Turismo lento e valorizzazione del territorio: il Treno dei Limoni fa il tutto esaurito

Il Treno dei Limoni delle Cinque Terre è un perfetto esempio di come turismo lento e valorizzazione del territorio non solo piacciano tantissimo ai viaggiatori, ma rappresentino il futuro del settore turistico.

Il Treno dei Limoni: slow travel da tutto esaurito

Turismo lento e valorizzazione del territorio

Il prossimo 16 maggio il Treno dei Limoni partirà alla volta delle Cinque Terre, in un itinerario unico e romantico, che permette di scoprire lentamente lo splendido territorio fuori del finestrino. A bordo di un affascinante treno degli anni ‘50, con arredi d’epoca, i passeggeri potranno vivere un’esperienza unica e indimenticabile. Dalle poltrone rivestite in similpelle all’elettricità che muove le carrozze, questo viaggio in treno unisce il fascino del passato alle attenzioni nei confronti dell’ambiente, e restituisce un biglietto di andata e ritorno nei ricordi e nei paesaggi da cartolina che da Milano portano in Liguria, proprio in occasione della Festa dei Limoni, quando le stradine e le botteghe delle Cinque Terre si vestono di giallo e tutto profuma di agrumi.

Si tratta di un viaggio che permette agli over 40 di rivivere le vacanze liguri dell’infanzia, ai più giovani di scoprire tradizioni e territori da un punto di vista diverso, mentre chi è più avanti con l’età può tornare bambino, a quando il treno era l’unico mezzo per spostarsi da un territorio all’altro. Tutti questi elementi hanno fatto registrare il tutto esaurito in pochi minuti dall’apertura dei botteghino.

Turismo lento e valorizzazione del territorio

Turismo lento e valorizzazione del territorio

Il Treno dei Limoni è un perfetto esempio di come il turismo lento può valorizzare il territorio e portare movimento, indotto e nuovi approcci al viaggio. A promuovere l’evento è l’Associazione Rotabili Storici di Milano Smistamento ETS, che nasce dalla profonda passione per la storia ferroviaria italiana e l’arte del restauro, e che non è l’unica ad aver fatto una scommessa vincente sul ritorno dei viaggi in treno.

L’intera regione Lombardia, infatti, ha in programma per la primavera e l’autunno 2026 più di 20 itinerari in treni storici che da Milano portano ad alcune delle aree più affascinanti della regione. L’Assessorato ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia, in collaborazione con Fondazione FS Italiane, FS Treni Turistici Italiani, Ferrovie Nord e numerose altre associazioni, ha dato vita ad un programma che, per gli appassionati dei convogli storici, è diventato un appuntamento annuale attesissimo.

L’obiettivo è proprio la valorizzazione del territorio attraverso la rinascita del patrimonio ferroviario più antico e la mobilità dolce a basso impatto ambientale. Grazie a questi itinerari, fatti esclusivamente su treni storici che sono stati riqualificati e restaurati con sapienza, sia i residenti che i turisti possono riscoprire il territorio attraverso il fascino senza tempo del viaggio ferroviario d’epoca. Tra gli altri, spicca “Arlecchino”, l’iconico ETR 252, storico elettrotreno simbolo del design e dello stile ferroviario italiano negli anni del boom economico.

Slow travel e cross-offer

Lo slow travel è un modo di viaggiare che sta aumentando di popolarità, e che è anche facilmente collegabile ad alte modalità di viaggio sostenibili e consapevoli, oltre che perfettamente allineate con le necessità e i bisogni attuali dei viaggiatori. Rimanendo ancora in Lombardia, sono molti gli esempi di attività correlate ai viaggi lenti in treno che si possono mettere in campo per offrire agli ospiti esperienze autentiche e a contatto con la natura e il territorio:

  • tour in battello verso Monte Isola, collegato alle corse speciali dell’Automotrice ALn 668-125 del 1979;
  • pacchetto “Viandante sul Lago” che unisce il viaggio per Lecco alla libera navigazione fino a Colico, per percorrere a piedi i tratti del Sentiero del Viandante;
  • la guida “Fuori stazione”, che suggerisce i migliori itinerari enogastronomici raggiungibili a piedi dalle stazioni di Trenord.
Spunti per l’Open Air
Turismo lento e valorizzazione del territorio

Dall’esempio della Lombardia si possono estrapolare numerosi ed interessanti spunti di riflessione per l’Open Air proprio in ottica di valorizzazione del territorio attraverso la mobilità dolce. Il mondo del turismo en-plein-air sta vivendo un periodo di espansione, che da diversi anni ha fatto avvicinare al mondo outdoor una fetta sempre più importante di visitatori sia italiani che stranieri. Il successo dell’Open Air passa, e anzi incentiva in un boomerang virtuoso, le esperienze a contatto con il territorio e a basso impatto ambientale, proprio come il turismo lento in treni d’epoca.

La domanda degli ospiti, inoltre, va proprio in quella direzione, e attraverso la valorizzazione del patrimonio ferroviario e culturale legato ai viaggi in treno, è possibile creare nuove opportunità per il territorio e declinare l’offerta turistica in modo orizzontale a beneficio e favore sia dei viaggiatori che delle comunità locali. Unire il turismo lento all’enogastronomia, al turismo esperienziale e alle attività all’aria aperta permette di creare non solo un’offerta di altissima qualità, ma anche di orientare la clientela alla destagionalizzazione e al decentramento rispetto ai classici itinerari turistici.

Ultimo ma non ultimo, la valorizzazione del patrimonio storico volta allo sviluppo dello slow travel permette all’Open Air di conservare la sua posizione centrale nell’offerta turistica, poichè naturalmente predisposto ad accogliere una domanda orientata alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente, che ricerca autenticità e chiede esperienze e contatto diretto con il territorio.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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