Quella della rinascita di Bacoli sembra una storia a lieto fine in cui, dopo aver toccato il fondo, ci si rimette in piedi più forti di prima. Questo è esattamente ciò che è successo alla città nei Campi Flegrei, che in meno di un decennio è riuscita a risollevarsi dal bradisismo e dal deficit di bilancio grazie ad un rilancio economico e ad investimenti in infrastrutture, servizi e turismo, e che oggi concorre a diventare Capitale italiana della cultura 2028.
La rinascita di Bacoli

Bacoli è una città di 25.000 abitanti nei Campi Flegrei, terra che negli ultimi anni è stata colpita da numerosi e violenti terremoti. La città aveva dalla sua un patrimonio ambientale e culturale di notevole valore, ma che a causa delle scosse sismiche sembrava destinato a depauperare. Grazie all’impegno dimostrato sia dalle istituzioni che dai residenti, però, Bacoli sta risorgendo dalle sue ceneri come un’araba fenice. Tra la pandemia e il bradisismo, infatti, la città è riuscita a non cedere a quello che sembrava un destino ormai segnato, investendo in infrastrutture, servizi e legalità.
Partendo dal recupero dell’arenile di Bacoli e della zona di Miseno, sono stati ripristinati circa 250.000 metri quadrati di litorale, che oggi sono stati destinati in parte a spiaggia libera e in parti saranno ceduti in concessione attraverso una gara per l’assegnazione del 50% degli arenili, secondo quanto previsto dalla direttiva europea Bolkestein. Parallelamente, l’amministrazione di Bacoli ha acquisito Villa Ferretti, un bene confiscato risalente al ‘700, che oggi è diventata sede dell’Università Federico II e location di convegni internazionali.
Da questi esempi si evince come la città sia riuscita non solo a tutelare il proprio patrimonio artistico e naturale, ma anche a dargli nuova vita a beneficio della collettività e di un nuovo pubblico turistico. Infine, anche nei servizi si sta facendo molto: migliora la gestione della raccolta dei rifiuti (Bacoli ha raggiunto il 91% di raccolta differenziata e diventa Comune Riciclone di Legambiente), si aprono 3 asili nido da 100 posti ogni anno, riparte la mensa scolastica e dal 2023, in soli due anni si passa da un’evasione al 60% al 35%.
Lo sviluppo del turismo

Tutti questi traguardi hanno contribuito da un lato a infondere speranza e positività nei cittadini e nelle imprese che operano sul territorio, e dall’altra a gettare le basi per un nuovo impulso turistico. La città di Bacoli gode di numerosi luoghi d’interesse turistico, come due laghi vulcanici, lo sbocco al mare nel Golfo di Pozzuoli da cui si vedono Nisida, Ischia e Procida, e circa 20 tra monumenti e siti archeologici tra cui anche la Baia sommersa, ma fino a pochi anni fa gli unici turisti che venivano a visitare questo patrimonio erano campani.
Si trattava, inoltre, di un turismo prettamente estivo. Oggi invece, grazie a quei servizi e a quelle infrastrutture, alla messa in sicurezza delle strade e dei lidi, la città ha un appeal maggiore sul mercato internazionale, ed è riuscita a raggiungere un turismo più variegato e stabile. In particolare, le strutture extralberghiere hanno attirato in città ospiti stranieri, e tra il 2019 e il 2024 gli arrivi sono cresciuti di 1.000 unità.
Nuove strutture ricettive sono nate, aumentando la disponibilità di posti letto e raggiungendo quota 120.00 euro nel 2025 grazie ad un incremento del 40% degli introiti da tassa di soggiorno. Per quanto riguarda i siti culturali, solo la Casina Vanvitelliana nel Lago di Fusaro ha registrato 300.000 ingressi nel 2024, e questo nonostante il continuo bradisismo.
Un esempio da seguire

Quello di Bacoli è un esempio da seguire, che dimostra come anche dalle situazioni più difficili si può uscire se si mettono in campo impegno, investimenti e costanza. Non è stato un percorso facile né scevro di ostacoli quello che ha condotto la città dove è ora, ma ad avere la meglio sono stati i buoni propositi, che si sono tradotti in azioni protratte nel tempo. La trasformazione di Bacoli è talmente importante ed evidente che la città è ora tra le candidate in gara per diventare Capitale italiana della cultura nel 2028. Si tratta di un salto di qualità notevole, che può fungere da stimolo e sprone per altre realtà che si trovano in condizioni di disagio simili a seguire lo stesso percorso di sviluppo.
I risultati ottenuti sono la dimostrazione che servizi e infrastrutture fanno girare l’economia, valorizzando da un lato l’occupazione locale e dall’altro il patrimonio che ogni territorio ha di default. Creare una base solida da cui partire attira nuovi investimenti e attenzioni dal punto di vista turistico, e una giusta comunicazione e valorizzazione dei siti d’interesse possono fare il resto, portando ad un aumento di arrivi e presenze e alla creazione di una nuova destinazione turistica. Per aggiungere ulteriore valore è necessaria la collaborazione tra istituzioni e operatori del settore, coinvolgendo nel progetto anche i cittadini.




