Fondo UE per le emergenze nel turismo: la proposta dell’Italia

L’Italia rilancia la proposta per un Fondo UE per le emergenze nel settore turistico. I conflitti internazionali colpiscono vistosamente il turismo e diventa necessario creare strumenti strutturati a tutela delle imprese.

I conflitti internazionali mettono a rischio il settore

Fondo UE per le emergenze nel turismo

Mai come negli ultimi anni le emergenze globali hanno tenuto sotto attacco (seppur indirettamente) il settore turistico. Prima per il Covid-19, che ha frenato bruscamente qualsiasi tipo di spostamento e da cui il settore ha faticato a riprendersi. Ora i conflitti internazionali in Medio Oriente con ricadute negative su tutti i fronti, dal carburante che aumenta di prezzo e fa aumentare il prezzo dei biglietti aerei, ai blocchi sulle rotte che passano per Dubai, Doha e gli altri scali internazionali nei territori interessati dalle tensioni.

Il contesto geopolitico ha risvegliato i timori degli imprenditori, e ha reso evidente la necessità di creare strumenti strutturati a tutela delle imprese a livello europeo. Questo il background che motiva la proposta dell’Italia per un Fondo UE per le emergenze nel turismo, presentata in occasione della recente ministeriale UE a Cipro.

Fondo UE per le emergenze nel turismo

Fondo UE per le emergenze nel turismo

In quella occasione il Ministero del Turismo italiano ha presentato all’UE la proposta di istituire un fondo dedicato alle emergenze, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza del comparto di fronte all’instabilità e all’incertezza del panorama geopolitico attuale. Il Ministro Gianmarco Massi sottolinea la necessità di una maggiore centralità nelle agende europee e chiede al Commissario Europeo Apostolos Tzitzikostas di attivare misure immediate, tra cui un quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, che vada a sostenere le imprese turistiche e le politiche del lavoro del settore.

Il fine ultimo è la stabilizzazione delle attività in una fase fortemente incerta a livello internazionale. Mazzi spiega che “il comparto turistico merita una centralità assoluta nei tavoli di discussione europei, affinchè si possano affrontare al meglio le sfide che ci attendono e tutelare il settore, garantendo coesione in Europa”.

L’impatto dei conflitti sul turismo UE

L’impatto delle tensioni geopolitiche e delle crisi internazionali sui flussi turistici e sulla resilienza delle imprese è stato notevole, nonostante i risultati del ponte di Pasqua, e grazie a questa proposta il confronto tra gli Stati membri riporta il focus sulla governance europea. Secondo l’Italia, infatti, serve un approccio più coordinato e strumenti finanziari dedicati, su cui le imprese possano contare per far fronte ad emergenze di questo tipo. Sono, altresì, necessarie misure di supporto di breve e medio periodo, da mettere in atto immediatamente per contenere gli effetti negativi generati dall’impennata dei prezzi e dal generale clima di incertezza.

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