Il prezzo della guerra

La guerra in Ucraina apre scenari inediti per il turismo in Italia, come affrontarli?

Lo ha detto chiaramente il Commissario europeo Paolo Gentiloni: “la previsione di crescita al 4% per l’UE nel 2022, non è più realistica”. Dobbiamo pertanto rassegnarci ad una crescita più bassa ed ad una ripresa dell’inflazione che ha appena toccato il 5% e che potrebbe arrivare al 6 o peggio al 7% per l’anno in corso? L’Eurogruppo nella giornata di oggi imporrà nuove sanzioni alla Russia e si prevede di togliere al Cremlino lo status di “nazione più favorita” negli scambi commerciali con l’UE.

In contemporanea, da quando è iniziato il conflitto, il prezzo delle materie prime agricole è aumentato di oltre 1/3, con il mais e l’olio di semi di girasole (già introvabile o a prezzi esorbitanti in moltissimi supermercati) che, hanno visto i loro prezzi schizzare letteralemte alle stelle. Sempre la Russia, ha vietato le esportazioni di cereali in Europa e di fertilizzanti, mettendo così, secondo la Coldiretti: “a rischio la produzione nazionale di molte filiere”.

Questo, senza considerare lo shock dell’aumento dei prezzi di gas naturale e del petrolio, che, alla pompa, ha ampiamente sfondato la quota simbolo dei 2,20 euro al litro. Si calcola che i prezzi siano, rispettivamente del 40% e del 50% superiori ai prezzi praticati solo a gennaio 2022 quando il Governo, fu chiamato ad intervenire nuovamente con risorse extra per calmierare l’aumento del costo delle bollette.

Ma, mentre ci auguriamo, il conflitto finisca il prima possibile e questi aumenti ingustificati spariscano quanto prima, una “nuova” minaccia, sempre figlia di questa guerra pare insidiare il Belpaese: si tratta degli effetti delle sanzioni sul medio e lungo periodo sopratutto per quanto riguarda il turismo. Infatti, per la alta e la classe media russa, l’Italia è sempre stata vista come una bellissima meta dove trascorrere le vacanze, all’insegna del lusso, di soggiorni da favola e della buona cucina. La stessa Federalberghi, ha reso noto, che ad oggi, non ci sono ancora segnali positivi per le prenotazioni estive e che c’è stato un calo netto per il periodo pasquale, dovuto al clima di incertezza provocato dalla guerra in Ucraina. D’altronde fu lo stesso Borrel, l’alto Commissario per la Politica Estera Comune della UE, in occasione delle prime sanzione ad annunciarle con il celebre tweet: “Niente più shopping a Milano”, tweet che rappresenta da un lato, la forza delle sanzioni e dall’altro, il “boomerang” per il turismo italiano, che risulterà nuovamente fra i settori più colpiti dall’ennesima crisi.

Sarà adesso compito del Governo, del Ministro del Turismo di accordo con le associazioni di categoria, fare il punto sulla situazione per fare in modo che la “perdita” di turisti russi ed ucraini, sia in qualche modo assorbita dal turismo nazionale, tradizionalmente a basso reddito e fortemente a rischio per i rincari o da quello europeo, che, da diversi anni, ci contendiamo con le altre nazioni europee.

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