Il turismo italiano continua a crescere: 3 milioni di partenze in più e plauso ai risultati abruzzesi

Il turismo italiano continua a crescere e nell’estate 2026 fa registrare 3 milioni di partenze in più tra gli italiani, portando la quota degli italiani in vacanza al 66,7%, valore più alto di oltre 8 punti rispetto alla media degli ultimi 18 anni. Menzione particolare per l’Abruzzo, che grazie ai borghi sta crescendo notevolmente.

Il turismo italiano continua a crescere

La media degli italiani che va in vacanza non è mai stata tanto alta come quest’anno. Secondo i dati Eurostat, infatti, a partire per le vacanze quest’anno è stato il 66,7% degli italiani, valore nettamente superiore alla media dei 18 anni precedenti, che si fermava al 58%. Questo dato però, non deve oscurare quanto proviene direttamente dal Sindacato italiano balneari, ossia che a salvare l’estate sulle spiagge italiane sono stati gli stranieri, e che il numero di giorni di stacco continua ad accorciarsi per il calo continuo del potere d’acquisto.

In questa estate dei record, infatti, si è assistito alla diffusione del fenomeno delle micro-vacanze e delle prenotazioni last second, foriere di un cambiamento non solo turistico, ma anche economico e sociale che sta interessando l’Italia. Dal punto di vista delle prenotazioni, infatti, le strutture ricettive fanno sapere che i pernottamenti si sono ridotti e che le prenotazioni a lungo termine sono in diminuzione progressiva. Sono molti gli italiani che preferiscono spezzare le ferie e puntare su weekend e soggiorni brevi rispetto a concentrare la vacanza in un’unica partenza.

Si tratta, quindi, di un risultato da approfondire e da analizzare, poichè descrive il cambiamento profondo che sta attraversando il settore turistico, e che necessita di essere recepito da parte delle strutture e degli operatori. Solo capendo quali sono le esigenze della domanda e le sue nuove inclinazioni, infatti, il settore sarà in grado di replicare i successi di quest’anno e anticipare i bisogni della prossima stagione.

Il nuovo modo di vedere la vacanza

I dati Eurostat confermano il record del turismo dell’estate 2026, affermando che la quota degli italiani che nei mesi estivi sono partiti per le vacanze si attesta al 66,7%, valore in aumento di 8 punti rispetto alla media del 58% dei precedenti 18 anni (in base ai dati disponibili dal 2004). A lodare il turismo italiano è stato lo stesso Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, in occasione della tappa abruzzese di Bar Italia ad Alba Adriatica, il quale ha sottolineato che l’estate 2026 ha portato, finora, per gli italiani oltre 3 milioni di partenze in più.

Il turismo oggi è passato da una visione di villeggiatura a vera e propria industria strutturata in cui il lavoro dei singoli operatori non è più una semplice somma di attività separate, ma piuttosto una piattaforma condivisa in grado di generare crescita, lavoro, investimenti, coesione territoriale e reputazione internazionale. Si tratta di un’evoluzione che ha reso il turismo più attrattivo e stabile.

Come ricorda lo stesso Mazzi, “nel 2025 gli occupati nel turismo sono aumentati di quasi il 7%, raggiungendo 3,2 milioni tra attività diretta, indiretta e indotta. Rispetto ai 2,7 milioni del 2022, l’incremento supera il 18,5% e la carenza di personale si è ridotta da 350.000 a 260.000 unità”. A portare a questi risultati è stato un insieme di interventi sulle retribuzioni, sui contratti, sulla detassazione delle mance e sulla carenza strutturale degli alloggi. Inoltre, molto è stato fatto anche sul fronte della formazione, per cui sono stati investiti oltre 20 milioni di euro per migliorare le qualifiche e le competenze: i lavoratori, infatti, sono il biglietto da visita di chi accoglie un turista e hanno la grande responsabilità di rappresentare l’Italia.

I numeri dell’Abruzzo

Una menzione speciale, in questo contesto, merita l’Abruzzo, dove nei primi sei mesi del 2026 si è registrata una crescita turistica superiore alla media nazionale, con un +7,2% negli arrivi e un +7,7% nelle presenze. A luglio, l’andamento si è consolidato ulteriormente, arrivando ad un incremento del 6,5% di arrivi e del 67% delle presenze rispetto allo stesso mese del 2025. Particolarmente significativa è stata la performance dei piccoli comuni, che sono cresciuti del 10,9% a livello turistico.

Il risultato delle realtà più piccole è indice di una domanda più diffusa, meno concentrata sulle sole mete tradizionali e più orientata a borghi, aree interne e itinerari territoriali, ma anche di un’offerta ampia e multiforme. L’Abruzzo, infatti, ha dimostrato di saper investire nel turismo, intercettando al meglio la priorità di investire nei borghi per rispondere alle nuove e specifiche esigenze della domanda turistica.

Il ruolo dell’Open Air

Il ruolo dell’Open Air nell’estate 2026 è stato cruciale, il comparto si è dimostrato tra i più attrattivi, ma anche tra i più reattivi alle novità della domanda e tra i più avanzati in termini di servizi offerti. L’Open Air, infatti, è stato in grado di offrire quella flessibilità che, soprattutto tra i giovani e le famiglie, è sempre più tra i requisiti fondamentali per una vacanza.

Questo, senza perdere di vista la qualità dell’accoglienza e la varietà dell’offerta: in una vacanza all’aria aperta convergono elementi di sostenibilità, autenticità, contatto con la natura e conoscenza profonda del territorio. Si tratta di aspetti che stanno diventando prioritari nelle scelte di viaggio sia degli italiani che degli stranieri, e che il comparto ha saputo interpretare e modellare.

Il resto del 2026 è ancora da scrivere, ma le previsioni per la stagione autunnale sono positive, con grande risposta soprattutto dalle realtà più piccole nei periodi di bassa stagione. Settembre, in particolare, potrebbe essere il mese rivelazione dell’anno.

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