Turismo è territorio: al convegno una panoramica a 360° sul settore turistico italiano

Si è tenuto a Roma il convegno nazionale Turismo è territorio di Confturismo Confcommercio, appuntamento durante il quale è stata fatta una panoramica a 360° sulle prospettive future, le sfide e le tendenze che interessano il settore turistico italiano.

Turismo è territorio

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Il convegno “Turismo è territorio”, promosso da Confturismo Confcommercio, è stato l’occasione per approfondire le tematiche che interessano il settore e analizzare le principali sfide da vincere per rimanere competitivi a livello internazionale. Gli argomenti su cui si è strutturato il confronto hanno spaziato dall’importanza crescente della sostenibilità nel turismo ai nuovi trend che si stanno affermando nel panorama italiano.

Dall’affermazione sempre più importante del turismo lento tra le richieste della domanda e nell’offerta turistica, all’Open Air, l’appuntamento annuale di Confturismo Confcommercio ha rappresentato un momento di condivisione, confronto e dibattito. Inoltre, durante il convegno è stato presentato il rapporto di Confturismo sul turismo italiano, strumento fondamentale per pianificare strategie, affrontare le criticità e guardare alle prospettive future del settore.

L’Italia dei cammini

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Tra i dati più rilevanti del report spiccano quelli relativi ai cammini italiani: gli oltre 150 percorsi spirituali distribuiti su circa 33.000 km di itinerari rappresentano un asset strategico che, integrato in un’offerta territoriale coerente, è in grado di innescare dinamiche di rigenerazione urbana e rilancio economico per i borghi, intercettando segmenti di mercato caratterizzati da un’elevata capacità di spesa e da una spiccata propensione al turismo lento e sostenibile.

Come ha ribadito il ministro Mazzi nel suo intervento, il potenziale di crescita è enorme, e gli investimenti futuri riguarderanno in particolare “i cammini spirituali, il cicloturismo e il turismo culturale. L’obiettivo è favorire un turismo spalmato su tutto l’anno e su tutti i territori”. A questo proposito, il 30 luglio verrà lanciato il Cammino di Francesco, un cammino spirituale che anticipa la visita di Papa Leone ad Assisi del 6 agosto e che parte da Firenze, Rimini, Ascoli e Roma per arrivare nel cuore dell’Umbria.

Nasce dall’unificazione dei tronconi di cammini che appartenevano a diverse regioni, e che oggi danno vita ad un unico cammino. Il 16 ottobre prossimo, inoltre, grazie alla collaborazione con la Polonia, nascerà il Cammino di Giovanni Paolo II, sui percorsi di Papa Wojtyla.

Il potenziale dei borghi

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Altra tematica di rilievo nel corso del convegno è stata l’importanza dei borghi italiani, e il loro potenziale ancora ampiamente inespresso. Sui 2.137 Comuni italiani a vocazione turistica situati nelle aree interne, infatti, solo 350 riescono ad esprimere pienamente il proprio potenziale (appena il 16%). Questi riescono a generare oltre 128 milioni di pernottamenti all’anno e una spesa turistica di 25 miliardi di euro, mentre gli altri Comuni raggiungono i 33 milioni di pernottamenti complessivi, e i 6 miliardi di euro di spesa.

Si tratta di un divario importante, che evidenzia i margini di crescita ancora raggiungibili: le stime del rapporto riportano che una maggiore valorizzazione di queste destinazioni potrebbe generare 1,6 miliardi di euro di PIL aggiuntivo e circa 14.000 nuovi posti di lavoro. Come sottolinea anche Manfred Pinzger, presidente di Confcommercio, “i risultati della ricerca dimostrano che i centri minori possono diventare uno dei principali motori di sviluppo del turismo italiano”.

Il Giro d’Italia per cicloturisti

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Il cicloturismo è un’altra modalità di fruizione del territorio che negli ultimi anni ha riscontrato un interesse altissimo di pubblico e anche uno sviluppo notevole a livello territoriale, portando riqualificazione ambientale e nuove opportunità economiche. Si tratta di un trend che non solo sta permettendo ai territori di ampliare l’offerta turistica, ma che sta favorendo anche la destagionalizzazione e la diffusione del turismo lento nelle aree interne del Paese, dando vita a progetti condivisi, nuove idee e nuovi percorsi e servizi pensati ad hoc per le due ruote. In proposito si è ipotizzato un Giro d’Italia dedicato ai cicloturisti, da svolgersi in parallelo con quello dei professionisti, in una sorta di competizione amatoriale fatta di tappe in cantine e frantoi, altra ricchezza dell’Italia meno conosciuta.

L’Open Air nel turismo italiano

Nel corso del convegno, il presidente di FAITA Federcamping, Alberto Granzotto, ha evidenziato poi il ruolo sempre più strategico del turismo all’aria aperta all’interno del panorama turistico nazionale, sottolineando come il comparto rappresenti oggi circa il 16% dell’offerta ricettiva italiana e stia vivendo una fase di crescita non solo quantitativa, ma soprattutto qualitativa. Oggi i viaggiatori chiedono un rapporto autentico con il territorio, contatto con la natura, sostenibilità, accessibilità ed esperienze, valori che da sempre caratterizzano il settore e che trovano un riconoscimento e un’espressione sempre più ampi.

Le strutture ricettive hanno investito nell’accoglienza, nei servizi e nell’evoluzione delle unità abitative, ma anche nel rafforzamento dell’offerta della vacanza nella natura, con un focus particolare sull’enogastronomia e sulle attività legate al benessere, allo sport e al turismo lento. Nell’Open Air la permanenza media è più lunga rispetto ad altre tipologie ricettive, e favorisce la scoperta delle destinazioni e delle realtà locali. Come sottolinea lo stesso Granzotto, “il turista dell’Open Air vive il territorio, lo visita, utilizza la mobilità dolce e contribuisce in maniera significativa all’economia locale”.

Il presidente di FAITA ha infine sottolineato come il turismo all’aria aperta abbia progressivamente ampliato il proprio posizionamento sul mercato, arrivando a intercettare anche segmenti di alta gamma.

Le sfide da vincere
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L’Italia è una delle destinazioni di punta nel panorama europeo. Per rimanere competitivi e continuare a rappresentare una certezza in termini di accoglienza e offerta, bisogna guardare oltre l’ordinario, ed impegnarsi su integrazione infrastrutturale, accessibilità e innovazione tecnologica. Il territorio italiano possiede tutte le carte in regola per diventare un hub di riferimento di questi nuovi modi di fare turismo, ma è necessario supportare questi cambiamenti con progetti concreti e in sinergia con le istituzioni locali.

Le sfide principali da vincere per l’Italia sono la destagionalizzazione e la distribuzione più razionale dei flussi turistici, obiettivi perseguibili unicamente attraverso la capacità delle imprese di fare sistema: solo attraverso una governance condivisa tra enti locali e istituzioni sarà possibile pianificare politiche di sviluppo che rendano il territorio una destinazione esperienziale d’eccellenza. Il raggiungimento di questi obiettivi passa per infrastrutture più efficienti, collegamenti migliori, innovazione digitale e una governance condivisa del territorio. Il patrimonio italiano, fatto di paesaggi, borghi, cultura, produzioni locali e stile di vita rappresenta un vantaggio distintivo da raccontare e valorizzare: è questa unicità che permette all’Italia di distinguersi dai competitor internazionali e di rafforzare la competitività del sistema turistico.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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