Accessibilità e inclusione sono state protagoniste alla Leopolda di Firenze grazie al protocollo d’intesa Turismo outdoor per tutti. Lo scorso 22 aprile, infatti, in occasione della giornata dedicata al turismo accessibile e territorio Italia Insieme, Cittaslow e il Ministero per le Disabilità – Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno firmato un documento che intende promuovere e diffondere modelli di turismo accessibile.
Turismo outdoor per tutti

Il turismo accessibile rappresenta non solo un’esigenza etica, ma la prospettiva di un’uguaglianza che consente la partecipazione dell’individuo alla vita sociale. Accessibilità, in questo senso, significa creare ambienti inclusivi che accolgano le diversità fisiche, cognitive e sensoriali delle persone, uniformando anche i territori a questo criterio.
La conferma viene anche dal protocollo d’intesa tra Ministero per le Disabilità, Presidenza del Consiglio dei Ministri e Cittaslow, un documento che promuove e diffonde pratiche e modelli di turismo accessibile nei Comuni che aderiscono alla rete Cittaslow Italia. Si tratta di un impegno formale che Ministero e Cittaslow vogliono portare avanti per attivare e sostenere sia a livello nazionale che territoriale, iniziative ispirate alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e guidate dalla Carta di Solignano.
Cittaslow Italia

La realtà di Cittaslow Italia nasce nel 1999 a Orvieto, ispirandosi ai concetti di Slow Food, e da allora rappresenta il movimento nazionale delle Città del Buon Vivere, un marchio di qualità che unisce tradizione e innovazione. La rete accoglie al suo interno un centinaio di Comuni italiani, collegati ad un circuito internazionale di eccellenza di cui fanno parte 300 città in 33 Paesi diversi, tutti accomunati dagli stessi valori: la lentezza positiva, l’economia circolare e la resilienza, la cultura e la giustizia sociale, la sostenibilità e l’accessibilità.
Nell’ambito del protocollo d’intesa firmato con il Ministero, Cittaslow si impegna a sviluppare progetti pilota che possano favorire il contatto con la natura per le persone con disabilità al fine di stimolarne la creatività, l’indipendenza e l’interazione sociale e, parallelamente, far crescere la consapevolezza sul tema dell’accessibilità dei percorsi turistici e dell’offerta turistica. Questo processo sarà coadiuvato da momenti d’incontro, campagne di sensibilizzazione e pubblicazioni mirate, con lo scopo di migliorare l’accessibilità dei luoghi non solo dal punto di vista fisico, ma anche cognitivo.
Creare luoghi accessibili è un dovere etico, e grazie al protocollo d’intesa si può finalmente avviare un processo di best practices replicabili e scalabili. I prossimi passi riguarderanno proprio la creazione di linee guida e standard di accoglienza cui attenersi per offrire sempre il miglior servizio possibile ai turisti e non solo.
L’accessibilità nei piccoli borghi

Cittaslow ingloba borghi e piccole realtà territoriali, che da una maggiore e migliore accessibilità possono trarre vantaggi su più fronti. Innanzitutto, quello sociale, riuscendo ad accogliere persone di ogni tipo e anche ad occupare una platea più ampia di lavoratori. Partendo da quelle che sono le principali criticità che caratterizzano ogni singola realtà, confrontandole con quelle dei vicini e replicando le soluzioni che funzionano meglio, si può arrivare lontano nella creazione di un turismo più accessibile e inclusivo. In questo senso, fare rete rappresenta un valore aggiunto in grado di attivare meccanismi di sostenibilità economica virtuosi. Per citare qualche esempio di accessibilità e inclusività turistica, basti pensare a:
- Città Sant’Angelo, in Abruzzo, con la sua spiaggia a misura di disabilità;
- Altavalle, in Trentino, con il suo ristorante inclusivo;
- le Cascate dell’Acquafraggia, in Lombardia, con il loro percorso accessibile a tutti, che porta anche le carrozzine fin sotto la cascata;
- la Ciclabile della Valchiavenna, in Lombardia, con i suoi 40 km di pista adatta anche ad handbike e carrozzine.
I progetti in piedi sono numerosi e tutti diversi, ma legati dal fil rouge dell’accessibilità, che apre i luoghi a tutti, senza alcuna distinzione. Molti altri invece, sono in procinto di avviarsi, come il crotto etico Crottabile, dove associazioni del terzo settore e ragazzi con disabilità accoglieranno gli ospiti per offrire un’esperienza enogastronomica ed esperienziale di alto livello: una degustazione di piatti tipici della tradizione in un clima conviviale.
L’Open Air per l’accessibilità

L’Open Air, in questo contesto, si inserisce naturalmente nella pianificazione strategica volta all’accessibilità, in quanto i luoghi outdoor si prestano perfettamente all’accoglienza di ogni tipo di capacità. Gli spazi verdi, il contatto con la natura e le attività all’aria aperta non solo fanno bene allo spirito e al corpo, ma permettono anche di scoprire un territorio, valorizzarlo ed entrare in contatto con le comunità locali e le loro tradizioni. Una vacanza inclusiva e accessibile diventa quindi un momento di condivisione, di spensieratezza e normalità in grado di portare un valore aggiunto di inestimabile valore.
Dal canto loro, le iniziative che le strutture possono mettere in atto sono diverse e numerose, e possono spaziare dai laboratori creativi ai workshop a partecipazione attiva, dalle escursioni guidate alle attività nel verde per supportare il territorio circostante. L’Open Air, per sua stessa natura già orientato alla sostenibilità e all’inclusività, può fare un ulteriore salto di qualità investendo sull’accessibilità dei luoghi, riuscendo a garantire agli ospiti del comparto un’accoglienza a 360°, che non fa distinzioni, ma offre soluzioni diversificate in base alle necessità.
A questo proposito, merita una menzione il progetto Open Air 2030, promosso da FAITA Federcamping e sviluppato in collaborazione con eambiente per accompagnare le strutture ricettive all’aria aperta in un percorso concreto e strutturato di sostenibilità. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di fornire al settore uno strumento condiviso, gratuito e su misura per valutare, migliorare e comunicare le proprie performance ambientali, sociali e di governance (ESG), in linea con le evoluzioni normative e le nuove aspettative di mercato.




