio del CISET evidenzia, come spiega Federica Montaguti, Senior Researcher del CISET, “è la capacità dell’industria turistica di attivare una filiera economica e produttiva al tempo stesso ampia, per la varietà di attività coinvolte, e fortemente radicata nel territorio”. Questa è una caratteristica che si ritrova anche in altri settori, e che restituisce in ognuno di essi risultati di particolare rilievo.
Sostenibilità e sviluppo

Tornando con il focus sul termalismo euganeo, questo si conferma una leva strategica anche per lo sviluppo sostenibile del territorio, in quanto riesce ad integrare competitività, sostenibilità ambientale e innovazione digitale attraverso la riqualificazione delle strutture, l’efficientamento energetico e le tecnologie avanzate. La ricerca, infatti, sottolinea anche che un terzo dei flussi economici verso i fornitori è destinato a ristrutturazioni e manutenzioni, anche in relazione agli investimenti post-Covid e PNRR.
Le strutture ricettive dimostrano quindi l’intenzione di investire per rispondere all’evoluzione della domanda degli ospiti, rinnovando gli spazi con la consapevolezza che sono proprio questi i principali attrattori della destinazione euganea. Il peso degli acquisti direttamente legati alle attività termali e wellness, invece, è decisamente più contenuto, a dimostrazione del fatto che le principali risorse sono già presenti e non si devono acquistare da terzi. La maggior parte dei servizi, infine, è gestita in house, facendo un limitato ricorso all’outsourcing. Rafforzare la competitività del settore, quindi, significa valorizzare le filiere locali e generare ricadute durature sull’economia del territorio.
Turismo termale in crescita

L’hospitality legata al turismo termale sta vivendo un momento di prosperità notevole. Si avvicina al termalismo, infatti, non solo chi lo ha sempre frequentato, ma anche chi non lo conosceva. Questo risultato è stato possibile grazie ad una comunicazione efficace e alla riqualificazione di moltissime strutture (sia termali che ricettive), che si sono così adattate alle necessità contemporanee e hanno aumentato il loro livello qualitativo.
In Italia la cultura termale inizia quindi a diffondersi in modo capillare, prendendo spunto dall’estero e arricchendo l’esperienza con gli elementi tipici del Made in Italy: l’accoglienza, l’enogastronomia, il contatto con la natura. Si tratta di un settore che si è dimostrato in grado di rispondere prontamente e con cognizione di causa ai bisogni moderni dei viaggiatori, che con sempre maggiore urgenza richiedono relax, rigenerazione e autenticità. Grazie ad un ambiente naturalmente predisposto a questo tipo di offerta, e ad una strategia mirata e studiata, il settore è riuscito a farsi notare tra i molteplici competitor a livello internazionale, facendo diventare l’Italia una destinazione d’eccellenza per il termalismo.
Termalismo e Open Air
Il termalismo è un settore strettamente connesso con l’Open Air, poiché entrambi fondano la propria natura sul contatto con il territorio. Non può esistere una proposta termale che non includa spazi aperti e sostenibilità, così come avviene per l’Open Air. Se in passato a cercare spa e centri termali erano in pochi oggi il fenomeno si è allargato a altre fasce di pubblico.
Per questo, una sinergia tra termalismo e Open Air può portare vantaggi non solo di carattere economico alle singole aziende, ma anche un valore diffuso su tutto il territorio. A queste due filiere, infatti, si possono collegare enogastronomia, Made in Italy, artigianato, commercio e un ampissimo ventaglio di esperienze e attività, che gli ospiti ricercano e apprezzano enormemente.




