I cammini fanno strada: dalla nuova legge al grande schermo

In Italia i cammini fanno strada e vivono il loro momento d’oro: dopo anni di mercato di nicchia, l’interesse del grande pubblico è esploso e i numeri iniziano ad essere considerevoli. Dall’approvazione della nuova legge ai successi del grande schermo, l’attenzione è tutta puntata sui cammini italiani, che iniziano a fare concorrenza a quelli nel resto d’Europa.

I cammini fanno strada

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Con il suo ultimo film “Buen Camino”, anche Checco Zalone ha acceso i riflettori sui cammini. Sebbene nel suo film si parli del Cammino di Santiago, è bastato mostrare i benefici dei cammini per accendere la scintilla e attirare l’attenzione di moltissimi. Il film ideale sequel del “Basilicata Coast to Coast” di Rocco Papaleo, fa parte di un filone narrativo che ispira ed alimenta il settore turistico perché porta l’attenzione dei viaggiatori sull’ampio patrimonio ambientale e culturale italiano.

A questa fama mediatica, si aggiunge poi la recente approvazione del disegno di Legge per la promozione e la valorizzazione dei cammini d’Italia, che ha come obiettivo quello di incentivare il turismo lento e sostenibile, capace di valorizzare i territori meno conosciuti e di sostenere lo sviluppo delle aree interne del Paese. I cammini si sono rivelati attrattori capaci di attirare un pubblico sia italiano che straniero e di portare valore nelle zone rurali, nei borghi e nei sentieri meno noti.

Valorizzare il turismo lento

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Secondo Manfred Pinzger, presidente di Confturismo, “La Legge conferma una nuova modalità di fare turismo: sostenibile, lento e ora sempre più accessibile anche alle persone con disabilità”. Grazie alla realizzazione di infrastrutture leggere legate alla mobilità lungo i percorsi, alla manutenzione dei sentieri e ad un miglioramento della raggiungibilità dei sentieri e delle località d’interesse, i cammini possono diventare una punta di diamante nell’offerta turistica all’aria aperta italiana. La legge serve per dare il giusto input alla creazione di una comunicazione efficace ed efficiente tra stazioni ferroviarie, autobus, ciclovie e punti di partenza dei cammini, volta alla realizzazione della cosiddetta intermobilità del territorio.

Così facendo, i flussi occasionali e stagionali possono tramutarsi in arrivi e presenze costanti, strutturali e fisse, diffuse su un ampio territorio e non circoscritte ai centri turistici più famosi. Il passo avanti che si può fare grazie a questo provvedimento ha un valore di grande impatto, in quanto promuove la mobilità dolce e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano, dando un incentivo importante anche al turismo delle radici, a quello dei borghi e a quello esperienziale.

Una legge ad ampio raggio, a vantaggio dell’Open Air

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La Legge sui cammini non include solamente i sentieri percorribili a piedi o in bicicletta (o con qualsiasi altro mezzo di mobilità leggera), ma anche vie d’acqua sia fluviali che marine, lagune e laghi. Questo contribuisce ad una fruizione lenta e consapevole di tutti i territori. Si tratta di un input che favorisce non solo il turismo, ma anche la riscoperta delle tradizioni locali e del patrimonio immateriale: la legge rappresenta un’occasione di dialogo tra la tutela ambientale e lo sviluppo economico, tra la sostenibilità turistica e il rilancio delle piccole realtà.

Grazie a questo provvedimento, finalmente l’Italia si mette al passo di altre realtà europee che già da tempo hanno intuito l’enorme potenziale dei cammini, rafforzando il proprio impegno verso un modello turistico più responsabile, sostenibile e a contatto con la natura. Da non sottovalutare è anche l’aspetto legato all’inclusività: grazie ai nuovi fondi e alla gestione più attenta dei cammini, questi potranno aprirsi anche ad un pubblico a mobilità ridotta, e rappresentare una nuova opportunità turistica per il nostro Paese, finora poco approfondita.

Questa legge è un’opportunità concreta per l’Italia di ripensare la mobilità e il tempo libero e di trasformarle in attività rigenerative, ad alto valore culturale ed ecologico. I cammini, infatti, non sono solamente religiosi, ma sono in grado di abbracciare la storia, l’archeologia, la botanica e tantissime altre materie.

Autore
  • Erika Fameli

    Romana, appassionata di viaggi e di scrittura, da diversi anni ha trasformato le sue passioni in un lavoro. Ex Executive Assistant di Faita Federcamping, ha lavorato come Social Media Manager e oggi collabora come copywriter freelance con riviste online tourism-oriented e non solo.

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