Rapporto Montagne Italia 2025: un turismo che vale il 6,7% del PIL

Il Rapporto Montagne Italia 2025, pubblicato da UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) con il supporto di Ipsos e nell’ambito del progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fotografa lo stato attuale e il potenziale futuro del turismo nelle aree montane italiane. Secondo lo studio, il comparto turistico in quota vale il 6,7% del PIL delle montagne italiane, un dato in linea con la media nazionale. Ma dietro la cifra media si nasconde un’Italia montana ancora molto disomogenea, con territori ad alta densità turistica e altri con un’incidenza ancora marginale.

Cosa rivela il Rapporto Montagne Italia 2025

Il Rapporto Montagne Italia 2025 si basa sull’analisi di 387 Comunità Territoriali, distribuite tra Alpi e Appennini. Emergono differenze significative nella capacità di attrazione, nei posti letto disponibili e nel peso economico del turismo. 

Occupazione nel turismo: le comunità con più addetti al comparto superano le 900 unità, mentre le meno sviluppate si fermano sotto i 70.
Presenze turistiche annuali: la media è di circa 1.200 pernottamenti ogni 100 abitanti, con punte di oltre 30.000 in alcune zone alpine.
Durata media del soggiorno: 3,1 giorni, con punte superiori ai 13 giorni in aree come l’Alto Maceratese o la Sila Greca.
Offerta ricettiva: 19,3 posti letto ogni 100 abitanti in media, ma si arriva a 254 in aree come Soraga di Fassa.

Il turismo open air nelle aree montane

Nel contesto del Rapporto Montagne Italia 2025, è importante evidenziare anche il ruolo del turismo open air. Questo comparto, sebbene più radicato in aree costiere e lacustri, sta trovando nuovi spazi di crescita anche in montagna, dove l’esperienza di viaggio si arricchisce grazie alla natura, al benessere e al contatto con le comunità locali. Nonostante i numeri complessivi siano ancora inferiori rispetto a mare e laghi, la montagna si sta affermando come meta esperienziale per gli amanti dell’open air: escursionismo, sport, borghi autentici e prodotti tipici rappresentano elementi sempre più attrattivi per un pubblico in cerca di autenticità e sostenibilità.

Montagna come esperienza, non solo paesaggio

Il Rapporto Montagne Italia 2025 sottolinea anche l’importanza di una corretta narrazione dei territori montani. Come evidenziato da Marco Bussone, presidente UNCEM, il turismo in quota deve essere accompagnato da politiche capaci di valorizzare le comunità locali: «Chi sale in montagna deve incontrare paesi vivi, non solo cartoline. Le comunità accolgono, danno senso all’esperienza turistica, e sono parte integrante del paesaggio».

Nord in testa, ma il Sud cresce

Dai dati del Rapporto emerge che le aree più performanti si trovano prevalentemente nel Nord Italia, con l’Alto Adige e il Trentino a guidare le classifiche per occupazione, presenze e valore aggiunto turistico sul PIL locale. Tuttavia, anche alcune aree del Sud si distinguono, in particolare per la durata media dei soggiorni, che indica un potenziale ancora da sviluppare.

Tra le zone più dinamiche troviamo:

Villabassa (Alto Adige): oltre 12.800 occupati su 84.000 abitanti.
Soraga di Fassa e Verano: prime per offerta ricettiva e presenze.
Aree del Sud come la Sila Greca e l’Area Grecanica: tra le migliori per soggiorni lunghi.

Un’opportunità da cogliere

Il Rapporto Montagne Italia 2025 offre una fotografia chiara e dettagliata del turismo in quota, indicando le aree di eccellenza ma anche le criticità da affrontare. La sfida ora è costruire un turismo sostenibile e integrato, che tenga conto delle specificità locali, valorizzi le comunità e favorisca l’inclusione di tutte le forme di ospitalità, open air innanzitutto. Le montagne italiane rappresentano un patrimonio naturale e culturale unico, e investire nella loro promozione significa generare valore economico, sociale e ambientale per tutto il Paese.

Autore
  • Sara Alvaro

    Calabrese di nascita e romana di adozione, collabora per giornali online generalisti e di settore dal 2007 e per alcuni è stata anche responsabile editoriale. Oggi è Social Media Manager di Faita Federcamping e responsabile di redazione Camping Management

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