Dmo riconosciute dalla Regione: per allineare l’offerta alle mete più sviluppate in Europa.
Rilanciare il turismo lucano

Negli ultimi anni la Basilicata ha dimostrato di saper competere sul mercato turistico sia italiano che internazionale, attirando un numero via via maggiore di turisti. Il margine di crescita però, è ancora molto ampio per la Regione, che grazie al cinema e alla riscoperta del turismo rurale e dei borghi, sta vivendo una nuova primavera. I punti di forza della Basilicata sono senza ombra di dubbio le tradizioni locali, l’enogastronomia e la garanzia di un territorio privo poco affollato.
A scegliere la Basilicata, infatti, sono ospiti che amano scoprire ed esplorare territori dove trascorrere una vacanza di qualità.
Dmo riconosciute dalla Regione

Per farlo, il consigliere regionale Nario Aliandro ha avanzato una proposta di legge che prevede di introdurre le Dmo (Destination Management Organizations) nel quadro normativo regionale. Questo tipo di organismo già ampiamente consolidato in tutta Europa si configura come un modello organizzativo evoluto, in grado di coordinare efficacemente gli attori pubblici e privati, valorizzare le risorse locali in modo sinergico e sostenibile, competere sui mercati nazionali ed internazionali e offrire esperienze turistiche di qualità. In questo senso, gli obiettivi della proposta sono:
- la modernizzazione del sistema turistico,
- una più solida integrazione pubblico-privato,
- rafforzamento della competitività territoriale della Basilicata come destinazione d’eccellenza,
- la promozione di una pianificazione strategica di medio-lungo periodo,
- l’incentivazione di premialità che favorisca l’aggregazione dei territori.
I pro della proposta

Tra le conseguenze positive che questa proposta potrebbe portare alla Regione Basilicata, c’è la progettualità condivisa dei territori. Ogni Dmo riconosciuta, infatti, dovrà elaborare un piano quinquennale condiviso per la propria destinazione turistica, con obiettivi misurabili e piani attuativi annuali. In questo senso, gli obiettivi spaziano dall’accoglienza turistica alla promozione, dallo sviluppo dei prodotti locali al sostegno alla sostenibilità, dalla formazione degli operatori alla valorizzazione delle infrastrutture e degli eventi.
Un altro pro decisamente rilevante sta nell’accesso prioritario ai fondi regionali: i territori che si organizzano in Dmo potranno accedere prima degli altri ai finanziamenti regionali in materia di turismo, cultura, ambiente e riqualificazione urbana. Infine tra i punti a favore della proposta c’è anche il fatto che il riconoscimento delle Dmo non comporta alcun peso ulteriore sulle casse regionali, e che i territori possono scegliere in completa autonomia la forma giuridica più adatta al proprio contesto.
Le criticità della proposta
Tuttavia secondo Fiavet Campania e Basilicata, il riconoscimento delle Dmo a livello regionale andrebbe a sovrapporsi all’Apt Basilicata, diventata punto di riferimento concreto per il settore turistico regionale con molti progetti realizzati ed in fieri per la promozione del territorio, la sua valorizzazione e per il coordinamento condiviso.
Piuttosto, sarebbe preferibile concentrare l’attenzione su temi come le piattaforme digitali, marketing territoriale mirato, collegamenti e infrastrutture efficienti e integrazione tra servizi turistici, esperienze e mobilità.




