La Val Masino propone un ticket in montagna contro l’overtourism: la stagione estiva e il sold out di Ferragosto hanno confermato la necessità di difendere l’ecosistema dal turismo di massa.
Il turismo di massa in Val Masino

In Val Masino, bassa Valtellina nel cuore delle Alpi ci sono i Bagni di Masino, con le antiche terme (attualmente chiuse); la Val di Mello, la riserva naturale più grande della Lombardia; e Preda Rossa. Si tratta di un territorio attrattivo e fragile che non può più sopportare il peso della sua fama. Secondo il Sindaco di Val Masino il territorio non sarebbe più vivibile, perché trasformato in un vero e proprio parco giochi.
Il fenomeno del turismo di massa è dilagante in Italia, e la Val Masino è solo l’ultimo esempio di come una gestione incontrollata degli arrivi e delle presenze, e l’assenza di regole di comportamento nei confronti dei visitatori, stia mettendo a dura prova la sopravvivenza stessa dei luoghi che attirano le folle. Per questo, il sindaco Pietro Taeggi ha deciso di intervenire attraverso una stretta con regole nuove e più severe.
Ticket in montagna contro l’overtourism

In particolare, il sindaco ha pensato a diverse misure: ingressi contingentati, un ticket di ingresso e un limite alle auto. L’ispirazione viene dalla Preda Rossa, dove esiste già un ticket da 12 euro e un tetto massimo di 120 vetture al giorno lungo la strada di accesso. Il problema però, è che chi non riesce a raggiungere la località in auto, ci arriva a piedi. Lo stesso accade nella Val di Mello, dove il limite del parcheggio di 40 posti auto non è sufficiente a frenare la processione dei turisti, che a piedi arrivano dai 1.200 ai 3.300 metri di altitudine.
Dai bivacchi abusivi ai fuochi accesi nonostante i divieti, dai rifiuti abbandonati nel verde agli accampamenti illegali, i comportamenti che danneggiano l’ambiente sono innumerevoli. Il rischio da scongiurare è che il turismo da opportunità di valore si trasformi in un fattore di insostenibilità per l’ambiente. Per questo, l’intenzione è di introdurre non solo il numero chiuso per l’accesso alla Valle, ma anche un ticket più costoso di quello attuale, in grado di selezionare i visitatori.
L’obiettivo è trovare una misura che non chiuda la montagna, ma stabilisca quanta pressione possa sopportare senza essere danneggiata.
La montagna non è gratis

Per tutelare l’ambiente montano, sempre più esposto non solo ai cambiamenti climatici, ma anche ad una maggiore attenzione da parte dei viaggiatori, è necessario comprendere che la montagna non può essere gratuita nel senso di senza limiti. Ogni presenza, infatti, ha un costo, che i Comuni, i residenti e l’ambiente pagano, e che è necessario reintegrare, a sostegno dell’ambiente stesso. Il confronto con Parco Nord, gli enti e i rifugisti è già stato avviato, e la direzione sembra essere chiara: far entrare in vigore le nuove misure dalla prossima estate.
Soprattutto in vista della stagione autunnale e dello spettacolo del foliage, il sindaco invita i viaggiatori e gli appassionati di montagna ad una riflessione: quante persone può accogliere la Val Masino prima che la sua bellezza diventi la sua condanna. Lo stesso problema potrebbe ripresentarsi poi in inverno, quando la neve attira sciatori e appassionati di sport invernali, in un circolo vizioso infinito che ha come unico risultato un appesantimento della pressione sull’ambiente.
La montagna come esperienza da vivere, non da consumare
Un’altra domanda che sarebbe giusto porsi è quale tipo di turismo si vuole portare in montagna. La crescente attenzione verso gli spazi naturali, infatti, sta dimostrando che la domanda di esperienze all’aria aperta è destinata a rimanere centrale, e affinchè rimanga anche competitiva e offra un valore vero a chi la sceglie, richiede modelli capaci di coniugare accessibilità, servizi e tutela del territorio.
Proprio in questo equilibrio si inserisce il turismo Open Air, sempre più orientato a offrire un’esperienza a contatto con la natura, senza però rinunciare alla qualità dell’accoglienza. Camping, villaggi turistici e glamping possono diventare parte di una strategia più ampia di valorizzazione del territorio montano, a patto che la crescita dei flussi sia accompagnata da una gestione responsabile. Se la montagna vuole continuare ad accogliere visitatori anche in futuro, il turismo deve imparare non solo a raggiungerla, ma anche a rispettarla.






