Sono circa un terzo del totale le strutture Open Air aperte tutto l’anno o che riaprono in questi giorni per la stagione 2026. Con circa 500.000 posti letto offerti in almeno 1.500 aziende, in gran parte del Nordest, la Pasqua 2026 si apre tra le incertezze del contesto internazionale e l’impennata dei prezzi dei carburanti: fattori che frenano il turismo internazionale di lungo raggio e favoriscono quello di prossimità, specie nel settore Open Air.
Crescono campeggi, villaggi turistici e il turismo a contatto con la natura, perché percepiti come location fruibili, sicure e rigenerative.
Lo rileva FAITA Federcamping, su dati H-Benchmark nelle strutture del Nordest e con rilevazioni estemporanee negli altri territori. Il termometro lo detta il Veneto, regione europea leader del settore, che registra un aumento considerevole delle prenotazioni per il periodo di Pasqua, intensificate a partire dal 28 febbraio e in particolare crescita nelle ultime due settimane.
“Se da un lato il conflitto in Medio Oriente vede aumentare i costi di gestione anche delle nostre strutture, dall’altro il caro-voli, la ricerca di sicurezza e la voglia di natura spinge i viaggiatori verso la modalità all’aperto, dove sono in crescita prenotazioni ed arrivi grazie a camping raggiungibili in auto o in camper e vacanze decisamente sostenibili, percepite come più tranquille e sicure”, secondo Alberto Granzotto, presidente FAITA Federcamping.
In Veneto, ad esempio, ciò che salta agli occhi è l’incremento delle prenotazioni per il periodo di Pasqua a partire dal 28 febbraio, cioè dallo scoppio del conflitto in Medio Oriente a oggi: +34 punti percentuali nei campeggi del lago di Garda sponda veronese, e +27 nella costa veneta con le spiagge dell’Alto Adriatico che vanno da Bibione a Caorle, da Jesolo a Cavallino-Treporti, fino a Chioggia-Sottomarina. Per Piemonte (15%), Toscana (10%), Emilia-Romagna (5%), ed Umbria (30%) si confermano arrivi in crescita.
In diminuzione Lazio, Campania e Sicilia, stazionarie le altre regioni.
L’occupazione media giornaliera si aggira intorno al 60% con punte del 65%. L’aumento della domanda riguarda sia gli ospiti italiani che gli stranieri, turisti tedeschi in testa agli altri. Per quanto riguarda gli italiani, sono più presenti sulla costa dell’Alto Adriatico (22% del totale degli ospiti) che al Lago di Garda (16%). Le permanenze vanno dai 4 ai 6 giorni, specie al mare. Il fatturato, in proporzione, dovrebbe aggirarsi intorno ai 200 milioni di euro. Fra le tipologie di alloggio, la maggiore permanenza si registra nelle piazzole (una settimana) e nei bungalow (circa 6 notti).




