Il turismo extra-alberghiero nel IV trimestre 2025 ha registrato un sensibile incremento. Nei mesi che vanno da ottobre a dicembre, il traino maggiore proviene dai turisti stranieri, che contribuiscono a far aumentare le presenze del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Turismo extra-alberghiero nel IV trimestre 2025

I dati sul turismo italiano nel quarto trimestre del 2025 registrano una crescita della domanda extralberghiera. L’Istat comunica, nel dettaglio, un incremento degli arrivi dell’1% su base annua nell’intero settore turistico, e un aumento delle presenze pari al 2,9%. Si tratta di dati che confermano le tendenze positive del trimestre precedente e che anticipano un 2026 altrettanto favorevole. Per quanto riguarda l’extra-alberghiero, i dati Istat registrano un aumento del 6,6% nelle presenze. I turisti italiani aumentano del 3,2% e gli stranieri del 9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
La permanenza media si mantiene stabile a 2,82 notti per cliente, con gli stranieri che si trattengono per un periodo leggermente più lungo (3,13 notti). I dati del quarto trimestre incidono per il 14,8% sull’intero. Questi numeri, che arrivano dopo un 2024 da record (secondo l’Istat è stato l’anno migliore di sempre per il turismo italiano, con 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze), confermano l’andamento positivo del settore in Italia, e fanno ben sperare per un’ulteriore crescita nel 2026.
Il ruolo dell’Open Air

All’interno delle strutture extra-alberghiere, l’Open Air ha giocato sicuramente un ruolo di primo piano, sia dal punto di vista di arrivi e presenze, che della qualità dell’accoglienza. Il turismo all’aria aperta, infatti, attira un pubblico virtuoso, che porta sul territorio non solo un atteggiamento responsabile e proattivo, ma anche un indotto non indifferente sulle economie locali e sull’artigianato. L’Open Air va affermandosi sempre di più come uno dei pilastri dell’ospitalità italiana, in grado di fornire alloggi di qualità e di valorizzare il territorio anche nelle zone rurali e periferiche.
La crescita continua conferma, inoltre, l’interesse in costante aumento per le tematiche legate alla sostenibilità e all’impatto turistico da parte dei viaggiatori. Questi aspetti, infatti, assumono un peso via via maggiore nella scelta non solo della destinazione, ma anche del tipo di alloggio e di tutto quanto ruota attorno alla vacanza, dalle esperienze alle attività che si svolgono durante il viaggio. L’attenzione ai materiali, alla digitalizzazione e alla vicinanza con la natura diventano elementi di primaria importanza per il turista moderno (soprattutto internazionale), che trova riscontro ai suoi bisogni ed esigenze proprio nell’Open Air.
L’importanza dei turisti stranieri

Proprio gli stranieri hanno rappresentato il traino del turismo italiano nell’ultimo trimestre del 2025. I turisti internazionali, infatti, rappresentano ancora la fetta maggioritaria di ospiti che trascorrono le proprie vacanze in Italia, ed è in costante crescita. I dati Istat registrano un incremento del 5,1% delle presenze straniere in Italia su base annua, e la presenza straniere per più della metà dei pernottamenti (56,5%) nei mesi che vanno da ottobre a dicembre 2025. In particolare, dalle rilevazioni Istat emerge la schiacciante preferenza del pubblico straniero per il mese di ottobre: il 46% delle presenze del trimestre si è infatti concentrato in questo mese.
Si tratta di un dato rilevante dal punto di vista della destagionalizzazione, che mostra una tendenza favorevole e che conferma la presenza turistica anche in mesi che esulano dall’alta stagione estiva. Dal punto di vista dell’incremento delle presenze, questa tendenza è confermata anche dal +9,2% registrato nel mese di novembre. In generale, quindi, si può dire che il 2025 si chiude con diverse conferme e nuove tendenze che danno input di valore da cui partire per strutturare la ricettività del 2026 e delle annate successive, pur rimanendo ferma la necessità di continuare a diversificare l’offerta, di investire nella destagionalizzazione e nello sviluppo della delocalizzazione.




