Autenticità, flessibilità e relazioni sono alla base delle scelte di viaggio degli italiani, che per questa estate 2026 scelgono le case dei nonni, il turismo di prossimità e la frammentazione delle partenze.
Un turismo che cambia

L’estate 2026 fotografa un turismo in piena trasformazione, e gli studi di settore raccontano i mutamenti di maggior tendenza tra gli italiani in viaggio. Dall’aumento dei costi alle temperature estreme, dalla necessità di controllare maggiormente il budget alle nuove tecnologie, gli italiani non rinunciano al viaggio ma cambiano il modo di viverlo. Emerge che il turista contemporaneo si stia allontanando da un modello standardizzato di vacanza, per orientarsi verso esperienze più personali, flessibili e legate ai propri interessi. La ricerca del relax, il desiderio di trascorrere del tempo di qualità con le persone care, il rapporto con la propria storia familiare e la scoperta delle tradizioni locali diventano oggi componenti sempre più importanti nelle scelte di viaggio.
Autenticità, flessibilità e relazioni
Autenticità, flessibilità e relazioni sono considerati i tre pilastri portanti delle vacanze 2026, legate da un fil rouge di stampo esperienziale che, però tiene sempre conto dell’aspetto economico. Tenere sotto controllo il budget, infatti, è una delle necessità principali per gli italiani. Recenti rilevazioni di Tecnè indicano che quest’anno saranno 24,2 milioni le persone che trascorreranno l’estate senza una vera vacanza turistica, e che chi partirà farà soggiorni da 9,8 giorni. Il 52,8% di chi rinuncia a partire, infatti, deve la decisione alla situazione economica, e anche chi parte intende prestare maggiore attenzione alla spesa: il budget medio destinato alle vacanze scende a 1.165 euro pro capite per le vacanze estive, e la tendenza è quella di distribuire questa disponibilità su più periodi, riducendo la spesa relativa a ciascun soggiorno in favore di un’esperienza diffusa.
Piuttosto che concentrare tutto il budget in un’unica lunga vacanza, gli italiani sembrano quindi preferire soggiorni più brevi e diversificati, capaci di adattarsi maggiormente alle nuove esigenze di flessibilità dettate sia dalla stagionalità dei prezzi che della gestione delle ferie e del tempo libero. Un altro elemento fondamentale da considerare, infatti, è l’aumento delle prenotazioni last minute, che quest’anno sono particolarmente diffuse soprattutto tra i più giovani, che decidono all’ultimo se partire, e dove andare.
Valore alle radici

Una delle tendenze più interessanti tra i viaggiatori della Gen Z, che emerge dall’Osservatorio Polara, è quella di ricercare esperienze autentiche e personali nelle proprie radici: il 31% dei giovani sceglie una vacanza anche con l’obiettivo di incontrare i nonni, gli amici e i parenti, in una sorta di ritorno alle origini che fa assumere al viaggio una dimensione che va oltre il semplice svago. In questo senso, il valore della vacanza non è determinato unicamente dalla destinazione, ma piuttosto dalla possibilità di stabilire una connessione con qualcosa di autentico e significativo.
Tecnologia, relax e territorio
Di conseguenza, si cercano vacanze più personalizzate, e per crearle si utilizza sempre più la tecnologia. L’intelligenza artificiale in particolar modo, sta entrando nelle varie fasi del viaggio, dalla ricerca all’organizzazione: il 47,5% dei vacanzieri usa l’IA per risolvere problemi e confrontare offerte, mentre il 46,9% si affida ad essa per ricevere suggerimenti pertinenti rispetto alle proprie esigenze. Anche il relax assume un’importanza crescente, e con la sua ricerca sembra diminuire la necessità di far vedere agli altri cosa si sta facendo.
In questo senso, tranquillità e benessere superano la condivisione social, che pure rimane rilevante, ma che non cerca più l’approvazione altrui né richiede una presenza e una visibilità costanti. A livello di destinazioni, per chi sceglie di rimanere in patria il mare rappresenta ancora la scelta maggioritaria, seguito dalla montagna, dalle località d’arte e dai laghi. L’Italia, poi, è tra le mete preferite anche degli stranieri, che secondo le più recenti elaborazioni del MITUR, la scelgono più di Spagna e Francia.
Il ruolo dell’Open Air

Il comparto Open Air può trovare uno spazio particolarmente interessante in questa nuova dimensione turistica. La ricerca di soggiorni più flessibili, il contenimento della spesa, il desiderio di contatto con la natura e la crescente attenzione verso esperienze autentiche sono infatti elementi che si integrano con le caratteristiche dell’ospitalità all’aria aperta. Camping, villaggi turistici e glamping possono intercettare una domanda che non cerca più soltanto una destinazione, ma la possibilità di costruire una vacanza personalizzata, combinando relax, attività outdoor, scoperta del territorio e socialità.
Per il comparto, la sfida da vincere è quella di trasformare la flessibilità in un valore, e il rapporto con il territorio in esperienza. L’Open Air è la risposta giusta per il turista sempre meno interessato alla vacanza standardizzata e sempre più orientato verso soggiorni che permettano di rallentare, vivere gli spazi naturali, conoscere le comunità locali e ritrovare un rapporto più autentico con il viaggio.






