Stop al turismo russo

Da oggi sarà più complicato richiedere un visto turistico dalla Federazione Russa con forti ripercussioni per il turismo

Dal principio furono Finlandia ed Estonia, poi gli altri paesi baltici ed ora a Bruxelles i 27 stati dell’Unione hanno deciso di rendere più complicate le procedure per ottenere i visti (inclusi quelli turistici) per i cittadini russi. La mossa non arriva inaspettata, se ne parlava da mesi ma solo adesso, al termine della stagione turistica estiva, l’Unione si è mossa.

Ma quali saranno le potenziali conseguenze? i turisti russi sono sempre stati ottimi clienti per il Belpaese: infatti sono quelli con una fra le spese pro capite più alta ed una affezione particolare verso il nostro paese. Nel 2019 erano stati ben 1,8 milioni gli arrivi e oltre 5 milioni le presenze, non poche considerando che l’Italia era il sesto paese per destinazione dopo Thailandia e Germania. I turisti russi pesavano appena per il 2,2% delle spese complessive nel nostro paese (fonte Banca d’Italia) ma si concentravano sopratutto nelle grandi città d’arte e nella riviera romagnola.

Adesso la congiunzione fra aumenti dell’energia e l’inflazione trainata dalla stessa, con anche la perdita di turisti con una tra le spese pro capite più alte (specialmente per i prodotti del lusso), rischia di compromettere una parte importante del segmento medio-alto del turismo straniero nel nostro paese, con forti ripercussioni a cascata su tutta la filiera produttiva.

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