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TURISMO: DALLA CULTURA ALLA RISCOPERTA DELLA NATURA NUOVI MODELLI PER NUOVE GENERAZIONI

Nuove generazioni, nuove esigenze: cambia la domanda dei giovani rispetto al turismo, mutano l’offerta e le strategie di comunicazione. Sorge su queste basi il convegno che si è svolto oggi a Roma sul progetto ‘Azioni di valorizzazione e promozione del settore turistico dei territori e delle produzioni di qualità’. Progetto finanziato dal Ministero del Turismo e realizzato in collaborazione con Unioncamere e Isnart. L’obiettivo è promuovere l’offerta turista nazionale valorizzando i territori, i prodotti e le comunità in risposta alle nuove tipologie di domanda.

Presenti all’evento, fra gli altri, il presidente di Isnart Roberto Di Vincenzo, il responsabile dell’Unità di Missione per il Pnrr del Ministero del Turismo Stefano Mantella, il Vicepresidente di Unioncamere Giorgio Mencaroni.

I dati dicono che oggi il 50% dei turisti in Italia appartiene alle generazioni Y e Z (nati dopo il 1981 e nativi digitali), il 94% è interessato alle opzioni di viaggio sostenibili e il 40% sceglie di esplorare destinazioni poco conosciute, assetato di riscoperta dei luoghi di origine e senso di appartenenza, incentivati dall’esperienza della pandemia.Uno scenario nuovo, quindi, che si interseca con le conseguenze di un’emergenza sanitaria dalla quale stiamo lentamente uscendo e con le preoccupazioni per lo sviluppo del conflitto in Ucraina.

“Dall’analisi e dallo studio dei nostri territori emergono i tanti giacimenti storico, culturali e naturalistici e tutte quelle destinazioni turistiche che molti italiani hanno riscoperto in questi ultimi due anni” sottolinea infatti il vicepresidente di Unioncamere, Giorgio Mencaroni

Al centro dell’attenzione c’è ancora il turismo culturale, che continua ad avere un ruolo preminente nell’organizzazione dell’offerta: oltre il 53,1% degli operatori lo individua come propria area di specializzazione. A brevissima distanza, il turismo naturalistico, con il 51,1%, conferma il suo trend positivo, seguito da quello balneare e degli sport acquatici, con il 29,3%, e dal turismo enogastronomico, con il 23,8%. Il cicloturismo continua a registrare un interesse crescente, con un aumento della domanda del 30% nel biennio 2019-2021.

Faita-FederCamping al 5° Summit G20 Spiagge

Si terrà il 5 e 6 aprile il 5° Summit nazionale dei comuni balneari, promosso dal G20 Spiagge con importanti realtà produttive presenti ed ospiti d’eccezione per fare il punto sullo stato della legislazione, Transizione Ecologica, l’Innovazione, la Sicurezza e l’Economia. l’evento vedrà la partecipazione di oltre 20 relatori nella due giorni in programma presso il palazzo dei congressi di Riccione, dove i primi cittadini delle 26 principali città balneari italiane discuteranno con il contributo di esperti le sfide che riguardano le loro realtà amministrative. L’evento per la prima volta aperto a tutti i comuni balneari italiani, punta a coinvolgerli per creare una “rete italiana dei comuni balneari” accogliente ed integrata su temi di comune interesse.

Ospite d’onore l’architetto Stefano Boeri con cui gli amministratori approfondiranno il tema dello spazio urbano e della sua rigenerazione all’interno del panel : “Infrastrutture, trasporti, sviluppo urbanistico e nuovi modelli di business: come creare un futuro più sostenibile?” con la partecipazione di Vannia Gava, Sottosegretario di Stato per la Transizione Ecologica, tema che verrà poi approfondito anche nel secondo panel della giornata.

dal titolo evocativo: “Concessioni demaniali: un confronto tra i rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria” il secondo panel, vedrà confrontarsi i vertici delle principali associazioni di categoria del comparto turistico, con la partecipazione fra gli altri, del Presidente della Faita-FederCamping Alberto Granzotto e Fabrizio Licordari, Presidente Assobalneari – Confindustria.

Durante la giornata del 6 aprile ci sarà il convegno nazionale su: “Transizione ecologica, innovazione, sicurezza ed economia: definiamo insieme il futuro del turismo balneare. Una tavola rotonda con le principali città costiere del paese.” con la partecipalzione del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia e del Presidente di ENIT Giorgio Palmucci.

In chiusura, seguirà la tavola rotonda di confronto con le principali città costiere del paese: “G20s – Il network dei comuni balneari e proposte concrete” con le sindache di Riccione Renata Tosi e Cavallino-Treporti Roberta Nesto e l’avvocato Bruno Barel dello studio BM&A.

Si ricorda che le iscrizioni sono ancora aperte al seguente link:https://g20s.it/summit-2022/?fbclid=IwAR3QtSsvHOzvQZ01vc7Mu9sLBTLDhZ3BqiVZ7He1sn7AcMtFMag7NiQaF7M

Settore in crescita: la pandemia spinge la domanda e il desiderio di libertà

Respirare e connettersi con la natura: cresce la consapevolezza che la vacanza è ritrovare quella pace interiore che gli eventi esterni degli ultimi anni hanno messo a dura prova.

È il filo conduttore della tavola rotonda ‘Outdoor Boom, il futuro dell’ospitalità all’aria aperta’, che si è svolto il 22 marzo all’HospitalityRiva, Riva del Garda. Tra i partecipanti, il presidente di FAITA-Federcamping Alberto Granzotto, il Ceo di Vacanze col Cuore Loek van de Loo, il Ceo di Leap Factory Stefano Testa, la Product manager di Diamond Domes Viktoriia Borodina e il senior consultant di Thrends Andrea Agazzani. A moderare, il business futurist Alberto Mattiello.

Al centro, il boom del settore e la ricerca da parte delle imprese di nuove fonti di ispirazione per ripensare gli spazi di accoglienza e ampliare le proprie possibilità di business.

“Il ‘boom’ del turismo all’aria aperta si inserisce in un trend più ampio di ricerca di contatto con la natura maturato anni fa nelle strutture più frequentate dai turisti del Nord Europa, da tempo sensibili ai temi ambientali – spiega Granzotto – L’obiettivo delle imprese è giungere a un’offerta totalmente certificata su questo piano, ma ci sono tempi tecnici da rispettare, vincoli legislativi cui, sono soggette le imprese. Faita è al lavoro proprio per consentire alle strutture di ottenere i marchi di qualità: parliamo di requisiti come il basso impatto energetico, la circolarità delle materie prime, ma anche la formazione professionale”.

A spingere la domanda verso il turismo all’aria aperta, oltre a una maggior consapevolezza riguardo l’ambiente e a un’offerta evoluta da parte delle imprese, è stata la pandemia, che nei lockdown ha acceso il desiderio di libertà. È la crisi che diventa opportunità. Avvenne così, con le debite proporzioni, anche alla fine degli anni ’80, quando il fenomeno dell’eutrofizzazione lungo le coste dell’Adriatico ridusse del 50% le presenze turistiche in Veneto.

“Il fenomeno determinò la nascita di un nuovo modello di sviluppo per le nostre imprese, incoraggiato da leggi che all’epoca sostennero il settore. La semplificazione di alcuni vincoli amministrativi consentì di implementare l’offerta e ripartire”, ricorda il presidente di FAITA.

Alberto Mattiello con il presidente di FAITA-FederCamping Alberto Granzotto

Andrea Agazzani di Thrends conferma che “Viviamo un periodo pandemico dove la parola chiave è ‘stress’, quella rasserenante ‘respiro’. Questo ha contribuito allo sviluppo di attività sportive e ricreative nei boschi e all’emersione delle Spa all’aperto. Il consumatore è sempre più alla ricerca di luce, spazi aperti, benessere”.

Van de Loo, trent’anni nel settore e strutture in tutta Europa, ha puntato sulla capacità di ascolto. “Quando 20 anni fa abbiamo ideato la prima tenda con bagno e acqua fredda lo abbiamo fatto perché i clienti chiedevano di poter disporre di servizi igienici personali. Da qui è nato il glamping”.

Creatività, sperimentazione, emozione hanno ispirato anche le diamond domes, le ‘bolle trasparenti’ che sposano lusso e natura promettendo notti romantiche sotto un tetto di stelle con vista panoramica a 360 gradi, come afferma Viktoriia Borodina.

Un altro esempio è il bivacco Gervasutti: 12 posti letto in una struttura avveniristica, ecosostenibile e addirittura rimovibile, a oltre 2800 metri di altitudine. Stefano Testa, architetto e Ceo di Leap Factory (che l’ha progettato), spiega che “La tendenza è quella di realizzare le opere lontano dai siti naturali per non perturbarli e, solo a lavoro ultimato, si collocano nel luogo di destinazione”.

Siamo, insomma, sempre più flessibili. E mobili. Anche in quel campo, come l’architettura, che in passato agiva per realizzare prevalentemente beni immobili. Tutto questo sulla spinta di un’urgenza divenuta inderogabile: la salvaguardia del pianeta.

LIFE Redune: risultati e prospettive

Dopo ben quattro anni di studi, venerdì 25 marzo, presso l’auditorium Mainardi del Campus Scientifico dell’Università Ca’ Foscari Venezia (via Torino, 155), si terrà il convegno conclusivo del Progetto europeo LIFE Redune. Il progetto europeo, finanziato all’interno del programma LIFE 2014-2020 e coordinato dall’università Cà Foscari di Venezia, vedrà la presentazione del rapporto conclusivo sulla conservazione ed integrazione dei sistemi dunistici delle spiagge venete alla presenza delle massime autorità regionali e locali.

Scopo del progetto, ristabilire e mantenere l’integrità ecologica di 5 habitat dunali e delle popolazioni di Stipa veneta in 4 siti Natura 2000 presenti lungo la costa adriatica, attraverso l’uso di un approccio ecosistemico che considera tutte le componenti coinvolte (attività umane, habitat, specie e processi fisici). Importante attenzione è stata data alla interazione tra i sistemi turistici e le attività che essi comportano, sulle dune, al fine di preservarne l’integrità ed il valore paesaggistico.

Durante l’evento verranno presentate ufficialmente le “Linee Guida per una fruizione turistica sostenibile e la corretta gestione per la conservazione a lungo termine degli ecosistemi dunali”, che uniscono l’esperienza maturata nell’ambito del Progetto LIFE Redune alle indicazioni provenienti dalla più recente letteratura scientifica, da documenti di indirizzo a livello nazionale e da altri progetti finalizzati alla conservazione dei sistemi sabbiosi costieri mediterranei, allo scopo di fornire indicazioni pratiche per agevolare l’applicazione delle Misure di Conservazione previste dall’Art. 6 della Direttiva Habitat.

Il convegno sarà trasmesso in streaming sulla piattaforma Zoom accessibile previa registrazione al seguente form:https://forms.gle/pvcY8pJUiBmG8U2C7

Al convegno interverranno:

Gabriella Buffa, Università Ca’ Foscari Venezia – Coordinatrice scientifica di LIFE REDUNE
Salvatore Orlando, Direttore del Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica dell’Università Ca’ Foscari Venezia
Cristiano Corazzari, Assessore a Territorio, Cultura, Sicurezza, Flussi migratori, Caccia e pesca, Regione Veneto
Federico Vianello, Direttore Unità Operativa Sistemazioni Idraulico Forestali e Aree Naturalistiche, Veneto Agricoltura


Relatori:
Annelore Bezzi e Giorgio Fontolan, Università di Trieste, Il sistema spiaggia e duna: processi e funzioni 
Alberto Barausse, Università di Padova, La conservazione della biodiversità costiera in un contesto di cambiamenti climatici: costo o opportunità di sviluppo sostenibile? L’esperienza del progetto Interreg Italia-Slovenia “ECO SMART” 
Alessandro Berton, Presidente Unionmare Confturismo Veneto, Sostenibilità ambientale come volano economico per il turismo balneare 
Giovanni Mattias, Assessore all’Ambiente Comune di Pomezia, Gestire una duna antropizzata: l’esempio del comune di Pomezia
Marco Abordi, Coordinatore tecnico scientifico del processo “Contratto di Area Umida del Sistema della Laguna di Caorle e Bibione”, L’esperienza del “Contratto di Area Umida del Sistema della Laguna di Caorle e Bibione” nel coinvolgimento di tutti gli attori locali finalizzato ad azioni condivise di tutela e valorizzazione dei valori ecosistemici costieri e lagunari. 
Corrado Battisti, Città Metropolitana di Roma, Citizen Management finalizzato alla tutela di ecosistemi dunali disturbati: caso studio presso ZPS ‘Torre Flavia’ 
Giosuè Cuccurullo, Consigliere del Comune di San Michele al Tagliamento – Presidente del Comitato Riserva Naturale Foce del Tagliamento, Qui tutto è duna 
Francesco Cancellieri, Vincenzo Piccione, Assocea Messina APS; Presidente del Comitato dei Promotori della Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea, Il percorso della Carta dei Comuni custodi della Macchia Mediterranea e prospettive future 
Federica Piccolo, EPC srl – Communication e Project Manager di LIFE REDUNE, Informare e ascoltare i portatori di interesse  
Edy Fantinato, Università Ca’ Foscari Venezia, Il contenimento dei flussi turistici e della pressione antropica 
Jacopo Richard, Veneto Agricoltura, Modalità di pulizia della spiaggia e gestione del materiale spiaggiato 
Francesco Scarton e Marco Baldin, SELC coop. L’ingegneria naturalistica a basso impatto 
Roberto Fiorentin, Veneto Agricoltura, Ripristinare gli habitat dunali 
Mauro Giovanni Viti, Regione Veneto, Adozione regionale delle Linee Guida per la Gestione sostenibile delle spiagge, Università Ca’ Foscari Venezia

Al via Hospitality 2022

Alla presenza del Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, del Presidente di Enit Giorgio Palmucci e i vertici di Riva del Garda Fierecongressi, il Presidente Roberto Pellegrini e la Direttrice Generale Alessandra Albarelli, si è svolta oggi la tavola rotonda:  “Il futuro dell’ospitalità: in un contesto di continuo cambiamento, quali scenari e strategie?”, evento di inaugurazione di Hospitality 2022 a Riva del Garda (TN), importante fiera del turismo italiano che vede coinvilti oltre 400 espositori ed imprese di tutta Italia.

Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo, nel suo intervento ha ribadito che il PNRR è una grande opportunità anche per il settore turistico, soprattutto in un momento in cui l’esigenza di tutti è quella di alzare il livello di qualità del comparto. “Il turismo è un settore molto competitivo – ha ricordato Garavaglia – e siamo stati abituati a dire che l’Italia è il Paese più bello del mondo ma, a consuntivo, siamo solo al sesto posto tra i Paesi più cercati fra quelli da visitare. Quindi è necessario non solo darci da fare ma anche fare di più. Come Ministero abbiamo fatto tanto: abbiamo appena stanziato 2,4 miliardi di euro per il settore, ma il finanziamento è stato strutturato con tanta leva finanziaria per arrivare fino a quasi 7 miliardi di euro. Il grosso degli investimenti è destinato al rinnovamento delle strutture e al digitale, fattore quest’ultimo indispensabile per poter vendere bene il nostro prodotto in tutto il mondo”. Ricordando poi che “le infrastrutture non dipendono dal Ministero del Turismo, ma andranno comunque ad impattare anche su questo settore, come per esempio l’alta velocità”, il Ministro ha poi evidenziato che oltre a questi finanziamenti sono stati stanziati 800 milioni di euro per la montagna e 500 milioni di euro per le fiere. E proprio in tema di finanziamenti al settore fieristico, Garavaglia ha ricordato come le Fiere e gli eventi rappresentino un motore di sviluppo per l’economia del nostro Paese, considerato che circa il 50% del nostro export è generato dalle Fiere.

Giorgio Palmucci, Presidente di ENIT ha sottolineato come negli ultimi due anni il mondo degli eventi sia cambiato e gli stessi attori del “turismo d’affari”, come le fiere, abbiano dovuto modificare il proprio lavoro per essere volano del sistema imprenditoriale. “Far riscoprire l’Italia agli italiani, è stato l’effetto che abbiamo riscontrato nel post pandemia. Spesso dall’estero conoscono molto di più il nostro Paese di noi che ci viviamo e questo è un tema su cui dobbiamo lavorare, tutti insieme”, ha detto Palmucci. “Quanto sta accadendo in questo periodo, oltre agli effetti drammatici, ha anche una ripercussione economica sui costi delle materie prime ed energetiche. Il Governo sta cercando di compensare e il Paese ci ha già dimostrato in questi due anni di pandemia di avere una grande capacità di reazione. Tutta la filiera del turismo ha fatto in modo di continuare ad investire per soddisfare i desideri dei nuovi consumatori che si sono a loro volta adeguati a nuove forme di turismo. Una delle tendenze che si stanno affermando è quella del turismo outdoor, un turismo che coinvolge e che suscita emozioni. Grazie anche al Ministero del Turismo è stato istituito l’Osservatorio sul turismo per poter fornire agli operatori del settore sempre più dati e conoscenze, essenziali per poter decidere e agire rapidamente. Altro tema su cui fare leva è raccontare l’Italia insieme al Made in Italy, dal design al food all’automotive; è fondamentale non solo raccontare il Paese e i suoi prodotti ma fare leva su coloro che questi prodotti li realizzano”.

La tavola rotonda è poi proseguita con numerosi temi trattati, incluso il momento di incertezza per il turismo italiano dovuto alla guerra in Ucraina e le prospettive a medio e lungo termine.

All’inaugurazione, condotta dalla giornalista Rai Maria Concetta Mattei, e al taglio del nastro hanno partecipato anche Cristina Santi, Sindaco del Comune di Riva del Garda, e Roberto Failoni, Assessore all’artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Provincia Autonoma di Trento.

Giovanna Voltolini, Exhibition Manager di Hospitality, ha illustrato nel dettaglio tutte le novità di questa 46esima edizione, da oggi al 24 marzo al quartiere fieristico di Riva del Garda: oltre 450 espositori e più di 100 eventi formativi nei 38.000 mq suddivisi in 8 padiglioni, 4 aree tematiche – Contract & Wellness, Beverage, Food & Equipment e Renovation & Tech – e nelle aree speciali Solobirra e RPM-Riva Pianeta Mixology, dedicate alla birra artigianale e al bere miscelato, e nel nuovo spazio Winescape dedicato all’enoturismo.

Appuntamento a domani dalle 16.15 con “Outdoor BOOM, il futuro dell’ospitalità all’aria aperta”, evento dedicato al mondo dei campeggi in ITalia, con la partecipazione di Alberto Granzotto Presidente Faita-FederCamping.

Credito d’imposta: pubblicati i primi dati

Iniziano a vedersi i frutti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), negoziato nel 2020 dal governo Conte II ed in via di attuazione dal governo Draghi. Per il comparto turistico, con il dicastero guidato dal Ministro Massimo Garavaglia, ha visto d’apprima il 6 novembre del 2021, pubblicato il D.l n.152 che all’art. 1, si introduceva un contributo ed il credito d’imposta per le imprese alberghiere, del turismo all’aria aperta compresi i campeggi, agriturismi, complessi fieristici, porti turistici, strutture balneari e termali ed i parchi tematici.

Il credito d’imposta, equivale fino all’80% delle spese ammissibili, utilizzabile solo in compensazione dall’anno successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, e comunque entro il 31 dicembre 2025. Il credito d’imposta è cedibile, in tutto o in parte, a soggetti terzi (banche e altri intermediari finanziari) e comulabile con il contributo a fondo perduto, che invece, è valido fino al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo di 40.000 euro. Il contributo viene erogato con bonifico bancario in un’unica soluzione, a conclusione degli interventi. È tuttavia possibile ottenere un anticipo fino al 30% dell’importo totale. 

Ricordiamo infine, che il contributo a fondo perduto, può essere aumentato:

  • fino a ulteriori 30.000 euro se almeno il 15% delle spese sono destinate alla digitalizzazione e innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica
  • fino a ulteriori 20.000 euro per le imprese con i requisiti previsti dall’art 53 del Decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. Più precisamente: per l’imprenditoria femminile, per le società cooperative e le società di persone costituite per almeno il 60% da giovani fino a 35 anni; per le società di capitali con almeno i due terzi quote possedute da giovani e con organi di amministrazione costituiti per almeno i due terzi da giovani; per le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo
  • fino a ulteriori 10.000 euro per le imprese con sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La misura annunciata nel 2021, ha visto l’avvio nel febbraio 2022 con le registrazioni alla piattaforma di InvItalia IFIT per ottenere l’accesso al contributo da parte delle imprese turistiche interessate dal provvedimento. dal 28 febbraio fino al 30 marzo, le imprese hanno avuto la possibilità di accedere così al portale per presentare i moduli e compilare la domanda, nonostante il breve preavviso con cui la stessa InvItalia ha presentato sul sito i moduli e le istruzioni: appena dieci giorni prima, rischiando di pregiudicare l’assegnazione dei fondi che sarà fatta seguendo l’ordine cronologico di presentazione della domanda ed entro i limiti del finanziamento.

Nel report pubblicato dal Ministero del Turismo ed in immagine sotto, si possono vedere i contributi totali richiesti al sistema, pari a 5,974 domande presentate al sistema con il centro-nord che ne rapprsenta la maggioranza con le sue 3,843 domande presentate rispetto alle appena 2.131 del mezzogiorno. Appare interessante notare, come, la maggior parte delle domande rappresentano le micro e le piccole imprese (rispettivamente 3304 e 2280) a sottolineare la natura delle imprese a vocazione turistica nel nostro paese, per lo più di piccole dimensioni e a gestione familiare ed invece, la maggioranza dei finanziamenti richiesti riguarda interventi di efficentamento energetico e di riqualificazione dell’edilizia stessa.

Per i campeggi nello specifico, le domande presentate sono state ben 173, pari ad un totale degli incentivi superiore ai 47 milioni di euro ripartiti fra il credito d’imposta di 40 milioni ed il contributo a fondo perduto di ben 7 milioni di euro. Seppur i dati presenti nel report, rappresentino un primo passo verso la creazione di un archivio di open data accessibile a tutti, li possiamo considerare un buon traguardo per il settore del turismo openair.

Precisiamo infine, che il report presentato dal Ministero ha valore meramente informativo e che, in nessun modo dà diritto al credito d’imposta e/o al contributo, dato che, i fondi, devono essere ancora elargiti.

Campeggi, il più bello d’Italia è il Vidor di Pozza di Fassa in Trentino

Campeggi: è il Vidor di Pozza di Fassa (Trento) il più bello d’Italia. Lo ha stabilito il portale campeggi.com di KoobCamp, che l’ha posto al vertice delle migliori strutture per chi viaggia in camper.

Il Vidor è un resort a quattro stelle nel cuore delle Dolomiti e si è aggiudicato il podio per la qualità dei servizi e le piazzole per camper, roulotte e tende, che vanno da 80 a 160 metri quadrati sopra un soffice manto erboso.

La struttura offre inoltre diverse possibilità di accoglienza, che spaziano dai pernottamenti nel resort in suites, luxury lodges, baita, chalet o l’antica Casa ‘El Sangon’.

“Siamo orgogliosi – commenta il presidente di Faita-Federcamping Trentino Fabio Poletti – Il camping Vidor è la punta di diamante delle strutture all’aria aperta del Trentino e tra le più prestigiose in Italia. Questo ulteriore premio va ad abbinarsi ai tanti riconoscimenti ottenuti a livello europeo, frutto di investimenti operati nel tempo, con continuità, per il raggiungimento della qualità sotto ogni profilo”.

Fabio Poletti Presidente Faita-FederCamping Trentino

“Voglio complimentarmi con la famiglia Pezzei, titolare del camping Vidor, e ringraziarla per le energie che mette in campo dando agli appassionati del turismo all’aria aperta, ai camperisti in particolare, la possibilità di trascorrere una vacanza appagante, e a tutto il nostro comprensorio un’immagine di prestigio”, conclude il presidente di Faita-Federcamping Trentino.

Il Camping Vidor nasce nel 1975, quando Luigi Pezzei, vedendo gruppi di turisti in tenda lungo la  Val di Fassa nelle due settimane di Ferragosto, pensò che sarebbe stata una buona idea poterli accogliere in una struttura organizzata. Fu così che decise di ridurre l’area di alpeggio per le mucche di famiglia e dar vita a un Camping da gestire assieme alla moglie Flora, e che nel tempo è diventata tra le più apprezzate e frequentate a livello europeo.


I figli Albert, Christine e Mathias, che seguono le orme dei genitori, hanno nel sangue l’amore per questa professione e per la vita all’aria aperta. “Questo riconoscimento non può che renderci felici – commenta Christine Pezzei – E’ il risultato di un duro lavoro e di un impegno quotidiano in cui nessuno di noi si è mai risparmiato”.

A premiare il Camping Vidor sono anche le prenotazioni, che a oggi – nonostante il Covid e gli effetti della guerra in Ucraina, fanno registrare al momento buoni risultati per i prossimi mesi di luglio e settembre, e il tutto esaurito in agosto.

“Dopo due anni di emergenza sanitaria, e con gli effetti della guerra in Ucraina, la gente ha voglia di andare in vacanza, ha bisogno di staccare la spina”, spiega la titolare del Camping Vidor.

Se da un lato c’è la soddisfazione per il buon andamento delle prenotazioni, dall’altro c’è una certa preoccupazione legata alla carenza di personale, come evidenzia Christine Pezzei. Un problema generalizzato, che non risparmia nemmeno il settore dei campeggi.

Le dieci migliori strutture nella categoria “Camper 2022” in Italia

Anche quest’anno il portale http://campeggi.com ha selezionato i dieci migliori campeggi nella categoria “Camper”. Si tratta di dieci strutture di eccellenza, all’avanguardia nella sostenibilità e nella tecnica per quanto riguarda la loro categoria e con una attenzione sopra la media alla clientela.

Gli esperti del portale sulle vacanze in camper spiegano che le migliori recensioni riguardano le strutture che offrono manovre agevoli di accesso e la possibilità di carico e scarico alle famiglie che viaggiano in camper. Molto importante è anche la posizione del campeggio: escursioni, passeggiate, sport e luoghi da vedere sono fondamentali per chi ama esplorare il territorio.

La migliore struttura italiana per le vacanze in camper è risultata essere il Camping Vidor- Family & Wellness Resorts a Pozza di Fassa (TN) in Trentino-Alto Adige, un piccolo ma accogliente resort a quattro stelle che permette di ammirare le stelle nella magnifica cornice dell’arco alpino e di godere di ampie piazzole di sosta, con il fondo erboso e spazi che variano dagli 80 ai 160 mq.

Di seguito la classifica dei 10 migliori Campeggi per Camper del 2022 (in ordine casuale, vincitore a parte):

Camping Vidor – Family & Wellness Resort – Pozza di Fassa (TN)

Camping Sabbiadoro – Lignano Sabbiadoro (UD)

Camping Al Sole – Molina di Ledro (TN)

Camping Miravalle – Campitello di Fassa (TN)

Camping La Spiaggetta – Sampieri (RG)

Campeggio Resort Riva di Ugento – Ugento (LE)

Camping Caravan Park Sexten – Sesto (BZ)

Numanablu Family Camping & Resort – Numana (AN)

Camping Union Lido Park & Resort – Cavallino Treporti (VE)

El Bahira Camping Village – San Vito Lo Capo (TR)

Il prezzo della guerra

Lo ha detto chiaramente il Commissario europeo Paolo Gentiloni: “la previsione di crescita al 4% per l’UE nel 2022, non è più realistica”. Dobbiamo pertanto rassegnarci ad una crescita più bassa ed ad una ripresa dell’inflazione che ha appena toccato il 5% e che potrebbe arrivare al 6 o peggio al 7% per l’anno in corso? L’Eurogruppo nella giornata di oggi imporrà nuove sanzioni alla Russia e si prevede di togliere al Cremlino lo status di “nazione più favorita” negli scambi commerciali con l’UE.

In contemporanea, da quando è iniziato il conflitto, il prezzo delle materie prime agricole è aumentato di oltre 1/3, con il mais e l’olio di semi di girasole (già introvabile o a prezzi esorbitanti in moltissimi supermercati) che, hanno visto i loro prezzi schizzare letteralemte alle stelle. Sempre la Russia, ha vietato le esportazioni di cereali in Europa e di fertilizzanti, mettendo così, secondo la Coldiretti: “a rischio la produzione nazionale di molte filiere”.

Questo, senza considerare lo shock dell’aumento dei prezzi di gas naturale e del petrolio, che, alla pompa, ha ampiamente sfondato la quota simbolo dei 2,20 euro al litro. Si calcola che i prezzi siano, rispettivamente del 40% e del 50% superiori ai prezzi praticati solo a gennaio 2022 quando il Governo, fu chiamato ad intervenire nuovamente con risorse extra per calmierare l’aumento del costo delle bollette.

Ma, mentre ci auguriamo, il conflitto finisca il prima possibile e questi aumenti ingustificati spariscano quanto prima, una “nuova” minaccia, sempre figlia di questa guerra pare insidiare il Belpaese: si tratta degli effetti delle sanzioni sul medio e lungo periodo sopratutto per quanto riguarda il turismo. Infatti, per la alta e la classe media russa, l’Italia è sempre stata vista come una bellissima meta dove trascorrere le vacanze, all’insegna del lusso, di soggiorni da favola e della buona cucina. La stessa Federalberghi, ha reso noto, che ad oggi, non ci sono ancora segnali positivi per le prenotazioni estive e che c’è stato un calo netto per il periodo pasquale, dovuto al clima di incertezza provocato dalla guerra in Ucraina. D’altronde fu lo stesso Borrel, l’alto Commissario per la Politica Estera Comune della UE, in occasione delle prime sanzione ad annunciarle con il celebre tweet: “Niente più shopping a Milano”, tweet che rappresenta da un lato, la forza delle sanzioni e dall’altro, il “boomerang” per il turismo italiano, che risulterà nuovamente fra i settori più colpiti dall’ennesima crisi.

Sarà adesso compito del Governo, del Ministro del Turismo di accordo con le associazioni di categoria, fare il punto sulla situazione per fare in modo che la “perdita” di turisti russi ed ucraini, sia in qualche modo assorbita dal turismo nazionale, tradizionalmente a basso reddito e fortemente a rischio per i rincari o da quello europeo, che, da diversi anni, ci contendiamo con le altre nazioni europee.

Faita-FederCamping al salone dell’accoglienza

Si terrà il 22 marzo in occasione del salone dell’accoglienza in programma a Riva del Garda, un evento dedicato esclusivamente ai nuovi trend per il mondo outdoor. l’evento vedrà la partecipazione di numerosi speakers e players del settore, che, in presenza, discuteranno delle misure in corso e delle prospettive per l’estate 2022 nel settore dei campeggi. L’evento, è stato ideato e realizzato per chi è alla ricerca di ispirazioni e nuove idee per ripensare gli spazi di accoglienza all’aria aperta e ampliare le proprie possibilità di business. Dalla moda allo sport, dai viaggi agli hotel, le tendenze hanno mostrato un forte cambiamento nelle preferenze dei consumatori verso gli spazi esterni. Spinti ulteriormente dalla pandemia, i grandi spazi aperti sono diventati un rifugio, con molte persone che preferiscono riunirsi, esercitarsi, lavorare e ricaricarsi più vicino alla natura.

YouTube player
Peppone Calabrese, Ospite dell’evento e conduttore di Linea Verde Rai 1

l’evento dal titolo: “Outdoor BOOM, il futuro dell’ospitalità all’aria aperta“, ha riunito in una tavola rotonda, i più grandi innovatori del segmento outdoor per dare voce al comparto e per sfruttare al meglio l’Outdoor Boom e nuove opportunità di business che porta con sé. d’altronde la pandemia ha fatto riscoprie a moltissimi italiani il piacere di passare le vacanze in campeggio e nei villaggi turistici, permettendo così una rapida e vigorosa ripresa senza precedenti. Fra gli ospiti saranno presenti Alberto Granzotto, Presidente Faita-FederCamping ed imprenditore del settore, Loek van de Loo imprenditore di successo nel glamping che lui stesso ha importato in Italia e CEO di Vacanze col cuore.

Relatori
Alberto Granzotto | Presidente di  FAITA – FederCamping  
Loek van de Loo | CEO di Vacanze col Cuore
Stefano Testa | CEO di LEAPfactory
Viktoriia Borodina | Product Manager di Diamond Domes
Andrea Agazzani | Senior Consultant di Thrends

Moderatore
Alberto Mattiello | Business Futurist

Ricordiamo che l’evento si terrà nel padiglione D del quartiere fieristico e sarà trasmesso in diretta anche sulla piattaforma Hospitality Digital Space previa compliazione di un form. 

Addio al Super Green Pass

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  • La fine dello stato di emergenza
  • Addio al Super Green Pass
  • Rimane la cautela
  • La paura di una nuova Shenzhen
  • L’estate che verrà

La fine dello stato di emergenza

Il 31 marzo si avvicina, e con esso la fine dello stato di emergenza per il Coronavirus, (continua invece lo stato di emergenza per la guerra in Ucraina), stato di emergenza che vedrà probabilmente la fine della struttura commissariale del generale Figliuolo, assorbita probabilmente dalle asl di competenza o dalle regioni e il CTS con i commissari che “resteranno” consulenti per il Ministero della Salute.

Addio al Super Green Pass

Pertanto il Super Green Pass, l’obbligo vaccinale per gli over 50, i qr code ed i certificati emessi a seguito dei tamponi rapidi, potranno essere rapidamente archiviati. l’obbligo decade anche per chi deve recarsi al lavoro, facendo venir meno uno dei punti più contestati al governo in questi mesi da più parti sociali. rimane invece l’obbligo della certificazione verde base (da vaccino, guarigione o tampone) e di indossare la mascherina al chiuso, oltrechè, sui mezzi di trasporto pubblici, di indossare le mascherine ffp2.

Rimane la cautela

Tuttavia, l’atteggiamento prevalente del Ministro Speranza, sembra essere quello di mantenere una certa cautela e di fare molta attenzione, nei fatti continuando il monitoraggio epidemiologico nei confronti del virus e non abbasando la guardia, dato che sembra essere con la nuova variante, denominata Omicron BA 2, possibile, una risalita dei contagi nel breve periodo. Per questo, il titolare del dicastero della Salute, ha proposto l’adozione di una “clausola di salvaguardia” che consenta di rentrodurre misure restrittive in tempi brevi se la situazione lo richiedesse.

La paura di una nuova Shenzhen

Il virus resta pertanto il nemico pubblico n.1 da combattere, ed è ancora temuto, come dimostrano le preoccupazioni per il recente lockdown alla intera provincia di Shenzhen, dove l’intera popolazione è stata messa in quarantena dalle autorità sanitarie cinesi dopo la scoperta di un focolaio da ben 5000 casi. Precoccupazione, che una situazione simile possa verificarsi anche da noi, espressa nel corso della conferenza Stato-Regioni questo mercoledì, che ha visto confrontarsi sia il fronte aperturista che quello dei governatori più cauti, in ragione anche dei nuovi arrivi di profughi dall’Ucraina, nella maggior parte dei casi, non ancora vaccinati contro il covid.

L’estate che verrà

Al momento, seppur non ci sono certezze, possiamo affermare con una discreta dose di ottimismo, dopo oltre due anni di pandemia che questa estate, sia nelle intenzioni del governo che nei fatti, potrà essere, la prima e vera, estate senza restrizioni per il covid. Questo poichè sappiamo che il covid-19, come tutti i coronavirus, tende a diffondersi ed ad essere maggiormente letale nei mesi invernali e che, con la campagna di vaccinazione a buon punto potremo godere di una ottima estate senza preoccuparci del virus. Nelle intenzioni del governo infatti, questa estate, sarà la prima senza alcuna restrizione o mascherina, ma semplicemente con il green pass base, richiesto per i viaggiatori internazionali.

Quattro strutture abruzzesi certificate EcoWorldHotel

Sono ben quattro le strutture ricettive della regione Abruzzo che, grazie al bando regionale L.R. n. 77/2000 sull’ ammodernamento e riqualificazione del patrimonio turistico-ricettivo, hanno deciso di elevare i propri standard di qualità sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale richiedendo ed ottenendo la Certificazione EcoWorldHotel.
 

Si tratta del Club Hotel le Nazioni a Montesilvano (PE), dell’Albergo degli Olmi a Villetta Barrea (AQ), del Villaggio Turistico Lido d’Abruzzo a Roseto degli Abruzzi (TE) e il Don Antonio Camping Village a Giulianova (TE); tutte strutture ricettive che hanno scelto di intraprendere gradualmente il loro percorso di riqualificazione ambientale, ottenendo inizialmente 1 Eco Foglia su cinque.

Il bando regionale dell’Abruzzo ha riconosciuto EcoWorldHotel come uno dei Marchi di Qualità Ambientale più importanti, assegnandogli infatti il massimo del punteggio ottenibile. Per essere Eco non importa solo il tipo di struttura che si ha, ma anche quali sono le politiche ambientali interne e i prodotti utilizzati. Infatti il passaggio ad Eco Hotel è graduale e passa dall’utilizzo dei prodotti Eco, Bio e Green, fino alle accortezze comportamentali diffuse nella struttura, che fanno risparmiare soldi mentre il mondo risparmia CO2, plastica e inquinamento in genere.

Le azioni e l’uso dei prodotti giusti saranno il primo riflettore puntato sulla transizione ecologica di ogni hotel, capace di farlo distinguere dalla concorrenza. EcoWorldHotel nasce da albergatori che da sempre hanno un grande ideale di sostenibilità, per questo vogliamo aiutare gli altri albergatori a muovere i primi passi in questa direzione, a prescindere dalla certificazione o meno.


Negli ultimi anni l’Abruzzo si è dimostrato un territorio particolarmente attento alle tematiche ambientali nel quale la Regione ha sostenuto gli imprenditori locali all’ammodernamento e alla riqualificazione delle loro strutture ricettive, rispondendo sempre di più alle esigenze del mercato per un turismo più sostenibile specialmente nei campeggi.

Al via il piano strategico per il turismo in Veneto

Era atteso da tempo e finalmente la VI Commissione (Cultura, turismo e sport) del Consiglio regionale della Regione Veneto ha mosso i primi passi verso il piano strategico per il turismo 2021-2023. La commissione, riunita in sessione plenaria nella giornata del 9 marzo, ha analizzato gli scenari turistici dopo due anni di pandemia, la crisi ucraina e le incertezze sul settore dovute al caro energia. Alla seduta, oltre ai rappresentanti politici, hanno partecipato dando il loro contributo membri e tecnici del settore, come il Presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli, Italo Candoni Vicedirettore di Confindustria Veneto e Daniele Minotto per l’Associazione Veneziana Albergatori.

“La sfida del nuovo piano è fare del turismo una leva di sviluppo trasversale non solo alla cultura e all’ambiente, ma anche alle eccellenze del nostro territorio e della nostra manifattura”

Francesca scatto, Presidente della VI Commissione (Cultura, turismo e sport).

La Commissione ha espresso parere favorevole al bando delle Pro Loco: la Regione Veneto mette così a disposizione 290mila euro per concorrere alle spese che i 7 Comitati provinciali e i 43 Consorzi sostengono per progetti e iniziative di valorizzazione turistica, culturale, enogastronomica e folcloristica. Il bando prevede contributi fino all’80 per cento della spesa sostenuta da Comitati e Consorzi delle Pro loco, con un tetto di 40mila euro di spesa per i progetti presentati dai Comitati provinciali e di 15mila euro di spesa per quelli presentati dai Consorzi. 

Il Capalbio Glamping a Capalbio (GR) vince il primo premio nella categoria Glamping dei Certificati di Eccellenza KoobCamp 2022

Nella settima edizione dei Certificati di Eccellenza KoobCamp è il Capalbio Glamping a Capalbio (GR), in Toscana, ad aggiudicarsi il titolo di miglior camping village per il Glamping 2022. Si tratta di un importante riconoscimento per le strutture all’aria aperta che offrono ai turisti la possibilità di vivere un’originale esperienza. Ma cos’è il glamping? La parola “glamping” deriva dall’unione di “glamorous” e “camping”, e si può identificare con la definizione di “campeggio di lusso“. La differenza rispetto al camping classico è il fatto che la location e la dotazione delle sistemazioni è pensata per creare un effetto di comfort e di charme superiore alla media. Il Capalbio Glamping metet a disposizione, tra le varie proposte, lodge tents e tende a dieci metri dalla spiaggia, circondate dalla macchia mediterranea, con poltrone, divani, bagno, giardino, frigobar e connessione ad internet Wi-Fi. Sono disponibili con fino a sei posti letto e sono tutte dotate di doccia idromassaggio.

L’attenta selezione che ha portato alla vittoria finale il Camping Village Eurcamping e alla scelta dei 10 migliori Campeggi e Villaggi per il Glamping è stata realizzata dagli esperti del network turistico KoobCamp (https://koobcamp.group/).

Ecco i 10 migliori Glamping del 2022 (in ordine casuale, vincitore escluso):
 
Capalbio Glamping – Capalbio (GR)
Campeggio Villaggio L’Ultima Spiaggia – Bari Sardo (OG)
Camping Village Eurcamping – Roseto degli Abruzzi (TE)
Camping Riva Blu – Padenghe sul Garda (BS)
Torre Rinalda Camping Village – Lecce (LE)
Camping Free Beach – Bibbona (LI)
Villaggio Camping Baia Domizia – Sessa Aurunca (CE)
Camping Maremma Sans Souci – Castiglione della Pescaia (GR)
Camping Village Conca D’Oro – Baveno (VB)
Orlando in Chianti Glamping Resort – Cavriglia (AR)

Anche le strutture ricettive all’aria aperta partecipano ad azioni di solidarietà per i profughi ucraini

La Faita-FederCamping si mobilita per l’emergenza creata dalla guerra in ucraina. La Federazione ha invitato già dallo scorso 3 marzo i propri Associati ad offrire ospitalità nei campeggi e villaggi turistici italiani ai profughi ucraini in fuga dalla guerra.

In pochi giorni sono già numerose le adesioni all’iniziativa: dall’Emilia-Romagna al Lazio, fino alla Sicilia, che in particolare ha lanciato anche una raccolta fondi a favore della Croce Rossa Internazionale per fornire medicinali e generi di prima necessità ai profughi presenti al confine ucraino. Questa guerra, secondo l’UNHCR (l’ufficio delle Nazioni Unite per i rifugiati) ha spinto a migrare fuori dal proprio paese, solo nei primi sette giorni circa 1,5 milioni di persone, diventando la più veloce e la più massiccia migrazione di massa di tutti i tempi.

Proprio per questo, Faita-FederCamping  si è prontamente attivata per assicurare un posto dove stare a chi fugge dal conflitto.

Un nuovo logo aspettando il Sett

Nuovo logo, nuova identità visiva, ma anche nuovi format e nuovi contenuti, il Sett si rinnova e soffia un vento di modernità confermando le ambizioni e il successo delle ultime edizioni. Il turismo e la ricettività all’aria aperta dispongono di notevoli risorse nel contesto attuale per attirare una clientela in cerca di spazi all’aperto e di natura, in armonia con l’ambiente.

Volendo infondere una nuova dinamica e veicolare una nuova visione del settore, il Sett si dota di una nuova identità visiva e di un nuovo logo, entrambi improntati ad una grande modernità. Una grande S con ritagli bianchi che simboleggiano gli stand giustapposti sul salone ma anche la ripresa dei 4 aquiloni triangolari della vecchia versione rivisitati con i colori emblematici del campeggio: il blu per il mare ed il cielo, il verde per la terra e la natura il giallo per il sole e la luce. Una dimensione éco-responsabile in perfetta sintonia con le preoccupazioni attuali e le missioni che la ricettività all’aria aperta si è prefissata. Forme arrotondate che simboleggiano il cammino dei visitatori all’interno delle hall espositive, tutto è stato pensato per incarnare i pilastri fondatori e imprescindibili del salone.

Dopo il successo incontrato lo scorso novembre in piena crisi sanitaria del Covid con oltre 15.000 visitatori e oltre 600 espositori, l’edizione 2022 del Sett, che si terrà l‘ 8, 9 e 10 novembre prossimo alla fiera di Montpellier, si annuncia promettente. In linea con questo rinnovamento che si riflette nella nuova identità visiva e nel nuovo logo, il formato, il contenuto e i servizi da offrire all’interno del Sett sono attualmente in fase di revisione. Ambiente e sviluppo sostenibile saranno al centro dell’attenzione attraverso incontri e scambi ancora più interattivi e conviviali.

Il Villaggio Camping Capo Ferrato a Muravera (CA) ha il miglior ristorante del 2022

Campeggi.com di KoobCamp, nell’ambito dei Certificati di Eccellenza 2022, ha selezionato i campeggi e villaggi italiani con il miglior ristorante.

È il Villaggio Camping Capo Ferrato a Muravera (CA), in Sardegna, ad aggiudicarsi il titolo di camping village con il Miglior Ristorante del 2022, premio assegnato nell’ambito della settima edizione dei Certificati di Eccellenza KoobCamp.

Ideato come riconoscimento alle strutture en plein air che offrono ai turisti l’opportunità di provare i piaceri della buona tavola durante le proprie vacanze, contribuendo a promuovere i prodotti del territorio e il Made in Italy, il Certificato di Eccellenza Restaurant 2022 testimonia l’impegno in tal senso di tutti i campeggi e villaggi a livello nazionale.

Chi ha detto che in campeggio non si può godere dei privilegi della buona cucina? Al Villaggio Camping Capo Ferrato si può! Insieme al vincitore, degno rappresentante della cucina sarda, nella TOP 10 del Certificato Restaurant 2022 sono ben rappresentate le altre regioni italiane da nord a sud.

Il premio al Villaggio Camping Capo Ferrato a Muravera, è il risultato finale di un’attenta analisi che, nella prima fase, ha portato alla nomina dei 10 Campeggi e Villaggi con il Miglior Ristorante del 2022. La selezione, come per gli altri certificati, è stata realizzata dagli esperti di Campeggi.com. Ideali per i turisti italiani e stranieri, per i quali il mangiare bene senza uscire dalla struttura è una componente fondamentale delle vacanze.

Ecco i 10 Campeggi e Villaggi con il Miglior Ristorante del 2022 (in ordine casuale, vincitore escluso):

Villaggio Camping Capo Ferrato – Muravera (CA)
Camping Free Beach – Bibbona (LI)
Camping Village Cavallino – Cavallino-Treporti (VE)
Villaggio dei Fiori – Sanremo (IM)
Camping Village Florenz – Comacchio (FE)
Camping Jonio – Catania (CT)
Villaggio Camping Molino a Fuoco – Rosignano Marittimo (LI)
Camping Vidor – Family & Wellness Resort – Pozza di Fassa (TN)
Camping Solcio – Lesa (NO)
Camping Norina – Pesaro (PU)

Faita-FederCamping accoglie i Profughi ucraini in Emilia-Romagna

La Faita-FederCamping in Emila-Romagna si prepara ad accogliere i profughi ucraini. I campeggi locali, infatti, hanno dato ampia disponbilità alla prefettura di Cesentaico e delle altre località per assistere ed ospitare presso le proprie strutture i profughi in fuga dal conflitto.

“I campeggi dell’ emilia-romagna sono pronti ad accogliere i profughi dell’ucraina e tutto sarà fatto d’intesa con l’unione dei comuni del rubicone mare e di cesenatico”

Terzo Martinetti, Vicepresidente regionale di Faita-FederCamping

Riaperto anche il Camping Village di cesenatico proprio per fornire ulteriori strutture per l’ospitalità ai profughi e una struttura sicura con tutti i comfort dove risiedere, in accordo con la prefettura per tutto il tempo necessario.

Torna la voglia di viaggiare all’estero per andare in campeggio

Pubblicato il sondaggio dell’ACSI, lo specialista europeo dei campeggi che da oltre 55 anni aiuta i campeggiatori di tutta Europa nella scelta delle migliori destinazioni, recensendo ogni anno migliaia di campeggi differenti. Secondo il recente sondaggio, i campeggiatori di tutta Europa non vedono l’ora che arrivi l’estate. Oltre il 98% prevede di andare in vacanza in campeggio quest’anno, preferibilmente all’estero. Questo è emerso da un importante sondaggio condotto dallo specialista del campeggio ACSI e dai negozi  Obelink tra 15.000 campeggiatori di tutta Europa.

L’estero nuovamente molto popolare

“Il campeggio nel proprio paese rimane sempre più popolare che mai per molti europei per vacanze brevi in campeggio”, dice Ramon van Reine, amministratore delegato di ACSI. “Ma dopo due anni di problemi dovuti al Covid, molti campeggiatori sono entusiasti di poter andare nuovamente all’estero”. La Francia rimane la destinazione  più popolare di tutti, seguita dalla Germania e dai Paesi Bassi. Ma anche Spagna, Italia e Austria possono aspettarsi quest’anno molti campeggiatori europei.

Otto settimane in campeggio!

I campeggiatori senza figli ci comunicano che vogliono andare in campeggio per una media di 62 giorni. Sono più di otto settimane! I campeggiatori che viaggiano con figli o nipoti si aspettano di andare in campeggio per circa 36 giorni, il che equivale a più di cinque settimane.

Molto popolare Maggio  per trascorrere le vacanze in campeggio

Per i campeggiatori con bambini, la stagione inizia ad aprile, quando quasi il 39% fa la prima vacanza dell’anno in campeggio.  Al  15% dei  campeggiatori senza figli  vengono già i brividi di poter  campeggiare a marzo in cerca del sole invernale o godendosi il fresco. Aprile, luglio e agosto sono i mesi più popolari per i campeggiatori con bambini. I campeggiatori senza figli non dipendono dalle vacanze scolastiche e preferiscono andare in vacanza a maggio, giugno e settembre. Maggio è quindi il primo mese in cui tutti i campeggiatori vogliono andare in vacanza in massa.

Protocollo d’intesa tra Federalberghi e Faita-FederCamping

FEDERALBERGHI e FAITA-FEDERCAMPING, organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese turistico-ricettive, hanno stipulato un protocollo d’intesa, impegnandosi a una collaborazione quotidiana con l’obiettivo di realizzare una migliore tutela delle imprese e di ampliare la gamma dei servizi di assistenza e consulenza offerti ai soci.

L’accordo prevede inoltre la realizzazione di progetti speciali, con un’attenzione particolare alla diffusione di buone prassi in materia di accessibilità, sostenibilità e digitalizzazione, alla formazione continua dei lavoratori e degli imprenditori e al raccordo tra le imprese e il sistema dell’istruzione e formazione tecnica e professionale.

Con questa intesa, si consolida un rapporto storico di collaborazione tra le due federazioni, che dal 1979 stipulano congiuntamente il CCNL Turismo, nel 1991 sono stati tra i soci fondatori dell’Ente Bilaterale Nazionale del settore Turismo (EBNT), nel 2013 hanno costituito il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti da aziende del settore Turismo (FAST) e a partire dal mese di aprile 2022 condivideranno la medesima sede.

“Con questo nuovo accordo – sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – le imprese avranno a disposizione strumenti più efficaci ed incisivi per il rilancio dell’offerta. Inoltre, gli sarà possibile accrescere la qualità dei servizi forniti alla clientela, questo allo scopo di aiutare il comparto turistico a uscire da una fase di crisi profonda generata dagli effetti della pandemia”.

Alberto Granzotto, presidente di Faita – Federcamping, evidenzia che “si parte dalle necessità primarie degli imprenditori per un rilancio effettivo e rapido del turismo italiano il cui fulcro è nell’ospitalità e le cui imprese hanno diritto ad una interlocuzione attenta e specifica”.

Il sistema ricettivo italiano produce ogni anno un valore aggiunto di oltre 27 miliardi di euro. Alberghi e campeggi ne costituiscono la colonna portante, esprimendo il 69,2% della capacità ricettiva (3,6 milioni di posti letto su un totale di 5,2), in cui vengono ospitati ogni anno circa 350 milioni di pernottamenti (l’80% su un totale di 436,7 milioni) e trovano lavoro 375 mila dipendenti.

Il sistema turistico ricettivo italiano 
posti lettopresenze
      
alberghi e residenze turistico alberghiere2.260.49043,7% 280.937.89764,3%
campeggi e villaggi1.322.46725,6% 66.844.38415,3%
alberghi, r.t.a., campeggi e villaggi3.582.95769,2% 347.782.28179,6%
tutti gli esercizi ricettivi5.175.803100,0% 436.739.271100,0%
fonte: Istat (dati relativi al 2019)

Faita Veneto: la nostra storia

Il Veneto è sempre stata una terra di imprenditori e di lavoratori, fin da quando furono mobilitati per la bonifica della pianura pontina nel basso Lazio ed in campo di campeggi il Veneto non fa eccezione. Sin dalla costituzione del UNPARC Veneto, poi confluita in Faita Veneto nel 1971, i villaggi di campeggi dell’area di Cavallino Tre Porti hanno provveduto a tutelare associandosi i diritti degli imprenditori e a garantire il corretto funzionamento degli impianti.

Faita Veneto rafforza la propria rappresentatività nel giro di una decina di anni, raggiungendo i 129 soci (su 170 campeggi in Regione Veneto) grazie a due fattori principali: una struttura solida e autonoma e l’incentivazione di associazioni locali di suoi soci. Ad Assocamping, che nel tempo riduce la propria rappresentanza al solo Comune di Cavallino, si affiancano nel tempo AssogardaCamping, CISA Camping di Chioggia e Jesolo Camping. Si crea così un sistema indipendente e robusto, in grado rappresentare a tutti i livelli un settore in continua espansione. I soci di Faita Veneto scelgono già negli anni ’80 di investire decisamente nell’attività sindacale alzando la contribuzione sociale in modo da poter dotare l’associazione di una struttura capace di supportare l’attività degli organi sociali elettivi e di servire i soci adeguatamente

Il buon nome di cui gode Faita Veneto consente proficui e continui rapporti con le amministrazioni pubbliche: Comuni, Provincie e Regione, fino al punto che, nel 1984, viene approvata la Legge Regionale n. 31, scritta a quattro mani da assessore e dirigente del turismo da una parte e presidente e segretario Faita dall’altra. Si tratta di una legge finalmente adeguata e specifica, che farà da guida alle leggi di molte altre regioni e che tutt’ora è sostanziale base delle attuali norme.

Il buon nome di Faita Veneto esplica i suoi effetti anche nel 2019, quando alcune importanti strutture del Friuli Venezia Giulia chiedono e ottengono di aderire alla Faita, che allo scopo amplia la propria competenza territoriale divenendo Faita Nordest.

L’associazione in tempi più recenti/attuali è impegnata su molti fronti, molti dei quali sono ovviamente comuni a tutte le Faita regionali:

  • difesa dei diritti di molte strutture insistenti in tutto o in parte sul demanio marittimo;
  • revisione della legge regionale alla luce dei cambiamenti epocali in atto nel turismo e nel settore;
  • accatastamento case mobili;
  • contestazione del nuovo sistema di tariffazione dei consumi da acquedotti fortemente punitivo delle grandi utenze quand’anche idroesigenti;
  • partecipazione attiva alla vita degli otto Enti Bilaterali del Veneto e del FVG;
  • partecipazione e coordinamento con Confturismo Veneto;
  • reciproco supporto e collaborazione con Faita Federcamping;
  • andamento tariffe di soggiorno e flussi turistici;
  • contenimento delle richieste dell’agriturismo;
  • contestazione aree di sosta e parcheggi abusivi;
  • corsi di formazione per titolari e dirigenti;
  • supporto e consulenza ai soci per svariate materie: urbanistica, classificazione, Tari, problemi con ospiti, prevenzione incendi, comunicazione dati, imposta di soggiorno, sicurezza sul lavoro e privacy.

Riapre il carnevale di Venezia

Era febbraio 2020 quando l’allora governo Conte II, decise, con apposito decreto del Ministero della Salute di vietare il carnevale di Venezia. Tutti noi lo ricordiamo come un triste evento, preambolo di quei terribili mesi che il nostro paese ha passato successivamente e che, specialmente per il settore del turismo, complici il sistema delle regioni “a colori”, è durato anche per tutto il 2021. Quest’anno una importante e gradita novità: il Carnevale veneziano è stato un successo!

La più famosa ed importante festa veneziana al mondo infatti, ha raccolto oltre 200 mila visitatori, per la maggior parte turisti francesi e tedeschi ma tantissimi italiani, questo nonostante la mancanza delgi americani, dei cinesi e dei russi. Piazze affollate e riempimento degli hotels a tassi vicini a quelli del 2019, che fanno ben sperare in una rimonta sul 2019 nell’anno corrente. Se il 2020 sarà infatti ricordato per perdite del -72,5% pari a 9,5 milioni di visitatori, il 2022 potrà essere a buon diritto l’anno della rimonta, con il carnevale che ha visto arrivi e presenze in crescita da oltre 150 paesi.

non avevamo dubbi sulla resilienza ma un conto è pensarla, un conto è vederla.

Marco Michielli Presidente Confturismo Veneto

Soddisfatte le associazioni di Categoria, con Confturismo Veneto che plaude alla ripresa del Carnevale e alla resilienza della città, come esprime il Presidente di Confturismo Veneto e VicePresidente nazionale Marco Michielli << avremo una ripartenza piena nel 2023 ma stiamo registrando segnali migliori e questa estate torneremo ai livelli del 2019>>.

L’intervento della FAITA al ForumPiscine

In occasione del seminario “Caro bollette: come sopravvivere all’aumento dei costi energetici” svoltosi il 23 febbraio, il presidente della FAITA-Federcamping, Alberto Granzotto, ha portato il suo contributo, sulle misure intraprese dalle aziende del settore del turismo all’aria aperta per contenere i costi energetici dovuti alle recenti tensioni geopolitiche. L’impatto per il settore è stato importante sia in termini di volume che di impatto.

il costo a megawattora rispetto al 2019 è praticamente raddoppiato con un impatto non indifferente per le strutture

Nonostante il comparto delle piscine rappresenti appena lo 0,6 del costo totale dell’energia al 2019, su un 3% del costo totale dell’energia, ha dichiarato Granzotto, esso è sempre più importante perchè serve per garantire l’idromassaggio e l’acqua riscaldata nelle piscine che sono un punto nevralgico nelle strutture ricettive e rappresentano un must per i campeggi. Questo anche alla luce del fatto che la stagione di apertura (al pubblico n.d.r) è sempre più lunga e bisogna quindi garantire ai clienti orari di apertura delle piscine sempre più lunghi anche a fronte di un raddoppio del prezzo dell’energia a megawattora che si è potuto registrare rispetto al 2019.

Questo nonostante le strutture del turismo openair siano all’avanguardia nella sostenibilità e nel risparmio energetico e continuamente alla ricerca di nuove soluzioni per coniugare efficienza energergatica con la sostenibilità ambientale, rappresentando una fra le tipologie di turismo più green in assoluto.

Dammi un container e ti mando in vacanza

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Tutto potevamo aspettarci, tranne che la ripartenza, avrebbe coinvolto e sconquassato il mercato globale solo per un paio di pacchi…eppure eravamo abituati ad avere tutto e subito al prezzo più basso, con magazzini tenuti quasi vuoti e tempi di spedizione e consegna fulminei. Ebbene non è e non sarà più così e per un bel po’. Il sistema è entrato in crisi quasi subito ad inizio 2020 con il lockdown imposto in Cina ed è poi proseguito con i vari lockdown negli altri paesi, mettendo a dura prova quella che viene chiamata la “supply chain”, ossia la catena di approvvigionamento e gestione delle filiere produttive dei beni nel mondo. In un mondo interconnesso e troppo interdipendente, infatti, questa catena si è rotta molto facilmente, mandando in tilt molti settori. Quando poi dalla prima metà del 2021 sono ripresi il commercio mondiale e c’è stata una forte ripresa nelle economie avanzate, la domanda di beni, di materie prime, di container per muoverle, è salita. Problema: molto spesso questi container si trovavano parcheggiati nei posti di arrivo e di destinazione piuttosto che in quelli di partenza e, se chiedete agli addetti ai lavori, in molti vi risponderanno che non conviene mai rimandarli in Cina vuoti…

Aumentano i prezzi e l’inflazione

Così facendo in un battito di ciglia sono aumentati i prezzi, letteralmente schizzati alle stelle per le materie prime con picchi del 60-90% rispetto ai prezzi del 2019, con conseguente aumento sul prezzo dei beni finali e dulcis in fundo, un ritorno dell’inflazione ben al disopra del valore di guardia del 2% nella zona euro. A questa crisi si aggiunge quella più specifica della carenza di chip elettronici, usati per ogni aspetto della nostra vita moderna, che comporta anche per il turismo dei campeggi, un ritardo nella consegna di camper e caravan, di cancelli, dispositivi elettronici per i campeggi e così via. Secondo APC, l’associazione produttori di Camper e Caravan, solo nel 2021, si è registrato un aumento della domanda del 150% a cui, i produttori fanno fatica a stare dietro, sia per la carenza di materiali, forniture e chip, sia per una domanda “mai vista prima” sintomo di una riscoperta dei campeggi e delle vacanze all’aria aperta da parte degli italiani.

Il perdurare della crisi

Per quanto tempo continuerà questa crisi? Per i semiconduttori si parla del 2024 forse il 2025 di sicuro non prima, con il settore automotive che già ne risente ed ha tagliato fortemente i turni di produzione. Per gli altri settori, dipenderà in primis da un eventuale ritorno della pandemia e da possibili tagli alla produzione nei paesi produttori delle materie prime, poi, nella gestione del trasporto se, come la scorsa estate, i principali porti commerciali cinesi saranno messi in lockdown per casi sospetti. Non possiamo prevederlo ma certamente questa ripresa che così repentinamente ha provocato una impennata dei prezzi delle materie prime e del costo dei container, dipenderà essa stessa dalla possibilità di consegnare il più velocemente possibili beni e materie prime in giro per il mondo. Con questo spirito, potremmo dire: dammi un container e ti mando in vacanza in campeggio!

Il Tiliguerta Glamping & Camping Village vince nella categoria Campeggi e Villaggi Pet Friendly 2022

Il Tiliguerta Glamping & Camping Village è stato selezionato da KoobCamp per i premi di eccellenza per la stagione 2022, nell’ambito del miglior Camping Village d’Italia per la categoria pet frendly 2022. Il camping è stato selezionato perchè è sempre stato disponibile ad accogliere tutti gli animali, in particolare i cani. Lo scopo è quello di far sì che un cane trascorra l’intero tempo della vacanza assieme al suo amico umano, e che, quindi, non resti chiuso all’interno di una sistemazione mentre il suo proprietario si diverte in spiaggia. Sono ben 10 i campeggi selezionati, veri e propri paradisi per chi viaggia in compagnia del proprio amico a quattro zampe, i campeggi e villaggi presenti nella TOP 10 Pet Friendly sono diffusi su tutto il territorio italiano. Dalle dog beach all’accesso in camping in tutti i periodi dell’anno, passando per i servizi di pet sitter, fino alle aree gioco e alle docce dedicate, le strutture Pet Friendly hanno un occhio di riguardo anche per gli animali.

Ecco l’elenco dei campeggi selezionati per il 2022 da KoobCamp:

Tiliguerta Glamping & Camping Village – Muravera (CA)
Pineto Beach Village & Camping – Pineto (TE)
Camping Union Lido Park & Resort – Cavallino Treporti (VE)
Camping Lake Placid – Silvi (TE)
Camping Village Le Capanne – Bibbona (LI)
Spina Family Camping Village – Comacchio (FE)
Camping Village Pino Mare – Lignano Sabbiadoro (UD)
Camping Village Marina di Venezia – Cavallino-Treporti (VE)
Camping Villaggio Internazionale – Vico del Gargano (FG)
Campeggio Baia dei Gabbiani – Scarlino (GR)

l’Italia in testa nella sostenibilità

Il Primato della carta
Non si direbbe, a giudicare dalle cartacce per le strade, allo stato dei cassonetti in molte città italiane ed alla difficile colorazione o comprensione della raccolta differenziata, eppur abbiamo un vero e proprio primato. Sarà pur vero che, ogni comune ha un sistema a sè, regole a se e differenti colori o nomenclature, eppure nel riclo della carta, noi italiani siamo ai vertici in Europa, nella UE a 27 e siamo con ben 15 anni di anticipo rispetto agli obbiettivi dell’europa a 27, in parole povere abbiamo “stracciato ogni record”, con una percentuale riciclata che supera l’87% di carta e imballaggi in carta. Non male per un paese che appena 15 anni fa era in fondo alle classifiche. Eppure il successo del riciclo della carta, della plastica e dell’allumino, dove siamo invece rispettivamente al 95% del necessario per estrarlo dalla bauxite ne sono una grande dimostrazione.

La consapevolezza
Quello che manca nel nostro paese, è purtroppo la consapevolezza, tutti conosciamo infatti la situazione gravosa di Roma, i cumuli che dici anni fa si vedevano a Napoli e le ziggurat di rifiuti imballati chiamati eco-balle non smaltibili, ma nessuno conosce queste storie positive sulla sostenibilità. Negli oltre ottomila comuni italiani infatti, la raccolta differenziata per la maggior parte è svolta in modo esemplare con il porta a porta, e se, fino a qualche anno fa lo stacco fra il nord e il sud del paese era evidente, adesso, gran prte del paese ha superato in modo omogeneo un tasso di raccolta differenziata del 68%, con punte sulla carta, sulla plastica e proprio sull’alluminio. Secondo un recente sondaggio Ipsos, appena il 37% delle aziende, infine, conosce i fattori Esg (Environmental social and governance) senza i quali, non osservandone le regole della sostenibilità, queste aziende non potranno fra pochi anni avere più accesso al credito.

Il PNRR
IL Piano Nazionale di Ripresa e resilienza, finanziato con il Next Generation UE, prevede innumerevoli interventi (pari a circa 1/3 del totale dei fondi stanziati) per aumentare la sostenibilità ambientale, l’energia prodotta da fonti rinnovabili e aumentare la raccolta differenziata. Basti pensare che, seppur abbiamo molti primati positivi, lo spreco idrico nel nostro paese è impressionante:156 litri persi ogni giorno per abitante. Con una direttiva recente della Commissione infatti, L’Italia sarà chiamata a ridurre tale spreco anche, tramite la riduzione del consumo di acqua in bottiglia e garantire un maggior riciclo della plastica usata. Infine nel turismo, per le piccole isole, si prevede di renderle autosufficienti dal punto di vista energetico con le energie rinnovabili su esempio di quanto fatto in Grecia ed al tempo stesso, aumentare la potenza istallata sul continente di eolico (anche off-shore) e di pannelli solari.

In conclusione il PNRR per il nostro Paese, specialmente con i campeggi, rappresenta una eccenzionale opportunità di crescita economica e di rilancio verso la sostenibilità e garantire così un futuro migliore.

Legge Salvamare in dirittura d’arrivo

Il 10 novembre il Senato ha approvato il disegno di legge “Salvamare” con 220 voti a favore, 15 astensioni e nessun contrario; sembra quindi in dirittura d’arrivo il provvedimento che
aveva già ricevuto un primo via libera dalla Camera due anni fa, e che ora dovrà tornare a Montecitorio per l’approvazione definitiva. Oltre al recupero dei rifiuti che finiscono accidentalmente impigliati nelle reti dei pescatori, senza costi aggiuntivi e senza più preoccuparsi di commettere un illecito come accade attualmente, il disegno di legge prevede il recupero del materiale legnoso che, attraversando il corso dei fiumi, approda sulle spiagge dei litorali italiani e sulle sponde dei laghi.

Questo grazie a un emendamento presentato dall’onorevole Giorgia Andreuzza (Lega), vicepresidente della Commissione permanente Attività produttive della Camera.
Con l’approvazione definitiva, rami, tronchi e foglie non saranno più considerati rifiuti speciali,
ma biomasse.Una modifica della classificazione che consentirà un notevole risparmio di risorse attraverso il riutilizzo del materiale, il cui trattamento dovrà avvenire sulla base di precisi criteri stabiliti necessariamente in accordo con le Regioni. «Un passaggio molto atteso, che sta per dare il via alla possibilità di considerare i rifiuti lignei spiaggiati come biomassa» ha commenta Giorgia Andreuzza secondo cui «Il tema tocca da vicino le spiagge di molte regioni italiane, come ad esempio il Veneto e la Liguria, e tutte quelle i cui fiumi attraversano zone boschive. Una
questione che riguarda trasversalmente molte realtà pubbliche e private, dai Comuni alle associazioni ambientaliste, fino alle imprese che operano nel turismo».

Con il cambio di classificazione dei rifiuti, una volta che il testo sarà approvato, i Comuni potranno avere un notevole risparmio sui costi di gestione dei materiali, che attualmente devono essere avviati allo smaltimento con una spesa considerevole. Allo stesso tempo, si avvierebbe un processo virtuoso verso la transizione green conil recupero del legno destinato a produrre energia elettrica pulita (e non solo).

Come cambiare le competenze per il turismo

la pandemia ha fatto emergere la necessità di nuove figure professionali e di nuove competenze, il settore saprà cogliere la sfida?

Un tempo un ministro disse che <<le economie avanzate non possono puntare sul turismo, quella è roba da statarelli senza industrie>>, riferendosi all’incidenza sul PIL del comparto turistico che in paesi quali le maldive supera il 50% ed additandola ad un “modello di sviluppo” da paese senza ambizione. Ebbene oggi, nessun ministro di nessun paese, si sognerebbe più di fare tali esternazioni ed anzi, si adoperano per poter aumentare i flussi turistici in entrata e promuovere l’immagine candida del proprio paese, indipendentemente dalle condizioni di sviluppo e di vita.

Tuttavia la pandemia ha radicalmente cambiato il turismo e con esso, anche le richieste dei turisti che soggiornano in Italia e nei bellissimi campeggi italiani. Maggior distanziamento, senso di protezione, maggior empatia nonostante le mascherine ed una maggior comprensione di problemi semplici ma che richiedono l’intervento umano. Il turismo stà cambiando: nuove regole, nuove figure, la digitalizzazione che pesantemente richiede investimenti e che richiede nuove figure professionali, pronte per l’analisi dei dati, la riqualificazione delle strutture in modo costante e la capacità di innovare e di sapersi raccontare. Per cambiare le competenze, come ha dichiarato il Professor Marco Brogna in occasione del convegno sulle nuove strategie per rilanciare il turismo post-covid nei Campeggi, svoltosi a Rimini lo scorso ottobre, occorre puntare sugli ITS, gli istituti turistici ed alberghieri, per farli interagire ed integrare con il mondo del turismo all’aria aperta in modo da facilitare l’ingresso dei giovani formati nel mondo del lavoro e di poter così far crescere il settore che, come ha ricordato, ha pagato il prezzo più alto in questa crisi.

Serivranno pertanto project manager, temporary manager, nuove figure per cambiare il settore che, solo in veneto, come ha rcordato in una recente indagine federalberghi, oltre 80% delle strutture sono interamente gestite a conduzione familiare con i limiti, che le PMI dell’accoglienza hanno nel poter potenziare la loro offerta per i turisti, potenziamento necessario fin da subito non solo per intercettare i fondi del PNRR ma, a maggior ragione, per intercettare la forte domanda in ripresa di turisti nel nostro paese.

La fine dello stato di emergenza e la ripresa delle vacanze

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In diretta dal teatro del Maggio Musicale Fiorentino il premier ha annunciato l’intenzione del governo di non prolungare lo stato di emergenza attualmente in vigore fino al 31 marzo. Questa importante novità, accompagnata dalla fine del “sistema a colori” per le regioni e presumibilmente in un futuro prossimo della volontà di abolire l’obbligo di Super Green Pass, dimostrano il cambio di rotta dell’esecutivo in previsione della Pasqua e per i miglioramenti nella lotta alla pandemia.

Metteremo gradualmente fine all’obbligo di utilizzo del certificato verde rafforzato, a partire dalle attività all’ aperto”

Spera così il settore dei campeggi, che ha pagato pesantemente gli stop e le restrizioni fino ad oggi imposte in una ripresa del settore turistico ricettivo in previsione della Pasqua. Se infatti, con la fine delle liste dei paesi, sono ricominciate le prenotazioni verso il nostro paese, il Ministero del Turismo, fa sapere, di aspettarsi una piena ripresa del turismo vicina ail livelli del 2019 per l’anno in corso, con un buon recupero fin dal periodo pasquale. Nei grandi players delle prenotazioni online, sono aumentate le ricerche verso il nostro paese e le prenotazioni, tanto che molte città d’arte che negli ultimi anni hanno sofferto la crisi, hanno visto aumentare le prenotazioni del 134% per il settore extralberghiero (airbnb). In generale c’è fermento in tutto il comparto del turismo openair, con gli imprenditori che si preparano ad accogliere i turisti italiani e stranieri al meglio delle proprie capacità con strutture rinnovate e con una ampia offerta a loro disposizione.

Intesa Sanpaolo investe nel turismo

Intesa Sanpaolo, banca leader in Italia per gli investimenti ha appena deciso di aumentare il plafond di investimenti nel turismo italiano dal precedente miliardo di euro a ben 1,2 miliardi con circa 200 milioni in più. lo scopo è quello di offrire un maggiore sostegno alle imprese del turismo con un maggiore investimento ad hoc, e la possibilità di risultare complementare ai fondi del PNRR.

In particolare, in abbinamento all’ammontare delle risorse pubbliche disponibili complessivamente per 2,4 miliardi, di cui 500 milioni di ‘Bonus Turismo’ fino al 2025, Intesa Sanpaolo ha previsto un intervento a favore delle imprese ricettive tramite specifiche soluzioni finanziarie indirizzate a massimizzare l’efficacia degli incentivi pubblici (cessione del credito di imposta, finanziamenti a breve e a medio-lungo termine). Gli interventi prioritari che daranno la possibilita’ di accedere alle risorse allocate prevedono l’incremento dell’efficienza energetica delle strutture, la riqualificazione antisismica, la manutenzione straordinaria e la digitalizzazione.

“Siamo pronti a intervenire a favore di uno dei settori di punta dell’economia italiana e piu’ duramente colpiti dalla crisi sanitaria”, ha detto Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, sottolineando l’importanza della missione della banca nel settore del turismo.

Il Camping Caravan Park Sexten eletto miglior camping nella categoria “Wellness 2022”

È il Camping Caravan Park Sexten a Sesto (BZ), in Trentino-Alto Adige, ad aggiudicarsi il titolo di miglior campeggio Wellness 2022, assegnato nell’ambito della settima edizione dei Certificati di eccellenza KoobCamp come riconoscimento ai camping specializzati in vacanze benessere. Il Camping Caravan Park Sexten è immerso nella natura delle Dolomiti e permette di vivere una vacanza all’insegna del relax e delle escursioni. Offre uno splendido centro benessere dove potete vivere momenti di wellness a 5 stelle. Questo camping village è un vero resort con campeggio, glamping con case sull’albero e lodge, un hotel con suite, camere, appartamenti e chalet. Il tutto,incorniciato dalle Dolomiti di Sesto e con una magnifica vista sulle vette della Meridiana di Sesto. Già la meravigliosa posizione nel silenzio e nella quiete è sinonimo di wellness puro, coronato dal mondo dell’acqua, dall’oasi delle saune, dal centro beauty e dal parco Kneipp.

La Top 10 del Certificato Wellness 2022 è il risultato finale di un’attenta selezione che ha portatoalla vittoria finale il Camping Caravan Park Sexten e alla scelta dei 10 migliori camping village per il Wellness realizzata dagli esperti del network turistico KoobCamp. Di seguito l’elenco dei dieci campeggi in ordine casuale:

Camping Caravan Park Sexten – Sesto (BZ)
Centro Vacanze Isuledda – Arzachena (OT)
Camping Village Mediterraneo – Cavallino-Treporti (VE)
Camping Vidor – Family & Wellness Resort – Pozza di Fassa (TN)
Camping Village Pino Mare – Lignano Sabbiadoro (UD)
Family Wellness Camping al Sole – Ledro (TN)
Camping Sass Dlacia – San Cassiano Badia (BZ)
Fornella Camping & Wellness Family Resort – San Felice del Benaco (BS)
La Rocca Camp – Bardolino (VR)
Camping Capalonga – San Michele al Tagliamento (VE)

EXPO 2030: Roma ci crede

La città eterna si prepara alla sfida per la candidatura per EXPO 2030

Dopo il successo di expo 2015, l’italia, Roma, il Campidoglio con l’ex sindaca Virginia Raggi ed il neoeletto Roberto Gualtieri, ci credono. Anche al MAECI (il Ministero degli affari esteri e della Cooperazione internazionale) e a Palazzo Chigi, sono pronti a far sì che dopo la doppietta PNRR-Giubileo del 2025, la Capitale, la città eterna che non cambia mai, possa avere una ulteriore occasione di rinascita e cambiamento.

Ma come mai l’expo è così importante? non solo per i numeri di Milano che fece ben 21,5 milioni di visitatori provenienti da 140 paesi e permise la rinascita ed il rilancio della capitale economica d’Italia che adesso apporta, da sola, il 10,3% del PIL nazionale, ma anche perché sarebbe una modalità, quella di puntare e di tornare a puntare sui grandi eventi anche se a distanza di molti anni, in modo trasversale e nonostante le possibili alternanze politiche, che permetterebbe un vero rilancio ed una vera e propria rigenerazione urbana continua della città.

Per il Turismo, si prospetta, un vero e proprio boom, se considerato alla situazione attuale, con cassonetti pieni e turisti che scappano letteralmente dopo due giorni di turismo “mordi e fuggi”, alimentato da strutture extralberghiere, spesso abusive ed inadeguate. Il Piano, potrebbe portare fino a 45 miliardi di investimenti, 200.000 posri di lavoro di cui la metà stabili a manifestazione conclusa. Il tema quello dello sviluppo tecnologico, della rigenerazione, della “città in 15 minuti” e della rigenerazione urbana, con il prolungamento della linea B fino a Casal Monastero, del completamneto della linea C e della chiusura dell’anello ferroviario con una vera e propria “circular line”.

Il Governo, dicevamo, ci crede, ed ha stanziato ben 15 milioni nei prossimi due anni anche se molti progetti sono già stati presentati, la città orizzontale infatti vedrebbe la nascita di tre hub tecnologici, fra Tiburtina, Ponte Mammolo e San Basilio, ed una riqualificazione e pulizia anche del fiume Aniene. Insomma Roma ci crede, il Governo pure e per incere la sfida contro Mosca, Riad, Odessa e Busan e riportare in europa l’esposizione più importante del mondo, vorrebbe l’appoggio ed il sostegno pieno della Commissione Europea che, come fece Prodi nel 2006, si spese pubblicamente per Milano.

La vittoria della candidatura, nonostante Roma, apparte Mosca sia la sola capitale europea presente, non è scontata, per convicere i membri del Bie, il Bureau international des expositions, composto da 170 paesi, servirà tutto il peso del blocco die 27 e degli alleati NATO da contrapporre al peso della capitale moscovita, unica degna avversaria, data l’alta probabilità che l’expo torni in europa dopo il 2025 ad Osaka in Giappone.


Insomma, per il turismo, per la capitale, per l’Italia sarà una dura partita da giocare ma chissà che anche per l’expo non si possa usare lo slogan ” it’s coming home…no, it’s coming Rome!”.

I dieci migliori campeggi per le famiglie

Il portale Campeggi.com di KoobCamp, nell’ambito dei Certificati di Eccellenza 2022, ha selezionato i migliori campeggi e villaggi italiani per famiglie.

È il Campeggio Villaggio L’Ultima Spiaggia a Bari Sardo (OG), in Sardegna, ad aggiudicarsi il titolo di miglior camping village nella sezione Family 2022, assegnato nell’ambito della settima edizione dei Certificati di Eccellenza KoobCamp. Il Campeggio Villaggio L’Ultima Spiaggia, immerso nella natura sarda, offre la possibilità di soggiornare in una delle numerose piazzole ombreggiate da alberi di eucalipti, mimose e pini e di godere di un accesso diretto al mare.

È particolarmente indicato per i possessori di camper, caravan o tenda che cercano un ambiente rilassante e amichevole. Al Camping Village l’Ultima Spiaggia troverete anche case mobili, strutture ideali per chi vuole trascorrere una comoda vacanza in famiglia, a stretto contatto con la natura, sul mare della Sardegna. Qui potrete anche scegliere tra le sistemazioni glamping, per un soggiorno ricco di comfort a pochi passi dal mare di Bari Sardo.

La vittoria finale del Campeggio Villaggio L’Ultima Spiaggia a Bari Sardo (OG) è il risultato di un’attenta selezione che ha portato alla nomina dei 10 migliori Campeggi e Villaggi per le vacanze in famiglia. La selezione, come per gli altri certificati, è stata realizzata dagli esperti del portale Campeggi.com e del network turistico KoobCamp ( https://www.koobcamp.com/ ). Ideali per le vacanze di tutta la famiglia, con servizi dedicati sia agli adulti che ai bambini, ecco i 10 migliori Campeggi e Villaggi Family 2022 (in ordine casuale, vincitore escluso):

  • Campeggio Villaggio L’Ultima Spiaggia – Bari Sardo (OG)
  • Don Antonio Camping Village – Giulianova (TE)
  • Camping Village Le Esperidi – Bibbona (LI)
  • Camping Bellamare – Porto Recanati (MC)
  • Villaggio Turistico Baia di Manaccora – Peschici (FG)
  • Villaggio Camping Rubicone – Savignano sul Rubicone (FC)
  • Camping Riva di Ugento – Ugento (LE)
  • Camping Village 4 Mori – Muravera (CA)
  • Camping La Quercia – Lazise (VR)
  • Villaggio San Francesco – Caorle (VE)

I Certificati di Eccellenza KoobCamp, visibili sul portale Campeggi.com, rappresentano un premio agli sforzi fatti dalle strutture per andare incontro alle esigenze dei turisti e sono uno strumento al servizio dei campeggiatori per una migliore organizzazione delle vacanze”.

Il turismo riparte da Marcell Jacobs

è così, il Ministro Garavaglia, ha proposto al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri di rilanciare la stagione turistica italiana a giugno 2022 con una gara sui 100 metri con tutti i finalisti di Tokio 2020 da dispoutarsi a via dei Fori Imperiali a Roma. Tale evento, di portata mondiale, nelle intenzioni del ministro dovrà da un lato dare avvio ad una stagione turistica all’insegna della normalità e del ritorno ai livelli di flussi turistici pre pandemia e dall’altro segnare la fine stessa della pandemia con un grande evento di portata mondiale.

Per ogni euro speso, nella città per fare l’evento se ne prevedono ben tre per l’effetto moltiplicatore dovuto ai turisti, molti americani si spera, che soggiorneranno nella capitale per assistere all’evento. Ricordiamo che Roma, assieme a Firenze e Venezia è stata una fra le città che ha maggiormente sofferto la crisi degli arrivi internazionali con punte di -80% durante il covid. Tale evento sarà secondo le intenzioni degli organizzatori la vetrina di lancio per la ripartenza vera del turismo italiano, senza ulteriori o future restrizioni e presumibilmente senza obbligo di greenpass in estate.

La crisi non ferma la digitalizzazione del turismo:

Il dato è inequivocabile: nonostante secondo il World Tourism Organization delle nazioni unite, rispetto al 2019 ci sia stato un calo globale dei flussi turistisci stimato a -72% nel 2021 rispetto al periodo pre pandemico, nel 2021 la ripresa c’è stata con un +4% pari a 415 milioni di arrivi rispetto ai 400 del 2020. In questo lasso di tempo però, l’osservatorio innovazione digitale nel Turismo del Politecnico di Milano ha registrato un forte aumento degli investimenti da parte delle strutture, degli operatori sia b2b che b2c del settore in digitalizzazione, miglioramento delle strutture e investimenti per aumentare la sostenibilità ambientale delle proprie aziende. Basti pensare che, solo nel ricettivo, la componente online è passata dal 45% ddel 2019 al 55% odierna e le transazioni digitali nel 2021 hanno superato quelle del 2019 (5,2 rispetto a 4,6 miliardi), oltre al fatto che l’88% delle strutture utilizza adesso almeno un sistema digitale per la gestione dei processi.

Tutti gli attori, dalle strutture turistiche, in primis i campeggi, alle agenzie di vaggi, finanche alle startup hanno accellerato la digitalizzazione e aumentato il suo utilizzo per trovarsi pronti alla ripresa ed offrire un miglior servizio disponibile su più canali ai clienti. Il dato delle transazioni digitali che nel 2021 sono tornate a crescere, l’attenzione da parte dei tour operators per i c.d. dynamic packaging, ossia formule che permettono ai viaggiatori di costruire il proprio pacchetto piuttosto che acquistarne uno preconfezionato, fino alle novità delle startup e del fintech, sono tutti indicatori di una dinamicità e degli investimenti nella digitalizzazione del settore spiega Eleonora Lorenzini, Direttrice dell’Osservatorio al politecnico di Milano.

Estremamente interessante, risulta essere, proprio il settore fintech, che si affaccia al turismo in maniera preponderante con nuove tipologie di offerta turistica: <<Dopo il Lockdown i viaggi e la voglia di viaggiare hanno rappresentato sempre più un “must”, qualcosa a cui non rinunciare e si fanno più viaggi anche se di durata più breve>>. Ecco allora nascere la formula Buy now, pay later (Bnpl) lanciata dalla startup Scalapay, ossia il compra oggi e paga dopo, che permette al cliente di pagare la vacanza a rate e senza interessi e al merchant di incassare tutto l’importo subito a fronte di una commissione. tale sistema ha coinvolto fino ad oggi, in pochi mesi oltre 50 partner fra strutture, tour operators e agenzie di viaggi ma sono veramente tante le strutture ricettive che adoperano lo stesso meccanismo permettendo così direttamente al cliente di godere una vacanza in tranquillità da pagare comodamente dopo.

Infine, i dati dell’Osservatorio sottolineano come le aziende, specialmente quelle del settore dei campeggi e del turismo extra alberghiero, stiano investendo molto nella transizione ecologica, rendendo le loro strutture sempre più ecocompatibili con l’ambiente e riducendone l’impatto ambientale con massici interventi. Oltre il 95% delle strutture, nota il Politecnico ha infatti messo in atto interventi ad hoc per aumentare la sostenibilità e tutte tendono a comunicare al proprio cliente l’impegno assunto nella risuzione degli sprechi e nella creazione di strutture il maggiormente possible ecocompatibili.

𝐂𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐯𝐢𝐚𝐠𝐠𝐢:

Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El País, da martedì 25 gennaio il Consiglio dell’Unione Europea sopprimerà il sistema delle mappe del contagio elaborate dall’ECDC che attualmente vengono usate come guida per impotte le limitazioni agli spostamenti tra i vari paesi dell’Unione Europea. Sopprimendo tale limitazione e sostituendola in base al tipo di copertura vaccinale e di green pass in uso da ciascun cittadino, scrive il quotidiano, si tornerebbe a favorire la libertà di circolazione nell’area Schenghen e successivamente, alla fine dell’obbligo di presentarsi con un test antigenico con esito negativo, eseguito nelle 24 ore precedenti all’imbarco. Pare poi, che il Ministero della Salute, non sia intenzionato a prorogare l’ordinanza che impone tale obbligo anche a chi intenda lasciare il paese, permettendo così la libera circolazione basata solo sul possesso del Super Green Pass. Toccherà agli stati, poi, “trovare la quadra” per consentire ai cittadini e turisti con altri vaccini e provenienti da altri paesi di entrare in Italia, dato che dal 1° febbraio, la validità del green pass da noi, sarà di appena 6 mesi contro i 9 negli altri stati dell’Unione.

Tale provvedimento, non è esente da criticità: infatti se da un lato, fino ad oggi le cartografie dell’ECDC ci hanno permesso di tracciare a livello europeo settimana dopo settimana l’anadamento dei contagi, il loro aumento e la loro diminuzione, consentendoci di prevederne in qualche modo la diffusione e di tracciarne l’andamento, dall’altro, senza di esse, o meglio senza utilizzarle come strumento corretto per permettere gli spostamenti come è stato fatto fino ad ora, si perderà l’approccio cautelativo e prudenziale che ha contraddistinto le mosse dell’Unione fino ad oggi con la variante Omicron. Ricordiamo infine, come il Green Pass, da mero strumento nato la scorsa estate per consentire la ripresa della libera circolazione fra gli stati nell’area Schenghen, sia attualemente diventato, a tutti gli effetti, il certificato per eccellenza per poter accedere in questa fase della pandemia ad ogni aspetto sociale della nostra vita.

Gli operatori del turismo, di tutti gli stati europei, da tempo chiedono, una armonizzazione delle normative in materia di viaggi a livello europeo e transcontinentale. Non appare infatti giustificabile la discriminazione tutt’ora in vigore in base al tipo diverso di vaccinazione a cui si è stati sottoposti (come nel caso dei turisti vaccinati con il vaccino russo Sputnik), né tantomeno, la probabile discriminazione che si verrà a creare per il Green Pass ed il Super Green Pass con la durata di soli 6 mesi da noi e di ben 9 in altri paesi. Toccherà pertanto al Consiglio, risolvere il problema, “mandando in pensione” le cartografie e risolvendo le criticità rimaste per consentire al turismo europeo, specialmente a quello dei campeggi di riprendersi e prepararsi ad una stagione migliore.

𝐈𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐥𝐚𝐦𝐩𝐢𝐧𝐠 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 Airstream

La nota azienda iconica americana ha presentato il prototipo di una roulotte davvero sensazionale! Si tratta di estream una versione 100% elettrica e tecnologicamente avanzata, integrata con l’assistente di Amazon Alexa per una vacanza nella natura completamente #green. Correda il tutto la presenza di un powertrain elettrico dotato di ben due motori, uno per ogni ruota che contribuisce così a ridurre notevolmente i consumi ed al tempo stesso di muovere la roulotte tramite tablet e di gestirne l’autonomia residua tramite app. eStream difatti, grazie alla presenza di un powertrain elettrico la roulotte “aiuta” l’auto a trainarla. Si tratta di uno dei due nuovi concept elettrici che il Gruppo Thor Industries ha svelato. Ma se il Thor Vision Vehicle è un classico camper elettrico, sebbene dotato di alcune soluzioni avanzate, eStream è un prodotto concettualmente molto più interessante.

 Per il momento, non è chiaro se e quando questa roulotte arriverà sul mercato. Tuttavia non sarebbe strano vederla in commercio nel corso del tempo anche se il prezzo, probabilmente, sarà alla portata di pochi visti i contenuti tecnici offerti.

Il secondo concept, invece, è un più “tradizionale” camper dotato di motori elettrici in grado di arrivare ad offrire un’autonomia di oltre 300 miglia (482 km). Particolarità, per poter offrire questa percorrenza, è dotato di un sistema Fuel Cell che alimenta l’accumulatore. Pure in questo caso non manca tanta tecnologia a bordo.

FORM presenta il modulo camping del futuro

con il Cybertruck, FORM presenta un’iconico modulo per il campeggio

FORM, azienda nota alle cronache per aver realizzato copie in scala 1:1 del Cybertruck, ha recentemente realizzato un cassone in legno con pannelli solari somontabile che, può diventare, a discrezione del cliente una tecnostruttura per il campeggio dotata di ben 21 metri quadri di superficie al suo interno, con una zona per dormire, una piccola cucina, un bagno portatile, una doccia a parete e tanti vani dove riporre i propri oggetti. Sul tetto del modulo di FORM troviamo un sistema a pannelli solari da 400W di potenza, che può essere utilizzato sia per alimentare la piccola casetta, sia per alimentare il pick-up stesso.

L’openair contesto ideale per la transizione ecologica

La transizione ecologica di cui tutti parlano da tempo altro non è che il passaggio
da un’economia fortemente inquinante ad una economia che inquina di meno e, soprattutto,
consuma meno carburanti fossili, in primis carbone e petrolio, la cui combustione sarebbe all’origine
della produzione della famigerata Co2. Ma l’economia non può cambiare se non cambiando prima di
tutto gli stili di vita, le tecnologie che usiamo e anche le nostre abitudini, in casa come al lavoro e persino in vacanza.

Il turismo all’aria aperta e tutte quelle forme “agili” di tempo libero rappresentano la più valida delle
alternative che potremmo definire “a basso impatto ambientale”, non solo per le attività che gli
stessi campeggiatori svolgono ma anche per l’insieme della filiera:dalle strutture ricettive ai consumi energetici delle stesse. Perfino le aree più grandi, attrezzate e frequentate sono meno “energivore”
e più sostenibili rispetto ad altre strutture ricettive.

Soprattutto in tempi di pandemia abbiamo visto come il turismo all’aria aperta offre una maggior
sicurezza. Caratteristica questa, reale o percepita che sia, destinata ad rimanere anche quando il settore sarà tornato alla normalità. Come riportato nel titolo di un’intervista del Sole 24 Ore realizzata l’estate scorsa al neo-presidente nazionale di FAITA FederCamping, Alberto
Granzotto: «Camping e villaggi, la pandemia spinge il turismo all’aria aperta».

Una startup per il Glamping

Il Glamping, acronimo fra Glamour e Camping, indica una vera e propria “terza via” al campeggio e stà nettamente trasformando l’offerta turistica dei campeggi italiani e non solo, in tutto il globo. Si contraddistingue per una offerta alta, coinciliando tutto il lusso, la sfarzosità ed i servizi delle strutture alberghiere a cinque stelle coinciliandole con la piacevolezza del campeggio, l’aria aperta, gli ampi spazi e tutta la piacevolezza della vita a contatto dieretto con la natura che solo il campeggio può offrire ai propri clienti. In Italia sempre più strutture si sono attrezzate per questo nuovo tipo di offerta e per la sua clientela esigente, garantendo così, alti standard ed una esperienza da favola nelle proprie strutture.

Seppur in Italia non sia ancora una realtà così affermata, la startup Blue Forward, guidata da David Vincenzi e Alessandro Monaco che hanno inaugurato nel 2021 le prime cupole geodetiche pensate e realizzate appositamente per offrire una esperienza premium all’interno del settore glamping in Italia. Le strutture sono, a tutti gli effetti delle camere d’albergo con bagno in camera e tetto panoramico. Fino ad oggi hanno aperto tre strutture in umbria con un riscontro molto positivo da parte della clientela con una buona capacità di spesa che cerca una esperienza diversa ed il contatto con la natura, senza rinunciare alle proprie abitudini e comodità.

Quest’anno altre unità saranno aperte in Toscana e Lazio. <<Il nostro obbiettivo è diventare one-stop shop, un punto di riferimento per quegli imprenditori che vogliono investire in questo tipo di ricettività alternativa e che possono trovare in noi, assistenza tecnica, gestionale e normativa>> sottolinea Monaco, cofondatore della startup.

I dati del 2021: un settore che resiste

Se dovessivo monitorare lo stato del settore turistico italiano, avremmo molti diversi indicatori, non solo sintetici ma anche multidimensionali. In un settore dove contano i numeri, indicatori multidimensionali quali la fiducia dei viaggiatori, la propensione a viaggiare o la disponibilità a prendere in considerazione mete diverse o forme di turismo differenti, non appare scontata. Se consideriamo poi la linea temporale, solo nell’ultimo anno il nostro paese si è dotato di un ministero ad hoc, con fondi propri e personale qualificato per rispondere al settore che contribuisce al 13% del PIL e impiega il 18% della forza lavoro: il turismo.

Il 2021 è stato un anno molto complicato e difficile, aperture, restrizioni, incertezze ma anche novità e speranza. Il nuovo ministero, in appena un anno, con 60 dipendenti, risulta essere il più giovane Ministero creato che, sotto l’impulso del suo Ministro Massimo Garavaglia, ha saputo ridare speranza ad un settore in crisi pesante. Parlavamo di indicatori sintetici, ebbene tra a prile e luglio 2021, le prenotazioni sono salite di +567% per i voli e gli aerei e del +1090% per gli hotel, anche se poi non sempre si traducono in presenze. Secondo Istat, nei primi 9 mesi del 2021, il numero di clienti è aumentato del 31% rispetto al 2020, con +42 milioni, riportandoci vicini ai numeri del 2019. Per il settore dei campeggi ed openair, sono state registrate simili proporzioni con un +20% rispetto al 2020 ma ancora ben distanti dai dati del 2019 (fonte FAITA). Infine, sempre secondo l’ISTAT, l’Italia è il primo paese europeo che ha perso meno presenze turistiche con un -38,8%.

Per quanto riguarda gli stanziamenti invece, si scopre che il ministero ha raggiunto tutti gli obbiettivi preposti dal proprio ministero per l’attuazione del Piano Nazionale di Rpresa e resilienza (PNRR) al 100% per i decreti attuativi e al 400% addirittura al mese di dicembre 2021.Ciò è stato possibile per i maxi stanziamenti di fondi effettuati nel 2021 con oltre 4,5 miliardi di euro stanziati a favore delle imprese e dei lavoratori del settore ed i fondi recentemente sbloccati con il decreto sostegni-ter. Infine occorre sottolineare come lo stesso Ministero abbia spinto molto sui corridoi turistici, su un prolungamento ed una armonizzazione della durata del Green Pass e come si sia prodigato per ascoltare le ragioni degli imprenditori del settore più di altri ministeri.

Insomma, il settore pare resistere, seppur con mille difficoltà e nonostante il decreto sostegni ter per come appare strutturato, ha deluso molti specialemnte nel settore openair e dei campeggi, creando così non poche difficoltà.

Camping Miravalle, dove il piccolo è bello

Una piccola struttura in Val di Fassa  che ambisce a espandersi pur continuando ad offrire una accoglienza a carattere familiare

Il camping Miravalle è a Campitello di Fassa, vicino a Canazei, quindi in una ottima posizione per chi in estate ama passeggiare per la montagna e godersi il relax degli spazi aperti e verdi che offrono le montagne trentine, come il Gruppo del Sella, Il Pordoi, e la regina delle dolomiti, La Marmolada tutti  a un passo dalla struttura ricettiva; oppure per gli appassionati degli sport invernali, essendo a due passi dai più famosi comprensori sciistici, come il Col Rodella, porta ideale per accedere al carosello sciistico del celebre Giro dei quattro passi e di tutto il comprensorio del Dolomiti Superski.

Il camping tra i suoi molti servizi nel periodo invernale mette a disposizione degli ospiti un servizio skibus, che collega tra loro tutti i paesi della valle, da Moena a Canazei mentre in estate istituisce un free shuttle per il centro acquatico Dolaondes di Canazei. E’ dotato di piazzole “standard”, completamente inerbate e dotate di allaccio per la luce, e “superior” con in più attacco tv e scarico e carico acqua in estate direttamente in piazzola. Ma anche i “non campeggiatori” possono approfittare della ospitalità e dei servizi del Miravalle per le loro vacanze in Val di Fassa. La struttura dispone infatti di appartamenti, in case costruite secondo la più genuina architettura montana dalle stanze rivestite in caldo legno. Ovviamente al Miravalle è possibile svolgere una nutrita serie di discipline sportive: mountain bike, trekking, e soprattutto divertirsi presso il centro sportivo “ischia” con cui è convenzionato muovendo i primi passi nella palestra artificiale di roccia sotto lo sguardo di un’esperta guida, oppure facendo una partita a tennis, a calcetto, pallacanestro o pallavolo. E per gli amanti del genere c’è pure un campo bocce, il minigolf ed un campo scuola per golfisti.

A gestire il Miravalle è Manuel Capovilla, che ama definirsi il factotum di questa struttura abbastanza piccola. E’ infatti lui a occuparsi dell’amministrazione, dei contatti e rapporti con i clienti, a risolvere le piccole e grosse questioni che riguardano la gestione quotidiana mente quando la stagione estiva e invernale entra in pausa passa alla manutenzione e a progettare interventi di ristrutturazione e migliorie.

La storia di questo campeggio è abbastanza lunga. Risale infatti al 1963 la prima licenza per avviare l’attività e porta il nome del nonno Francesco, il quale ebbe l’idea e l’ispirazione di adattare qualche decina di metri quadrati di prato di sua proprietà all’accoglienza solo estiva dei campeggiatori, che all’epoca ancora potevano definirsi dei pionieri della vacanza open air, ai quali bastava un po’ di spazio per piantare i picchetti della tenda, un posto dove accendere un fuoco e magari un piccolo albero a fare da parasole.

Una prima tappa importante per la trasformazione di quell’area di sosta è stata quando la licenza è passata ai genitori, Luciana e Renato, i quali hanno adottato uno stile più imprenditoriale. Per prima cosa hanno costruito il primo edificio in muratura per adibirlo a servizi, bar e reception. In seguito hanno acquistato altri terreni per aumentare il numero delle piazzole e costruito un secondo edificio per adeguare il numero dei servizi all’ aumentata capacita ricettiva. Quando negli ultimi anni il “bastone del comando” è passato a Manuel Capovilla e alla sorella la ricettività è ancora aumentata come è aumentata anche la qualità dei servizi, mentre l’offerta è stata differenziata in base ai diversi tipi di piazzole e con l’acquisizione degli appartamenti. Inoltre è stata inserita la ristorazione e sono stati ristrutturati gli spazi comuni, diventati più accoglienti mentre una rinnovata attenzione è stata riservata a chi sceglie di soggiornare con la propria tenda

Come accade in quasi tutte le aziende però non sempre è andato tutto liscio e anche il Miravalle ha attraversato dei periodi di crisi, tuttavia come dice il signor Capovilla lui e i suoi collaboratori hanno sempre creduto nella capacità dell’azienda, e delle persone che vi lavorano, di adattarsi ai cambiamenti, sia quando hanno riguardato la domanda, che negli ultimi decenni ha richiesto profondi interventi e investimenti, che la destinazione turistica e il territorio; pertanto la crescita è sempre stata costante .

Signor Capovilla, come si è evoluta nel tempo la vostra filosofia imprenditoriale, dagli inizi ad oggi?

«All’inizio della nostra avventura non c’era una vera e propria filosofia alle spalle del nostro lavoro ma semplicemente la voglia di realizzare un progetto di vita. Con il passare degli anni e con la sempre maggiore consapevolezza del mercato ci siamo orientati verso una filosofia aziendale più strutturata che abbia come centro la qualità del prodotto che offriamo».

«Con il passare degli anni e con la sempre maggiore consapevolezza del mercato ci siamo orientati verso una filosofia aziendale più strutturata che abbia come centro la qualità del prodotto»

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono attualmente la struttura e incontrano il maggior gradimento da parte della clientela?

«Partiamo dal presupposto che godiamo di una posizione privilegiata poiché siamo a due passi dal centro di Campitello, con i suoi negozi, bar, edicole, e dagli impianti di risalita ma allo stesso tempo in una zona estremamente tranquilla. Il nostro cliente apprezza il clima famigliare che cerchiamo di trasmettere e la cura, che definirei maniacale, del verde».

Quali investimenti avete in cantiere nel breve e medio termine?

«Nel prossimo futuro dobbiamo cercare di offrire maggiori servizi agli ospiti, come una zona benessere e qualcosa di specifico per i nostri piccoli ospiti. Inoltre pensiamo ad un ampliamento ulteriore della ricettività con l’istallazione di case mobili, bungalows o appartamenti».

Qual è il rapporto che ha la vostra struttura col territorio circostante?

«I campeggi portano in generale un notevole indotto alle comunità circostanti anche se non sempre questo viene riconosciuto. Purtroppo sono gli stessi enti locali a non rendersi conto di cosa significa avere un campeggio o un villaggio sul loro territorio e quindi neppure pensano a coinvolgere le strutture, o a farsi coinvolgere, in iniziative che potrebbero valorizzare le risorse locali. Credo che ciò dipenda anche dalla scarsa conoscenza che ancora molti amministratori hanno del turismo all’aria aperta. Comunque facciamo alcune cose con altre strutture, sempre appartenenti alla nostra famiglia».

Quale impegno e quali strutture sono necessarie ad un campeggio che resta aperto anche nella stagione invernale?

«Temperature sotto lo zero e presenza di neve per molti mesi comportano una manutenzione ed una cura straordinaria in tutte le aree del campeggio nonché investimenti maggiori in termini di costi di costruzione e di mantenimento. A questi si fa normalmente fronte in modo naturale dato che viviamo qui da sempre; tuttavia sarebbe una buona cosa se i legislatori dimostrassero una maggiore sensibilità e comprensione delle diverse esigenze del turismo all’aria aperta in ambiente montano. Ad esempio si dovrebbe permettere alle strutture di disporre di maggiori volumi edificabili visto che i servizi e le attività che in estate si svolgono all’aperto in inverno hanno bisogno di spazi chiusi e riscaldati»

«Nel prossimo futuro dobbiamo cercare di offrire maggiori servizi agli ospiti, come una zona benessere e qualcosa di specifico per i nostri piccoli ospiti»

Per rimanere in tema, qual è l’atteggiamento degli enti locali e della Provincia autonoma nei confronti del turismo all’aria aperta?

«Come ho già detto a livello locale vi è talvolta scarsa sensibilità per uno dei pochi settori che negli ultimi anni ha avuto tassi di crescita superiori a tutti gli altri comparti. Per quanto riguarda la nostra Provincia autonoma nonostante si sia data una normativa che ha radicalmente migliorato il quadro legislativo aprendo interessanti prospettive, aspettiamo ancora di avere ampi spazi di confronto per poter illustrare agli amministratori le nostre istanze, peraltro ben rappresentate dalla Faita, in modo da consentirci di migliorare e sviluppare il nostro settore rendendolo sempre più aderente alle richieste e alle tendenze del mercato. Soprattutto adesso che il maremoto pandemico ha mostrato le potenzialità e la capacità di resistenza e ripresa dell’open air»

Lido e Arco, una gestione in sinergia

Il Campeggio Lido e Arco sono entrambi nel territorio comunale di Arco, nella provincia di Trento. Il primo è sulla sponda all’estremo nord del lago di Garda, il secondo a circa cinque chilometri nell’interno. Entrambi sono gestiti dalla Azienda viluppo di Arco (AMSA Srl) nata nel 1977 per la gestione del locale Casinò municipale.

La storia dei due camping è strettamente legata al territorio. Il campeggio Arco fu costruito negli anni Sessanta del secolo scorso da un commerciante locale, il quale però dovette venderlo appena dieci anni dopo al Comune, che lo diede poi in gestione all’allora neocostituita Azienda Municipalizzata Servizi Arco. Il campeggio visse una vera esplosione alla fine degli anni ’80 grazie soprattutto al diffondersi della pratica dell’arrampicata sportiva sulle vicine pareti del monte Colodri e della rupe del Castello, due magnifiche palestre naturali che cominciarono ad attirane numerosissimi sportivi e appassionati della montagna. Un successo reso ancora più grande dalla organizzazione della manifestazione internazionale  “Rock Master”.

Per fare fronte alla accresciuta domanda nel corso degli anni ’80 furono realizzate le prime soluzioni abitative, miniappartamenti e bungalow. Negli anni 2000, dopo l’acquisizione di un lotto confinante, l’offerta venne ulteriormente ampliata realizzando nuove piazzole ed una serie di chalet.

Il Campeggio Arco Lido fu invece acquisito da AMSA a metà degli anni ’80 per la sua posizione in riva al lago, sul quale ha un accesso diretto e un accesso anche alla ciclabile del Garda, frequentatissima dai vacanzieri italiani e stranieri. Inoltre nei  terreni adiacenti il campeggio,sorge il Circolo Vela Arco.

Oggi AMSA Srl, oltre ai campeggi, gestisce anche i parcheggi a pagamento del Comue di Arco, il  centro congressuale Casinò Municipale e il progetto ArcoWedding per la celebrazione di matrimoni ed unioni civili al Castello di Arco. Roberta Sommadossi è la direttrice dell’azienda.

Signora Roberta, quali sono i vantaggi di una gestione comune delle strutture?

«I vantaggi derivanti dalla gestione di due campeggi sono molteplici e si riferiscono alle sinergie negli approvvigionamenti, nel marketing e ad una gestione integrata del personale. Ma il vantaggio principale risiede nella possibilità di offrire soluzioni alternative alla clientela.

Sono previsti ampliamenti e nuove acquisizioni?

«Non sono previste nei prossimi anni acquisizioni e questo non per le difficoltà seguire alla pandemia, che come noto ha causato non poche perdite nei bilanci delle aziende turistiche, che hanno avuto una stagione 2020 molto al di sotto della media registrata negli anni precedenti, anche se il comparto del turismo all’aria aperta ha retto meglio di altri, quanto per la nostra scelta di procedere ad una riqualificazione degli asset esistenti, dirottando su questo i nostri investimenti»

Quali sono le caratteristiche che contraddistinguono attualmente le due strutture

e che incontrano il maggior gradimento da parte della clientela?

«Nonostante le due strutture distino solo qualche chilometro l’una dall’altra, la loro vocazione è alquanto differente. Il campeggio Arco Lido ha la sua principale caratteristica nella vicinanza al lago di Garda alla cui spiaggia ha un accesso diretto. Chi sceglie questa struttura sono turisti che praticano sport acquatici ma che tuttavia  non si identificano solo nel windsurf, ma in uno stile di vita.

Il Campeggio Arco, anche per la sua maggiore offerta di chalet e bungalow e per la sua posizione, che dà la sensazione di essere immersi in una pineta, è preferito  dalle famiglie, ma non solo. Gli ospiti hanno qui una base ideale per pianificare e fare affascinanti escursioni lungo i numerosi e ben curati sentieri che caratterizzano le montagne trentine e affrontare bellissime arrampicate. Esperienze che coinvolgono anche i campeggiatori più giovani e giovanissimi ai quali è offerto gratuitamente un kids club che li immerge nel mondo dell’outdoor e della natura in ambiente montano».

«Il Campeggio Arco, anche per la sua maggiore offerta di chalet e bungalow e per la sua posizione, che dà la sensazione di essere immersi in una pineta, è preferito  dalle famiglie, ma non solo»

Quali investimenti avete in cantiere nel breve e medio termine?

«Il programma di investimento prevede la riqualificazione degli spazi comuni. Al campeggio Arco ad esempio si sta già lavorando ad un importante progetto di sviluppo, la cui prima fase porterà alla realizzazione di una nuova area piscine, la cui utilizzazione sarà consentita sia ai clienti del campeggio che ai turisti e residenti. Una occasione per legare la struttura al territorio dando la possibilità a grandi e piccini di trovare un po’ di relax o praticare sport acquatici anche tra le montagne».

A proposito di territorio qual è il rapporto che vi lega con le altre realtà turistiche, il comune o le aziende locali?

«Nell’oggetto sociale di AMSA è specificatamente menzionata la valorizzazione del territorio, che l’azienda persegue con la regia e la collaborazione del Comune di Arco. Ne è un esempio proprio la piscina, la quale come ho detto non sarà ad uso esclusivo  dei clienti del campeggio Arco, ma avrà una funzione di pubblica utilità. Inoltre diamo un concreto sostegno al Circolo Vela Arco, ospitato sui terreni circostanti il Campeggio Arco Lido».

Quale eredità lascerà dal punto di vista dell’accoglienza, dei servizi e della gestione in generale l’attuale emergenza sanitaria?

«Ciò che abbiamo vissuto in questo ultimo anno e mezzo ha stravolto le nostre vite, le nostre abitudini, i nostri modi di relazionarci e inevitabilmente i nostri modi di fare impresa. Credo che quanto accaduto abbia fatto emergere in ogni contesto i punti deboli e che l’analisi di questi consenta di trovare nuove opportunità di crescita e miglioramento. La novità maggiore che l’emergenza ha portato non è stata soltanto l’introduzione di nuove procedure per la sanificazione di attrezzature e ambienti e la maggior cura nella pulizia di bungalow e strutture in muratura. Nei nostri campeggi, ad esempio, stiamo riprogettando il sistema di prenotazioni, di check-in, di comunicazione e le infrastrutture per chi necessita di rimanere connesso anche in vacanza, adesso che il lavoro a distanza, prima quasi una eccezione, è diventato per molti quasi una routine, che probabilmente proseguirà anche oltre l’emergenza. Non dovrà tornare tutto come prima, perché ciò sarebbe di fatto un passo indietro. Se è vero che abbiamo dovuto modificare il nostro modo di lavorare, è anche vero che il turismo all’aria aperta ha mostrato di avere molte opportunità rispetto ad altre formule. Adesso è il momento di studiare i modo per fare si che il vantaggio acquisito possa diventare per così dire strutturale. In poche parole dobbiamo assolutamente evitare di rilassarci nella speranza che la preferenza dimostrata dai vacanzieri per le strutture dotate di spazi aperti e soluzioni abitative indipendenti si trasformi in un dato di fatto acquisito e consolidato. A mio avvisto tutto ciò deve diventare invece un punto dal quale partire per immaginare e sviluppare un nuovo modo di vivere la vacanza».

Il fatto di svolgere l’attività in una provincia particolare come il Trentino, come influisce sul vostro progetto imprenditoriale?

«Sicuramente la possibilità della Provincia autonoma di Trento di legiferare su molte materie, le permette di calarsi nelle realtà anche molto eterogenee presenti in Trentino. C’è un altro aspetto che però influisce significativamente sui nostri progetti ed è la ricchezza del territorio di questa regione. Nel Garda Trentino, in particolare, la natura ci ha regalato un clima mediterraneo in un contesto alpino, il che ci permette di soddisfare esigenze turistiche anche molto differenti e di pensare a proposte che consentano un prolungamento della stagione».

«Nel Garda Trentino, in particolare, la natura ci ha regalato un clima mediterraneo in un contesto alpino, il che ci permette di soddisfare esigenze turistiche anche molto differenti e di pensare a proposte che consentano un prolungamento della stagione».

Il turismo del Trentino si è riformato

Il Trentino si colloca nel Nord dell’Italia, tra il Veneto e la Lombardia, ad un centinaio di chilometri dal confine tra l’Italia e l’Austria, nel cuore delle Alpi italiane. Dal punto di vista turistico è in un punto strategico essendo su di un asse di comunicazione e di scambi commerciali tra l’Italia e il Nord Europa, la Valle dell’Adige, percorsa da una linea ferroviaria e da un asse autostradale – l’A22 – che collegano Verona e la Pianura Padana con Monaco di Baviera e quindi facilmente raggiungibile dai potenziali turisti di lingua tedesca e da quelli provenienti dalle regioni più ricche d’Italia.

Il capoluogo, Trento, è anche a 90 chilometri dallo scalo aeroportuale di Verona e a 250 chilometri dallo scalo intercontinentale di Milano dai quali si può raggiungere la provincia in un tempo compreso tra una e due ore scegliendo l’auto a noleggio, il treno o una delle linee di autobus; servizio particolarmente efficiente in inverno, quando fra Dicembre ed Aprile, nei fine settimana le più note località sciistiche trentine sono collegate da un servizio diretto con gli scali di Verona, Bergamo, Milano Malpensa e Linate, Venezia. Ma al di là della facilità dei collegamenti la vera ricchezza turistica del Trentino è l’ambiente, soprattutto la montagna e in special modo le Dolomiti, che il celebre architetto Le Corbusier definì «le più belle architetture del Mondo» le più bizzarre e ardite, che assumono un arcobaleno di colori in costante mutazione nell’arco del giorno. Una bellezza riconosciuta anche dall’Unesco, che le ha incluse tra i patrimoni naturalistici dell’umanità. Completamente separato dagli altri massicci dolomitici, si estende inoltre per 400 km quadrati nel Trentino occidentale il Gruppo del Brenta, «Una selva di torri, di guglie,di arditi pinnacoli» per usare le parole del geografo trentino Cesare Battisti, percorsa da una rete di sentieri attrezzati che collegano le cenge naturali nel cuore delle pareti e costituiscono la famosa “Via delle Bocchette” un percorso realizzato tra gli anni ’30 e ’70 del secolo scorso che costituisce una delle mete più ambite per gli appassionati del trekking e delle passeggiate in montagna. E ancora il Latemar-Catinaccio e la Marmolada, una vera regina dei monti. Infine sopra le fitte foreste del Parco naturale di Paneveggio le Pale di San Martino: una visione che ancor oggi cattura quanti ammirano queste montagne, esempio magistrale dell’antica barriera corallina.

Il Trentino però non è solo montagna, ma anche lago, inglobando la punta nord del Lago di Garda, la riviera dei tedeschi e degli austriaci, circondata com’è dalle Alpi che ne proteggono e mitigano il clima. Per queste ed altre caratteristiche, non ultima la storia che ha disseminato le valli di magnifici castelli, il Trentino è una perla del nostro turismo, che nel 2019 ha avuto un boom che lasciava ben sperare gli operatori.

Purtroppo è arrivata l’epidemia di Covid-19 che ha portato un crollo di arrivi e presenze.

Quest’anno però nel corso della stagione turistica estiva appena conclusa nella Provincia autonoma di Trento si è registrato un buon afflusso di arrivi e presenze e se è ancora presto per parlare di una sicura ripresa sicuramente il 2021 non è paragonabile al 2020, anno horribilis per il turismonon solo trentino,

per cominciare a respirare e sperare occorrerà aspettare l’inverno e l’apertura degli impianti di risalita e degli sport invernali, che tradizionalmente fanno la parte del leone nel computo annuale degli arrivi e delle presenze. Tuttavia non mancano i motivi per essere ottimisti. Intanto stanno tornando gli stranieri, nuovamente numerosi sopratutto sulla rive del Garda, e sembra confermata la riscoperta di molti connazionali delle mete nostrane, comprese le Alpi Retiche e Dolomiti. Scommessa di operatori e amministratori dovrà percìò essere quella di far si che questi flussi continuino a preferire l’Italia alle destinazioni più esotiche benché più economiche; ciò sia per compensare eventuali diminuzioni di stranieri, almeno fino a quando non saremo tornati ad una piena normalità – che al momento appare ancora di là da venire – che per assicurare una auspicabile crescita turistica complessiva rispetto ai dati pre-epidemia del 2019.

Secondo i dati definitivi del movimento turistico in Trentino – resi noti dall’Istituto statistico della provincia autonoma (Ispat) – l’anno 2019 si è chiuso con valori in aumento sia per gli arrivi (+2,5%) che per le presenze (+1,5%) confermando il trend crescente del movimento turistico degli ultimi anni, tanto che il risultato dell’anno che ha preceduto la comparsa del Covid-19 è considerato il migliore dell’ultimo decennio e quello da recuperare.

I pernottamenti registrati nelle strutture alberghiere ed extralberghiere sono stati oltre 18 milioni, dei quali il 58,3% rappresentato dalla componente italiana, con una crescita che ha riguardato sia il settore alberghiero, che ha visto incrementare dell’1,8% gli arrivi e dello 0,4% le presenze, sia l’extralberghiero, cresciuto del 4,9% negli arrivi e del 4,3% nelle presenze. Le presenze alberghiere hanno costituito, sempre nel 2019, il 71,4% dei pernottamenti totali.

Le presenze italiane rispetto al 2018 erano cresciute dello 0,6%. Le principali regioni di provenienza erano ancora Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio, anche se gli arrivi da queste ultime due regioni avevano registrato una contrazione rispetto all’anno precedente. In aumento anche i pernottamenti stranieri, incrementati del 2,8% rispetto al 2018. Al primo posto i turisti tedeschi, seppur in contrazione dell’1,2%. In crescita le presenze da Polonia, Olanda e Repubblica Ceca.

Altro dato da verificare al termine dello tsunami pandemico sarà quello delle strutture superstiti rispetto al 2019, quando risultavano aperti e in funzione 1.519 alberghi, per un totale di 93.806 posti letto disponibili e una permanenza media in queste strutture di 3,9 notti. Nel settore extralberghiero il numero di strutture aperte era di 2.009 per un totale di 81.374 posti letto disponibili, con una permanenza media di 4,6 notti.

Quella appena esposta, per usare un termine sportivo in questo anno olimpico e paraolimpico, è l’altezza dell’asticella che il Trentino dovrà superare per aggiudicarsi nuovamente la medaglia d’oro per il turismo.

Come accennato in apertura una fetta consistente del turismo è invernale e qui purtroppo il punto da cui si dovrà  ripartire è molto basso.

Sempre secondo l’Ispat, che ha presentato i dati relativi all’andamento della stagione turistica invernale 2020/2021 (da dicembre ad aprile), quella non può neppure definirsi una “stagione turistica” in quanto gli spostamenti sono stati pesantemente influenzati dalla situazione straordinaria determinata da una nuova ondata di COVID-19. I flussi turistici a partire dal mese di ottobre sono stati praticamente azzerati per la reintroduzione di misure per il contrasto alla pandemia. Gli arrivi della stagione invernale 2020/2021 sono quindi stati poco oltre i 102mila, il 92,5% in meno rispetto all’inverno 2019/2020, mentre il numero  dei pernottamenti è diminuito del 93,1%, con un valore prossimo alle 393mila presenze che oltretutto sono da attribuirsi a persone che si sono spostate per motivi di studio e di lavoro. Il settore alberghiero ha avuto un crollo del 92,7% negli gli arrivi e del 95,5% nelle presenze, mentre nell’extralberghiero arrivi e presenze sono diminuiti rispettivamente del 91,2% 81,5% con un quasi annullamento dei pernottamenti di stranieri.

A fronte di una situazione così pesante il settore turistico provinciale ha cercato di reagire preparando la ripartenza.

Ad esempio il comparto open air si è dato da fare già a Maggio 2020 predisponendo con Trentino Marketing una campagna digitale – sollecitata e partecipata dalla FAITA Trentino – gestita dagli Uffici dell’ente di destinazione turistica provinciale per un importo in compartecipazione di 60.000 €, investiti per la promozione dei camping su internet e sui social, in vista della riapertura. Sempre con con Trentino Marketing è stata portata aventi anche una campagna di promozione sulla quale sono stati investiti circa 60.000,00 € su testate di settore e magazine femminili in Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia, Ungheria; ovvero i mercati dell’Est Europa considerati emergenti per gli indicatori economici in crescita di queste nazioni negli ultimi anni.

Molto interessante la scelta di favorire il lavoro a distanza. Nell’ultimo anno sono stati in tanti ad imparare a lavorare da casa e poterlo fare in un luogo più accogliente e salubre che il proprio appartamento in città, con vista sui palazzi intorno e con l’accompagnamento dei rumori del traffico, è sicuramente meglio. Da qui l’idea di offrire uno smart working di qualità che apre alla creatività, favorisce il benessere di mente e corpo oltre a migliorare la qualità e la produttività del lavoro stesso. Una proposta che ha trovato spazio in Trentino, grazie a strutture che già dalla breve riapertura dello scorso anno hanno offerto servizi e spazi a misura di lavoratori a distanza. L’iniziativa ha riguardato in particolare le tre Strade del vino e dei sapori, lungo le quali le strutture ricettive hanno messo a disposizione degli ospiti wi fi illimitato e scrivanie con vista sulla natura e bei paesaggi con servizi dedicati quali la stampa di documenti e il recapito di spedizioni direttamente in struttura. A mezzogiorno gli smart worker potevano ordinare il proprio gustoso light lunch a base di prodotti trentini, oppure richiedere il pranzo in versione take away o delivery e persino un picnic sui prati. Per chi ha potuto soggiornare con tutta la famiglia, diverse strutture hanno offerto servizi di baby sitting, oltre a programmi di animazione per andare alla scoperta del territorio in maniera divertente ed istruttiva. Attività in cui i bambini potevano vivere esperienze a contatto con la natura, o con gli animali da fattoria, mentre mamma e papà si dedicavano serenamente a riunioni online e consegne di lavoro. E prima di iniziare o terminato l’ “orario d’ufficio” anche loro potevano partecipare alle attività, appositamente programmate al mattino presto o nel tardo pomeriggio e sera.

Scegliendo uno dei tanti hotel, agritur e B&B aderenti all’iniziativa gli ospiti hanno potuto  godere dei loro spazi benessere, con trattamenti a base di ingredienti naturali del territorio, di un risveglio muscolare sull’erba con yoga e meditazione o, ancora, di attività più dinamiche come escursioni e sport di montagna

Assieme alle iniziative decisamente innovative gli operatori e gli amministratori pubblici si sono anche impegnati per realizzare modifiche strutturali agli ordinamenti, sempre nell’ottica di favorire la definitiva ripresa del turismo.

Un aspetto importante, che non mancherà di portare a breve notevoli benefici al comparto del turismo all’aria aperta è la modifica alla legge provinciale 4 ottobre 2012 n.19 ottenute con le disposizioni introdotte dalla legge provinciale 13 maggio 2020, che hanno innalzato la percentuale da destinare alle unità abitative – camere, junior suite, suite, appartamenti e bungalow – fino al limite massimo del 50% della capacità ricettiva complessiva. Un risultato dovuto soprattutto alla FAITA Trentino, che non ha mancato di far presente con decisione che nelle ultime stagioni turistiche, in linea con le tendenze nazionali e internazionali, vi è stato un aumento della richiesta di soggiorno in allestimenti mobili, come tende glamping attrezzate e case mobili, da parte dei turisti, dato ulteriormente confermato dall’ultima stagione estiva post-lockdown. Poiché evidentemente gli ospiti si sentono più al sicuro in queste soluzioni abitative, le quali offrono maggiori garanzie di distanziamento e mantenimento dell’igiene in questo momento di necessaria ripresa sarebbe stato illogico e irresponsabile non assecondare questa richiesta del mercato.

Questa tuttavia non sembra essere la sola riforma che riguarderà il turismo Trentino.

La Giunta della Provincia autonoma infatti ad aprile 2020 ha approvato il disegno di legge presentato dall’assessore al turismo Roberto Failoni per riformare l’intero settore. A cominciare dalle Apt di cui sono state riviste le competenze, forniti nuovi strumenti con i quali operare e richiesto un maggiore coordinamento con Trentino Marketing e le quattro Agenzie territoriali. La generale convinzione infatti è che il Trentino è un territorio turisticamente maturo, capace di adeguare l’offerta alla nuova domanda che si va profilando

Secondo l’idea che sta alla base della riforma, al centro deve esserci il turista, il quale innanzitutto è un ospite attorno al quale deve gravitare il marketing. Le Aziende per il Turismo saranno dunque responsabili dell’esperienza turistica, dell’ospitalità e della fidelizzazione nei rispettivi ambiti territoriali mentre le Agenzie territoriali d’area sono responsabili della ideazione e della costruzione del prodotto  turistico. Trentino marketing da parte sua ha funzioni di promozione territoriale e marketing per l’intera provincia, mentre la Provincia autonoma si riserva il ruolo strategico di indirizzo, pianificazione, programmazione e coordinamento.

La riforma cerca di valorizzare i territori, che sono confermati come gli attori principali, capaci non solo di concepire e gestire l’offerta migliore per i propri visitatori ma anche nuove migliori offerte, magari in collaborazione e sinergia con altre realtà territoriali affini ottenendo in tal modo uno sviluppo complessivo del settore.

Ciò a cui il Trentino sembra puntare è un turismo sempre più di qualità che per essere tale però ha anche bisogno di una solida formazione di tutti i soggetti che sul territorio si occupano di turismo. Per questo un altro cardine della riforma sarà proprio la formazione estesa. Ad Apt, Agenzie territoriali,Trentino Marketing, albergatori, ristoratori e altri operatori sarà richiesto di organizzare e partecipare a programmi di alta formazione in materia di promozione territoriale e marketing turistico, nonché iniziative di supporto specialistico allo svolgimento delle attività di marketing. La Provincia autonoma di Trento inoltre attraverso i propri enti, come la Trentino School management (Tsm), promuove attività di formazione e organizza tutoraggi, supporto e accompagnamento qualificato per migliorare le relazioni con gli ospiti da proporre agli operatori del settore turistico e questa è stata presentata come una delle novità più importanti della riforma.

La stagione riparte con il giusto sprint e con tante novità

Prevention

Sugar seems to have developed a reputation as the big bad wolf in relation to health. We have reported on numerous studies associating sugar intake with increased aging, cardiovascular disease, obesity and even cancer. But many of the foods we consume contain “added” sugars – sugar that we add to a product ourselves to enhance the flavor or sugar that has been added to a product by a manufacturer.

Such research has led to many health experts around the globe calling for reductions

Such research has led to many health experts around the globe calling for reductions in recommended sugar intake, with some saying we should cut out sugar completely. But is it really that bad for our health? While a review paper from the World Health Organization notes an increase in the consumption of such beverages correlates with the increase in obesity.

Woman outside during the Covid19 Pandemic

Behavior

There are many different types, including glucose, fructose, lactose, maltose and sucrose. Some of these sugars, such as glucose, fructose and lactose, occur naturally in fruits, vegetables and other foods. But many of the foods we consume contain “added” sugars – sugar that we add to a product ourselves to enhance the flavor or sugar that has been added to a product by a manufacturer.

Strategy

The most common sources of added sugars include soft drinks, cakes, pies, chocolate, fruit drinks and desserts. Just a single can of cola can contain up to 7 tsps of added sugar, while an average-sized chocolate bar can contain up to 6 tsps. Please visit https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019 for more details.

Busy street before the pandemic

Treatment

It is added sugars that have been cited as a contributor to many health problems. In December 2014, MNT reported on a study in the journal Open Heart claiming added sugars may increase the risk of high blood pressure, even more so than sodium. And in February 2014, a study led by the Centers for Disease Control and Prevention (CDC) associated high added sugar intake with increased risk of death from cardiovascular disease (CVD).

Added sugars may increase the risk of high blood pressure, even more so than sodium

Research

A 2020 study published in The American Journal of Clinical Nutrition suggested that consumption of sugar-sweetened beverages increases weight gain in both children and adults, while a review paper from the World Health Organization (WHO) notes an increase in the consumption of such beverages correlates with the increase in obesity.

Sei donne a rappresentare l’Italia

Possono sei donne attrarre due milioni di persone? secondo l’ENIT, l’Ente Nazionale per la promozione turistica del nostro paese sì! al via dunque la campagna social #ProtagonisteItaliane realizzata da Enit per renderlo più attrattivo e alla portata dei giovani. Le sei testimonial sono Francesca Crescentini di Tegamini, Rocío Muñoz Morales, Francesca Rocco, Irene Colzi, Ilaria Di Vaio, Fiore Manni che rappresentano con i loro scatti altrettante bellezze paesaggistiche italiane per renderle ancor più famose: Milano, Roma, Firenze, Matera, Napoli, Parma e Perugia. Si tratta della prima campagna Enit Italia su Italia, focalizzata quindi ad esaltare il territorio nazionale anche agli occhi dei viaggiatori italiani e segna un percorso di consolidamento della collaborazione con gli enti locali e le Regioni che hanno contribuito alla realizzazione delle experience mettendo a disposizione una rete di realtà culturali e artistiche di alto valore e simbolismo.

Come ha dichiarato all’Ansa il Presidente Giorgio Palmucci, “Il progetto Protagoniste Italiane aiuta la crescita sostenibile, lo sviluppo di località meno note e la stagionalità con l’obiettivo di allungare i mesi spalla sui mesi di punta tutto l’anno. Una promozione che dall’analisi social elaborata dall’ufficio studi Enit, promette due milioni di visitatori in più interessati a visitare l’Italia. Alti anche i livelli di impression (1.897.918) e engagement totale (1.586.686) che rendono l’idea di quanto la Penisola venga sbirciata e desiderata già solo nelle ricerche web”