Investire sulla formazione come traino del settore Open Air è una strategia utile per puntare verso un’ospitalità d’eccellenza che caratterizza il comparto. Ecco i principali aspetti da considerare e valorizzare, e le figure su cui puntare per un’accoglienza sempre più qualitativa.
Ospitalità d’eccellenza

Gli ospiti di oggi sono sempre più esigenti, e richiedono non solo servizi diversificati, ma anche risposte e soluzioni innovative a nuove problematiche. Dalla tematica della sostenibilità alle esigenze esperienziali, la domanda turistica diventa ogni giorno più attenta, e anche a fronte di listini più impegnativi, non è più disposta a lesinare sulla qualità dell’accoglienza. Il comparto dell’Open Air ha ridisegnato il proprio profilo, e proprio in virtù di questo restyling, oggi gli ospiti sono diventati più esigenti e carichi di aspettative.
La chiave di volta sta nello strumento formativo: per accogliere pubblici diversi necessitano competenze nuove, sensibilità e visione strategica. Chi accoglie la clientela ha a che fare con le età più disparate, esigenze di accessibilità diverse e attenzioni particolari, nessuna delle quali deve può essere ignorata o sottovalutata.
Per questo, la capacità di accogliere e gestire con professionalità ogni casistica rappresenta oggi una delle sfide più importanti per il comparto dell’Open Air. Sfida che si può vincere attraverso programmi ad hoc, percorsi formativi specifici e l’applicazione di nuove tecnologie digitali ai sistemi di gestione più obsoleti. Non si tratta, quindi, solamente di assumere nuovo personale qualificato, ma di supportare lo sviluppo e l’aggiornamento costante anche dei dipendenti storici.
Una domanda più esigente

Il nodo cruciale sta tutto nelle aspettative degli ospiti: oggi non basta più offrire una mobile home, una safari tent, un bungalow, o una semplice piazzola ma servono anche tutta una serie di servizi aggiuntivi oltre gli standard. I nuovi clienti chiedono attenzione, cura, inclusione, accessibilità, esperienze e una connessione continua con le ultime tendenze. In questo senso, un turista digitale adotta un approccio diametralmente opposto ad una famiglia in cerca di vacanza, ma necessita ugualmente di attenzioni e risoluzione dei problemi. Saper interpretare questa diversità di bisogni significa creare valore, aumentare la soddisfazione del cliente e rafforzare la reputazione dell’azienda, aumentando anche la competitività nel mercato internazionale.
La formazione come traino del settore Open Air
In quest’ottica, la strategia migliore da adottare è quella di investire sulla formazione, poichè un personale preparato riesce ad anticipare le richieste degli ospiti, a prevenire le criticità e a trasformare eventuali problemi in opportunità di fidelizzazione. Guardando il tutto da una distanza maggiore, equivale anche a tutelare la struttura sotto il profilo organizzativo e gestionale, assicurando procedure corrette, standard condivisi e competenze aggiornate, le quali riducono gli errori e le situazioni che potrebbero compromettere l’esperienza del cliente e generare recensioni negative.
All’atto pratico, ci si può formare su più fronti, da quello informativo, per conoscere i diversi target di riferimento e comprenderne comportamenti e aspettative, a quello gestionale, per introdurre procedure all’avanguardia e facilitare il più possibile l’esperienza del cliente all’interno della struttura ricettiva. Inoltre, la formazione più importante di tutte è quella relazionale: in un mondo sempre più digitale, le competenze e il rapporto umano rimangono ciò che fa la differenza tra un soggiorno che è andato bene e un’accoglienza sensazionale.
I punti cardine dell’accoglienza OA

La migliore formazione specifica per l’Open Air è quella che si focalizza sugli aspetti caratterizzanti del comparto: accoglienza in un ambiente all’aria aperta, problem solving trasversale, conoscenza del territorio, accessibilità, inclusione e sostenibilità. In reception, ad esempio, al semplice check-in e controllo documentale serve aggiungere intraprendenza, sorriso e spirito di risoluzione dei problemi in ambiti e campi diversi, che spaziano dalla gestione delle prenotazioni alle informazioni riguardo i servizi interni della struttura. Il più possibile in lingua madre dell’ospite
Sul fronte della conoscenza del territorio, è necessario saper indicare agli ospiti le esperienze più di valore, le attività che permettono loro di scoprire meglio le tradizioni locali e anche fornire informazioni riguardo piatti tipici, eventi culturali e intrattenimento. Allo stesso modo, è essenziale essere preparati ad accogliere qualsiasi tipo di ospite, con qualsiasi necessità di accessibilità. Infine, serve una preparazione specifica nei confronti dell’inclusività, per via del carattere accogliente e aperto dell’Open Air, e della possibilità che molte strutture offrono anche dal punto di vista occupazionale, sapendo integrare nell’accoglienza anche capacità diverse dallo standard.
Infine, la sostenibilità non va mai persa di vista, soprattutto nel panorama turistico moderno, in cui gli ospiti sono sempre più attenti e consapevoli riguardo scelte e approcci alla vacanza. Un personale formato su tutti questi aspetti garantisce un buon funzionamento dell’azienda, ma anche un ottimo ritorno d’immagine, un contatto reale con gli ospiti e un servizio d’eccellenza che sicuramente ripaga sia a livello economico che di recensioni online.




