Turismo culturale, gli eventi diventano leva per lo sviluppo dei territori

Il turismo culturale si conferma una componente rilevante dell’economia turistica oltre che un efficace  strumento di sviluppo per le destinazioni.

lo conferma Unioncamere-Isnart che ha diffuso i dati 2025 dell’Osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di commercio: circa il 10% dei visitatori ha scelto la propria destinazione principalmente per partecipare a una manifestazione, in particolare di carattere culturale o folkloristico. Dato ancor più significativo se si considera l’elevata capacità di spesa di questo pubblico.

Turismo culturale: chi partecipa agli eventi spende di più

Chi viaggia per assistere a eventi e manifestazioni spende mediamente 107 euro al giorno, al netto di viaggio e alloggio, contro i 96 euro del turista italiano medio. La spesa sale a 109 euro per i visitatori stranieri e raggiunge i 121 euro tra il pubblico più maturo. Anche le attività legate alle tradizioni e alla cultura locale incidono sui comportamenti di viaggio: il 32% dei turisti le indica tra le proprie motivazioni e, secondo i dati riportati, questa tipologia di visitatore genera una spesa sul territorio superiore dell’11% rispetto alla media.

Eventi culturali e sviluppo delle destinazioni

Il patrimonio artistico e monumentale resta una componente centrale dell’esperienza di viaggio, ma il tema emergente riguarda soprattutto il modo in cui gli eventi vengono inseriti nella strategia di una destinazione. Nel corso del Mirabilia Day, organizzato il 17 e 18 settembre a Sassari e Alghero, il confronto tra le Camere di commercio aderenti al progetto ha evidenziato un cambio di prospettiva: gli eventi culturali non vengono più considerati soltanto come appuntamenti autonomi, ma come asset capaci di generare attrattività, identità e sviluppo territoriale. Una logica che richiede però strumenti per misurarne gli effetti economici e turistici.

Misurare l’impatto turistico degli eventi

Per questo Isnart ha sviluppato Destination, un disciplinare nazionale pensato per aiutare le Camere di commercio a valutare e valorizzare gli eventi in chiave turistica. Al centro del modello c’è InvITe – Indice di valore e impatto turistico dell’evento, uno strumento che considera attrattività, impatto turistico, livello di integrazione e capacità del territorio. L’obiettivo è passare da una successione di iniziative isolate a una programmazione capace di costruire relazioni tra eventi, territorio e offerta turistica.

Turismo culturale e Open Air: una leva per ampliare l’esperienza

Per il turismo Open Air, questa evoluzione apre un tema particolarmente interessante. Camping e villaggi turistici sono spesso inseriti in territori nei quali cultura locale, borghi, patrimonio storico, tradizioni ed eventi possono ampliare l’esperienza di soggiorno e rafforzare il legame dell’ospite con la destinazione. In questa prospettiva, gli eventi possono diventare non soltanto strumenti di promozione territoriale, ma anche elementi capaci di distribuire i flussi, arricchire l’offerta e sostenere la domanda fuori dai periodi di maggiore concentrazione. Il passaggio decisivo e vincente è quindi quello indicato dal sistema camerale: non considerare più la singola manifestazione come un episodio isolato, ma inserirla in una strategia più ampia di sviluppo e valorizzazione della destinazione.

Autore
  • Sara Alvaro

    Calabrese di nascita e romana di adozione, collabora per giornali online generalisti e di settore dal 2007 e per alcuni è stata anche responsabile editoriale. Oggi è Social Media Manager di Faita Federcamping e responsabile di redazione Camping Management

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