Come viaggiano i giovani di oggi, e come è cambiato il loro modo di viaggiare rispetto al passato? È una domanda da sempre cruciale nell’approccio e nella programmazione di marketing dell’offerta.
Under 35: come viaggiano i giovani?

Una recente ricerca di Tecnè, ha sondato l’universo giovanile in tema vacanze. Si tratta di dati utilissimi per il comparto dell’Open Air, in quanto permettono di capire i nuovi desideri e le dinamiche che li generano degli under 35, un target da intercettare sia per il presente che per il futuro.
Si tratta di un pubblico dai bisogni legati sia ai temi della sostenibilità che della tecnologia, con un occhio attento al budget. La parola d’ordine è ottimizzazione: la vacanza ideale è quella che coniuga comfort, esperienze e portafoglio. Per capire come ragionano i giovani, infatti, è necessario fare prima un passo indietro e analizzare le condizioni in cui vivono. Al giorno d’oggi, gli under 35 non dispongono di contratti stabili come i loro genitori alla loro età, e diversamente da loro, spesso non hanno ancora figli, o al massimo ne hanno di pochi anni.
I giovani vivono sotto le costanti pressioni generate da performance, viralità e socialità; divisi tra chi vuole sottrarsi e chi invece anche in vacanza proprio non riesce ad abbandonare PC, call e smartphone aziendali nemmeno in riva al mare. Altro fattore da considerare è il tempo libero: i giovani non ne hanno, e quando ce l’hanno vogliono valorizzarlo. Da qui la necessità di esperienze, autenticità e riconnessione con il territorio. Il tutto, auspicabilmente, ad un prezzo che non vada a pesare troppo sul fragile bilancio familiare, messo già a dura prova da mutui, lavori precari e stipendi inadeguati ad impegno e aspettative.
I dati della ricerca

Ciò detto, è interessante vedere come queste condizioni si applicano alla sfera travel. Questi i dati più rilevanti della ricerca Tecnè su come viaggiano i giovani:
- il 57% degli intervistati preferisce fare una o due vacanze lunghe l’anno, mentre il 43% preferisce vacanze più brevi ma distribuite nell’arco dei 12 mesi;
- il 44% dichiara di viaggiare principalmente per vedere luoghi e monumenti, il 26% per vivere esperienze come eventi, attività e gastronomia, il 19% per riposarsi e rilassarsi e l’11% per immergersi nello stile di vita e nella cultura locali;
- il 53% degli intervistati sceglie la destinazione in base alla bellezza del luogo; il 21% in base alle esperienze offerte, il 16% per il costo e il 10% per la sicurezza;
- il 58% prenota tramite piattaforme o comparatori online, il 23% si rivolge alle agenzie di viaggio e il 19% ai siti ufficiali delle compagnie o delle strutture;
- il 79% degli intervistati legge recensioni online prima di prenotare, e il 76% afferma che queste influenzano considerevolmente le scelte di viaggio;
- il 21% dichiara di aver utilizzato spesso l’IA per organizzare una vacanza o costruire un itinerario, mentre il 49% solo sporadicamente (il 70% dei giovani ha un rapporto diretto con strumenti di IA nel campo del turismo);
- il 59% degli intervistati dichiara di aver rinunciato almeno una volta ad una vacanza per motivi economici negli ultimi due anni.
Riflessioni e considerazioni

L’indagine evidenzia che il modello tradizionale della vacanza annuale concentrata ha ancora una lieve prevalenza, ma sta cedendo il passo alla logica della frammentazione, più dinamica ed economicamente più approcciabile. Inoltre emerge che la principale motivazione è data dall’aspetto esperienziale di scoperta e conoscenza. Riguardo la scelta della destinazione, l’estetica ricopre ancora un ruolo di rilievo sia pur temperata dall’aspetto economico.
Altrettanto fondamentale è la digitalizzazione del viaggio, vista sia sotto forma di booking (la presenza sulle piattaforme di prenotazione diventa in questo senso quasi obbligatoria) che di organizzazione: i giovani organizzano da soli i loro viaggi, sia per risparmiare che per avere la garanzia di un’esperienza davvero su misura e in linea con i propri bisogni. I siti di comparazione, inoltre, permettono di confrontare recensioni e pareri: la reputazione digitale è diventata discriminante ai fini della scelta dell’alloggio. Riguardo l’intelligenza artificiale, il dato segnala la presenza massiccia e quotidiana delle nuove tecnologie nelle vite degli under 35 e nella loro sfera decisionale.
Infine, parlando di budget, i viaggi dei giovani sono più “ristretti” rispetto a quelli dei genitori, e molto più spesso di quanto si possa pensare, il viaggio è considerato inaccessibile o un lusso, addirittura.
Spunti per l’Open Air

Dal punto di vista dell’Open Air, capire come viaggiano i giovani è estremamente utile. Questi dati permettono di creare un’offerta ad hoc per questa porzione di pubblico. In particolare, attraverso la strutturazione di pacchetti all inclusive di stampo esperienziale, oppure tramite la proposta di attività ed esperienze ad alto valore culturale e personale (dai workshop ai corsi pratici). Inoltre, diventa essenziale per le aziende farsi conoscere online, e a questo proposito è opportuno strutturare una strategia di visibilità sui principali canali social con post, reel e collaborazioni.
Infine, per attrarre i giovani è importante anche differenziare l’offerta in termini di tempistiche: dimostrare che in quella destinazione c’è da fare e vedere 1 giorno come 7, avvicinare eticamente gli ospiti alle comunità locali e creare un’offerta strutturata sui 12 mesi, con particolari scontistiche nei periodi di bassa stagione, mirati alla loro fascia d’età. Si tratta di strategie da sviluppare sulla base dei dati specifici del proprio territorio, ma che possono aiutare gli imprenditori ad avvicinarsi agli under 35 e puntare anche sulla fidelizzazione, sul passaparola e sul turismo rigenerativo.




