Pordenone Capitale della Cultura 2027: sfide, opportunità e strategie

Il Comitato Promotore di Pordenone Capitale della Cultura 2027 si è riunito per tracciare le linee guida e fare il punto sulle sfide da vincere, le opportunità da cogliere e le strategie da mettere in atto per l’anno che verrà.

Pordenone Capitale della Cultura 2027

Pordenone capitale della cultura 2027

La nomina a Capitale della Cultura porta con sé responsabilità, opportunità di crescita e una visibilità eccezionale. Nei giorni scorsi si è aperto il confronto e sono stati presi i primi accordi per il decoro urbano, interventi sulle strade, imbandieramento della città e riqualificazione degli spazi pubblici.

In totale, i progetti che porteranno Pordenone al 2027 nel suo abito migliore sono 52, divisi in 4 macro-aree:

  • i progetti Landmark: grandi interventi tra cui il recupero di Villa Cattaneo, il Teatro urbano e le stazioni della fotografia (alcuni dei quali già avviati);
  • i progetti di rete: in collaborazione con associazioni, istituzioni e soggetti culturali;
  • i progetti territoriali: costruiti insieme ai Comuni dell’intera provincia;
  • i progetti di formazione: Pordenone Scuola Capitale.

Una visione di ampio respiro

Pordenone capitale della cultura 2027

La strada per arrivare alla nomina della città come Capitale della Cultura 2027 è stata lunga e laboriosa. In particolare, quest’anno sarà dedicato alla comunicazione, alla costruzione dell’attesa e dell’aspettativa nel grande pubblico. La visibilità internazionale, infatti, permetterà a Pordenone di farsi conoscere in tutto il mondo, e di presentare le sue bellezze e la sua offerta agli appassionati di storia, tradizioni, paesaggi e cultura in ogni dove.

Per riuscirci, la proposta di Promo Turismo Fvg è di rendere la città protagonista di una strategia integrata e coordinata con le attrattività promozionali dell’ente sia in Italia che all’estero. L’obiettivo è quello di creare un’offerta che sia in grado di dialogare con segmenti di pubblico diversi, parlando di cultura, enogastronomia e outdoor.

Il ruolo dell’Open Air

Pordenone capitale della cultura 2027

Dal punto di vista turistico, Pordenone punta molto sull’Open Air, riconoscendo l’importanza crescente del comparto della domanda degli ospiti. Sempre più spesso, infatti, i turisti chiedono spazi aperti, attività outdoor e a contatto con la natura. La valorizzazione del territorio, la sinergia con l’enogastronomia, la sostenibilità, l’inclusione e l’accessibilità sono tutti fattori chiave che la città vuole evidenziare nella sua offerta turistica, e che trovano applicazione diretta nelle strutture ricettive Open Air.

Sebbene in città la compagine outdoor non rappresenti la maggioranza della ricettività cittadina, il suo ruolo diventa sempre più importante a livello internazionale, essendo l’Open Air una modalità di punta dei mercati europei. Le strutture si dicono pronte a fare la loro parte nell’accoglienza del 2027, mettendosi in prima linea e aprendosi a collaborazioni e sinergie con il resto degli attori territoriali. A questo proposito, spicca il Progetto montagna del Teatro Verdi, nato dalla collaborazione con il CAI sezione di Pordenone, che promuove l’attenzione verso la montagna, le persone che la vivono, la valorizzazione dell’ambiente e la salvaguardia del territorio.

Oltre il 2027

Il riverbero della visibilità cui Pordenone sarà sottoposta nel 2027 andrà ben oltre il prossimo anno. Per questo è opportuno che il titolo di Capitale della Cultura si interpreti in maniera prospettica e con una risonanza mediatica internazionale. Per farlo la città deve mettersi in moto sul fronte della viabilità, dell’accessibilità e dell’attrattività anche nei periodi di bassa stagione, creando un’offerta in grado di valorizzare le singole stagionalità e le tradizioni locali, i festival e la quotidianità. L’opportunità per Pordenone di diventare una destinazione dall’appeal internazionale va colta con l’obiettivo di creare un vero e proprio brand destinato a durare nel tempo, grazie ad un filo conduttore chiaro, riconoscibile ed inclusivo, anche per agricoltura e artigianato locali.

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