Tutto potevamo aspettarci, tranne che la ripartenza, avrebbe coinvolto e sconquassato il mercato globale solo per un paio di pacchi…eppure eravamo abituati ad avere tutto e subito al prezzo più basso, con magazzini tenuti quasi vuoti e tempi di spedizione e consegna fulminei. Ebbene non è e non sarà più così e per un bel po’. Il sistema è entrato in crisi quasi subito ad inizio 2020 con il lockdown imposto in Cina ed è poi proseguito con i vari lockdown negli altri paesi, mettendo a dura prova quella che viene chiamata la “supply chain”, ossia la catena di approvvigionamento e gestione delle filiere produttive dei beni nel mondo. In un mondo interconnesso e troppo interdipendente, infatti, questa catena si è rotta molto facilmente, mandando in tilt molti settori. Quando poi dalla prima metà del 2021 sono ripresi il commercio mondiale e c’è stata una forte ripresa nelle economie avanzate, la domanda di beni, di materie prime, di container per muoverle, è salita. Problema: molto spesso questi container si trovavano parcheggiati nei posti di arrivo e di destinazione piuttosto che in quelli di partenza e, se chiedete agli addetti ai lavori, in molti vi risponderanno che non conviene mai rimandarli in Cina vuoti…
Aumentano i prezzi e l’inflazione
Così facendo in un battito di ciglia sono aumentati i prezzi, letteralmente schizzati alle stelle per le materie prime con picchi del 60-90% rispetto ai prezzi del 2019, con conseguente aumento sul prezzo dei beni finali e dulcis in fundo, un ritorno dell’inflazione ben al disopra del valore di guardia del 2% nella zona euro. A questa crisi si aggiunge quella più specifica della carenza di chip elettronici, usati per ogni aspetto della nostra vita moderna, che comporta anche per il turismo dei campeggi, un ritardo nella consegna di camper e caravan, di cancelli, dispositivi elettronici per i campeggi e così via. Secondo APC, l’associazione produttori di Camper e Caravan, solo nel 2021, si è registrato un aumento della domanda del 150% a cui, i produttori fanno fatica a stare dietro, sia per la carenza di materiali, forniture e chip, sia per una domanda “mai vista prima” sintomo di una riscoperta dei campeggi e delle vacanze all’aria aperta da parte degli italiani.
Il perdurare della crisi
Per quanto tempo continuerà questa crisi? Per i semiconduttori si parla del 2024 forse il 2025 di sicuro non prima, con il settore automotive che già ne risente ed ha tagliato fortemente i turni di produzione. Per gli altri settori, dipenderà in primis da un eventuale ritorno della pandemia e da possibili tagli alla produzione nei paesi produttori delle materie prime, poi, nella gestione del trasporto se, come la scorsa estate, i principali porti commerciali cinesi saranno messi in lockdown per casi sospetti. Non possiamo prevederlo ma certamente questa ripresa che così repentinamente ha provocato una impennata dei prezzi delle materie prime e del costo dei container, dipenderà essa stessa dalla possibilità di consegnare il più velocemente possibili beni e materie prime in giro per il mondo. Con questo spirito, potremmo dire: dammi un container e ti mando in vacanza in campeggio!