Gli eventi di Roma valgono 1,5 miliardi: l’impatto sul turismo

Gli eventi di Roma valgono 1,5 miliardi: i concerti si confermano un traino per il PIL romano e impattano positivamente anche sul turismo.

Grandi eventi e turismo

eventi di roma valgono 1,5 miliardi

I grandi eventi sono forieri da sempre di enormi opportunità per i territori che li ospitano e nel 2026 Roma lo ha dimostrato. Gli ospiti dei grandi eventi rimangono in città per diversi giorni, mangiano nei ristoranti, comprano nei negozi e soggiornano nelle strutture ricettive, generando un indotto notevole e dando vita ad una diversa tipologia di turismo, che non è attratto tanto dalla destinazione quanto da cosa si fa lì in quei giorni specifici e che se soddisfatto dell’accoglienza tornerà.

Si tratta, quindi, di un turismo da incentivare, tanto per la destagionalizzazione quanto per la delocalizzazione dei flussi turistici. Un esempio di grande impatto, in questo senso, viene dalla musica: i concerti romani nel 2026 stanno registrando un boom incredibile sia di partecipazione che di indotto.

Gli eventi di Roma valgono 1,5 miliardi

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L’industria degli eventi contribuisce al PIL romano tra il 5 e il 7% (dato Camera di Commercio di Roma) e l’indotto totale dei grandi appuntamenti si stima a circa 1,5 miliardi di euro. In questo scenario, la parte del leone la fanno i concerti. Roma, infatti, è da sempre una meta privilegiata della scena musicale, sia per la sua importanza a livello internazionale che per la sua posizione strategica al centro dell’Italia. Nel 2026 questa centralità è amplificata da concerti da record, come quello di Ultimo a Tor Vergata. Il concerto, tenutosi il 4 luglio scorso, ha generato numeri incredibili:

  • 2 milioni di euro di tassa di soggiorno;
  • oltre 650.000 euro per gli allestimenti di Roma Capitale;
  • 250.000 spettatori in un’unica data, di cui più di 156.000 provenienti da fuori Roma;
  • 90 milioni di euro di indotto.

Nonostante il suo peso, questo concerto è solamente uno dei tanti appuntamenti musicali ospitati da Roma durante il corso dell’anno, tra spettacoli nei palazzetti, allo Stadio Olimpico e all’Auditorium Parco della Musica, oltre che nei teatri più piccoli e nei locali della città. I turisti dei concerti sono quelli che, nella sfera dei grandi eventi, generano l’indotto maggiore (Assoconcerti), con una spesa media che va dai 200 ai 400 euro a persona per ogni evento, da dividere tra trasporti, vitto e alloggio, e che esclude il prezzo del biglietto. Per il 2026 la spesa extra-biglietto dei grandi concerti live supera i 250 milioni di euro complessivi.

I vantaggi per la città

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Secondo uno studio promosso dal Campidoglio e dall’Assessorato ai grandi eventi, nel triennio 2022-2024 i concerti con più di 5.000 spettatori a Roma hanno generato circa 2,52 miliardi di euro di valore totale, posizionando la Capitale subito dietro le grandi metropoli storiche della musica come Londra e Berlino. La visibilità della città, quindi, sta raggiungendo livelli altissimi non solo a livello nazionale, ma anche europeo e sempre più artisti internazionali scelgono Roma.

Il settore dei concerti genera posti di lavoro e porta vantaggi anche alla ristorazione. Per rendere l’idea della portata del fenomeno, basti considerare gli incrementi di fatturato registrati per i concerti di Max Pezzali, Tiziano Ferro e Geolier dai pubblici esercizi nel raggio di 1,5 km dallo Stadio Olimpico, tra il 40 e il 60% superiori a quelli di una giornata infrasettimanale o del weekend.

L’impatto sul turismo

A livello turistico, i rapporti e i monitoraggi del Dipartimento Turismo del Campidoglio indicano un tasso di occupazione delle camere delle strutture ricettive romane tra il 90 e il 95% nelle serate dei grandi concerti negli stadi, con un aumento della tariffa media giornaliera. Il turista musicale internazionale spende tra i 45 e i 70 euro al giorno per la ristorazione, mentre il turista italiano fuori regione ha una spesa inferiore, compresa tra i 30 e i 45 euro al giorno. Si tratta di un indotto non eccezionale, in quest’ultimo caso, ma che distribuisce molto la spesa in quanto si divide tra street food, pizzerie a taglio, bar e ristoranti.

Di tutt’altro stampo è il pubblico che affluisce all’Auditorium Parco della Musica, soprattutto dal punto di vista economico. Gli spettatori dell’Auditorium, infatti, sono alto-spendenti, si fermano in città più a lungo e generano flussi destagionalizzati e ad alto valore aggiunto per la città. Si parla di circa 1 milione di spettatori l’anno tra concerti, festival letterari, scientifici e rassegne, con picchi di oltre 400.000 biglietti per la programmazione concertistica pop, rock e jazz. Questi ospiti, generalmente, non si limitano al consumo veloce, ma attivano la ristorazione tradizionale e prediligono strutture ricettive di fascia medio-alta.

Le opportunità per l’Open Air
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In questo scenario il comparto dell’Open Air può rappresentare una delle evoluzioni più interessanti dell’offerta turistica musicale romana. Dato il pubblico numeroso, giovane e spesso disposto a spostarsi anche fuori dal centro tipico dei grandi concerti, le strutture ricettive all’aria aperta sono ideali per intercettare la domanda e offrire soggiorni accessibili, immersi nel verde e ben collegati con i luoghi degli eventi.

Inoltre, grazie all’Open Air, questi flussi si possono distribuire in maniera più uniforme sul territorio, valorizzando anche il litorale romano, la zona dei Castelli Romani e le aree naturalistiche circostanti, decentrando l’indotto dalle sole zone limitrofe agli stadi e portando invece valore aggiunto su tutto il territorio. Infine, se ben integrato con la mobilità e il calendario degli eventi, l’Open Air può diventare un alleato strategico per la città, e sostenere la destagionalizzazione attraverso una capacità ricettiva più ampia e una serie di servizi in grado di conquistare il visitatore occasionale e trasformarlo in un ospite di ritorno.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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