Wedding Industry Meet fa tappa in Umbria: gli eventi privati come leva di crescita anche turistica

Wedding Industry Meet, il format nazionale dedicato ai professionisti degli eventi privati, ha fatto tappa in Umbria, aprendo un confronto trasversale tra gli operatori del settore, le istituzioni e i settori collegati. La wedding industry si propone come leva di crescita anche turistica per l’Umbria, ma servono sinergie e strategie condivise.

Gli eventi privati come leva turistica

Wedding Industry Meet

Quando si parla di turismo, raramente ci si riferisce a quei viaggi che si fanno per partecipare agli eventi privati, come possono essere cerimonie, feste e, soprattutto, matrimoni. In realtà, però, quello degli eventi privati è un settore che negli ultimi anni ha registrato una crescita considerevole e che inizia a farsi largo nel panorama italiano come nuova leva turistica. Chi si sposta per partecipare ad un matrimonio fuori sede, infatti, raramente rimane solamente per il tempo della cerimonia. Spesso gli ospiti approfittano del viaggio per allungare il soggiorno e visitare la destinazione, per fare qualche giorno di vacanza in più ed esplorare il territorio, le sue tradizioni e la sua cucina.

Se in passato questo segmento era appannaggio esclusivo della classe alto-spendente, oggi con la mobilità lavorativa e l’avvento dei social, è diventato molto più frequente partecipare a matrimoni in altre città o addirittura in altri Paesi. In questo, l’Italia fa scuola. Il nostro Paese, non a caso, è tra le mete wedding preferite dai futuri sposi internazionali, che da noi trovano ospitalità, accoglienza, buon cibo e un patrimonio naturalistico, artistico, culturale e storico di grande fascino e appeal.

Wedding Industry Meet arriva in Umbria

Wedding Industry Meet

Tutto questo, Wedding Industry Meet lo sa bene. Wim è il formato dedicato ai professionisti degli eventi privati che sta attraversando l’Italia e che ha recentemente fatto tappa in Umbria, presso il Castello di Petrata ad Assisi. L’incontro ha coinvolto oltre 160 aziende del settore tra wedding planner, strutture ricettive, fornitori di servizi e operatori collegati. A promuovere l’evento è stata Destination Umbria, e oltre agli operatori privati hanno partecipato anche numerosi rappresentanti istituzionali.

Il settore wedding in Umbria ha un potenziale altissimo, ed è in grado di generare valore attraverso le ville storiche, i paesaggi da cartolina e i castelli medievali che caratterizzano la regione, ma per farlo funzionare e far diventare l’Umbria una delle destinazioni della wedding industry in Italia, è necessario approfondire ed implementare le sinergie pubblico-privato. In particolare, i temi più caldi hanno riguardato la qualità dei servizi, la formazione continua, le strategie di comunicazione digitale e la capacità di attrarre clientela internazionale. Come sottolinea Giulia Barabani, presidente di Destination Umbria, la regione “ha un potenziale straordinario, ma per esprimerlo è necessario lavorare insieme, con maggiore consapevolezza e visione”.

L’Open Air e la destination weddings

Wedding Industry Meet

Se ci si immagina una location per un matrimonio, inevitabilmente si pensa a tanto verde, una struttura romantica e un contesto naturalistico suggestivo. Proprio per questo, la connessione tra la wedding industry e l’Open Air è una naturale conseguenza dello sviluppo di questo comparto. Partendo dal patrimonio naturalistico e rurale di ogni singolo territorio, infatti, le potenzialità per l’Open Air di diventare una destinazione wedding sono notevoli e le modalità di offerta numerose: pacchetti su misura per matrimoni di destinazione (destination weddings), la valorizzazione delle eccellenze locali, servizi ad hoc per gli eventi privati (dalle navette per gli spostamenti ai catering con prodotti locali) e attività pre e post evento che coinvolgano gli ospiti e i novelli sposi.

In questo senso, il lavoro di associazioni come Destination Umbria, svolgono un ruolo cruciale nella promozione del territorio e di tutti i suoi operatori, attraverso formazione, scouting di location e collaborazioni estere. Se da un lato servono dialoghi con le istituzioni regionali e collaborazioni con tour operator, parallelamente è importante integrare dati e strategie per misurare l’impatto economico e ambientale degli eventi, per trovare la modalità migliore di comunicare la destinazione al grande pubblico internazionale. Gli eventi privati in Italia muovono ogni anno miliardi di euro, e i principali mercati sono quelli statunitense, inglese e medio orientale.

Di conseguenza, il turismo può solo che giovare da una sinergia con il settore wedding, e l’Open Air in particolare: si ha l’opportunità di rafforzare il posizionamento nel panorama sia nazionale che internazionale degli eventi privati, e di generare nuovi flussi turistici che, senza il matrimonio di turno, forse non sarebbero mai venuti in Italia. Inoltre, workshop, networking e campagne promozionali mirate creano opportunità concrete per le aziende italiane che operano nel turismo, nell’agroalimentare, nei servizi e molto altro.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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