In Italia shopping e turismo luxury vanno per la maggiore tra i viaggiatori alto-spendenti, tanto da collocarla tra le prime al mondo per questa categoria di ospiti. È quanto emerge dai dati Enit, con l’Italia in cima nella classifica delle Top Global Destination 2025. Secondo Ivana Jelinic, Amministratore delegato di Enit “l’immagine del nostro Paese è in ascesa costante, i numeri ne sono la migliore testimonianza. L’Italia primeggia non solo per quanto riguarda l’arte e la storia, ma siamo in vetta alle classifiche anche quando si parla di turismo legato al lusso ed allo shopping”.
I numeri dello shopping e turismo luxury in Italia
Secondo le stime di Enit, i turisti dello shopping nel 2024 sono stati più di 2 milioni, con un indotto sul pil superiore a 2,5 miliardi di euro. Questo risultato è già di per sé un traguardo importante, ma assume un’accezione ancora più positiva se si considera che è aumentato del 7% rispetto all’anno precedente e che, stando alle previsioni, il trend positivo si protrarrà ancora. Il merito è sicuramente da attribuire, in parte, alla riduzione della soglia del tax free shopping di recente introduzione, che ha reso più attraente il mercato italiano per chi cerca esperienze di alto livello, permettendo di risparmiare sull’IVA degli acquisti.

I turisti del lusso
I dati Enit pongono l’attenzione anche su un altro importante traguardo raggiunto dall’Italia in termini di popolarità. Il nostro Paese, infatti, è stato menzionato in ben 3.300 citazioni social e 1.400 sul web solo nell’ultimo mese e solo dal pubblico alto-spendente del Medio Oriente. Un mercato per noi in forte espansione, nel 2025 sono attesi circa 965.000 arrivi dal Medio Oriente. Si tratta di un dato in crescita del 21,1% rispetto allo scorso anno.
Altri due mercati importantissimi per lo shopping e turismo luxury sono Cina e Stati Uniti. Come sottolinea il National Travel and Tourism Office, gli statunitensi amano alla follia fare shopping in Italia, molto più che nel resto d’Europa e nel mondo. Infatti, il 77,9% dei turisti provenienti dagli Stati Uniti ha fatto shopping in Italia, contro il 76,3% dell’Europa e il 67% a livello mondiale.
A scegliere l’Italia come destinazione luxury è un numero sempre crescente di coppie: non è un caso che l’Italia sia tra le mete predilette per i viaggi di nozze o per la cerimonia stessa con parenti e amici al seguito in grandi ricevimenti e lusso sfrenato. In particolare, le celebrazioni previste per il 2025 sono più di 15.000, l’11,4% in più dell’anno precedente.

La sfida dell’Open Air
Per il comparto dell’Open Air, il turismo di lusso rappresenta ancora una sfida. Nonostante ci si sia ormai lasciati alle spalle la vecchia fama del campeggio, solitamente associata ad una vacanza low budget, le strutture turistiche all’aria aperta hanno ancora tantissimi traguardi da raggiungere. Per farlo, la strada del glamping è sicuramente quella da percorrere. Camere che sono più di semplici stanze, soluzioni alloggiative di primo livello e un’attenzione particolare sia alle nuove tecnologie che all’impatto ambientale. Le carte in regola per il comparto del turismo all’aria aperta, ci sono tutte.
Quello che rimane da fare, è far conoscere le strutture italiane e promuoverle all’estero, creando le condizioni ideali per attirare proprio quel tipo di clientela che ha portato l’Italia in vetta alle classifiche mondiali. Proprio i viaggiatori alto-spendenti infatti, rappresentano per l’Open Air un’opportunità enorme, poiché oltre a portare con sé un indotto importante, fanno da tramite per far conoscere una nuova concezione di campeggio e di vacanza all’aria aperta. Il glamping e il turismo esperienziale in Italia esistono già, sono realtà consolidate e in via di sviluppo, che necessitano però di un pubblico maggiore per spiccare il volo.
Proprio come accade per il turismo italiano in generale infatti, anche per l’Open Air il comparto shopping e turismo luxury rappresenta una sfida da vincere, che si sta distinguendo ma che, tuttavia, non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. Quello che serve è diversificare l’offerta e partire dalle conoscenze e dalle esperienze maturate finora per rispondere alle esigenze di un turista alto-spendente proveniente dall’estero. Il materiale per spingere su questo comparto è già disponibile, occorre solo confezionarlo e comunicarlo ai turisti stranieri.