Tutti i trend di luglio 2025: dalla montagna al mare, passando per gli eventi

I trend turistici rilevati in luglio sono diversi e singolari. Secondo i dati delle associazioni di categoria e le testimonianze degli operatori, il secondo mese dell’estate è stato caratterizzato da un’incertezza turistica particolare: la montagna batte il mare nelle prenotazioni, mentre i lidi sono pieni solamente nei fine settimana. A complicare la situazione poi, ci si è messo anche il meteo, che nel mese di luglio è stato caratterizzato un po dappertutto da piogge, vento e temperature in calo. Di conseguenza sono state numerose le cancellazioni, e solamente i grandi eventi hanno retto le condizioni avverse, dimostrando ancora una volta come un calendario ricco di appuntamenti di valore possa fare la differenza.

I dati di luglio 2025

Dopo i mesi di maggio e giugno che hanno fatto ben partire la stagione estiva, il mese di luglio frena gli entusiasmi. Lo dicono i dati di diverse regioni italiane, tra cui spiccano quelli del Friuli Venezia Giulia: dopo un +3,5% di presenze turistiche a maggio e giugno, le località di mare hanno sofferto nel mese di luglio un’affluenza decisamente minore. Il mare in particolare, sembra attirare turisti solamente durante i fine settimana, mentre nei giorni lavorativi i lidi si svuotano. Le cause principali sono da imputare alle difficoltà economiche e al maltempo, che ha scoraggiato gli indecisi e fatto fare un passo indietro a chi aveva prenotato, ma poi non ha voluto rischiare e ha disdetto. Secondo i dati Sib (Sindacato Italiano Balneari) il calo delle presenze in spiaggia nel mese di luglio, a livello nazionale, è stato pari al 15%. In alcune regioni però, si è sofferto più che in altre: Romagna e Calabria hanno infatti registrato un calo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2024.

La montagna batte il mare

Al contrario del mare, la montagna sembra invece confermare i trend degli ultimi anni, e si afferma come una destinazione sempre apprezzata, anche in caso di maltempo. Rimanendo sempre in Friuli Venezia Giulia, la regione ha registrato disdette solamente nelle prenotazioni dell’ultimo minuto e in quelle che interessavano i soli weekend. A spingere la destinazione montana sono gli eventi e le attività all’aria aperta, come il cicloturismo. Le destinazioni montane hanno visto crescere la loro popolarità tra i viaggiatori sin dal termine della pandemia, e anche se gli incrementi in termini di presenze sono piuttosto bassi (all’incirca dell’1%), si dimostrano costanti. Le attività all’aria aperta permettono di scoprire, esplorare e muoversi, in maniera maggiore rispetto alla vacanza balneare. Questi dati mostrano chiaramente la necessità, per le mete montane, di dover gestire in maniera responsabile e sostenibile il turismo di massa in aumento e, per le mete balneari, il bisogno di differenziare l’offerta e allargare l’attrattiva. Serve una programmazione in termini di eventi e di decentralizzazione, in grado di rinnovare la classica vacanza balneare.

L’importanza degli eventi

Nel quadro non troppo positivo del mese di luglio 2025, gli eventi spiccano come un faro nella notte. Non importa se c’è stato maltempo e se i prezzi di alloggi sono aumentati: chi ha acquistato un biglietto per un concerto non vuole perderselo per nulla al mondo. I grandi eventi musicali e sportivi, infatti, diventano via via più importanti a livello sia economico che turistico nello scenario italiano, rappresentando di fatto un’assicurazione. Attirano persone da ogni parte del mondo, creano indotto e generano un interesse che non si concentra unicamente sulla destinazione dell’evento, ma anche sulla zona circostante. Si tratta di un dato da non sottovalutare, e anzi da valorizzare quanto più possibile, soprattutto nei periodi di bassa stagione, quando l’offerta turistica ha bisogno di essere incentivata di più.

Gli italiani tornano in Italia

Infine, un dato interessante di cui discutere, riguarda il grande ritorno degli italiani in Italia. A luglio infatti, le vacanze degli italiani che si sono spostati, hanno riguardato prevalentemente mete nostrane. Anche in questo caso, la motivazione principale è da ricercarsi nell’aspetto economico, ma ad incentivare la scoperta del territorio italiano sono anche le molte nuove possibilitĂ  che si stanno aprendo soprattutto nei borghi e nelle localitĂ  meno battute dal turismo di massa. 

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