L’estate degli italiani: dove e come si viaggerà nel 2026

Da cosa sarà caratterizzata l’estate degli italiani 2026 lo rivela una ricerca dell’Osservatorio Future for Tourism di Ipsos Doxa.

L’estate degli italiani: dove e come si viaggerà nel 2026

L'estate degli italiani

Il 2026 è un anno molto particolare dal punto di vista turistico. La motivazione principale sta nelle tensioni geopolitiche internazionali che interessano l’area del Medio Oriente, e che hanno contribuito a diffondere un’atmosfera di incertezza e dubbio tra i viaggiatori. La risposta a questo sentimento, però, non è la rinuncia al viaggio, ma piuttosto una riconfigurazione della vacanza. Gli italiani, infatti, vogliono partire comunque, ma stanno scegliendo modalità e destinazioni diverse dai soliti tracciati.

Proprio su queste nuove tendenze e abitudini emergenti si è focalizzata una ricerca dell’Osservatorio Future for Tourism di Ipsos Doxa intitolata L’estate degli italiani: dove e come si viaggerà nel 2026. Come spiega Katia Cazzaniga, Senior Director Corporate Reputation di Ipsos Doxa, “non si è contratta la voglia di vacanze degli italiani, nonostante la complessa situazione geopolitica e l’aumento generalizzato dei prezzi”: 7 persone su 10 sono pronte a partire, ma in modo diverso. Nonostante questo dato sia perfettamente in linea con quello registrato nel 2025, al suo interno cela fenomeni diversi, che spaziano dalla questione economica alle strategie di pianificazione.

Le tendenze dell’estate 2026

L'estate degli italiani

Un primo dato rilevante riguarda gli indecisi : per 6 intervistati su 10 a pesare maggiormente è la difficoltà economica, che influisce sul budget, sulla destinazione dei fondi e sulla scelta del periodo. Vitto e alloggio rappresentano ancora la voce di spesa a cui si destina la percentuale maggiore del budget a disposizione, mentre si riducono le spese extra e lo shopping. A livello di periodo, nel 2026 si assiste per la prima volta ad un sorpasso del mese di luglio sul mese di agosto, in fatto di preferenze: l’aspettativa è che il costo di alloggi e trasporti sia più basso, il che permetterebbe di aggiungere esperienze e attività alla vacanza.

Altro fattore che si sta dimostrando cruciale nella scelta del periodo, è l’overtourism. Sempre più italiani, infatti, cercano di evitare i periodi di alta stagione per sfuggire al turismo di massa e non dover avere a che fare con folle di turisti, code alle attrazioni principali e disagi legati alla vivibilità dei luoghi. Agosto rimane un mese molto gettonato, ma quest’anno è dominato da chi si sposta verso le seconde case o trascorre le ferie ospite di amici e parenti.

Settembre, invece, è il mese prediletto di coppie e amici senza figli, che approfittano della riapertura delle scuole per trovare meno affollamento e prezzi più bassi. Cambia anche la durata della vacanza: i soggiorni tendono ad accorciarsi e, se i weekend tengono ancora piuttosto bene, diminuiscono le ferie prolungate. Inoltre, durante la stessa stagione diventa sempre più raro l’affiancamento tra fine settimana singoli e vacanze più lunghe, e la sovrapposizione di più viaggi in periodi ridotti è meno frequente rispetto agli anni scorsi.

Cambiano le strategie di viaggio

L'estate degli italiani

Questi dati fotografano un’Italia segnata da dinamiche nuove. Le dinamiche geopolitiche internazionali, infatti, hanno fatto emergere un progressivo abbandono delle prenotazioni a lungo termine. Allo stesso modo, i viaggi di lungo raggio stanno perdendo terreno in favore delle mete di prossimità. Oltre 6 italiani su 10, infatti, questa estate rimarranno in Italia, mentre solo 4 si spingeranno oltre confine, principalmente verso Spagna e Francia. A livello di modalità di pianificazione e organizzazione del viaggio, risulta sempre più rilevante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Il ricorso ad agenzie di viaggio e tour operator, però, è più frequente quando si sta pianificando un viaggio a lungo raggio, in quanto aumenta la percezione di sicurezza e tranquillità.

L’evoluzione delle abitudini di viaggio degli italiani rappresenta un’opportunità di crescita significativa per il comparto Open Air, che per sua stessa natura è in grado di rispondere a molte delle nuove esigenze degli ospiti. Ad una richiesta di flessibilità, sostenibilità e accessibilità, infatti, il comparto risponde coniugando libertà, contatto con la natura e controllo della spesa. Grazie al crescente interesse per le mete di prossimità e per i soggiorni distribuiti al di fuori dell’alta stagione, inoltre, l’Open Air è da tempo uno dei principali interpreti di un modello di turismo diffuso e destagionalizzato. In un periodo dove incertezza e cambiamenti repentini costituiscono le caratteristiche principali dei viaggi, la capacità di offrire esperienze autentiche, prenotazioni flessibili e un forte legame con il territorio trasforma il comparto in un protagonista della nuova estate italiana.

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