Proteggere spiagge e turismo: l’obiettivo della Regione per il Lago Maggiore

Proteggere spiagge e turismo è l’obiettivo che ha guidato la Regione Piemonte nella decisione di aumentare il limite idrico dopo l’innalzamento del Lago Maggiore a 1,40 metri.

Gestione idrica del Lago Maggiore

Proteggere spiagge e turismo

In seguito all’innalzamento del Lago Maggiore a 1,40 metri, lo scorso 20 maggio si è tenuto a Verbania un vertice a cui hanno partecipato le autorità locali per decidere il da farsi e coordinare la gestione idrica del lago. All’incontro erano presenti esponenti istituzionali, come il Presidente della Provincia Giandomenico Albertella, il Presidente della Regione Alberto Cirio (in videocall), l’Assessore Regionale all’Ambiente Matteo Marnati, e l’Assessore all’Agricoltura e al Turismo Paolo Bongioanni (anch’esso da remoto). Al tavolo ha partecipato il vicepresidente di Faita Piemonte Maurizio Baldini. In quella sede è stata presentata la strategia della Regione per trasformare una criticità in un’opportunità economica. Per farlo, si intende sfruttare la Legge n.18, che permette di sostenere le strutture ricettive con contributi a fondo perduto derivanti dai fondi europei.

Si tratta di una proposta che tranquillizza i sindaci dei comuni lacustri e garantisce il proseguimento della stagione in totale sicurezza. Gli interventi saranno valutati da una cabina di regia coordinata dalla Regione.

Proteggere spiagge e turismo

Proteggere spiagge e turismo

Innanzitutto, sarà necessario mettere in sicurezza i litorali attraverso barriere e sistemi di protezione, al fine di evitare allagamenti nelle zone della balneazione. Parallelamente però, la Provincia chiede di sospendere l’innalzamento del livello massimo consentito durante i mesi di giugno e luglio, per evitare la scomparsa dei villeggianti dalle spiagge. Questi, infatti, rappresentano una risorsa vitale per il territorio e la sua economia, e la stagione estiva è la più importante in assoluto per il turismo lacuale. Il timore, infatti, è che la pianificazione idrica possa collidere con il calendario delle vacanze, trasformando le spiagge in zone inaccessibili proprio nel momento di maggiore affluenza e maggior rilevanza economica.

Un cambio di paradigma epocale

Le sorti dell’estate sul Lago Maggiore, infatti, dipenderanno interamente dalle innovazioni e dai nuovi modi che i ricercatori saranno in grado di trovare per lo svaso dell’acqua. In particolare, si definirà un protocollo operativo di calendarizzazione dei lavori sulle sponde prima che arrivino eventi meteo violenti, nell’alveo di una strategia condivisa per la regolazione delle acque e nella gestione ordinaria. Si tratta di un cambio di paradigma epocale, che potrebbe aprire la strada ad altre aperture simili in diversi contesti.

Riflessioni per l’Open Air
Proteggere spiagge e turismo

Il turismo lacuale del Lago Maggiore rappresenta per l’Open Air una risorsa di grande valore, e come tale la questione della gestione idrica e della salvaguardia della stagione merita un’attenzione particolare. Assicurare agli operatori che le strutture ricettive potranno contare su fondi per la messa in sicurezza e su interventi mirati per scongiurare l’eventualità di allagamenti ed esondazioni è cruciale per la stagione ormai prossima e per il lungo periodo. La tutela del Lago, delle sue sponde e delle sue spiagge è primaria per l’Open Air, che si impegna a fornire il proprio supporto operativo e decisionale in qualsiasi scenario.

Destagionalizzazione: un nodo cruciale

Quanto detto finora fa emergere forte e chiara la necessità sempre più impellente di puntare tutto sulla destagionalizzazione. Un territorio, infatti, non può giocare una partita di 12 mesi contando solo su poche mensilità, poichè nel momento in cui queste dovessero risultare fallimentari per qualsiasi motivo (strategico, geopolitico o meteorologico, come nel caso del Lago Maggiore), si dovrebbe attendere la stagione successiva per rimettersi in piedi. Questo non può e non deve accadere, e affinchè si riesca nell’intento di attrarre pubblico tutto l’anno, sono necessarie azioni immediate e strategiche, che guardino al lungo periodo.

Distribuire i flussi in maniera più significativa diventa così obbiettivo primario: dagli investimenti in comunicazione alla creazione di un’offerta turistica su base annuale, ogni territorio deve attivarsi; quello che sta accadendo al Lago Maggiore può aprire gli occhi sulla necessità di un’azione tempestiva in questo senso.

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