Nel settore del turismo, il Governo ha aumentato il credito d’imposta, portandolo anche ai canoni versati fino a marzo 2022. Questa una delle novità dell’art.5 del Dl. 4/2022 che, prolunga il credito d’imposta sul costo delle locazioni di immobili a non uso abitativo, sostenuto nel trimestre gennaio-marzo 2022 se c’è stata una riduzione di almeno il 50% del fatturato o dei corrispettivi rispetto allo stesso periodo del 2019. Tale misura, assume dei risvolti importantissimi per le imprese del settore ricettivo all’aria aperta per due fattori che rappresentano una novità assoluta: sono state infatti inserite tra i beneficiari della misura anche le imprese gestori di piscine (codice Ateco 93.11.22) e sono state incrementate le risorse di ben 1 milione di euro. Si ricorda, che l’efficacia di questa misura e la sua piena attuazione, è subordinata all’approvazione da parte della Commissione Europea, fermo restando che essa, non modifica le precedenti norme in materia, può ritenersi valida.
Per quanto riguarda l’Imu sul turismo invece, è l’art. 22 del Dl. Ucraina 21/22 che istituisce la misura del credito d’imposta Imu nel comparto del turismo per tutti gli immobili di categoria D/2 per le imprese del comparto (alberghi, campeggi, agriturismi, impianti termali e centri fieristici), pari al 50% dell’importo versato nella seconda rata 2021. Per beneficiare di tale misura, sarà necessario essere sia proprietari che gestori degli immobili in oggetto, sia che, il calo di fatturato o dei corrispettivi subito (nel II° trimestre 2021), sia pari almeno al 50% del corrispondente periodo del 2019.