Cresce il turismo delle produzioni DOP: +26% di eventi e domanda in aumento

Il turismo delle produzioni DOP in Italia sta vivendo un momento particolarmente positivo, caratterizzato da un aumento delle sinergie locali, da una maggiore offerta di eventi diversificati e distribuiti sul territorio, e da una domanda in crescita.

Cresce il turismo delle produzioni DOP

Turismo delle produzioni DOP

L’Italia è al primo posto in Europa per numero di prodotti DOP, IGP e STG con 897 riconoscimenti tra cibo, vino e bevande spiritose (pari al 25,7% del totale europeo), con effetti positivi anche sul turismo. Le produzioni DOP e IGP, infatti, sono un potentissimo attrattore turistico per il territorio italiano, e nell’ultimo anno ha registrato numeri in crescita. Gli eventi legati a questo comparto, infatti, sono aumentati del 26% rispetto al 2025, e anche la domanda sta diventando sempre più vivace e dinamica. A dirlo è il secondo Rapporto Turismo DOP, realizzato da Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia e con il supporto del Masaf.

Le attività censite sono aumentate del 12% e 41 delle 92 manifestazioni del 2025 sono una novità assoluta, a conferma dello slancio del sistema DOP e IGP verso lo sviluppo di progettualità turistiche sempre più strutturate. Gli eventi non hanno infatti riguardato unicamente le degustazioni, ma si sono sviluppati anche come sagre, festival, eventi sportivi e feste a tema. Sono 500, stando ai dati del rapporto, gli enti e le associazioni locali coinvolti in attività turistiche, cui si aggiungono 367 Consorzi. Da questi numeri è evidente come le produzioni DOP e IGP stanno superando la loro concezione passata, e stanno diventando delle vere e proprie piattaforme territoriali innovative e motori integrati di sviluppo locale.

Prodotti a indicazione geografica dell’UE

Turismo delle produzioni DOP

Grazie all’elevata presenza di produzioni DOP, l’Italia ha l’opportunità di diventare una delle destinazioni di punta del turismo legato ai prodotti a indicazione geografica tutelati dall’UE, un settore capace di trasformarsi in un sistema ampio, diffuso e strutturato. Il processo, in realtà è iniziato con l’entrata in vigore del Regolamento UE n.2024/1143, con cui l’Unione Europea ha inserito nelle attività di informazione e promozione attribuite ai Consorzi di tutela dei prodotti DOP e IGP anche lo sviluppo di servizi turistici sul territorio. In questo modo, le produzioni d’eccellenza stanno diventando uno degli assi di sviluppo per l’Italia. Grazie a questa norma si apre una nuova era per i prodotti a indicazione geografica, caratterizzata da una valorizzazione sistemica del potenziale turistico dei prodotti tipici.

Ne è un esempio l’aceto balsamico di Modena, prodotto che da solo genera più di un miliardo di euro all’anno e un turismo stabile già da diversi anni. Lo fa attraverso visite in acetaie, degustazioni, corsi di cucina e un evento dedicato, che ogni anno attira tra i 150.000 e i 200.000 visitatori (di cui l’80% stranieri): Acetaie Aperte. Il turismo, quindi, può diventare una componente strutturale del valore delle filiere DOP e IGP, coinvolgendo tutto il sistema per costruire format innovativi e nuove sinergie territoriali, mettere in rete territori e rafforzare la competitività delle imprese.

Esperienze e appeal del comparto DOP

Turismo delle produzioni DOP

Sagre e festival dedicati ai prodotti DOP e IGP in pochi giorni riescono ad attirare centinaia di migliaia di persone, tra turisti e visitatori di prossimità sia italiani che stranieri, ma non sono l’unico attrattore presente sul territorio. Nel sistema del turismo DOP, infatti, rientrano anche 108 strade dei vini e dei sapori ed itinerari proposti dai Consorzi, 39 spazi didattici e 27 musei dedicati. Questa rete è estremamente benefica per la destinazione Italia, in quanto oltre a differenziare l’offerta sul mercato turistico globale, favorisce la destagionalizzazione, distribuendo i flussi su tutto l’anno in base alle stagionalità e ai periodi di rilievo per ogni singolo prodotto.

Secondo l’indagine realizzata dall’Osservatorio del Turismo DOP, nonostante le degustazioni rimangano la richiesta principale della domanda (63%), i viaggiatori stanno allargando la loro concezione di esperienza e sono sempre più attratti anche da altre tipologie di attività. Ne sono alcuni esempi la scoperta del territorio (48%), eventi dedicati (46%) e visite alle aziende produttrici (41%). Si tratta di esperienze informative, che avvicinano i visitatori al prodotto finale, alla filiera produttiva, al territorio e alle comunità che lo produce.

Il turismo DOP si configura come un’esperienza che integra fruizione, conoscenza e contesto territoriale e mostra di avere un appeal particolare soprattutto sul pubblico straniero. I numeri però, mostrano un interesse crescente anche da parte degli italiani. Tornando all’aceto balsamico di Modena, infatti, nonostante solo il 10% degli italiani abbia visitato un’acetaia, il 62% dichiara di volerlo fare nel prossimo futuro. In un momento storico come quello attuale, in cui il turismo di prossimità sta tornando in auge e in cui una buona fetta di mercato domestico dichiara di voler trascorrere le vacanze in Italia, questo comparto può fare la differenza nella creazione di un’offerta di valore anche per il pubblico interno.

Il legame con l’Open Air
Turismo delle produzioni DOP

In questo scenario, emerge naturalmente il legame tra il turismo DOP e l’Open Air. Il turismo Open Air, infatti, rappresenta un alleato strategico e affine per la valorizzazione delle produzioni DOP e IGP italiane, in quanto campeggi, glamping e strutture all’aria aperta si inseriscono perfettamente nella modalità di viaggio lento, esperienziale e a contatto con il territorio, che i visitatori interessati ai prodotti DOP apprezzano e praticano maggiormente. Inoltre, le esperienze enogastronomiche, le visite nelle aziende produttrici e i percorsi tra vigne, uliveti e borghi rurali trovano nell’Open Air il contesto ideale di accoglienza. L’offerta delle strutture Open Air si muove già naturalmente verso questa direzione, garantendo autenticità e immersività, e giocando un ruolo importante anche nella distribuzione dei flussi turistici, nella valorizzazione delle aree interne e nella tutela del legame tra prodotto, paesaggio e comunità.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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