Un’analisi sul Turismo Open Air 2026 evidenzia l’importanza del comparto nell’economia italiana con un giro d’affari di più di 9 miliardi di euro e una crescita continua e costante.
Un comparto in costante crescita

Il turismo Open Air rappresenta la modalità che ha registrato la crescita maggiore negli ultimi anni. Oggi sicuro esempio di eccellenza dell’accoglienza italiana, tra soluzioni glamping e strutture con servizi e offerta di dimensioni notevoli, garantisce contatto con la natura e tantissime esperienze ed attività legate al territorio. Milioni di turisti in tutta Europa scelgono l’Italia come destinazione per le proprie vacanze all’aria aperta e il nostro è il secondo mercato del continente per quanto riguarda l’offerta.
A partire dal periodo post-Covid, gli italiani hanno riscoperto questo tipo di vacanza e il bisogno di trascorrere più tempo all’aria aperta, a contatto con la natura e lontano dalle folle. A rappresentare la fetta maggioritaria di ospiti dell’Open Air italiano però, sono ancora gli stranieri, che hanno da sempre visto l’Italia come una destinazione verde e attrattiva dal punto di vista dell’outdoor. Confrontando i dati odierni con quelli del 2019, infatti, si nota una crescita a doppia cifra (+14%) della domanda estera.
A livello geografico, il baricentro dell’offerta Open Air italiana si concentra nel Nord Est, dove si trovano i villaggi più grandi, famosi e di qualità, che accolgono ogni anno migliaia di ospiti. Qui, infatti, nel 2025 si è concentrato il 46% dei pernottamenti (31,4 milioni). Seguono per appeal il Centro (16,7 milioni), il Sud e le Isole (10,6 milioni) e il Nord Ovest (9,5 milioni).
Turismo Open Air 2026
A dare i numeri di questa realtà è Thrends, società di marketing turistico che ha realizzato un’analisi ad hoc per la sesta edizione dell’Osservatorio del turismo outdoor di Human Company, secondo cui quest’anno il comparto registrerà 68,4 milioni di pernottamenti tra campeggi, resort e villaggi. Si tratta di un dato che supera dello 0,5% il 2025 e che trova ancora nella compagine estera la maggioranza della composizione degli ospiti (55%). Dunque, l’Open Air si sta dimostrando resiliente e in grado di adattarsi velocemente alla mutazione delle dinamiche, registrando una domanda perlopiù stabile.
L’Open Air in Europa

La spesa media pro-capite per una vacanza Open Air in Italia si attesta sui 75 euro al giorno ma, se a questi si aggiungono anche l’indotto indiretto, si arriva ad un ricavo complessivo fino a 13,3 miliardi. Si tratta di numeri importanti, anche in confronto a quelli degli altri Paesi che in Europa sono famosi per la loro offerta Open Air. In Francia, Paese “da battere” in termini economici, infatti, la spesa diretta ammonta a 3,7 miliardi di euro (sostenuta da una forte domanda interna e internazionale, che però rispetto all’Italia genera soggiorni più brevi).
A livello Europeo, nel 2025 in soli 6 Paesi (Italia, Francia, Spagna, Germania, Croazia e Olanda) sono stati registrati 351,3 milioni di pernottamenti e tra questi, il Paese che mostra l’appeal internazionale più forte è la Croazia, dove il 96% degli ospiti arriva dall’estero. La domanda legata ad attività all’aria aperta ha rappresentato l’11,5% della domanda turistica totale europea e, a livello economico, Croazia e Italia sono i mercati che in alta stagione presentano i prezzi medi giornalieri per famiglia più alti (rispettivamente 63 e 73 euro pro-capite contro la media europea di 49 euro).
Questo però non scoraggia affatto gli ospiti, che anzi riscontrano una qualità elevata nelle strutture e un’accoglienza d’eccellenza. Per i campeggi a 5 stelle, infatti, si arriva a pagare anche 91 euro al giorno in Italia, e 98 in Spagna.
Le sfide per il futuro del comparto

Attualmente l’Open Air rappresenta uno dei pilastri del turismo italiano, ma i margini di miglioramento per il comparto sono ancora molto ampi. Innanzitutto, è necessario investire sull’innovazione e sulla qualità dell’offerta. La domanda, infatti, chiede comfort e servizi equiparabili (se non anche superiori) a quelli degli hotel a 3 o 4 stelle, e sempre più spesso la digitalizzazione rappresenta un plus dal peso specifico rilevante nella scelta dell’alloggio. Parallelamente, la sostenibilità e l’accessibilità rimangono pilastri dell’offerta Open Air, da continuare a valorizzare ed implementare, anche in connessione con servizi e attività a contatto con il territorio ed esperienze autentiche legate a tradizioni, artigianato e commercio locale.




