Respirare e connettersi con la natura: cresce il turismo all’aria aperta, con la consapevolezza che la vacanza è ritrovare quella pace interiore che la pandemia e le attuali tensioni internazionali hanno messo a dura prova. È quel che emerge dai dati dell’evento organizzato a Cavallino-Treporti (Venezia) – località riconosciuta a livello internazionale come la capitale mondiale del turismo open air – da FAITA-FederCamping, associazione che rappresenta i gestori dei campeggi e villaggi turistici italiani.
All’incontro, condotto da Gianluca Semprini Giornalista RAI, hanno partecipato Alberto Granzotto – presidente FAITA Nordest e FAITA Nazionale, Federico Caner – assessore Turismo Regione del Veneto, Roberta Nesto – sindaco del Comune di Cavallino Treporti e Coordinatore del G20s, Karlheinz Jungbeck – presidente Direzione Turismo ADAC, Giorgio Palmucci – presidente Enit, Uwe Frers – CEO PINCAMP ADAC Camping GmbH, Mauro Giovanni Viti – direttore Direzione Turismo Regione del Veneto, Magda Antonioli – direttore ACME Università Bocconi e Vicepresidente ETC Europe Bruxelles, Carlo Berizzi – Associate Professor Università di Pavia DICAR, Valeria Minghetti – ricercatrice CISET Università Ca’ Foscari, Gabriella Chiellino – presidente eAmbiente Group, Mauro Santinato – presidente Teamwork.
I DATI
Il settore, tra campeggi e villaggi turistici, conta a livello nazionale 2.650 imprese, 1 milione e 430mila posti letto (capacità ricettiva giornaliera), 150mila addetti compreso l’indotto, 69 milioni di presenze annue, 3 miliardi fatturato diretto e altri 3 di indotto. Metà degli arrivi è costituita da turisti stranieri.
Nel Nordest, tra Veneto e Friuli, le 210 imprese in attività offrono 258mila posti letto, di cui 215mila sono di soci Faita, occupano 8.500 addetti e producono 20 milioni e 200mila presenze, con 1 miliardo e 100 milioni di euro di fatturato e un indotto equivalente. Le presenze straniere nelle due regioni è più consistente rispetto alla media italiana, raggiungendo il 70%.
Il bilancio di Pasqua e le previsioni per l’estate elaborati da H-Benchmark per Faita-Federcamping confermano il boom del settore, con un vero e proprio exploit nelle strutture del lago di Garda.
MARE. Ad aprile, nei campeggi del litorale veneziano l’occupazione media delle strutture è stata infatti del 27,4%, con punte tra il 50% e il 60% fra il 15 e il 17 aprile. Tra le nazionalità di provenienza degli ospiti, spicca la Germania, con il 45,2%, seguita dall’Italia con il 31,9%. Seguono, a distanza, la Svizzera (9,5%), l’Austria (7,2%) e i Paesi Bassi (0,8%).
Buone anche le prenotazioni per l’estate, con il 48,3% delle strutture occupate, con punte – in coincidenza con le festività tedesche – del 74%. Le prenotazioni per i mesi che vanno da luglio a settembre sono mediamente intorno al 70%. Un ottimo risultato finora acquisito, che supera di 22 punti percentuali quello dell’anno precedente, considerato che le prenotazioni al 21 aprile di quell’anno si attestavano, per l’estate, intorno al 26%.
LAGO DI GARDA. Il Garda, sponda veneta, registra un vero e proprio boom nel periodo di Pasqua 2022, con una media di occupazione di circa il 57% delle strutture e punte dell’86% nelle giornate del 15 e 16 aprile. Tra le nazionalità di provenienza, in testa è la Germania (73,6%). L’Italia segue a distanza (12,5%), assieme, con percentuali più basse, alla Svizzera, all’Austria e ai Paesi Bassi.
Nelle prenotazioni per l’estate – che fanno registrare quasi 30 punti percentuali in più rispetto a quelle pervenute ad aprile dell’anno precedente – l’occupazione delle strutture acquisita (da aprile a settembre) supera il 50%, con punte di occupazione giornaliera tra l’85% e il 98% rispettivamente per la Pentecoste e per la seconda metà di agosto-inizio settembre.
In base alle prenotazioni per l’estate, tra i Paesi di provenienza spicca la Germania con il 60,4%, che predilige i mesi di giugno e settembre. Seguono i Paesi Bassi, che invece hanno prenotato prevalentemente per i mesi centrali di luglio e agosto, con il 21,3%, la Danimarca con l’8,4%, l’Italia con il 3,4%, l’Austria (2,5%), la Svizzera (2,1%) e il Belgio (1,7%). Il tempo di permanenza media varia dai 10 giorni alle 2 settimane.
I canali di prenotazione sono al 50% dirette offline, al 36% attraverso il sito web delle strutture.
Un trend di crescita che il turismo all’aria aperta registrava già prima del covid, e al quale la pandemia ha impresso un’accelerazione mettendo in moto il boom del mercato outdoor, che andrà ad affermarsi nei prossimi 5 anni. Il turista sta riscoprendo in particolare la necessità di un maggiore contatto con la natura, di una vacanza proiettata nel verde. Va crescendo la consapevolezza di quanto sia centrale il tema ambientale.
FAITA-Federcamping – “L’evoluzione è avvertita da tempo, soprattutto nelle strutture maggiormente frequentate dai turisti provenienti dal Nord Europa, particolarmente sensibili ai temi ambientali. Le nostre imprese stanno cogliendo le trasformazioni del mercato e investendo su soluzioni innovative. FAITA-FederCamping è al lavoro con alcune società anche per consentire il conseguimento dei marchi di qualità delle strutture, nel rispetto delle norme che prevedano misure precise nei confronti dell’ambiente come a esempio il basso impatto energetico e la circolarità delle materie prime utilizzate, ma anche la formazione professionale”, spiega il presidente nazionale e Nordest di FAITA-FederCamping, Alberto Granzotto.
Assessore al Turismo Regione Veneto Federico Caner. “Dopo due anni di pandemia oggi i dati ci dicono che c’è voglia di tornare a viaggiare con la tendenza a privilegiare le attività open air, a fare vacanze in modo più green e sostenibile, a contatto con la natura, prestando maggior attenzione anche alla salute e alla sicurezza Il segmento del turismo En Plein Air si conferma come una delle modalità preferite del far vacanza in Italia, ma soprattutto anche in Veneto. Una tendenza che sembra confermata anche per la prossima stagione che mostra i segni di ripresa che interessano particolarmente il segmento dei campeggi. Il turismo En Plein Air in Veneto riuscirà a trainare la tendenza nazionale verso il turismo all’aria aperta: si prevedono infatti tra i 45 e i 48 milioni i turisti che sceglieranno le vacanze open air durante l’estate italiana 2022. Ora, il compito delle istituzioni pubbliche è quello di accompagnare questa ripartenza del turismo con politiche capaci di favorire l’evoluzione del modello di sviluppo turistico conosciuto prima della pandemia. Serve una nuova visione per accompagnare la ripartenza di tutta la filiera turistica regionale”.