Responsabilità turistica: cresce l’attenzione al green nei viaggiatori

La responsabilità turistica cresce in maniera esponenziale. In concreto si tratta dell’attenzione che i turisti rivolgono all’impatto ambientale dei loro viaggi sui  territori di destinazione. Con attenzione alla preservazione degli equilibri dei luoghi, della flora e della fauna dei posti che visitano, ma anche delle persone che li abitano. Un risultato questo, figlio di divulgazione e presa di coscienza, che fa sicuramente ben sperare per il futuro. Una ricerca di Human Company, realizzata con l’istituto di ricerca Bva Doxa e intitolata “Turismo e Sostenibilità”, evidenzia proprio i numeri di questa crescente consapevolezza, e riporta la sua risonanza nelle scelte turistiche dei viaggiatori.

Responsabilità turistica

Fino a qualche anno fa, sentir parlare di vacanze responsabili era raro, oggi invece, la sostenibilità turistica non è più una novità, ma è diventata tema centrale nel dibattito anche perchè il turismo impatta pesantemente sui territori. 

Da un lato, le strutture ricettive e gli operatori turistici si stanno impegnando ad aumentare la loro offerta sostenibile, e dall’altra i viaggiatori si mostrano più attenti al tema dell’impatto ambientale. In particolare, la ricerca “Turismo e Sostenibilità” rivela che 8 italiani su 10 sono più responsabili nei loro viaggi rispetto al passato, e che la maggior parte dei viaggiatori italiani è disposta a modificare le proprie abitudini in viaggio se questo favorisce un impatto minore. In particolare, il 36% degli intervistati afferma di essere più rispettoso di flora e fauna, il 33% di prestare maggiore attenzione alla corretta gestione dei rifiuti e il 32% si dice più consapevole dei propri consumi energetici e dell’importanza di tutelare le risorse naturali nel loro insieme.

Le strutture ricettive più sostenibili

Secondo gli italiani, una vacanza responsabile parte già dalla scelta della destinazione, e dell’alloggio in cui trascorrere il proprio soggiorno. Per i viaggiatori, le strutture ricettive più green sono:

  • agriturismi (91%);
  • rifugi di montagna (86%);
  • strutture Open Air (84%).

Gli italiani considerano b&b, case vacanza ed ostelli meno performanti in ottica di sostenibilità, ma ancora soddisfacenti e coerenti con l’intento green. Al contrario, non percepiscono gli hotel e gli alberghi allo stesso livello. Non a caso, il turismo outdoor acquista nell’opinione pubblica sempre più la referenzialità di modalità ambientalmente con il 75% dei viaggiatori intervistati che afferma di praticarlo regolarmente. Tra questi uno su tre, lo fa con una frequenza elevata.

I margini di miglioramento

In materia, tuttavia, ci sono ancora ampi margini di miglioramento, infatti, la ricerca rimarca che gli intervistati sono sì ben disposti nei confronti di una vacanza più sostenibile, ma ancora tendenzialmente pigri quando si tratta di fare dei cambiamenti importanti alle proprie abitudini. Ne è un esempio il fatto che solo il 13% ha dichiarato di valutare come caratteristica preponderante nella scelta di un alloggio, la sostenibilità dello stesso.

Inoltre, durante i soggiorni, solo il 7% degli italiani svolge regolarmente attività di volontariato green. Il problema sta sia nell’atteggiamento dei turisti, ma anche in una comunicazione non sufficiente e non efficace da parte delle strutture ricettive e degli operatori del turismo. Questi infatti, dovrebbero far conoscere meglio le attività green della propria zona e promuovere in modo più concreto le scelte green fatte per gli ospiti e per la sostenibilità sociale, ambientale e turistica.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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