Inserire attività partecipative per l’ambiente all’interno dell’offerta turistica rappresenta un modo per coinvolgere attivamente gli ospiti nella salvaguardia del patrimonio naturale e per arricchire l’esperienzialità del viaggio. Un esempio concreto arriva da Montesilvano.
Attività partecipative per l’ambiente

Il turismo moderno è caratterizzato da una componente esperienziale che in passato ricopriva un ruolo marginale. Nel contempo è cresciuta anche l’attenzione per l’ambiente, trasformando le scelte dei viaggiatori e orientandoli verso vacanze sostenibili, con approccio green e soprattutto a stretto contatto con la natura. Si tratta di elementi che nell’Open Air non sono semplicemente presenti, ma che rappresentano il cuore stesso del comparto. Per questo, inserire iniziative a favore dell’ambiente, costituisce un plus. Coinvolgere gli ospiti in attività che lasciano un segno positivo aumenta il valore esperienziale della vacanza, li avvicina al territorio e aggiunge al viaggio l’esperienza. Partendo da un caso concreto in Abruzzo, ecco come implementare l’offerta unendo esperienza e ambiente, coinvolgimento, partecipazione e utilità sociale.
L’iniziativa di Montesilvano

Dopo il maltempo che nei mesi scorsi ha colpito il Centro Italia, e soprattutto dopo l’esondazione del fiume Saline, circa 6 km di costa del comune di Montesilvano sono stati interamente ricoperti di tronchi, rami, radici e detriti di legno. Questo ha reso molti tratti di spiaggia impraticabili per i bagnanti e, con la bella stagione alle porte, rappresenta un ostacolo per l’economia e per la fruizione delle spiagge. Per questo, l’amministrazione comunale ha autorizzato, con ordinanza straordinaria, i cittadini al prelievo dei detriti legnosi sulle spiagge.
Così facendo, i cittadini partecipano attivamente e in prima persona alla pulizia degli arenili, portando a casa tutto quello che riescono a raccogliere. Questo si traduce, per loro, in legna buona da utilizzare nei camini di casa e nei forni a legna, totalmente gratis. Alla componente economica, inoltre, si aggiunge la tematica ambientale: aiutando nella raccolta, i cittadini aiutano a rendere la spiaggia nuovamente fruibile e sicura, riducono i costi (e le emissioni) di smaltimento per la collettività e recuperano legname per l’uso domestico seguendo i principi dell’economia circolare.
L’importanza dell’esperienzialità nell’Open Air

Quello di Montesilvano è un esempio da cui prendere spunto per sviluppare un’offerta più ampia e orientata al coinvolgimento degli ospiti. Applicando questo approccio ad un’attività di tipo turistico, si riesce a coniugare un’utilità sociale con esperienze di altissimo valore, soprattutto per i clienti dell’Open Air, che sono naturalmente portati a ragionare già in termini di salvaguardia e rispetto nei confronti dell’ambiente che li accoglie.
Alla base della scelta di una vacanza e di una struttura en-plein-air, infatti, c’è la voglia di vivere un viaggio a contatto con la natura, in maniera immersiva e consapevole; dunque, anche l’offerta deve, coerentemente, rispecchiare criteri di sostenibilità e attenzione per l’ambiente. Aggiungere ad un’accoglienza di livello anche attività sul territorio volte al miglioramento degli habitat naturali e dei percorsi turistici, ne aumenta anche l’appeal ed è spendibile a livello comunicativo e di immagine.
Si tratta di un consolidamento etico e ideologico perfettamente coerente con la proposta Open Air, che aggiunge un elemento sociale ed esperienziale che è difficile trovare con altre modalità. L’importante, per la struttura, è che queste attività non richiedano competenze tecniche (e che siano, quindi accessibili a tutti) e che si adattino ad ospiti di tutte le età. In questo modo, si riesce a creare un legame diretto con il territorio e a trasformare la vacanza in un’esperienza significativa, non di rado unica.
Fermo restando che non esiste una soluzione che va bene per tutti, e che ogni struttura deve partire dal proprio territorio e dalle sue caratteristiche per creare un’offerta strutturata e mirata, ci sono diverse iniziative che gli operatori possono organizzare per coinvolgere i propri ospiti in attività partecipative e ambientaliste.
Esempi e idee

Ne è un esempio proprio la raccolta del materiale legnoso sulle spiagge, da organizzare con punti di raccolta e navette apposite, che la struttura può organizzare con gruppi di ospiti e volontari a fare da guide. In questo senso si possono creare kit (guanti, sacchi e pinze) per facilitare l’attività, e coinvolgere anche famiglie con bambini.
In alternativa, si può organizzare la rimozione dai sentieri montani dagli ostacoli naturali come rami, foglie e sassi, che rendono più difficile il cammino degli escursionisti, oppure la pulizia dei cartelli che segnalano i percorsi, spesso coperti da fronde e foglie. Ancora, si possono organizzare spedizioni per la raccolta di piccoli rametti e altri materiali, che gli uccelli possono poi utilizzare per la realizzazione dei nidi per i loro pulcini, oppure attività di Citizen Science, in cui si va alla ricerca di animali e piante autoctone o aliene, da segnalare tramite app o schede cartacee da riconsegnare poi in struttura.
La struttura può anche organizzare piccoli momenti di semina di piante autoctone (fiori selvatici, erbe aromatiche o specie mellifere), con cui gli ospiti contribuiscono a creare microhabitat per insetti impollinatori e imparano a riconoscere le varie tipologie botaniche e i loro cicli di vita. Si tratta di un’attività perfetta per le famiglie, e un modo per sensibilizzare sull’importanza della flora locale per la biodiversità. Infine, gli ospiti possono costruire piccoli rifugi per insetti e piccoli animali con materiali naturali come legno, canne o pigne, dando vita a dei veri e propri bee hotel. Queste attività trasformano una semplice passeggiata in un’esperienza più consapevole, e hanno un riverbero enorme, sia a livello emotivo che collettivo, aiutando il territorio e la sua comunità.




