Pasqua en-plein-air: i viaggi all’aria aperta conquistano il 2026

I viaggiatori quest’anno vogliono vivere una Pasqua en-plein-air: il comparto del turismo all’aria aperta segna numeri importanti, e conquista un terzo del mercato.

Pasqua en-plein-air: il successo dell’Open Air

Pasqua en-plein-air

Con la Pasqua 2026 l’ospitalità Open Air festeggia un risultato di notevole importanza: il comparto accoglierà il 33% delle prenotazioni totali. A scegliere una vacanza a contatto con la natura e all’aria aperta sono sia turisti stranieri che domestici, i quali approfitteranno delle prime giornate di primavera per fare campeggio in tenda, alloggiare in confortevoli mobilehome o in camper. L’Open Air attira principalmente le coppie, che lo sceglieranno nel 60% dei casi, rimanendo un’opzione marginale per chi viaggia in solitaria (5%) e con gli amici (2%).

Bene invece, per le famiglie, che mostrano un gradimento costante e continuo verso il comparto, e che apprezzano la possibilità di portare in vacanza con loro anche gli amici a quattro zampe. Il segmento dei viaggi pet-friendly, grazie all’Open Air, sta acquisendo un rilievo sempre maggiore in Italia, e per questa Pasqua 2026 le prenotazioni che includono anche un pet sono circa il 10% del totale.

Pasqua 2026 tra la guerra e le partenze

Pasqua en-plein-air

Le vacanze della Pasqua 2026 sono caratterizzate da un clima incerto, sospeso tra la voglia di partire e l’atmosfera globale di tensione geopolitica. In questo scenario, secondo i dati dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio e Swg, saranno più di 9 milioni gli italiani che si metteranno in viaggio e sfideranno sia i rincari che i conflitti. Si tratta di una situazione singolare, che se da un lato non regge il confronto con la Pasqua dello scorso anno (che ha visto muoversi 11,3 milioni di italiani), dall’altro ha dalla sua diverse giustificazioni a questo divario numerico.

Ad esempio la sequenza favorevole di ponti e festività che hanno caratterizzato la Pasqua ’25: cadeva il 20 aprile, a brevissima distanza dalla Festa della Liberazione e dalla Festa dei Lavoratori. Quest’anno, weekend lungo di Pasqua sarà caratterizzato da soggiorni più brevi rispetto al 2025, ma che porteranno valore soprattutto ai territori di prossimità e alle aree rurali. In molti, infatti, hanno scelto destinazioni poco affollate e a stretto contatto con la natura.

Le mete più gettonate

Pasqua en-plein-air

Dal punto di vista della destinazione, l’84% dei vacanzieri ha deciso di rimanere in Italia, e tra questi la maggioranza trascorrerà la Pasqua in Toscana e in Campania. Il 9% opterà invece per l’Europa, mentre l’11% si spingerà oltre i confini dell’UE. Considerando la tipologia di vacanza, invece, le preferenze degli italiani riguardano il mare nel 29% dei casi, la montagna nel 14% e le città d’arte per un altro 14%.

Questi numeri mostrano una prudenza notevole, ma un altrettanto notevole voglia di non rinunciare a viaggiare. Se le tensioni si protrarranno, le cose cambieranno sicuramente e il turismo subirà pesanti ripercussioni, ma per ora non si è ancora lì, anzi. Anche i viaggiatori stranieri, infatti, stanno dimostrando un costante gradimento per l’Italia, scegliendola come meta per le vacanze di Pasqua. A farlo sono principalmente i turisti tedeschi, quelli inglesi e quelli svizzeri, dimostrando ancora una volta il grande appeal che l’Italia esercita sul mercato internazionale.

Se lo scorso anno i turisti hanno alloggiato principalmente da amici e parenti (42,4%), mentre il 30% aveva optato per strutture ricettive (tra hotel, villaggi e B&B), quest’anno le cose sembrano piuttosto diverse, e sebbene le seconde case e gli appoggi presso familiari e conoscenti restino un’alternativa valida per molti, le strutture Open Air migliorano le loro performance.  

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