I dati del Viminale premiano il record di turisti in Piemonte nella prima metà dell’anno, facendo registrare alla regione una crescita che sfiora le due cifre sugli arrivi e piazzandola di diritto nel podio italiano per attrattività turistica.
Record di turisti in Piemonte

Il 2026 è un anno particolarmente positivo per il turismo in Piemonte, che sta vedendo crescere gli arrivi e le presenze e che consolida sempre più la propria posizione in termini di attrattività turistica. A dirlo sono i dati del Viminale, che raccontano un incremento del 9,22% sugli arrivi nel primo semestre dell’anno, rispetto al 2025. Si tratta di un risultato che permette al Piemonte di scavalcare sia la Puglia che la Sardegna, che registrano rispettivamente una crescita degli arrivi del 7,43% e 8,24%. Il sorpasso si conferma anche per i valori assoluti degli arrivi, che vedono per il Piemonte il raggiungimento dei 5,5 milioni complessivi nel 2025.
Questi dati dimostrano un interesse crescente del pubblico sia italiano che internazionale nei confronti della regione, che arriva a competere anche con le principali destinazioni balneari, storicamente inarrivabili dal punto di vista turistico. Queste, infatti, vincono ancora dal punto di vista della durata dei soggiorni, ma il Piemonte guadagna terreno grazie ad un appeal che dura 12 mesi, e che non si limita al trimestre estivo: se la media piemontese si attesta a 2,6 giorni, la Puglia arriva a 3,5 e la Sardegna a 4,3, ma i 14,4 milioni di presenze del Piemonte non sono troppo distanti dai 15,6 milioni della Sardegna e dai 17,9 milioni della Puglia.
Grazie a questi numeri, il turismo sta diventando un motore sempre più potente nell’economia della regione, e l’obiettivo del 10% del PIL si fa ogni anno più tangibile. La partita piemontese, per raggiungere questo target, si gioca tutta sulla professionalizzazione del sistema di accoglienza turistica e dall’extra-alberghiero.
Il ruolo dell’Open Air

A livello nazionale, il comparto dell’extra-alberghiero ha registrato una crescita del 7,46% rispetto ai risultati del 2025, confermandosi un pilastro del settore turistico italiano. Proprio in Piemonte, l’extra-alberghiero in generale, e l’Open Air in particolare, rappresentano una leva strategica di crescita non indifferente, in grado di intercettare una clientela estera ad alta capacità di spesa e di favorire la destagionalizzazione e il decentramento dei flussi, portando ospiti internazionali su tutto il territorio in maniera diffusa. Grazie al legame strettissimo con l’enoturismo e il turismo gastronomico, l’Open Air piemontese gode di un appeal elevato nei confronti degli amanti del buon vino e delle degustazioni di prodotti locali, soprattutto nella zona delle Langhe.
Anche la montagna dimostra una versatilità che va ben oltre i soli sport invernali, offrendo possibilità agli appassionati di alte quote anche in primavera, in estate e in autunno. Dai progetti di riqualificazione ad una maggiore offerta in termini di servizi dedicati e attività ad alto valore esperienziale sia di carattere sportivo che dilettantistico, poi, il cicloturismo rappresenta per l’Open Air piemontese un’opportunità da sfruttare per crescere ancora. L’offerta outdoor piace particolarmente al pubblico del Nord Europa, che si sta dimostrando interessato a scoprire il territorio ne suo insieme.
Punti di forza e criticità

Questi risultati si devono a un mixdi fattori, tra cui l’implementazione dei trasporti aerei, grazie all’aeroporto di Caselle, che funge da base fissa di Ryanair e WizzAir. Lo scalo ha superato i 5 milioni di passeggeri e ha prodotto un impatto economico superiore a 225 milioni di euro. Buoni anche i risultati sul fronte della promozione internazionale e dell’intersezione con l’agroalimentare, mentre i grandi eventi confermano le performance positive degli anni passati, con ricadute economiche e culturali importanti nel solco della sostenibilità.
Tuttavia per continuare a registrare risultati così positivi è necessario implementare la rete di trasporti e la mobilità, ma non solo. Gli obiettivi del Piemonte riguardano anche la transizione industriale, il rafforzamento delle soluzioni green e l’ampliamento dell’offerta turistica targettizzata su un pubblico più specifico.




