Contributi a fondo perduto: le novità

Per la prima volta in Italia, le case mobili rientrano fra le spese ammissibili nei contributi a fondo perduto del PNRR

Importanti novità per il settore dei campeggi in Italia: con la conversione in legge del decreto “Sostegni ter” n.4 2022 del 28 marzo 2022, il legislatore ha previsto l’inserimento delle cosiddette “mobile home” fra le spese ammissibili nel PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), in misura e modalità, stabilite dal decreto legge n.152 del 6 novembre 2022. L’inclusione dei mezzi mobili di pernottamento delle strutture ricettive all’aria aperta, nelle misure di credito d’imposta e contribuzione a fondo perduto, era stata chiesta dalla FAITA-FederCamping in occasione dell’Audizione in 5a Commissione (Programmazione economica, bilancio) – Senato della Repubblica del 14 febbraio scorso, fra le altre misure importanti a sostegno del comparto dell’ospitalità all’aria aperta in Italia.

Tale novità ricordiamo, permette sia l’accesso al credito d’imposta fino all’80% delle spese sostenute entro il 31/12/2024, sia l’accesso al fondo perduto pari al massimo al 50% delle spese sostenute entro il 31/12/2024 di valore massimo di 40.000 euro, comulabile con:

  • fino a ulteriori 30.000 euro se almeno il 15% delle spese sono destinate alla digitalizzazione e innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica.
  • fino a ulteriori 20.000 euro per le imprese con i requisiti previsti dall’art 53 del Decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. Più precisamente: per l’imprenditoria femminile, per le società cooperative e le società di persone costituite per almeno il 60% da giovani fino a 35 anni; per le società di capitali con almeno i due terzi quote possedute da giovani e con organi di amministrazione costituiti per almeno i due terzi da giovani; per le imprese individuali gestite da giovani, che operano nel settore del turismo.
  • fino a ulteriori 10.000 euro per le imprese con sede operativa in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

L’inserimento delle case mobili fra le strutture che hanno accesso al contributo a fondo perduto ed al credito d’imposta, può considerarsi un ottimo risultato per le imprese del settore e sicuramente sarà una pietra miliare per i futuri bandi ed interventi legislativi in materia.

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