Vino e open air: l’enogastronomia entra nell’esperienza di vacanza

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In un settore che offre modelli di servizio evoluti, la ristorazione gioca un ruolo fondamentale, anche in virtù di una maggiore esigenza da parte dei turisti di conoscere e ‘vivere’ il territorio di destinazione in tutte le sue sfaccettature.
Tra queste, l’enogastronomia è da tempo uno degli elementi determinanti nella scelta della vacanza.

L’evoluzione dell’open air offre al settore vitivinicolo un mercato dal potenziale enorme, finora poco esplorato, come evidenzia l’ultimo numero del Corriere Vinicolo, che dedica ampio spazio al rapporto tra i campeggi-villaggi turistici e il mondo dei vini, con la testimonianza tra gli altri di Faita Federcamping.

I vantaggi del connubbio vino e Open Air

Uno dei vantaggi della vacanza all’aria aperta è che gli ospiti possono consumare i pasti a pochi passi dal proprio alloggio senza doversi mettere al volante dopo cena (con i rischi che questo comporta). Inoltre, il turismo all’aria aperta è il terreno ideale per intercettare nuovi mercati, trasformando magari una giornata di pioggia in una gita tra le cantine dell’entroterra.

Con un settore che nel 2025 ha superato gli 8,5 miliardi di euro di ricavi e registrato 74 milioni di presenze (+3,3% sul 2024), la ristorazione e l’enologia diventano pilastri centrali dell’esperienza di viaggio. Il Food & Beverage genera da solo un giro d’affari di circa 2 miliardi di euro, all’interno del quale il vino pesa per una cifra compresa tra i 350 e i 500 milioni di euro.

Come spiega Marco Sperapani, Direttore Generale Faita, “Oltre il 70% delle strutture offre servizi di ristorazione e iniziative legate alle eccellenze vitivinicole. A trainare il trend sono i glamping e i villaggi turistici premium situati in zone storiche come la Franciacorta, le colline del Prosecco o il Lago di Garda, ma cresce forte anche l’offerta di rossi in Toscana ed Emilia-Romagna e l’ascesa dei vini siciliani. La clientela, internazionale per oltre il 60%, cerca autenticità e storie da scoprire: per questo i menu dei ristoranti nelle strutture open air si fanno più sofisticati e attenti al territorio”.

Complice l’estate, i viaggiatori scelgono soprattutto bianchi, rosati e bollicine, strizzando l’occhio a trend green come i vini biologici e naturali. La sfida futura? Una collaborazione più forte tra produttori e gestori dei campeggi, basata sulla formazione del personale e sullo storytelling territoriale.

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