Ospitalità open air: Quo Vadis?

L’evento del 13 ottobre scorso ha fatto emergere la forza del comparto, che ha realizzato nella stagione 2022 risultati eccellenti in termini di arrivi e presenze che hanno superato anche i risultati conseguiti nel 2019. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i dati, i flussi turistici, come migliorare l’accoglienza e la digitalizzazione, come implementare le pratiche e la gestione dei campeggi. Condotto da Gianluca Semprini giornalista di Rainews24, ha visto gli interventi di numerosi ospiti a cominciare da Giorgio Ribaudo Direttore THRENDS che ha illustrato il lavoro di creazione della prima banca dati del mondo open air su scala nazione con numerosi indicatori di tipo puntuale, un lavoro molto complesso portato così all’attenzione di tutti gli imprenditori presenti in platea. Il Presidente della FAITA FederCamping, Alberto Granzotto ha parlato poi dell’importanza per le strutture di saper cogliere i clienti e le opportunità che il settore può e deve cogliere. Ha parlato anche del problema del “caro bollette” che ha visto i costi triplicare per le strutture con un forte impatto sui margini di ricavo.

Quanto alle presenze turistiche, le due ricerche, condotte dalle professoresse Magda Antonioli della Bocconi e Valeria Minghetti del CISET della Ca’ Foscari, hanno evidenziato chi sono i “turisti tipo” della vacanza in campeggio e come negli ultimi anni si sia sviluppato sempre più uno spostamento di turisti verso il settore del turismo all’aria aperta, specialmente fra coloro che prima della pandemia erano restii a fare una vacanza in campeggio.

Vincenzo Scotti, Commercial, Marketing & Communication | Director – IMQ eambiente ha illustrato il protocollo di certificazione ambientale in atto con FAITA FederCamping ed i vantaggi della certificazione per le strutture interessate.

Infine Uwe Frers, CEO di ADAC, ha parlato delle preoccupazioni per il mercato tedesco: la guerra in Ucraina, l’aumento dei costi delle bollette, porteranno i turisti tedeschi a ridurre i giorni di pernottamento e a ripensare le proprie vacanze. Ecco quindi che le imprese turistiche ricettive all’aria aperta italiane, devono sì mantenere la loro ottima posizione sul mercato europeo senza aumentare le tariffe.

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