La Campania ha deciso di investire 10 milioni per i percorsi turistici culturali: l’obiettivo è quello di rafforzare la propria attrattività a livello sia nazionale che internazionale, in un’ottica di destagionalizzazione e diversificazione dell’offerta turistica.
10 milioni per i percorsi turistici culturali

La Campania intende avviare una strategia di valorizzazione integrata delle risorse territoriali, delle tradizioni e delle eccellenze enogastronomiche attraverso l’avviso pubblico Percorsi turistici 2026, emanato nell’ambito del Piano triennale del turismo. I fondi previsti per questo progetto ammontano a 10 milioni di euro, e sono destinati ai comuni non capoluogo di provincia per la realizzazione di proposte progettuali nell’ambito del programma “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027. Programma di percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico per la promozione turistica”.
Durante questi 12 mesi di tempo, si punta a costruire un programma di interventi unitario, con l’intento di realizzare percorsi che mettano a sistema le peculiarità dei territori, rafforzandone l’identità e ampliando la conoscenza tra residenti e visitatori. Si tratta di un progetto di ampio raggio che include i luoghi d’arte, le bellezze naturalistiche, le tradizioni e le produzioni tipiche, in un’ottica di costruzione di un’offerta turistica fortemente orientata all’esperienza e che valorizzi l’autenticità territoriale.
Un racconto più autentico del territorio

Il fine ultimo di questo progetto è la realizzazione di progetti di rete sovra-comunali in grado di superare la frammentazione degli interventi, seguendo sei filoni tematici di rilievo per il territorio: storia, arte e cultura, natura e paesaggio, spiritualità e tradizioni, enogastronomia, sport, salute e benessere, innovazione sociale. Ogni progetto può ricevere fino a 200.000 euro di finanziamento, e deve avere come obiettivo principale il rilancio del territorio come parte di una destinazione più ampia, in grado di avvicinare il pubblico sia italiano che internazionale alle realtà rurali, agli entroterra e alle località che sono ancora al di fuori dei principali circuiti turistici.
Questo bando rappresenta un’opportunità per ripensare il modello turistico regionale e va ben al di là del semplice sostegno economico agli eventi, configurandosi come un punto di partenza per rileggere il turismo in chiave più equilibrata e sostenibile. La Campania, infatti, registra una forte concentrazione di flussi in alcune destinazioni iconiche e in periodi ben definiti dell’anno, rischiando il sovraffollamento da un lato e la scarsa valorizzazione del resto del territorio dall’altro. Investire in percorsi culturali, naturalistici ed esperienziali equivale, quindi, a distribuire i benefici del turismo in maniera più omogenea su porzioni più ampie di territorio, generando nuove opportunità economiche per borghi, aree interne e comunità locali.
Il ruolo strategico della destagionalizzazione

In questo senso, la destagionalizzazione assume un ruolo strategico e un obiettivo da perseguire: ampliare il calendario degli eventi e delle esperienze lungo tutto l’arco dell’anno permette di aumentare l’appeal anche nei mesi tradizionalmente meno frequentati, e anche di favorire una maggiore stabilità occupazionale nel settore turistico. Inoltre, si possono gettare le basi per una crescita più sostenibile del comparto turistico regionale, distribuendo l’indotto su un periodo molto più ampio e meno concentrato. Quello che serve, è comunicare al mercato quali sono le attrattive stagionali di ogni territorio, e creare eventi, appuntamenti ricorrenti e occasioni straordinarie per visitare il territorio e scoprire le sue tradizioni, i suoi prodotti tipici e il suo patrimonio nascosto.
Grazie ad un’azione mirata nei confronti della destagionalizzazione, il territorio campano può anche alleviare la pressione che i flussi dell’iperturismo esercitano sulle destinazioni più gettonate, come la Costiera Amalfitana o le isole di Capri e Ischia, che soprattutto nei periodo di alta stagione diventano sempre più invivibili. Flussi più distribuiti, infatti, garantiscono una migliore fruizione dei luoghi e anche un allargamento delle vedute, senza nulla togliere al successo della destinazione, ma anzi aggiungendo valore in quanto meta dall’alto appeal in tutte le stagioni dell’anno.
Dove si piazza l’Open Air

In questo scenario di investimento e ridefinizione del modello turistico regionale, l’Open Air può diventare una delle leve più efficaci per accompagnare il processo di valorizzazione territoriale promosso dal bando. Grazie ad una presenza diffusa nelle aree sia costiere, che rurali e montane, il comparto è in grado di intercettare una domanda sempre più orientata verso le esperienze autentiche, sostenibili e a stretto contatto con la natura. Campeggi e villaggi turistici possono quindi contribuire a rendere accessibili i territori ancora poco conosciuti, favorire soggiorni più lunghi e stimolare la scoperta delle produzioni locali, dei cammini, delle tradizioni e dei piccoli borghi.
Inserire l’ospitalità Open Air all’interno dei nuovi percorsi turistici significa rafforzare la capacità della Campania di costruire un’offerta integrata, diffusa e destagionalizzata, capace di generare valore economico e sociale su tutto il territorio regionale. Per il comparto, di contro, gli investimenti nei percorsi turistici culturali rappresentano un elemento di forza in più nella formazione dell’offerta nei confronti degli ospiti, e un ampliamento ulteriore del ventaglio di proposte da mettere a disposizione ai diversi target.




