Nel panorama turistico attuale la pizza italiana vale 15 miliardi di euro e si conferma come il piatto-bandiera della tavola italiana nel mondo. Eccellenza indiscussa, la pizza domina la richiesta dei viaggiatori stranieri e invita al contatto con il territorio.
La pizza italiana vale 15 miliardi di euro

In occasione del World Pizza Day, che si celebra ogni anno nel mese di gennaio, l’Osservatorio Socio-Economico della Pizza Napoletana ha divulgato il valore annuo del comparto della pizza in Italia: 15 miliardi di euro. Si tratta di un valore notevole, che rappresenta non solo l’eccellenza enogastronomica italiana, ma anche un pilastro fondamentale dell’intera economia nazionale. La presenza sul territorio italiano di questo alimento è capillare, e non esiste città dove non si possa mangiare pizza.
In particolare, si contano 50.000 locali, per un totale di 300.000 lavoratori e più di 8 milioni di pizze sfornate ogni anno. A fare la fortuna della pizza è sia il suo gusto inconfondibile, che racconta un territorio in ogni sua sfaccettatura, sia il suo prezzo, che rimane competitivo e accessibile a tutti anche in tempi di rincari e innalzamento dei prezzi delle materie prime. Si tratta di un prodotto evergreen, che il mondo intero tenta di replicare ma che solo in Italia si mangia nel modo autentico, e questo i turisti lo sanno bene.
La domanda internazionale di pizza

La pizza, infatti, rappresenta il piatto di bandiera per l’Italia, e nel corso della storia è diventato un vero e proprio simbolo culturale e identitario. All’estero, soprattutto, la pizza italiana gode di una fama enorme (e interamente meritata), e questo piatto è la prima cosa che i viaggiatori internazionali vogliono mangiare una volta arrivati in Italia. Con il passare degli anni la domanda è mutata e ha subito importanti cambiamenti, che però non hanno mai intaccato l’interesse nei confronti di questa eccellenza.
A cambiare sono stati i singoli elementi: la domanda di oggi chiede farine diversificate, opzioni senza glutine, condimenti gourmet e metodi di lavorazione che spaziano da quelli più tradizionali a quelli più innovativi. Inoltre, chi si siede in pizzeria fa molta più attenzione alla digeribilità degli impasti, alla provenienza e alla qualità dei prodotti utilizzati, informandosi prima ancora di prenotare e chiedendo molte più informazioni ai camerieri di sala. Si tratta di cambiamenti che derivano dal mutamento delle abitudini sociali, e anche da diversi stili di alimentazione, dall’attenzione al territorio e anche alla sostenibilità delle filiere enogastronomiche. Oggi, mangiare una pizza, non è più unicamente una questione di palato, ma assume una dimensione ben più ampia, che tocca la cultura, l’ambiente, l’artigianalità e la comunità.
Il legame diretto con il territorio

In questo senso, la pizza italiana diventa un ponte tra culture, avvicinando ospiti stranieri non solo ai sapori italiani, ma anche alle tradizioni locali e al territorio. Dal punto di vista dell’Open Air, la pizza diventa un elemento strategico dell’offerta, declinandosi non solo in menù diversificati e una scelta maggiore di opzioni, ma anche in attività partecipative, workshop, eventi e avvicinamento al territorio. Quando gli ospiti arrivano in Italia, infatti, vogliono conoscere le tradizioni della terra che li accoglie, scoprire quali sono i prodotti più importanti, come si usano e, soprattutto, vogliono portare a casa con sé quel sapere per replicarlo, raccontarlo e riviverlo.
La pizza, così, assume un valore esperienziale enorme, da valorizzare e sviluppare sia per ampliare l’offerta turistica, sia per sensibilizzare riguardo l’importanza delle filiere corte, dei riconoscimenti di qualità (DOP, DOCG, IGP), della sostenibilità e dell’artigianalità autentica. L’Open Air è naturalmente connesso a tutto ciò che proviene dalla terra, e la pizza è uno dei tantissimi elementi territoriali da valorizzare, declinare e promuovere tra gli ospiti stranieri, in grado di avvicinare alla tradizione culinaria italiana e anche di creare fidelizzazione, turismo di ritorno e un indotto generale di ampia gittata.
L’enogastronomia e l’esperienzialità rappresentano due colonne portanti del turismo moderno, cui si aggiungono la sostenibilità ambientale e l’autenticità: con una strategia integrata e orizzontale, l’Open Air può creare un’offerta turistica che risponda a tutte le richieste degli ospiti, dando vita a percorsi tematici, laboratori a partecipazione attiva e degustazioni. Un’offerta basata sulla pizza, piatto-bandiera italiano per eccellenza, non può che essere vincente.




