Uno sguardo al turismo del futuro: cosa vogliono i viaggiatori dalle proprie vacanze

Il modo di viaggiare degli italiani sta cambiando, e per gli operatori del turismo è essenziale intercettare questi cambiamenti e fornire un’offerta in grado di soddisfare i bisogni dei viaggiatori. Il 2025 si sta rivelando un anno da record per il turismo nazionale, e gli italiani che si sposteranno per le ferie sono 36,1 milioni, generando un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro. Dove vanno, come spendono i loro soldi e quali sono le loro preferenze? Una recente indagine di Tecné rivela i trend del 2025.

Turismo del futuro: come cambiano i viaggi

Uno dei dati più interessanti da considerare è quello che identifica la vacanza tipo degli italiani. A differenza di qualche anno fa, quando si concentravano tutti i giorni di ferie per la partenza estiva, oggi la vacanza della bella stagione dura di meno, ma ha partenze più frequenti. Mediamente, infatti, la durata delle vacanze degli italiani è scesa da 10,3 a 10 giorni, frammentati in più viaggi lungo tutto il trimestre estivo.

Il mese di agosto rimane ancora quello più gettonato per le partenze, ma si nota una rilevante destagionalizzazione sia nei mesi di giugno e luglio, prettamente estivi, piuttosto che maggio e settembre. Inoltre, gli italiani mostrano un’attenzione maggiore alla qualità della vacanza, e preferiscono optare per un soggiorno più breve ma di qualità più alta, piuttosto che più lungo e di qualità inferiore. Anche la destinazione inizia a cambiare e, sebbene il mare raccolga ancora il maggior numero di preferenze, le destinazioni naturalistiche e quelle lontane dal turismo di massa crescono tra gli intervistati. 

I dati dell’indagine

Dall’indagine di Tecné emergono diversi dati interessanti. In passato la maggior parte della spesa per un viaggiatore era nell’alloggio. Oggi, sebbene questa rimanga una voce di grandissima importanza (23,6%), è affiancata da altre uscite. In particolare, spiccano le esperienze (15,4%): i viaggiatori non vogliono più solo vedere un luogo, ma viverlo e fare esperienze indimenticabili. Così facendo, distribuiscono il loro budget su tutta la filiera, dalla ristorazione (28,7%) all’artigianato (11,2%). Il turismo, in questo modo, diventa un attivatore di valore sia economico che sociale, in grado di trainare non solo il proprio settore specifico, ma anche quelli a lui connessi.

Altre evidenze riguardano:

  • l’età dei viaggiatori: 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori;
  • il numero delle partenze: un terzo dei vacanzieri farà più di una partenza (il 41,3% ne farà 2, il 31,4% ne farà 3 e il 17,5% ne farà 4);
  • l’88% degli italiani viaggerà in Italia: 76,9% al mare, 16% in montagna, laghi e località termali e il 4,2% sceglierà le città d’arte;
  • la spesa media per 10 giorni di viaggio sarà di 888 euro a persona;
  • la tipologia di alloggio: il 28,8% starà da amici e parenti, il 26,3% in albergo, il 15,9% sceglie il campeggio, i villaggi turistici o i residence, l’11,9% le seconde case di proprietà, il 7,7% i B&B e il 5,3% gli affitti brevi.

Sostenibilità e accessibilità

Le caratteristiche dei viaggi degli italiani del 2025 mettono in evidenza una maggiore sostenibilità turistica. Si sta andando, come mostrano i dati, verso un turismo più qualitativo e indirizzato verso la natura, l’ambiente e la tranquillità (66,8%), abbandonando il modello del mordi e fuggi che per moltissimo tempo ha caratterizzato il settore. La destagionalizzazione che i viaggiatori stanno creando è un’occasione da non perdere per gli operatori della filiera turistica, che grazie a questi nuovi trend possono rafforzare l’occupazione e la redditività.

Tra i dati positivi però, c’è una nota stonata, che indica la quantità di italiani che, per motivi economici, quest’anno non riusciranno ad andare in vacanza. Si tratta del 49,2% della popolazione, che non partirà affatto tra giugno e settembre. Oltre alla mancanza di liquidità (54,8%) a frenare le vacanze degli italiani sono i motivi di salute (24,5%) e i motivi familiari (23,9%). Di chi rimarrà a casa durante l’estate, solo il 7,8%  lo farà per partire in un altro periodo. Questi numeri segnalano forte e chiaro che nel turismo italiano serve una maggiore accessibilità, in grado di garantire a tutti la possibilità di partire per le vacanze e capace di offrire benessere per tutti.

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